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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - festival Locarno]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno]]></link><description><![CDATA[festival Locarno]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 02:19:36 -0700</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[LOCARNO 78 – Les courageux, di Jasmin Gordon]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-78-les-courageux-di-jasmin-gordon-film-recensione]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-78-les-courageux-di-jasmin-gordon-film-recensione#comments]]></comments><pubDate>Wed, 20 Aug 2025 10:10:36 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 78]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-78-les-courageux-di-jasmin-gordon-film-recensione</guid><description><![CDATA[       Cosa pu&ograve; essere disposta a fare una madre per assicurare una parvenza di normalit&agrave; ai propri figli? Fino a dove pu&ograve; spingersi per regalare loro qualche momento felice, nonch&eacute; l&rsquo;illusione di riuscire a resistere e risalire nonostante le difficolt&agrave;? In quale punto risiede il confine morale tra amore e spietate regole sociali, lotta per il benessere familiare e attivit&agrave; fuori dai canoni della legge?Sono i temi fondanti di Les courageux, primo l [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-01-07-40-06_orig.jpeg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Cosa pu&ograve; essere disposta a fare una madre per assicurare una parvenza di normalit&agrave; ai propri figli? Fino a dove pu&ograve; spingersi per regalare loro qualche momento felice, nonch&eacute; l&rsquo;illusione di riuscire a resistere e risalire nonostante le difficolt&agrave;? In quale punto risiede il confine morale tra amore e spietate regole sociali, lotta per il benessere familiare e attivit&agrave; fuori dai canoni della legge?<br /><br />Sono i temi fondanti di <strong><font color="#210eeb">Les courageux</font></strong>, primo lungometraggio di <strong><font color="#200deb">Jasmin Gordon</font></strong> (regista svizzera nata a Los Angeles e autrice di corti transitati in vari festival), gi&agrave; passato lo scorso autunno in alcune rassegne (Toronto, Roma) e presentato nella sezione Panorama Suisse a Locarno.<br /><br />Senza preamboli, siamo subito al centro dell&rsquo;azione. Jule, impegnata a crescere da sola tre ragazzini (Claire, Lo&iuml;c e Sami), viaggia con la prole in macchina, si ferma in un bar, ordina una limonata, si assenta con la tipica frase di circostanza "torno tra cinque minuti" e invece sparisce per ore. La proprietaria del locale chiama le guardie, i bambini fuggono per non farsi prendere dalle forze dell&rsquo;ordine e tornano a casa in autonomia, passando per i campi e attraversando pericolosamente l&rsquo;autostrada. Non sappiamo dove sia finita Jule, cosa stia facendo. La vediamo poi tornare in piena notte, e lasciarsi andare a un sospiro di sollievo quando li ritrova sani e salvi, addormentati sul divano.<br /><br />&Egrave; soltanto il primo gesto di Jule fuori dagli schemi che ci viene mostrato. La prima manovra scriteriata e di complessa accettazione emotiva agli occhi dello spettatore. Ne seguiranno altre, anche piuttosto estreme, oltre i paletti della legalit&agrave;.<br /><br />Chi &egrave; Jule? Una donna perduta ed egoista che si disinteressa dei figli? Una "poco di buono" che si droga e/o si prostituisce? No. &Egrave; una madre che combatte e non riesce; chiede supporto e non lo ottiene; prova a sorridere a chi le sta intorno e ne ricava sguardi malfidenti o commiserevoli. Cos&igrave; non le resta altro da fare che arrangiarsi. Magari rubando. Oggetti nei supermercati, soldi a persone conosciute, ingressi in posti vietati. Con tecniche tutt&rsquo;altro che improvvisate.&nbsp;<br /><br />Jule non &egrave; una novizia in tali ambiti. Sono comportamenti che attua da tempo, per i quali ha gi&agrave; avuto problemi con le autorit&agrave;. Eppure continua, tra una bugia e l&rsquo;altra, un sotterfugio e l&rsquo;altro, pur di garantire ai figli qualche anelito di gioia, qualche vaga speranza, qualche afflato di ordinaria quiete familiare. Che sia una festicciola improvvisata con mezzi di fortuna, un bagno al fiume, o la promessa di comprare una casa pur non avendone minimamente la reale possibilit&agrave;.<br /><br />La sceneggiatura scritta dalla Gordon e da <strong><font color="#200ee5">Julien Bouissoux</font></strong>, sviluppata con il sempre prezioso contributo del TorinoFilmLab, lascia domande irrisolte. Non ci racconta il pregresso, i motivi per cui Jule &egrave; arrivata a questa situazione. E lascia persino fuori dal nostro campo visivo alcune risoluzioni narrative. Espedienti utili per fermare il contesto qui e ora, concentrandosi sul rapporto tra lei e i figli, il legame solido nonostante tutto, l&rsquo;affetto che non sfiorisce al netto della paura e della confusione, i tentativi per far s&igrave; che i piccoli non siano divorati dalle circostanze.<br /><br />Certo, la forca inquisitoria del giudizio &egrave; dietro l&rsquo;angolo. In ogni momento. Nei personaggi di contorno che hanno a che fare con Jule e sanno, o comunque intuiscono. E anche ai nostri occhi esterni. Ma la regia riesce a mantenere la giusta distanza da tesi manichee, non esprime giudizi trancianti, segue con partecipazione la vicenda scartando facili pietismi. La macchina da presa alterna inquadrature concitate di leggero stampo dardenniano a piani pi&ugrave; lenti e misurati, sintomi di realismo sociale e lievi soffi di poesia. Sino a quando la protagonista si spoglia, si leva la corazza e si presenta (letteralmente) nuda davanti alla legge, consegnandosi alle conseguenze dei gesti compiuti. O magari si tratta invece di un ulteriore inganno, da cui ripartire, preda della societ&agrave; civile e allo stesso tempo cacciatrice di sogni, per s&eacute; e soprattutto per quelle creature che continueranno a volerle bene, qualsiasi cosa accada.<br /><br />Il film si muove sulle spalle di un&rsquo;eccellente <strong><font color="#2311e4">Oph&eacute;lia Kolb</font></strong>, attrice francese che si divide tra teatro, cinema e televisione, gi&agrave; vista sul grande schermo ad esempio in <em>Amanda</em> e <em>Les Passagers de la nuit</em>, entrambi diretti da Mikha&euml;l Hers. In lei coesistono con mirabile equilibrio disperazione, ribellione e orgoglio. Sentimenti esaltati dalle scene in cui accumula rifiuti cercando di mantenere testa alta e dignit&agrave;, e dalle parole rassicuranti rivolte ai figli pure negli istanti in cui ogni residuo di luce pare davvero smarrito.<br /><br />Bisogna essere <em>courageux</em>, per non rassegnarsi alla sconfitta. Anche solo per provarci, mentre la realt&agrave; del mondo ti calpesta e impone il proprio codice omologato. Lo sa Jule, lo imparano volenti o meno anche i ragazzi, in particolare Claire, la pi&ugrave; grande dei tre e quindi colei che meglio riesce a mettere a fuoco la loro vera condizione e tutti i rischi annessi.<br /><br />E allora come fare, per riuscire nell&rsquo;impresa? Scappare in eterno? Continuare a correre senza fermarsi mai? Forse in realt&agrave; esiste un unico modo: restare insieme.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75-76-77-78.html" target="_blank">Locarno 78</a></u><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Jasmin Gordon<br />Anno: 2024<br />Durata: 80'<br />Sceneggiatura: Julien Bouissoux, Jasmin Gordon<br />Fotografia: Andi Widmer<br />Montaggio: Jan M&uuml;hlethaler<br />Attori: Oph&eacute;lia Kolb, Jasmine Kalisz Saurer, Paul Besnier, Arthur Devaux, Sabine Timoteo</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='183378308546167736-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='183378308546167736-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/jule-und-claire-garten-1_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/jule-und-claire-garten-1.jpeg' class='galleryImage' _width='1311' _height='549' style='position:absolute;border:0;width:179.1%;top:0%;left:-39.55%' /></a></div></div></div></div><div id='183378308546167736-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-00-32-21-24_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-00-32-21-24.jpeg' class='galleryImage' _width='1311' _height='549' style='position:absolute;border:0;width:179.1%;top:0%;left:-39.55%' /></a></div></div></div></div><div id='183378308546167736-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6da6f477-b40e-4811-ad8f-05dab75aa1ea_orig.jpg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6da6f477-b40e-4811-ad8f-05dab75aa1ea.jpg' class='galleryImage' _width='969' _height='545' style='position:absolute;border:0;width:133.35%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='183378308546167736-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-00-39-40-24-1_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-00-39-40-24-1.jpeg' class='galleryImage' _width='1311' _height='549' style='position:absolute;border:0;width:179.1%;top:0%;left:-39.55%' /></a></div></div></div></div><div id='183378308546167736-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-00-46-00-12_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-00-46-00-12.jpeg' class='galleryImage' _width='1311' _height='549' style='position:absolute;border:0;width:179.1%;top:0%;left:-39.55%' /></a></div></div></div></div><div id='183378308546167736-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-01-00-10-05_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-01-00-10-05.jpeg' class='galleryImage' _width='1311' _height='549' style='position:absolute;border:0;width:179.1%;top:0%;left:-39.55%' /></a></div></div></div></div><div id='183378308546167736-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-01-07-40-06_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-01-07-40-06.jpeg' class='galleryImage' _width='901' _height='549' style='position:absolute;border:0;width:123.09%;top:0%;left:-11.54%' /></a></div></div></div></div><div id='183378308546167736-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='183378308546167736-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-01-10-39-18_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery183378308546167736]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lescourageux-stils-01-10-39-18.jpeg' class='galleryImage' _width='1120' _height='549' style='position:absolute;border:0;width:153.01%;top:0%;left:-26.5%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/xajfEjHnETk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 78 – Bagger Drama di P.Baumgartner / Io non ti lascio solo di F.Cattani]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-78-bagger-drama-io-non-ti-lascio-solo-film-recensione]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-78-bagger-drama-io-non-ti-lascio-solo-film-recensione#comments]]></comments><pubDate>Tue, 12 Aug 2025 10:17:57 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 78]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-78-bagger-drama-io-non-ti-lascio-solo-film-recensione</guid><description><![CDATA[       Come sempre il Festival di Locarno si muove tra orizzonti variegati, consentendo di compiere percorsi tra cinematografie e tematiche di diversa accezione. In un&rsquo;annata che ha visto la presenza di autori molto importanti nel concorso principale (Radu Jude con la sua rivisitazione punk di Dracula, Kechiche con l&rsquo;attesissimo Metkoub My Love: Canto Due), le sezioni collaterali hanno lasciato spazio a opere pregevoli provenienti da tutto il mondo, inclusa peraltro la stessa Svizzer [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9f15a528-4f71-4c11-b40c-9b5f98910086_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Come sempre il <strong><font color="#0d14e4">Festival di Locarno</font></strong> si muove tra orizzonti variegati, consentendo di compiere percorsi tra cinematografie e tematiche di diversa accezione. In un&rsquo;annata che ha visto la presenza di autori molto importanti nel concorso principale (<strong><font color="#0f15e8">Radu Jude</font></strong> con la sua rivisitazione punk di <em>Dracula</em>, <strong><font color="#0d14e3">Kechiche</font></strong> con l&rsquo;attesissimo <em>Metkoub My Love: Canto Due</em>), le sezioni collaterali hanno lasciato spazio a opere pregevoli provenienti da tutto il mondo, inclusa peraltro la stessa Svizzera, sede dell&rsquo;evento.&nbsp;<br /><br />Proprio in Svizzera &egrave; stato realizzato uno dei film che ci ha maggiormente colpito nel vasto programma, ovvero <strong><font color="#0c13e3">Bagger Drama</font></strong>, di <strong><font color="#0c12df">Piet Baumgartner</font></strong>, storia di un devastante lutto e di come esso sia elaborato da chi ne &egrave; direttamente coinvolto.<br /><br />Tutto verte intorno all&rsquo;attivit&agrave; di una famiglia che gestisce un&rsquo;azienda legata all&rsquo;acquisizione, vendita e riparazione di macchine edili, in particolare escavatori. Padre, madre e figlio occupano le loro giornate impegnandosi tra le varie mansioni attinenti, ma nulla &egrave; pi&ugrave; come prima da quando la loro figlia/sorella &egrave; scomparsa, a soli 19 anni, per via di un tragico incidente durante un&rsquo;uscita in canoa.<br /><br />Una perdita di questo genere non pu&ograve; che sconvolgere ogni equilibrio, ogni certezza, ogni precedente acquisizione pratica e mentale. A maggior ragione se il rapporto tra i tre membri rimasti naviga sulle coordinate del non detto, dell&rsquo;affetto trattenuto o mostrato con gesti isolati e misurati. In questo quadro generale, l&rsquo;accettazione dell&rsquo;evento, riuscita o mancata, segue comunque spartiti stratificati, mai incasellabili. Cos&igrave;, mentre il capo famiglia si getta nel lavoro e pare conservare energie e solidit&agrave;, la madre si rifugia nel passato, negli oggetti e nella ricerca di chi pi&ugrave; non c&rsquo;&egrave;, e il figlio prova a darsi speranze di futuro attraverso attrazioni fisiche, gesti d&rsquo;improvvisata libert&agrave; e progetti di fuga verso l&rsquo;America.<br /><br />I risvolti della trama sono analizzati da Baumgartner con mirabile precisione e momenti narrativi che spiegano tanto, anche tramite simbolismi non banali. Un timido abbraccio nel silenzio che vale pi&ugrave; di mille parole; il lettino di un ospedale che va in su e in gi&ugrave; alla stregua della volont&agrave; di provare ad andare oltre o restare invece ancorati alla buia sinfonia della sofferenza; l&rsquo;istinto che porta a idee scapestrate da cui estrarre bozze di sorriso (un bagno nudi nel fiume di notte, una gita al McDonald&rsquo;s guidando l&rsquo;escavatore); o ancora, un attimo di raccoglimento collettivo nel quale i tre protagonisti chiudono gli occhi insieme e qualche secondo dopo li riaprono, ma non in sincrono, a esemplificare la carenza di vera comprensione reciproca.<br /><br />&Egrave; da qui, dall&rsquo;empatia non abbastanza presente, che i cuori si allontanano, tra chi va a cercare altre strade per una parvenza di felicit&agrave;, e chi invece si tiene tutto dentro, salvo poi affondare in gesti estremi. Rette emotive parallele, da cui giocoforza &egrave; complicato trovare un punto d&rsquo;incontro, sviluppate dal regista con ammirevole sensibilit&agrave;. Senza facili ridondanze lacrimevoli. Ma al contempo senza rinunciare a qualche tocco stilistico originale.<br /><br />Lo sappiamo bene, la magia del (buon) cinema risiede anche nella capacit&agrave; di creare poesia laddove in teoria la poesia non c&rsquo;&egrave;. Ecco dunque che Baumgartner si inventa brillanti scene durante le quali imposta una sorta di coreografia con gli escavatori dell&rsquo;azienda, pronti a spostarsi in simultaneit&agrave; (le persone no, le macchine s&igrave;) dando vita a "balletti" dal sorprendente potere visivo. E mentre gli apparecchi industriali "danzano", gli uomini e le donne consumano le ferite del cordoglio, si leccano le cicatrici o le lasciano invece sanguinare. Senza che ci&ograve; debba essere giusto o sbagliato, poich&eacute; il dolore non ha dogmi n&eacute; universali risoluzioni.<br /><br /><strong><font color="#0b12e6">Bagger Drama</font></strong>, gi&agrave; premiato al Festival di San Sebastian<strong><font color="#0b12e6">,&nbsp;</font></strong>fa del rispetto la sua forza. Rappresenta evitando i giudizi, anche quando (ci) costringe ad assistere a decisioni radicali. Si giova di attori d&rsquo;indiscutibile bravura (con menzione speciale per <strong><font color="#0d13de">Bettina Stucky</font></strong>) e ha forse come unico difetto la scelta di musiche un po&rsquo; troppo agevoli. Limite comunque secondario, a fronte di un&rsquo;opera che dipinge con maestria le infinite sfumature racchiuse tra le acque dense della perdita.<br />&#8203;<br /><br />Nell&rsquo;oceano di sentimenti avviluppato all&rsquo;esiziale privazione procede anche <strong><font color="#1016df">Io non ti lascio solo</font></strong>, diretto da <strong><font color="#0b11df">Fabrizio Cattani</font></strong>, basato sul romanzo di Gianluca Antoni e presentato nella sezione Kids Screenings, dedicata agli spettatori pi&ugrave; piccoli. Nucleo della vicenda il giovane Filo, che intraprende un&rsquo;escursione tra i boschi insieme al fidato amico Rullo, alla ricerca del suo cane Birillo, scappato durante un temporale.<br /><br />L&rsquo;immersione nella natura a tratti anche oscura e pericolosa si pone come chiaro concetto legato all&rsquo;esperienza interiore del protagonista, costretto ad affrontare l&rsquo;angoscia per la sparizione dell&rsquo;animale ma soprattutto il sentiero di inevitabile crescita derivato dalla recente scomparsa della madre. Un cammino impervio, soprattutto per un uomo che ancora uomo non &egrave;. Per reggere l&rsquo;urto, Filo inventa soluzioni che esulano dalla realt&agrave; fattuale (non sveliamo di pi&ugrave;), disperati appigli con cui difendersi dalla nuova e insostenibile assenza. In questo caso la sfida al lutto &egrave; prima di tutto negazione, finzione auto imposta, creazione di mondi alternativi con cui respingere il vuoto. I personaggi che Filo incontra lungo il tragitto, volenterosi di aiutarlo oppure burberi e minacciosi, svelano un po&rsquo; alla volta verit&agrave; a lui nascoste, e vanno a comporre tasselli di un mosaico necessario per arrampicarsi oltre le colline del rifiuto.<br /><br />Il film di Cattani, girato in Calabria, in uscita nelle sale italiane in autunno, con <strong><font color="#0b11e0">Giorgio Pasotti</font></strong> nei panni di un padre eroso dai sensi di colpa e (in apparenza) inadeguato a decifrare i bisogni del figlio, chiama un pubblico di et&agrave; simile al suo eroe. Fattore che per certi aspetti ne limita lo spessore, ma non ne elimina la riuscita. Per l&rsquo;acume nel disporre argomenti validi a qualsiasi et&agrave;, e l&rsquo;abilit&agrave; nel rivolgersi ai ragazzi donando per&ograve; spunti di riflessione e commozione anche agli adulti.&nbsp;<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75-76-77-78.html" target="_blank">Locarno 78</a></u><br /><br /><em>Schede tecniche</em><br /><br /><strong>Bagger Drama</strong><br /><br />Regia: Piet Baumgartner<br />Anno: 2024<br />Durata: 95'<br />Sceneggiatura: Piet Baumgartner<br />Fotografia: Pascal Reinmann<br />Montaggio: Tania St&ouml;cklin<br />Attori: Bettina Stucky, Phil Hayes, Vincent Furrer, Karin Pfammatter, Maximilian Reichert<br /><br /><strong>Io non ti lascio solo</strong><br /><br />Regia: Fabrizio Cattani<br />Anno: 2025<br />Durata: 95'<br />Sceneggiatura: Fabrizio Cattani<br />Montaggio: Paola Freddi<br />Musiche: Luca D'Alberto<br />Attori: Giorgio Pasotti, Mimmo Borrelli, Valentina Cervi, Andrea Matrone, Michael D'Arma<br /><br /></div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='250475639454639354-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='250475639454639354-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9f15a528-4f71-4c11-b40c-9b5f98910086_orig.jpg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9f15a528-4f71-4c11-b40c-9b5f98910086.jpg' class='galleryImage' _width='969' _height='545' style='position:absolute;border:0;width:133.35%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='250475639454639354-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6d4ad2c9-6594-49fe-9ba6-21d46c0eb256_orig.jpg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6d4ad2c9-6594-49fe-9ba6-21d46c0eb256.jpg' class='galleryImage' _width='969' _height='545' style='position:absolute;border:0;width:133.35%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='250475639454639354-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/bf2e1109-a6c8-417f-b220-3fe44765d9ae_orig.jpg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/bf2e1109-a6c8-417f-b220-3fe44765d9ae.jpg' class='galleryImage' _width='969' _height='545' style='position:absolute;border:0;width:133.35%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='250475639454639354-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/23c3555c-3a64-4509-859b-4eebd9d9655f_orig.jpg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/23c3555c-3a64-4509-859b-4eebd9d9655f.jpg' class='galleryImage' _width='969' _height='545' style='position:absolute;border:0;width:133.35%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='250475639454639354-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/20983849-3d83-411d-aa97-bb5116a78ca3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/20983849-3d83-411d-aa97-bb5116a78ca3.jpg' class='galleryImage' _width='969' _height='545' style='position:absolute;border:0;width:133.35%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='250475639454639354-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/28249ea1-4b6b-462e-9e78-21cebe1d25dd_orig.jpg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/28249ea1-4b6b-462e-9e78-21cebe1d25dd.jpg' class='galleryImage' _width='969' _height='545' style='position:absolute;border:0;width:133.35%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='250475639454639354-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1752235442121_orig.jpg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1752235442121.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='533' style='position:absolute;border:0;width:112.57%;top:0%;left:-6.29%' /></a></div></div></div></div><div id='250475639454639354-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='250475639454639354-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/giorgio-pasotti-1500x1000_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery250475639454639354]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/giorgio-pasotti-1500x1000.jpeg' class='galleryImage' _width='800' _height='533' style='position:absolute;border:0;width:112.57%;top:0%;left:-6.29%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/rAHGFrAnof4?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 77 – Rita, di Paz Vega]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-rita-di-paz-vega-film-recensione]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-rita-di-paz-vega-film-recensione#comments]]></comments><pubDate>Thu, 22 Aug 2024 09:38:23 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 77]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-rita-di-paz-vega-film-recensione</guid><description><![CDATA[       &#8203;Ci sono segreti dentro alle case. Segreti spiacevoli, dolorosi, infami, nascosti agli occhi di chi ignaro cammina per le strade. Ci sono prigioni da cui &egrave; difficile evadere, soprattutto se sei una donna sposata con figli, in una nazione dove il divorzio &egrave; da poco stato introdotto e la mentalit&agrave; cattolica &egrave; ben radicata.Poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;innocenza. Quella virt&ugrave; naturalmente insita nell'et&agrave; dell&rsquo;infanzia, destinata purtroppo  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-medium " style="padding-top:5px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:10px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/40368c42-3b91-4384-8224-26455e7208a4_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;Ci sono segreti dentro alle case. Segreti spiacevoli, dolorosi, infami, nascosti agli occhi di chi ignaro cammina per le strade. Ci sono prigioni da cui &egrave; difficile evadere, soprattutto se sei una donna sposata con figli, in una nazione dove il divorzio &egrave; da poco stato introdotto e la mentalit&agrave; cattolica &egrave; ben radicata.<br /><br />Poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;innocenza. Quella virt&ugrave; naturalmente insita nell'et&agrave; dell&rsquo;infanzia, destinata purtroppo con ogni probabilit&agrave; a perdersi via via che si cresce. Un&rsquo;innocenza che in certe situazioni rischia per&ograve; di evaporare troppo in fretta, contro la propria volont&agrave;, senza colpa dinanzi a scene terribili e faticose da comprendere. Traumi le cui conseguenze restano e resteranno impresse sulla pelle e nel cuore, alla stregua di cicatrici impossibili da estirpare.<br /><br />Ecco i temi al centro di <strong><font color="#0f1ced">Rita</font></strong>, lungometraggio d&rsquo;esordio in veste di sceneggiatrice e regista per <strong><font color="#0e1beb">Paz Vega</font></strong>, presentato in anteprima a Locarno nella cornice di Piazza Grande. Conosciuta sia dal pubblico europeo che dalle platee americane, forte di interpretazioni divise tra commedie erotiche e drammi, da <em>Lucia y el sexo</em> a <em>Hable con ella</em> (<em>Parla con lei</em>), da <em>La masseria delle allodole</em> a <em>Vallanzasca</em>, da <em>Spanglish</em> al delizioso <em>10 Items or Less</em> (<em>10 cose di noi</em>), l&rsquo;attrice e modella spagnola ha pensato per lungo tempo a questo film. Non ha avuto fretta, ha atteso le condizioni giuste, riuscendo alla fine a realizzare un lavoro che colpisce l&rsquo;anima dello spettatore per la durezza del contenuto, ma pure per la sua dolcezza.<br /><br />Con la macchina da presa quasi sempre ad altezza di bambina seguiamo la piccola Rita, 7 anni. Nella cameretta dove dorme con il fratellino Lolo c&rsquo;&egrave; un disegno attaccato al muro che rappresenta la sua famiglia contornata da un grande cuore. Loro due, il pap&agrave; e la mamma. Un idillio che purtroppo non trova fondamento nella realt&agrave;. Rita &egrave; ordinata, premurosa e attenta nello svolgere le faccende di casa, si entusiasma per una gita in piscina o un giro sulle giostre, vorrebbe andare al mare, vuol bene alla nonna, dice le preghiere e da brava sorella maggiore aiuta il fratello se lo vede in difficolt&agrave;. I suoi occhi emanano infinita gentilezza. Dietro il velo dell&rsquo;apparenza scava per&ograve; l&rsquo;inferno, espresso da un padre tassista che quotidianamente umilia la madre a suon di critiche e insulti per ogni (vera o presunta) mancanza, fosse anche solamente l&rsquo;errore di non mettere al fresco le birre in frigorifero. Invettive che talvolta vanno persino un passo oltre, passando dalla prepotenza verbale all&rsquo;aggressione fisica.<br /><br />Siamo a Siviglia, in una caldissima estate. &Egrave; il 1984, si guardano alla televisione partite di calcio con la nazionale francese di Tigana, Giresse e Platini. La periferia urbana dove vive la famiglia di Rita &egrave; perlopi&ugrave; povera e operaia. Si gioca per la strada, si cerca quel poco di felicit&agrave; possibile, si risparmiano soldi per comprare un condizionatore con cui combattere l&rsquo;afa. I mezzi sono pochi, lo stress &egrave; tanto. Un uomo fatica tutto il giorno, torna a casa la sera e non trova nemmeno una birra gelata a disposizione: insopportabile, inaccettabile. Basta poco per scatenare l&rsquo;ira, a cui i bimbi possono sottrarsi solo tappandosi le orecchie, rifugiandosi in cameretta o sul tetto e creando nella mente liete storie di fantasia. &Egrave; un&rsquo;epoca in cui la Spagna ancora accusa i postumi della dittatura; l&rsquo;opportunit&agrave; di divorzio esiste da pochi anni e fatica a prendere piede. Per una donna con figli che dipende economicamente dal marito &egrave; difficile trovare il coraggio di considerare la parola <em>separazione</em>, nonostante si viva in una gabbia nera dove ogni decisione &egrave; propriet&agrave; esclusiva dell&rsquo;uomo, lo sdegno si apparenta ai silenzi sottomessi, gli insulti e le botte si alternano a obbligati e schifosi amplessi notturni e si &egrave; sempre sul chi va l&agrave;, tra le fauci della paura.<br /><br />Nella gabbia c&rsquo;&egrave; la madre (interpretata dalla stessa Paz Vega), magrissima, smunta, con un viso adombrato dalla consunzione. Ma anche i figli, inermi, costretti a sentire e vedere cose che un bimbo non dovrebbe nemmeno immaginare.<br /><br />Dallo scenario appena enunciato risulta facile e immediato paragonare <em>Rita</em> a <em>C&rsquo;&egrave; ancora domani</em>, il recente, osannato e pluripremiato film di <strong><font color="#0b18e8">Paola Cortellesi</font></strong>, tipico esempio di come il termine "capolavoro" sia usato con troppa leggerezza. Tra le due opere esiste un netto scarto temporale (dagli anni Quaranta agli Ottanta), ma le tematiche di base sono per molti versi equiparabili. Sperando di non essere accusati di lesa maest&agrave;, ci permettiamo di affermare che la pellicola dell&rsquo;ex icona sexy iberica raggiunge esiti decisamente migliori. Qui non ci sono artifici formali velleitari (i pestaggi a passo di danza) bens&igrave; una linearit&agrave; d&rsquo;insieme encomiabile proprio perch&eacute; priva di fantomatiche invenzioni stilistiche. Inoltre, le violenze avvengono fuoricampo, in una sorta di ammirabile rispetto per il dolore.<br /><br />L&rsquo;unica peculiarit&agrave;, come accennato, &egrave; racchiusa nel posizionamento della cinepresa, posta quasi sempre all&rsquo;altezza della piccola Rita, soprattutto nella parte iniziale. Gli adulti sono tagliati a met&agrave;, i loro visi lasciati fuori dall&rsquo;inquadratura, su in alto, troppo in alto per essere decifrati. Giganti, estranei, lontani. Un po&rsquo; alla volta per&ograve; i titani entrano a pieno titolo nel campo visivo, in senso opposto rispetto alla forzatura tale per cui la portabandiera dell&rsquo;et&agrave; della purezza &egrave; suo malgrado costretta a confrontarsi con il loro mondo.<br /><br />Il debutto registico di Paz Vega trapassa il cuore, per ci&ograve; che racconta e per la semplicit&agrave; del <em>come</em>, nel suo voler essere esempio del destino sofferto e nascosto di tante, troppe donne, ieri come oggi. Nel mentre possiamo per&ograve; anche emozionarci per un paesaggio fiorito in cui scorrono fiumi di tenerezza, glorificati dallo splendore della protagonista <strong><font color="#0e1ae5">Sof&iacute;a Allepuz</font></strong>, le cui espressioni e i cui sorrisi sfondano lo schermo.<br /><br />Nella genuinit&agrave; della messinscena, nei sospiri di favola in risposta all&rsquo;orrore, si diffonde la candida bellezza di <em>Rita</em>, a cui contrapporre un unico dubbio, relativo all&rsquo;epilogo, non certo fuori contesto ma probabilmente esagerato nell&rsquo;economia del racconto. Per il resto convinti applausi, e il desiderio di lanciare anche noi un aeroplanino di carta, in un alito di gioia, sognando le onde del mare.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75-76-77-78.html" target="_blank">Locarno 77</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia e sceneggiatura: Paz Vega<br />Attori: Sof&iacute;a Allepuz, Alejandro Escamilla, Paz Vega, Roberto &Aacute;lamo<br />Fotografia: Eva D&iacute;az Iglesias<br />Montaggio: Ana &Aacute;lvarez Ossorio<br />Musica: Pablo Cervantes<br />Anno: 2024<br />Durata: 94&rsquo;</div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='415661587388114537-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='415661587388114537-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='415661587388114537-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/eea3bc15-868c-4f82-b135-79c543dc25d8_orig.jpg' rel='lightbox[gallery415661587388114537]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/eea3bc15-868c-4f82-b135-79c543dc25d8.jpg' class='galleryImage' _width='752' _height='577' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-1.15%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='415661587388114537-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='415661587388114537-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/40368c42-3b91-4384-8224-26455e7208a4_orig.jpg' rel='lightbox[gallery415661587388114537]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/40368c42-3b91-4384-8224-26455e7208a4.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='577' style='position:absolute;border:0;width:133.1%;top:0%;left:-16.55%' /></a></div></div></div></div><div id='415661587388114537-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='415661587388114537-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/61abc3d5-ee5d-4efb-b814-2882f4908b37_orig.jpg' rel='lightbox[gallery415661587388114537]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/61abc3d5-ee5d-4efb-b814-2882f4908b37.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='577' style='position:absolute;border:0;width:133.1%;top:0%;left:-16.55%' /></a></div></div></div></div><div id='415661587388114537-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='415661587388114537-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/67554708-42d4-45a5-8604-50f535b9bb3c_orig.jpg' rel='lightbox[gallery415661587388114537]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/67554708-42d4-45a5-8604-50f535b9bb3c.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='577' style='position:absolute;border:0;width:133.1%;top:0%;left:-16.55%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/sVYhjxZcs1M?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 77 – Olivia & Las Nubes / Der Fleck]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-olivia-las-nubes-der-fleck-film-recensione]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-olivia-las-nubes-der-fleck-film-recensione#comments]]></comments><pubDate>Fri, 16 Aug 2024 11:53:18 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 77]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-olivia-las-nubes-der-fleck-film-recensione</guid><description><![CDATA[       &#8203;A Locarno si parla d&rsquo;amore. Sfruttando il cinema come potente strumento per analizzarne le dinamiche, attraverso forme tanto differenti quanto efficaci. Esempio pregnante Olivia &amp; Las Nubes, film d&rsquo;animazione proveniente dalla Repubblica Dominicana e diretto da Tom&aacute;s Pichardo-Espaillat, autore assai noto nel suo paese con numerosi lavori gi&agrave; alle spalle.Da un lato lo stile, dall&rsquo;altro il racconto. La prima faccia della medaglia ci regala un&rsquo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7b60d751-f8cd-4651-90b7-0d2708f851be-1_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;A Locarno si parla d&rsquo;amore. Sfruttando il cinema come potente strumento per analizzarne le dinamiche, attraverso forme tanto differenti quanto efficaci. Esempio pregnante <strong><font color="#0f15e9">Olivia &amp; Las Nubes</font></strong>, film d&rsquo;animazione proveniente dalla Repubblica Dominicana e diretto da <strong><font color="#1016e6">Tom&aacute;s Pichardo-Espaillat</font></strong>, autore assai noto nel suo paese con numerosi lavori gi&agrave; alle spalle.<br /><br />Da un lato lo stile, dall&rsquo;altro il racconto. La prima faccia della medaglia ci regala un&rsquo;opera in cui la creativit&agrave; domina la scena in ogni istante, grazie a un caleidoscopio di linee, spirali, segmenti e colori in grado di ammaliare lo sguardo attimo dopo attimo. Senza sosta si passa da tratti semplici, stilizzati, persino "infantili" (termine tutt&rsquo;altro che limitativo) a figure pi&ugrave; complesse, da inserti metaforici a invenzioni visive in perenne movimento che transitano da un soggetto e da un materiale all&rsquo;altro. Il regista e i collaboratori non si risparmiano, amalgamano l&rsquo;animazione classica con stop motion e immagini live action di stampo documentaristico, dividono spesso lo schermo in quadretti e danno vita a un mondo magico, poetico, surreale, ricchissimo di stimoli per l&rsquo;occhio oltrech&eacute; per l&rsquo;udito.<br /><br />Poi c&rsquo;&egrave; la scrittura, aspetto non certo secondario, estesa in pi&ugrave; storie che si intersecano. Abbiamo Olivia, prigioniera di un vecchio amante perduto che vive sotto il suo letto e si nutre di fiori ricambiando con nuvole di pioggia; Barbara, trattata male dall&rsquo;uomo che vorrebbe al suo fianco; Mauricio, avvolto dalla tristezza fino a sperare di essere ingoiato dalla terra; Ramon, sbalordito di fronte a una pianta che assume le fattezze di una donna innamorata (e parecchio gelosa). Temi dunque adulti, sviluppati nel segno di una riflessione sui traumi del sentimento, il dolore della lontananza, i rimorsi non curabili, i ricordi che non se ne vanno e sopravvivono alla corrosione del tempo, come marionette in valigia.<br /><br />L&rsquo;unione di idee e sostanza &egrave; di prima qualit&agrave;. Una scatola da cui fuoriescono matite, pastelli, nastri e infiniti coriandoli di seta, talmente stipata da rendere quasi impossibile l&rsquo;eventualit&agrave; di riuscire a coglierne tutti i dettagli. C&rsquo;&egrave; davvero molta bellezza in <em>Olivia &amp; Las Nubes</em>, lavoro onirico, maturo, eclettico e prezioso.<br /><br />Maturo, nonostante l&rsquo;et&agrave; acerba dei suoi interpreti; aggettivo che ben si presta per introdurre <strong><font color="#0c12e9">Der Fleck</font></strong>, del tedesco <strong><font color="#090fe2">Willy Hans</font></strong>, inserito (come il titolo precedente) nella sezione Cineasti del presente, a conti fatti, un po&rsquo; come tutti gli anni, la pi&ugrave; interessante del festival. Dagli eventi dell&rsquo;et&agrave; adulta passiamo alla dimensione complessa dell&rsquo;adolescenza. Al centro della scena Simon, annoiato ragazzo che un giorno raggiunge un gruppo di coetanei per una giornata di "relax" al fiume. Minuti e ore scorrono nella placida noia; effusioni tra partner, giochi di rapida dissoluzione, sigarette, scherzi, piccoli imbarazzi. Un languido dolce far niente da cui Simon si sente escluso. Sempre in disparte, a incrociare con timidezza e vergogna gli sguardi altrui ed essere pi&ugrave; volte sul punto di andarsene. La situazione di stallo muta per&ograve; all&rsquo;arrivo di Maria, ragazza dall&rsquo;apparente scudo forte sotto il quale per&ograve; si percepisce una certa fragilit&agrave; e tenerezza. Simon e Maria si allontanano dagli altri, trovando senza bisogno di parole o di chiss&agrave; quali gesti una spontanea complicit&agrave; che li porta ad avventurarsi nel bosco. Ha inizio un viaggio incantato, durante il quale i due ragazzi si fondono con gli alberi, le pietre, l&rsquo;acqua, limitandosi a minimi approcci fisici tra loro ma vivendo un&rsquo;esperienza speciale che probabilmente rimarr&agrave; impressa nella memoria.<br /><br />Il paradosso di <em>Der Fleck</em> &egrave; la sostanziale immobilit&agrave;, in contrasto con una sorta di ipnosi che ammanta lo spettatore senza sforzo. Non accade quasi nulla, nella prima parte e pure nella seconda. Nonostante ci&ograve; la mano dell&rsquo;autore ci trasporta in una realt&agrave; sospesa, rarefatta, in cui sembra non esserci n&eacute; un prima n&eacute; un dopo. Siamo dentro le viscere di una bolla panica che elimina le maschere, gli obblighi della scuola, le pressioni sociali, i sogni del futuro. Siamo nell&rsquo;attimo, l&igrave; e ora, un attimo da consumare con lentezza, folletti nel regno della natura e forse beneficiari di un primo silente tuffo nella passione.<br /><br />Hans guida l&rsquo;escursione bucolica prendendosi pi&ugrave; di una libert&agrave;: consente ai protagonisti di guardare verso la macchina da presa, inquadra un ciak rompendo la parete della finzione, cambia stile e velocit&agrave; di montaggio. Sceglie i volti giusti, in particolare quello di <strong><font color="#0a10de">Alva Sch&auml;fer</font></strong> (berlinese classe 2002), i cui capelli in tinta eccentrica e il cui considerevole magnetismo riportano alla mente la L&eacute;a Seydoux di <em>La vie d&rsquo;Ad&egrave;le</em>. E quando i contorni di fiaba finiscono e i ragazzi si ricongiungono alla compagnia, rimangono la stanchezza e qualche foto sfocata e imbranata, testimonianze dell&rsquo;episodio che potrebbe aver decretato la nascita di una relazione e/o un rito di passaggio.&nbsp;<br /><br />Per&ograve; se anche cos&igrave; non fosse poco importa; c&rsquo;&egrave; stato il <em>momento</em>. Uno di quelli che non si dimenticano mai.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75-76-77-78.html" target="_blank">Locarno 77</a></u><br /><br /><br /><em>Schede tecniche</em><br /><br /><strong>Olivia &amp; Las Nubes (Olivia &amp; the Clouds)</strong><br /><br />Regia e sceneggiatura: Tom&aacute;s Pichardo-Espaillat<br />Voc: H&eacute;ctor An&iacute;bal, Olga Valdez, Elsa N&uacute;&ntilde;ez, Dominique Goris, Fery Cordero<br />Musica: Cem Misirliog&#774;lu<br />Anno: 2024<br />Durata: 84&rsquo;<br /><br /><strong>Der Fleck (Skill Issue)</strong><br /><br />Regia e sceneggiatura: Willy Hans<br />Attori: Leo Kuhn, Alva Sch&auml;fer, Shadi Eck, Felix Maria Zeppenfeld<br />Fotografia: Paul Spengemann<br />Montaggio: Willy Hans, Matthias Graatz<br />Musica: Isol&eacute;e, Daniel Hobi, Christoph Blawert<br />Anno: 2024<br />Durata: 94&rsquo;</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='874632772691445912-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='874632772691445912-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/e80aa800-af0d-474d-a037-228e249c70b7_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/e80aa800-af0d-474d-a037-228e249c70b7.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='874632772691445912-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2842ec0c-9304-41e3-936b-494532fa1547_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2842ec0c-9304-41e3-936b-494532fa1547.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='874632772691445912-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3bc3fa33-ad85-4337-b540-124b5eacf936_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3bc3fa33-ad85-4337-b540-124b5eacf936.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='874632772691445912-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/95a69618-74dc-4e54-b8c9-d3f805c8ac38_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/95a69618-74dc-4e54-b8c9-d3f805c8ac38.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='874632772691445912-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6e3f7596-1ee5-47dc-810b-6587ae815e68_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6e3f7596-1ee5-47dc-810b-6587ae815e68.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='874632772691445912-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/38c79713-df6d-4d8f-a1fe-338d6c7d5780_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/38c79713-df6d-4d8f-a1fe-338d6c7d5780.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='575' style='position:absolute;border:0;width:133.57%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div><div id='874632772691445912-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7b60d751-f8cd-4651-90b7-0d2708f851be-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7b60d751-f8cd-4651-90b7-0d2708f851be-1.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='575' style='position:absolute;border:0;width:133.57%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div><div id='874632772691445912-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='874632772691445912-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/51a1cf0c-28fb-4b90-9793-542862738c05_orig.jpg' rel='lightbox[gallery874632772691445912]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/51a1cf0c-28fb-4b90-9793-542862738c05.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/w5C75a6UYfw?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 77 – Luce / Les paradis de Diane]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-luce-film-2024-recensione-les-paradis-de-diane]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-luce-film-2024-recensione-les-paradis-de-diane#comments]]></comments><pubDate>Tue, 13 Aug 2024 10:04:19 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 77]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-77-luce-film-2024-recensione-les-paradis-de-diane</guid><description><![CDATA[       &#8203;Il Festival di Locarno &egrave; come sempre sinonimo di cinema d&rsquo;autore, nelle sue varie sfaccettature, senza paura di osare e proporre territori di visione originali. Quest&rsquo;anno il concorso internazionale ha offerto due film italiani, il pi&ugrave; interessante dei quali racconta una storia di donna intrisa di solitudine esistenziale e tentativo di porre un argine a mancanze e assenze.&nbsp;Ci riferiamo a Luce, diretto a quattro mani da Silvia Luzi e Luca Bellino, gi&a [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5a24315c-d622-4941-a9ec-28166744fda7_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;Il Festival di Locarno &egrave; come sempre sinonimo di cinema d&rsquo;autore, nelle sue varie sfaccettature, senza paura di osare e proporre territori di visione originali. Quest&rsquo;anno il concorso internazionale ha offerto due film italiani, il pi&ugrave; interessante dei quali racconta una storia di donna intrisa di solitudine esistenziale e tentativo di porre un argine a mancanze e assenze.&nbsp;<br /><br />Ci riferiamo a <strong><font color="#190de8">Luce</font></strong>, diretto a quattro mani da <strong><font color="#1c0fea">Silvia Luzi e Luca Bellino</font></strong>, gi&agrave; all&rsquo;opera insieme per <em>Il cratere</em> (2017). Al centro della scena una ragazza di poco pi&ugrave; di 20 anni che fa l&rsquo;operaia in una conceria; ambiente di lavoro disumanizzante, nel quale tutte le giornate si susseguono allo stesso modo, &egrave; in teoria vietato persino parlare durante il turno, le mani si rovinano e ogni sgarro &egrave; punito con l&rsquo;assegnazione di mansioni ancora pi&ugrave; faticose. La vita della protagonista &egrave; segnata da chi c&rsquo;&egrave;, ovvero il proprio gatto, unica compagnia quotidiana al di fuori di saltuarie serate di sfogo a suon di alcool e balli, e soprattutto da chi non c&rsquo;&egrave;, il padre, chiuso in prigione e troppo, troppo lontano. Con uno stratagemma la ragazza cerca di recapitare un telefono oltre la barriera delle sbarre per poter comunicare con lui, cosa che (in teoria) avviene quando inizia a ricevere telefonate da un uomo che le dice di essere proprio il padre. Ma lo &egrave; davvero? Forse s&igrave;, pi&ugrave; probabilmente no.<br /><br />&#8203;Tanto basta comunque alla figlia per aggrapparsi a questa conversazione senza volto (e senza comprovata identit&agrave;) come salvagente per dare un freno alla malinconia, per ritrovare un vago afflato di speranza. Nella sua mente i sentimenti e le reazioni non smettono per&ograve; di accavallarsi, distorcersi, mischiarsi; nel volto lacrime e sorrisi si alternano in un batter di ciglia, sul crinale tra confusione e sguardi verso il cielo, culla di un&rsquo;illusione e tagli aguzzi della realt&agrave;, ulteriori dolorose perdite e senso di distacco da ogni certezza fattuale, porte inchiodate dalla rabbia e freddo smarrimento.<br /><br /><em>Luce</em> &egrave; un film pregevole per come sa tenere lo spettatore avvolto, nonostante i limiti di uno sviluppo che prevede lunghi minuti di statica conversazione telefonica. Eppure la stasi diventa movimento, nelle voci, nei toni talvolta aspri talvolta dolci e cantilenanti, nel mutamento improvviso di espressioni. Cos&igrave; ogni istante sembra prezioso, anche grazie alla prova multiforme di <strong><font color="#1b0fe4">Marianna Fontana </font></strong>(una delle gemelle di <em>Indivisibili</em>, 2016),&nbsp;su cui la macchina da presa insiste senza pudore per ricavarne qualsiasi lieve o netto scarto. E se &egrave; vero che al termine dei titoli di coda restano perplessit&agrave; per un finale aperto e "liquido" che non concede alcuna risoluzione, d&rsquo;altro canto si applaude volentieri questo forte ritratto di giovane donna persa in un mondo duro e spietato, ingannevole e alienato.<br /><br />Dalla genitorialit&agrave; anelata si passa, in senso opposto, alla genitorialit&agrave; rifiutata, dalla solitudine subita alla solitudine voluta, con <strong><font color="#1b0fe5">Les paradis de Diane</font></strong>, film svizzero inserito nell&rsquo;apposita sezione Panorama Suisse e diretto anche in questo caso in coppia, da <strong><font color="#1d11e6">Carmen Jaquier</font></strong> (gi&agrave; autrice dell&rsquo;apprezzato <em>Foudre</em>, 2022) e <strong><font color="#190ddf">Jan Gassmann</font></strong>. Qui la protagonista &egrave; la donna del titolo, in fuga dalla clinica dove poche ore prima ha partorito la sua prima figlia. Diane scappa dalla neonata, dal marito, dal resto della famiglia. Scappa dalla responsabilit&agrave;, dal ruolo, dagli schemi inesorabili di ci&ograve; che l&rsquo;attende, da una condizione di madre che non sa/riesce a recepire. Non dice nulla a nessuno, butta via il telefono, fa perdere le sue tracce, vaga lontana. Si aggira come fantasma nelle notti di paesi non suoi, dorme nell&rsquo;atrio dei palazzi, fa incontri occasionali, scopre nuove realt&agrave;, in un processo di trasformazione interiore che poi non &egrave; altro se non il riappropriarsi della propria essenza. Il richiamo della colpa si scontra con il fresco soffio della libert&agrave;, il timore per le conseguenze viene coperto dal miele della novit&agrave;.&nbsp;<br /><br />Un&rsquo;amica temporanea incontrata per caso cita Agn&egrave;s Varda e le dice "<em>dentro ogni persona c&rsquo;&egrave; un isola; tu sei un&rsquo;isola selvaggia</em>". Aggettivo appropriato: selvaggio &egrave; infatti il carattere del personaggio ma pure lo stile di sceneggiatura e regia, spesso disordinato e traballante, talvolta non del tutto credibile, mancante di certi approfondimenti per&ograve; in grado di coinvolgere. Con Diane (un&rsquo;intensa <strong><font color="#1b0fe8">Doroth&eacute;e de Koon</font></strong>) vagabondiamo un po&rsquo; anche noi, tra bagni in piscine di sconosciuti, approcci sessuali lasciati a met&agrave;, spettacoli lascivi, documenti gettati nell&rsquo;immondizia, rimorsi, parrucche viola, nascondigli e autodifese. Quando poi ci&ograve; che si &egrave; lasciato alle spalle torna a farsi vivo in carne, ossa e pressanti richieste, la direzione da prendere si chiarisce, ricevendo in dote un ultimo e splendido gesto d&rsquo;amore.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75-76-77-78.html" target="_blank">Locarno 77</a></u><br /><br /><br /><em>Schede tecniche</em><br /><br /><strong>Luce</strong><br /><br />Regia: Silvia Luzi, Luca Bellino<br />Sceneggiatura: Silvia Luzi, Luca Bellino<br />Attori: Marianna Fontana, Tommaso Ragno (voce)<br />Fotografia: Jacopo Maria Dr. Caramella<br />Montaggio: Silvia Luzi, Luca Bellino<br />Musiche: Stefano Grosso, Alessandro Paolini<br />Anno: 2024<br />Durata: 95&rsquo;<br /><br /><br /><strong>Les paradis de Diane</strong><br /><br />Regia: Carmen Jaquier, Jan Gassmann<br />Sceneggiatura: Carmen Jaquier<br />Attori: Doroth&eacute;e de Koon, Aurore Cl&eacute;ment, Omar Ayuso, Roland Bonjour<br />Fotografia: Thomas Szczepanski<br />Montaggio: Carole Le Page<br />Musiche: Marcel Vaid<br />Anno: 2024<br />Durata: 98&rsquo;</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='318375333672167523-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='318375333672167523-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='318375333672167523-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5a24315c-d622-4941-a9ec-28166744fda7_orig.jpg' rel='lightbox[gallery318375333672167523]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5a24315c-d622-4941-a9ec-28166744fda7.jpg' class='galleryImage' _width='943' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:122.79%;top:0%;left:-11.39%' /></a></div></div></div></div><div id='318375333672167523-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='318375333672167523-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/39366124-ef04-47fa-a6e2-559dc12cfeea_orig.jpg' rel='lightbox[gallery318375333672167523]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/39366124-ef04-47fa-a6e2-559dc12cfeea.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='318375333672167523-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='318375333672167523-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1277bf0f-c508-434e-99ec-596ca952245f_orig.jpg' rel='lightbox[gallery318375333672167523]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1277bf0f-c508-434e-99ec-596ca952245f.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='318375333672167523-imageContainer3' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='318375333672167523-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9e2ec702-024b-4759-8f18-9b346c60ae71_orig.jpg' rel='lightbox[gallery318375333672167523]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9e2ec702-024b-4759-8f18-9b346c60ae71.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='318375333672167523-imageContainer4' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='318375333672167523-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/diane_orig.jpg' rel='lightbox[gallery318375333672167523]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/diane.jpg' class='galleryImage' _width='864' _height='627' style='position:absolute;border:0;width:103.35%;top:0%;left:-1.67%' /></a></div></div></div></div><div id='318375333672167523-imageContainer5' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='318375333672167523-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/df221ddf-7537-4837-a1ee-9da9f9c5dfa7_orig.jpg' rel='lightbox[gallery318375333672167523]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/df221ddf-7537-4837-a1ee-9da9f9c5dfa7.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/9lavbMckFaM?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 76 – Patagonia / Touched]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-76-patagonia-film-2023-recensione-touched]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-76-patagonia-film-2023-recensione-touched#comments]]></comments><pubDate>Thu, 10 Aug 2023 17:38:27 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 76]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-76-patagonia-film-2023-recensione-touched</guid><description><![CDATA[       &#8203;Gabbie. Da cui cercare fuga oppure in cui rifugiarsi. Gabbie dei/nei sentimenti, simboli di relazioni nelle quali la dipendenza diviene atto fondante di storture emotive difficilmente gestibili. Prigioni del cuore, da cui evadere in cerca di una libert&agrave; che forse per&ograve; in fondo nemmeno pu&ograve; esistere.Punti salienti di uno dei film pi&ugrave; interessanti selezionati quest&rsquo;anno nel concorso internazionale del Festival di Locarno, ovvero Patagonia, esordio nel [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/ff7fec90-7773-4d91-ad74-5e6a6e124f32_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;Gabbie. Da cui cercare fuga oppure in cui rifugiarsi. Gabbie dei/nei sentimenti, simboli di relazioni nelle quali la dipendenza diviene atto fondante di storture emotive difficilmente gestibili. Prigioni del cuore, da cui evadere in cerca di una libert&agrave; che forse per&ograve; in fondo nemmeno pu&ograve; esistere.<br /><br />Punti salienti di uno dei film pi&ugrave; interessanti selezionati quest&rsquo;anno nel concorso internazionale del Festival di Locarno, ovvero <strong><font color="#2310e9">Patagonia</font></strong>, esordio nel lungometraggio di <strong><font color="#220fe0">Simone Bozzelli</font></strong>, autore che gi&agrave; si era fatto conoscere per la direzione di corti e video musicali (in particolare <em>I Wanna Be Your Slave</em> degli amatissimi M&aring;neskin).<br /><br />Al centro della vicenda Yuri, ragazzo ventenne che vive in un paesino abruzzese. Un quasi adulto con la mente di un bambino, molto pi&ugrave; giovane nei pensieri e nelle azioni rispetto all&rsquo;et&agrave; di riferimento. Tanto che, ad esempio, lo vediamo fare il bagno nella vasca con una zia seduta accanto alla vasca stessa, ad assisterlo. Proprio come si farebbe con un bimbo. Eppure, nonostante il candore e l&rsquo;ingenuit&agrave;, Yuri cova desideri di allontanamento da una realt&agrave; che lo limita e annoia; sogni destinati forse a realizzarsi nel momento in cui incontra Agostino, irruente animatore di feste che si sposta con il camper da un luogo all&rsquo;altro, a seconda di dove viene chiamato a lavorare, salvo poi, nei periodi di stasi, fermarsi per tempo variabile in una sorta di comunit&agrave; a cielo aperto abitata da anime scapestrate e fuori dagli schemi.&nbsp;<br /><br />Yuri (il bravissimo <strong><font color="#1f0ce4">Andrea Fuorto</font></strong>) scappa di casa, segue Agostino, decide di restare con lui; i due sviluppano un rapporto che va al di l&agrave; della semplice amicizia, anelano un viaggio in Patagonia, iniziano a risparmiare qualche soldo per dare corpo al progetto. La loro vicinanza assume presto contorni pericolosamente inclini a una palese diversit&agrave; di livello: Agostino, pi&ugrave; grande e molto pi&ugrave; carismatico, diviene il soggetto dominante; Yuri, inesperto in tutto, ne subisce la personalit&agrave; e gli si lega oltre i giusti limiti, sino a farsi sottomettere. Si introducono cos&igrave; parole taglienti, silenzi o gesti punitivi, reazioni radicali, ordini da rispettare; persino la pip&igrave; si trasforma in strumento di cocente umiliazione. La legge del desiderio non conosce misericordia. Eppure, dopo un po', i ruoli ben definiti trovano completo ribaltamento, giungendo infine (letteralmente) al fuoco e alla cenere, da cui (forse) azzerare e ripartire.<br /><br /><em>Patagonia</em> &egrave; un film impetuoso, a tratti persino furioso, in cui un apparato cromatico da western si accompagna ai dettagli, ai primissimi piani, all&rsquo;analisi approfondita di una relazione <em>malata</em>, dove peraltro la passione cerca di imporsi, nonostante tutto. Opera di gabbie, si diceva, ma non abbastanza serrate; facile scapparne, o rinchiudersi volontariamente. Storia di cuori allo sbando, cibi consumati alla bell'e meglio come e quando capita, piercing sui capezzoli, droghe, sporcizia, <em>rave party</em> che sembrano non finire mai. Raschiatura di un oggi che non pare prevedere molte possibilit&agrave; di domani e va dunque consumato con voracit&agrave;.<br /><br />Il lavoro di Bozzelli mostra indubbio talento e lodevoli idee. Sconta un&rsquo;estetica a volte sin troppo da videoclip e qualche buco narrativo. Per&ograve; vibra, scuote, colpisce, tiene alta l&rsquo;attenzione, cavalcando una dissestata giostra di idolatria ("<em>a&nbsp;me piace quello che piace a te</em>"), solitudini e maturazione.<br /><br />Certi incontri cambiano davvero la vita. Come quello tra Maria, infermiera con un corpo a dir poco generoso, e Alex, uomo paraplegico reduce da un incidente che lo ha quasi totalmente privato del movimento. Figure preminenti in <strong><font color="#200de4">Touched</font></strong>, della tedesca <strong><font color="#2311e5">Claudia Rorarius</font></strong>, gi&agrave; apprezzata fotografa qui al suo secondo lungometraggio per il cinema.&nbsp;<br /><br />Lui, disperato, vorrebbe morire, porre fine a un&rsquo;esistenza annegata nei miasmi dell&rsquo;incubo. Lei, intimidita dalla difficolt&agrave; di relazionarsi con se stessa e con un paziente cos&igrave; complesso da gestire. Salvo poi rapidamente affezionarsi allo sfortunato interlocutore. Attaccamento prima dimostrato con momenti di tenerezza (una dolce ninna nanna per farlo addormentare), poi dirigendosi verso strade assai diverse, nel tentativo di ravvivare parti di Alex apparentemente ormai insensibili a ogni stimolo.<br /><br />Il rapporto tra Maria e Alex supera il necessario distacco fisico e psicologico. La mente e la carne diventano quasi un tutt&rsquo;uno. Il sesso si impone come mezzo di salvezza, guida, controllo e (ri)scoperta. Maria smette di vergognarsi della sua condizione estetica, assai lontana dai canoni <em>normali</em> della societ&agrave;. La vediamo masturbarsi, danzare con grazia, cantare, spogliarsi nuda di fronte ad Alex senza pi&ugrave; pudori. L&rsquo;uomo accoglie queste strane attenzioni, poi le rifiuta con sdegno, poi le richiede di nuovo. La procacit&agrave; di lei e le impossibilit&agrave; di lui rendono necessaria una forte creativit&agrave;, per <em>inventare</em> situazioni erotiche. Ci si riesce, con ampia soddisfazione e di nascosto da tutti, poich&eacute; nessuno potrebbe capire e accettare.<br /><br />Peccato che, come in <em>Patagonia</em>, anche qui la poesia del sentimento sfumi, per lasciare spazio alla dipendenza, in un gioco (al massacro) in cui le posizioni di dominazione e sottomissione si accavallano e ribaltano in pi&ugrave; occasioni. Assistiamo a una guerra di potere, come avviene in tante coppie. Una guerra che si estende tra allontanamenti, riavvicinamenti, preghiere, insulti, vendette, approdando a un epilogo a doppio strato.<br /><br /><em>Touched</em>, inserito nella sezione Cineasti del presente, non &egrave; affatto il primo film che prova a raccontare la sessualit&agrave; delle persone disabili. &Egrave; sufficiente ricordare <em>Guardami</em> di Davide Ferrario, uscito oltre vent&rsquo;anni fa. Ma in pochi finora lo avevano fatto cos&igrave;, superando parecchi tab&ugrave; in modo anche esplicito.&nbsp;<br /><br />Il lavoro della berlinese Rorarius si giova dell&rsquo;eccellente interpretazione di <strong><font color="#210fdf">Isold Halld&oacute;rud&oacute;ttir</font></strong>, modella islandese scoperta dalla regista per caso: una non attrice che recita con molta pi&ugrave; naturalezza di quanto avrebbero fatto tante professioniste navigate. In lei, nei suoi occhi pieni di paura e volont&agrave;, nelle sue forme, <em>Touched</em> respira e sospira. A volte i tempi narrativi sono errati, tra progressi introdotti con troppa enfasi e scene successive allungate oltre misura. Ci&ograve; non impedisce di restare avvinti, oscillando davanti e dentro allo schermo tra delicatezza e morbosit&agrave;, sincera partecipazione emotiva e trasporto voyeuristico.<br /><br /><em>Patagonia</em> e <em>Touched</em>: sfumature di rapporti affettivi che squagliano le consuetudini, gettano a mare le convenienze, riflettono sul senso di <em>bisogno</em>. Sempre nel nome dell&rsquo;amore, anche quello <em>sbagliato</em> o impossibile.&nbsp;<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75-76.html" target="_blank">Festival Locarno</a></u><br /><br /><br /><em>Schede tecniche</em><br /><br /><strong>Patagonia</strong><br /><br />Regia: Simone Bozzelli<br />Sceneggiatura: Tommaso Favagrossa, Simone Bozzelli<br />Attori: Andrea Fuorto, Augusto Mario Russi, Elettra Dallimore Mallaby, Alexander Benigni<br />Fotografia: Leonardo Mirabilia<br />Montaggio: Christian Marsiglia<br />Anno: 2023<br />Durata: 112&rsquo;<br /><br /><br /><strong>Touched</strong><br /><br />Regia e sceneggiatura: Claudia Rorarius<br />Attori: Isold Halld&oacute;rud&oacute;ttir, Stavros Zafeiris, Angeliki Papoulia, Yousef Sweid, Dimitra Vlagopoulou<br />Montaggio: Laura Lauzemis, Andreas Wodraschke<br />Musiche: Donna Regina, Nils Frahm, Federico Albanese &amp; Tara Nome Doyle<br />Anno: 2023<br />Durata: 135&rsquo;</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='749108757773125950-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='749108757773125950-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/patagonia-cover_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/patagonia-cover.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='689' style='position:absolute;border:0;width:111.47%;top:0%;left:-5.73%' /></a></div></div></div></div><div id='749108757773125950-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/patagonia-klyd-u3430641034014lu-656x492-corriere-web-sezioni_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/patagonia-klyd-u3430641034014lu-656x492-corriere-web-sezioni.jpg' class='galleryImage' _width='656' _height='425' style='position:absolute;border:0;width:115.76%;top:0%;left:-7.88%' /></a></div></div></div></div><div id='749108757773125950-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/coverlg_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/coverlg.jpg' class='galleryImage' _width='1280' _height='720' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='749108757773125950-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5ceb7653-164d-4dcb-99c7-f3899ec5a9be_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5ceb7653-164d-4dcb-99c7-f3899ec5a9be.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='749108757773125950-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6967ff31-6c49-4265-8599-490a22088d07_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6967ff31-6c49-4265-8599-490a22088d07.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='578' style='position:absolute;border:0;width:132.87%;top:0%;left:-16.44%' /></a></div></div></div></div><div id='749108757773125950-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/0ee894d5-8916-488f-92bd-63c11357ef29_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/0ee894d5-8916-488f-92bd-63c11357ef29.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='749108757773125950-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/89215fa3-ae3e-49e2-adaf-8b3e91b0ede6_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/89215fa3-ae3e-49e2-adaf-8b3e91b0ede6.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='749108757773125950-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='749108757773125950-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/ff7fec90-7773-4d91-ad74-5e6a6e124f32_orig.jpg' rel='lightbox[gallery749108757773125950]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/ff7fec90-7773-4d91-ad74-5e6a6e124f32.jpg' class='galleryImage' _width='913' _height='573' style='position:absolute;border:0;width:119.5%;top:0%;left:-9.75%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/Wc_kW0xEbeI?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 76 – La morsure / La voie royale]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-76-la-morsure-film-recensione-2023-la-voie-royale]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-76-la-morsure-film-recensione-2023-la-voie-royale#comments]]></comments><pubDate>Sun, 06 Aug 2023 11:34:13 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 76]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-76-la-morsure-film-recensione-2023-la-voie-royale</guid><description><![CDATA[       &#8203;Come per ogni importante festival europeo che si rispetti, il cinema francese ha svolto un ruolo significativo anche nell&rsquo;edizione 76 di Locarno. Non tanto nel concorso internazionale, dove hanno trovato posto solo Sylvain George e l&rsquo;ennesimo (e ormai un po&rsquo; stancante) tuffo nell&rsquo;irriverenza di Quentin Dupieux, quanto piuttosto in sezioni collaterali dove invece la partecipazione transalpina si &egrave; rivelata abbondante, ovvero Piazza Grande, il fuori con [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9b4954af-0509-42ae-b83a-76ad00568f50_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;Come per ogni importante festival europeo che si rispetti, il cinema francese ha svolto un ruolo significativo anche nell&rsquo;edizione 76 di <strong><font color="#0e15e2">Locarno</font></strong>. Non tanto nel concorso internazionale, dove hanno trovato posto solo Sylvain George e l&rsquo;ennesimo (e ormai un po&rsquo; stancante) tuffo nell&rsquo;irriverenza di Quentin Dupieux, quanto piuttosto in sezioni collaterali dove invece la partecipazione transalpina si &egrave; rivelata abbondante, ovvero Piazza Grande, il fuori concorso e la sempre pregevole categoria dei Cineasti del presente.<br /><br />In quest&rsquo;ultimo blocco &egrave; stato inserito <strong><font color="#141ae6">La morsure</font></strong>, lungometraggio d&rsquo;esordio di <strong><font color="#1218e2">Romain de Saint-Blanquat</font></strong>, con protagonista la giovane Fran&ccedil;oise, anni 17, segretata in un collegio cattolico tra le grinfie di suore affette da un certo fanatismo. Insofferente alla sostanziale clausura e alle rigide regole dell&rsquo;istituto, e preda di credenze derivate da una mente confusa e piuttosto labile, Fran&ccedil;oise (l&rsquo;intensa <strong><font color="#0d13df">L&eacute;onie Dahan-Lamort</font></strong>)&nbsp; &ldquo;decide&rdquo; di avere davanti a s&eacute; l&rsquo;ultima notte di vita, notte in cui in un modo o nell&rsquo;altro andr&agrave; incontro a una prematura morte. Per trascorrere le sue (presunte) ore finali in libert&agrave;, la ragazza scatena una rabbia interiore sino a quel momento inespressa, spacca una finestra e fugge dal convento, insieme all&rsquo;amica Delphine, per dirigersi verso una festa in maschera. Giunta a destinazione, butta a mare ogni regola di buona condotta precedentemente imposta, si abbandona al trucco, all&rsquo;alcool, al ballo, ai baci; in lei si scatenano istinti nascosti, guidati dal desiderio di divorare i teorici ultimi istanti d&rsquo;esistenza prima di consegnarsi al destino.<br /><br />Aperto da lugubri inquadrature boschive e da musiche di argentiana memoria, <em>La morsure</em> si nutre di nettissimi contrasti, a livello narrativo e stilistico, sviluppandosi secondo precetti registici che sviano continuamente lo spettatore, portandolo a fluttuare tra le tipicit&agrave; del racconto di formazione e originali suggestioni di marca orrorifica. Parliamo, peraltro, di un orrore in un certo modo fasullo, ovvero posto come strumento di ipnosi visiva ma al contempo privo di concretezza; contorno, cornice che si insinua nei passaggi della storia come a voler ammantare di un nero velo di tenebra ci&ograve; che invece <em>La morsure</em> &egrave; nella sostanza: l&rsquo;analisi di una lunga e decisiva notte in cui una ragazza scopre l&rsquo;essenza di s&eacute;, la propria personalit&agrave;, i palpiti d&rsquo;amore, il sesso, seminando tracce che mai potr&agrave; dimenticare.<br /><br />Il film di Romain de Saint-Blanquat tenta cos&igrave; un bizzarro e complicato mix tra <em>Tempo delle mele</em> e <em>Suspiria</em>, raziocinio ed emancipazione, vestiti pudici e fiamme di rivolta, imposizioni religiose e brividi profumati di stregoneria e vampirismo. Operazione assai rischiosa che in qualche punto scivola e inciampa, ma sa anche suscitare notevole e costante interesse, risolvendosi in un apprezzabile oggetto cinematografico fuori dal tempo e dagli schemi.<br /><br />Manteniamo il fil rouge adolescenziale per passare a <strong><font color="#0e15e2">La voie royale</font></strong>, di <strong><font color="#0e14de">Fr&eacute;d&eacute;ric Mermoud</font></strong>, gi&agrave; autore nel 2016 del pregevole <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-69-report/locarno-69-recensione-moka-di-frederic-mermoud" target="_blank">Moka (Per mio figlio)</a></u>, visto da chi scrive proprio a Locarno in Piazza Grande, in un&rsquo;epica proiezione sotto la pioggia. La Piazza cinefila pi&ugrave; grande del continente ha riaccolto sette anni dopo Mermoud per il suo nuovo lavoro, incentrato sul volto e le movenze di Sophie (la promettente <strong><font color="#0c12da">Suzanne Jouannet</font></strong>), diciottenne che vive in campagna, aiuta la famiglia a portare avanti un&rsquo;azienda agricola e al contempo frequenta l&rsquo;ultimo anno di liceo. Molto dotata in matematica, viene convinta dal suo insegnante a iscriversi a una classe preparatoria, modalit&agrave; diffusa in Francia allo scopo di forgiare gli alunni pi&ugrave; brillanti per farli poi entrare nelle scuole nazionali di alto livello.&nbsp;<br /><br />Per Sophie, questo passaggio si tramuta in un cambio radicale di abitudini e prospettive: trasferirsi in citt&agrave;, allontanarsi dal nido familiare, costruire conoscenze e amicizie. Ma soprattutto, ritrovarsi in una realt&agrave; spietata, dove la competizione muove ogni giornata, l&rsquo;eccellenza &egrave; il pane quotidiano, i ragazzi lottano furiosamente per mostrarsi all&rsquo;altezza e superarsi l&rsquo;un l&rsquo;altro, i professori (in particolare un&rsquo;arcigna <strong><font color="#1117e0">Maud Wyler</font></strong>) trattano gli studenti con estrema durezza senza risparmiare loro secche umiliazioni quando i risultati non sono sufficienti.<br /><br />Giocoforza, la nuova vita di Sophie si tramuta presto in un rapido (e doloroso) passaggio all&rsquo;et&agrave; adulta, contraddistinto da pesi emotivi, sensazione perenne di non essere abbastanza brava e intelligente, terribili complessi di inferiorit&agrave; nei confronti di quasi tutti i coetanei. La voglia di piangere, mollare tutto e tornare alle stalle e ai maiali si scontra con la tenacia, il sogno di emergere, l&rsquo;obiettivo di farcela; ma la strada &egrave; difficile, lastricata di sforzi all&rsquo;apparenza inutili, illusioni e delusioni. Perch&eacute; nessuno aspetta, e non esistono n&eacute; empatia n&eacute; piet&agrave;.<br /><br />Destinato chiaramente a un pubblico ampio, <em>La voie royale</em> viaggia in direzione uguale e contraria rispetto a <em>La morsure</em>: al centro sempre un sentiero di crescita, ma se con la turbolenta Fran&ccedil;oise siamo sballottati tra ripidi tornanti e panorami nebulosi, asincronie e volute discordanze, qui si procede invece su una carreggiata pi&ugrave; dritta e rassicurante, nonostante la severit&agrave; di talune situazioni e del contesto generale. L&rsquo;opera di Mermoud non travalica determinati modelli, non azzarda troppo, non tenta voli pindarici: limite per&ograve; in fondo sostenibile, poich&eacute; l&rsquo;efficacia espressiva emerge con armonia e buoni esiti.&nbsp;<br /><br />Assistiamo cos&igrave; alla maturazione di una giovane donna che, pur con tanta fatica, comincia ad arrampicarsi sull&rsquo;irto e gelido muro della societ&agrave; contemporanea, giustificando infine ogni pena con un senso di rara e preziosa fattura: provare a cambiare il mondo.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75-76.html" target="_blank">Festival Locarno</a></u><br /><br /><br /><em>Schede tecniche</em><br /><br /><strong>La morsure</strong><br /><br />Regia e sceneggiatura: Romain de Saint-Blanquat<br />Attori: L&eacute;onie Dahan-Lamort, Lilith Grasmug, Cyril Metzger, Maxime Rohart, Fred Blin<br />Fotografia: Martin Roux<br />Montaggio: Sanabel Cherqaoui<br />Anno: 2023<br />Durata: 90&rsquo;<br /><br /><strong>La voie royale</strong><br /><br />Regia: Fr&eacute;d&eacute;ric Mermoud<br />Sceneggiatura: Anton Likiernik, Fr&eacute;d&eacute;ric Mermoud, Salvatore Lista<br />Attori: Suzanne Jouannet, Marie Colomb, Maud Wyler, Cyril Metzger, Marilyne Canto<br />Fotografia: Tristan Tortuyaux<br />Montaggio: Sarah Anderson<br />Anno: 2023<br />Durata: 107&rsquo;</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='527547868782431180-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='527547868782431180-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/cae750f5-2083-4151-be9f-4d883737f30f_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/cae750f5-2083-4151-be9f-4d883737f30f.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='527547868782431180-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/22810b99-2c72-4779-a39f-9ffd00a17a6d_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/22810b99-2c72-4779-a39f-9ffd00a17a6d.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='527547868782431180-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/67910170-a01b-412c-8cac-f2ea4068d980_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/67910170-a01b-412c-8cac-f2ea4068d980.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='527547868782431180-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lamorsure-easytiger_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/lamorsure-easytiger.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='527547868782431180-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/001fb2aa-2883-46da-9395-f69df135b4c4_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/001fb2aa-2883-46da-9395-f69df135b4c4.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='527547868782431180-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/04-voieroyale_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/04-voieroyale.jpg' class='galleryImage' _width='855' _height='570' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div><div id='527547868782431180-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9b4954af-0509-42ae-b83a-76ad00568f50_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9b4954af-0509-42ae-b83a-76ad00568f50.jpg' class='galleryImage' _width='940' _height='575' style='position:absolute;border:0;width:122.61%;top:0%;left:-11.3%' /></a></div></div></div></div><div id='527547868782431180-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='527547868782431180-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/01-voieroyale_orig.jpg' rel='lightbox[gallery527547868782431180]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/01-voieroyale.jpg' class='galleryImage' _width='855' _height='570' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/3AAaLmBx_1c?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 75 – Last Dance, di Delphine Lehericey]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-last-dance-film-2022-di-delphine-lehericey-recensione]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-last-dance-film-2022-di-delphine-lehericey-recensione#comments]]></comments><pubDate>Wed, 17 Aug 2022 11:12:58 GMT</pubDate><category><![CDATA[last dance]]></category><category><![CDATA[locarno 75]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-last-dance-film-2022-di-delphine-lehericey-recensione</guid><description><![CDATA[       &#8203;Germain ha 75 anni. Uomo tranquillo e riflessivo, accanito lettore, vuol bene alla moglie Lise e mal sopporta l&rsquo;invasivit&agrave; dei loro figli. Quando un giorno all&rsquo;improvviso si ritrova vedovo, il suo unico desiderio sarebbe poter vivere in pace il dolore, progetto reso pressoch&eacute; impossibile dal continuo assalto di parenti e vicine di casa che lo disturbano a suon di martellanti telefonate, consegne quotidiane di pasti e turni di compagnia stabiliti con certos [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294061-p3001-303248_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;Germain ha 75 anni. Uomo tranquillo e riflessivo, accanito lettore, vuol bene alla moglie Lise e mal sopporta l&rsquo;invasivit&agrave; dei loro figli. Quando un giorno all&rsquo;improvviso si ritrova vedovo, il suo unico desiderio sarebbe poter vivere in pace il dolore, progetto reso pressoch&eacute; impossibile dal continuo assalto di parenti e vicine di casa che lo disturbano a suon di martellanti telefonate, consegne quotidiane di pasti e turni di compagnia stabiliti con certosina precisione. La vita di Germain potrebbe comunque incastrarsi nelle pieghe della malinconia, se non fosse che ha una promessa da rispettare: portare a termine ci&ograve; che Lise aveva iniziato prima di andarsene, ovvero partecipare a uno spettacolo di danza contemporanea. Un mondo totalmente sconosciuto gli si apre cos&igrave; davanti agli occhi.<br /><br />Presentato nella sfarzosa cornice di Piazza Grande a Locarno e vincitore del premio del pubblico, <strong><font color="#1c0feb">Last Dance</font></strong> &egrave; un film di produzione svizzero/belga che si pone come inno all&rsquo;amore senza fine, e al contempo come esempio di una riscoperta di s&eacute; in grado di superare imbarazzi, limiti e confini mai nemmeno avvicinati. La regista e sceneggiatrice <strong><font color="#190ce5">Delphine Lehericey</font></strong> sfrutta le coreografie di <strong><font color="#190ce4">Maria Ribot</font></strong>, qui in veste di attrice ma nella realt&agrave; ballerina e artista visiva di successo (ha conseguito il Leone d'Oro alla Biennale Danza di Venezia nel 2020), e dopo il complesso ritratto adolescenziale del precedente <em>Le milieu de l&rsquo;horizon</em>, crea il toccante disegno di un soggetto anziano che nell&rsquo;ottemperare il patto con la compagna perduta le (e si) regala un afflato di romantica eternit&agrave;.<br /><br />Non &egrave; un caso se Germain, interpretato con sincera partecipazione dal sempre bravo&nbsp;<strong><font color="#1f12e8">Fran&ccedil;ois Berl&eacute;and</font></strong>, tiene sul comodino accanto al letto <em>&Agrave; la recherche du temps perdu</em> di Proust. Tra una pagina e l&rsquo;altra, il suo romanzo esistenziale si arricchisce di un capitolo prima impossibile da prevedere, nel quale la <em>recherche</em> si traduce nel significato del movimento, nella liberazione del corpo, nello scioglimento dell&rsquo;afflizione attraverso l&rsquo;ipnotica celebrazione del gesto sinuoso, possibile eccome anche in et&agrave; avanzata, a patto di lasciar defluire pregiudizi e timidezze.<br /><br />La missione di Germain diventa inoltre una fuga dalle insopportabili insistenze di chi gli sta intorno, soffocanti figure iper-protettive convinte di fornirgli un necessario aiuto quando invece lui vorrebbe semplicemente essere lasciato in pace. Le sproporzionate attenzioni scatenano l&rsquo;effetto opposto, totale insofferenza e persino piccole vendette (le torte quotidiane preparate dalla vicina date da mangiare al gatto, i telefoni staccati di proposito), perch&eacute; l&rsquo;indipendenza &egrave; un&rsquo;anelata virt&ugrave;, cos&igrave; come lo &egrave; mantenere il segreto sul luogo dove Germain inizia a recarsi ogni giorno (il teatro), al fine di evitare ulteriori ingerenze.<br />&#8203;Le prove dello spettacolo sono un intimo e silente legame con cui mantenere il filo della passione prima di salutare davvero Lise e traghettarla verso l&rsquo;aldil&agrave;, e si rivelano un supporto essenziale (questo s&igrave;) per combattere la nostalgia senza crollare. Nei passi inventati su quel palco, misurati eppure carichi di mistero e seduzione, Germain consacra decenni di felice relazione con la donna della vita e le indirizza un ultimo e commovente bacio.<br /><br /><strong><font color="#1b0fe5">Last Dance</font></strong>, per alcuni aspetti affine al recente e pregevolissimo <em>C&rsquo;est &ccedil;a l&rsquo;amour</em> con Bouli Lanners, &egrave; un lavoro che tenta di abbinare commedia e dramma, serie riflessioni sulla terza et&agrave; e tocchi di ilarit&agrave;, mondo del cinema e peculiarit&agrave; della danza, senza inventare nulla. La regia si amalgama con le coreografie studiate dalla Ribot, trovando momenti di notevole forza visiva e idee ragguardevoli (i teneri messaggi alla moglie defunta scritti a mano su bigliettini poi nascosti nei libri in biblioteca), ma la struttura d&rsquo;insieme risulta prevedibile in ogni sviluppo. Ci&ograve; peraltro non elimina il preminente fattore umanistico, abile a far breccia senza sforzo nel cuore dello spettatore, per una storia in fondo basilare e tuttavia densa di valore.<br /><br />Per un&rsquo;opera di questo genere, affidarsi a volti giusti non &egrave; elemento secondario. La decisione di puntare su Berl&eacute;and risulta vincente, e non dispiacciono nemmeno le presenze, accanto ad attori non professionisti, di qualche faccia piuttosto nota. Tra loro <strong><font color="#1a0edd">D&eacute;borah Lukumuena</font></strong>, gi&agrave; vista nell&rsquo;apprezzabile <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/divines-film-recensione-la-forza-della-rabbia" target="_blank">Divines</a></u> (per il quale si aggiudic&ograve; un C&eacute;sar) insieme a <strong><font color="#1d11e3">Kacey Mottet-Klein</font></strong>, arrivato a Locarno da ragazzino sette anni fa per l'anteprima di&nbsp;<em>Keeper</em> di Guillaume Senez e nel frattempo diventato adulto.<br /><br />Un titolo come <em>Last Dance</em> pu&ograve; essere accusato di strizzate d&rsquo;occhio alla platea, ridondanze, eccessiva melensaggine. Non del tutto a torto. Ma se &egrave; vero che il concetto di <em>grande film</em> risiede altrove, &egrave; altrettanto vero che siamo di fronte a una pellicola delicata, emozionante e dolce come le fusa feline. Di questi tempi, non &egrave; poco.<br /><br />&laquo;<em>Tu es avec moi, pour toujours</em>.&raquo;<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75.html">Locarno 75</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Last Dance<br />Anno: 2022<br />Durata: 84&rsquo;<br />Regia e sceneggiatura: Delphine Lehericey<br />Fotografia: Hichame Alaoui&eacute;<br />Montaggio: Nicolas Rumpl<br />Musiche: Nicolas Rabaeus<br />Attori: Fran&ccedil;ois Berl&eacute;and, Kacey Mottet Klein, La Ribot, D&eacute;borah Lukumuena, Astrid Whettnall&nbsp;</div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='245629800172144137-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='245629800172144137-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='245629800172144137-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294061-p3001-303248_orig.jpg' rel='lightbox[gallery245629800172144137]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294061-p3001-303248.jpg' class='galleryImage' _width='917' _height='553' style='position:absolute;border:0;width:124.37%;top:0%;left:-12.18%' /></a></div></div></div></div><div id='245629800172144137-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='245629800172144137-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294062-p3001-303249_orig.jpg' rel='lightbox[gallery245629800172144137]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294062-p3001-303249.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='554' style='position:absolute;border:0;width:138.63%;top:0%;left:-19.31%' /></a></div></div></div></div><div id='245629800172144137-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='245629800172144137-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294066-p3001-303253_orig.jpg' rel='lightbox[gallery245629800172144137]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294066-p3001-303253.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='554' style='position:absolute;border:0;width:138.63%;top:0%;left:-19.31%' /></a></div></div></div></div><div id='245629800172144137-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='245629800172144137-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294065-p3001-303252_orig.jpg' rel='lightbox[gallery245629800172144137]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1294065-p3001-303252.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='554' style='position:absolute;border:0;width:138.63%;top:0%;left:-19.31%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/QXEGT3CTI4s?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 75 – Before I Change My Mind, di Trevor Anderson]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-before-i-change-my-mind-di-trevor-anderson-film-recensione]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-before-i-change-my-mind-di-trevor-anderson-film-recensione#comments]]></comments><pubDate>Thu, 11 Aug 2022 10:27:02 GMT</pubDate><category><![CDATA[before I change my mind]]></category><category><![CDATA[locarno 75]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-before-i-change-my-mind-di-trevor-anderson-film-recensione</guid><description><![CDATA[       &#8203;&laquo;Robin &egrave; un maschio o una femmina?&raquo;Con questa domanda, destinata a non trovare definitiva risposta, inizia Before I Change My Mind, lungometraggio d&rsquo;esordio del regista canadese Trevor Anderson, gi&agrave; autore di corti selezionati in importanti festival e qui all&rsquo;opera prima sulla lunga distanza. Il film, collocato nella sezione Cineasti del Presente e proiettato in anteprima mondiale a Locarno 2022, pone un interrogativo di per s&eacute; atavico,  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289355-p3001-302188_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;&laquo;<em>Robin &egrave; un maschio o una femmina?</em>&raquo;<br /><br />Con questa domanda, destinata a non trovare definitiva risposta, inizia <strong><font color="#130ded">Before I Change My Mind</font></strong>, lungometraggio d&rsquo;esordio del regista canadese <strong><font color="#110aea">Trevor Anderson</font></strong>, gi&agrave; autore di corti selezionati in importanti festival e qui all&rsquo;opera prima sulla lunga distanza. Il film, collocato nella sezione Cineasti del Presente e proiettato in anteprima mondiale a Locarno 2022, pone un interrogativo di per s&eacute; atavico, perlomeno sulla carta, su cui si fonda la base di un lavoro che cerca per&ograve; di andare oltre l&rsquo;identit&agrave; di genere, mettendo il concetto stesso di persona su un piano superiore rispetto alla connotazione sessuale.<br /><br />L&rsquo;adolescenza &egrave; protagonista di tanti lodevoli titoli di questa edizione locarnese. Dai francesi <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-stella-est-amoureuse-petites-film-2022-recensione" target="_blank">Stella est amoureuse, Petites</a></u> e <em>Astrakan</em>, fino alla pellicola qui in oggetto, il processo di crescita, conoscenza e affermazione di s&eacute; risulta preponderante in un folto numero di visioni, contraddistinte da acume e brillantezza in fase sia di scrittura che di direzione attoriale. In tale mosaico si inserisce molto bene il lavoro di Anderson, al cui centro troviamo appunto Robin, ragazzo (o ragazza?) tredicenne appena trasferito/a dagli States alla cittadina canadese di Alberta, insieme al padre. La sceneggiatura descrive l&rsquo;arrivo nella nuova scuola, la complessit&agrave; dell&rsquo;ambientamento, i dileggi e le umiliazioni da parte dei coetanei, confusi di fronte a questa sorta di "caso alieno" che non riescono a identificare, a catalogare.&nbsp;<br /><br />In Robin, nonostante le derisioni, scatta invece l&rsquo;attrazione verso Carter, bulletto della classe; i due stringono una particolare amicizia, durante la quale i veri sentimenti di Robin vengono gelosamente mantenuti sottotraccia, salvo poi mordere la luce quando il duetto diventa un triangolo, per l&rsquo;inserimento dell&rsquo;affascinante compagna Isabelle. Gradualmente si sviluppa allora una giostra di turbamenti che pi&ugrave; o meno tutti noi abbiamo provato a quell&rsquo;et&agrave;: risate innocenti, cocenti delusioni, parole non dette, timidi baci, reazioni inconsulte, gesti pericolosi e biasimevoli compiuti per impressionare e/o sentirsi parte di qualcosa, attimi di dolcezza, singulti di rabbia. Al quadro si aggiungono inoltre isolate immagini in flashback in cui ci viene suggerito un passato di dolore e probabile abbandono.<br /><br />Tutto questo accade senza mai svelare il segreto, ovvero senza confessare l&rsquo;appartenenza di genere relativa a Robin. La questione resta sospesa nell&rsquo;aria, poich&eacute; lo scopo del regista &egrave; allontanare da giudizi morali incentrati sulla ristretta gabbia maschio/femmina, affinch&eacute; lo spettatore possa accettare (o perch&eacute; no anche rifiutare) le azioni del/della protagonista senza influssi contaminati. Ci&ograve; che viene mostrato accantona dunque la soluzione al dubbio per innalzare la sopracitata idea di <em>persona</em>, solo in quanto tale e come tale da valutare, amare, apprezzare o respingere. Ne consegue un racconto stratificato che rifugge la mera classificazione per farsi materia narrativa libera.<br /><br /><strong><font color="#0e08e5">Before I Change My Mind</font></strong>, non privo di riferimenti autobiografici, colpisce nel segno sotto ogni aspetto. Lo fa con invidiabile brillantezza, lasciandosi cullare dall&rsquo;ottima intuizione di posizionare il film nei fiammeggianti anni Ottanta, di cui ricostruisce e sfrutta (benissimo) spazi, musiche, sensazioni, tanto che a tratti pare di assistere quasi a uno spin-off di <em>Stranger Things</em> (senza l&rsquo;elemento horror).&nbsp;<br /><br />Riviste sconce rubacchiate qua e l&agrave; da leggere di nascosto dai genitori nella casa sull&rsquo;albero, computer con i floppy disk, biciclette, calzette bianche, bolle di sapone: Anderson ci immerge senza fatica in quel mondo, in quell&rsquo;epoca, regalandoci un&rsquo;ora e mezza sempre coinvolgente durante la quale intelligenti riflessioni umane e umanistiche si accompagnano a scene di irresistibile ilarit&agrave;, dal grottesco musical religioso (con 99 esilaranti frustrate) alle signore sole che invitano un uomo a cena e si ubriacano senza ritegno, dalla folgorante scoperta del punk, con immediato stravolgimento del look a improbabili splatter gore in VHS che provocano ai ragazzi un gran sonno invece di spaventarli.&nbsp;<br /><br />Il clima resta quindi leggero, ammiccante, nel senso per&ograve; migliore del termine, perch&eacute; in <em>Before I Change My Mind</em> la complicit&agrave; tra regista e pubblico non diminuisce affatto la sostanza, incarnata da un nugolo di efficaci giovani interpreti tra i quali spiccano la luminosa <strong><font color="#140def">Lacey Oake</font></strong> e <strong><font color="#1610e6">Vaughan Murrae</font></strong>, nella realt&agrave; attore <em>non binario</em> (soggetto che al di l&agrave; del sesso attribuito alla nascita non si riconosce nel tradizionale schema maschio/femmina). Un legame forte tra personaggio e vita vera, perfetto per donare ancora pi&ugrave; credibilit&agrave; a un&rsquo;opera che risalta per acume, spontaneit&agrave; e freschezza.<br /><br />&#8203;Senza bisogno di alcun "genere" precostituito.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75.html" target="_blank">Locarno 75</a></u><br /><br />&#8203;<br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Trevor Anderson<br />Sceneggiatura: Trevor Anderson, Fish Griwkowsky<br />Anno: 2002<br />Durata: 89&rsquo;<br />Musiche: Lyle Bell<span> </span><br />Fotografia: Wes Miron<span> </span><br />Montaggio: Justin Lachance<br />Attori: Vaughan Murrae, Dominic Lippa, Lacey Oake, Matthew Rankin<br /><br /><u><a href="https://vimeo.com/channels/trevoranderson/738282999" target="_blank">QUI IL TRAILER</a></u><br />&#8203;</div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='167274755790507741-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='167274755790507741-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='167274755790507741-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289356-p3001-302189_orig.jpg' rel='lightbox[gallery167274755790507741]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289356-p3001-302189.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='167274755790507741-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='167274755790507741-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289354-p3001-302187_orig.jpg' rel='lightbox[gallery167274755790507741]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289354-p3001-302187.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='167274755790507741-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='167274755790507741-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289357-p3001-302190_orig.jpg' rel='lightbox[gallery167274755790507741]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289357-p3001-302190.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='167274755790507741-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='167274755790507741-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289355-p3001-302188_orig.jpg' rel='lightbox[gallery167274755790507741]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1289355-p3001-302188.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOCARNO 75 – Stella est amoureuse di S.Verheyde / Petites di J.Lerat-Gersant]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-stella-est-amoureuse-petites-film-2022-recensione]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-stella-est-amoureuse-petites-film-2022-recensione#comments]]></comments><pubDate>Mon, 08 Aug 2022 09:36:17 GMT</pubDate><category><![CDATA[locarno 75]]></category><category><![CDATA[petites]]></category><category><![CDATA[stella est amoureuse]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-locarno/locarno-75-stella-est-amoureuse-petites-film-2022-recensione</guid><description><![CDATA[       Il Festival di Locarno torna a pieno regime, dopo due edizioni chiaramente difficoltose, e lo fa senza alcun tipo di restrizione (meglio evitare impietosi confronti con la realt&agrave; italiana), proponendo un programma come sempre stimolante, variegato e ricchissimo.Nelle sezioni, competitive e non, grande spazio per il cinema francese, rappresentato da un folto numero di pellicole in anteprima mondiale. In Piazza Grande trovano posto tra le altre Annie Col&egrave;re con Laure Calamy, L [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1299468-p3001-304462_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Il <strong><font color="#0e0eeb">Festival di Locarno</font></strong> torna a pieno regime, dopo due edizioni chiaramente difficoltose, e lo fa senza alcun tipo di restrizione (meglio evitare impietosi confronti con la realt&agrave; italiana), proponendo un programma come sempre stimolante, variegato e ricchissimo.<br /><br />Nelle sezioni, competitive e non, grande spazio per il cinema francese, rappresentato da un folto numero di pellicole in anteprima mondiale. In Piazza Grande trovano posto tra le altre <em>Annie Col&egrave;re</em> con Laure Calamy, <em>Last Dance</em> con Fran&ccedil;ois Berleand e <em>Une femme de notre temps</em> con Sophie Marceau. Senza tralasciare <em>Paradise Highway</em>, di produzione americana ma interpretato dalla meravigliosa Juliette Binoche, elegante e splendente anche durante la conferenza stampa svizzera.&nbsp;<br /><br />Nel concorso internazionale ecco invece <strong><font color="#0d0de3">Stella est amoureuse</font></strong>, di <strong><font color="#1212e5">Sylvie Verheyde</font></strong>, vero e proprio sequel di <em>Stella</em>, film diretto dalla stessa regista che nel 2008 si era posto come perfetto esempio della capacit&agrave; unica del cinema d&rsquo;Oltralpe di descrivere con naturalezza ed empatia le mille oscillazioni della giovinezza. La Verheyde torna dunque a quel personaggio, ne ripropone lo stesso tipo di radici e alcuni degli attori (in particolare Benjamin Biolay), spostando per&ograve; l&rsquo;attenzione verso una ragazza ormai cresciuta e alle prese con il passaggio dall&rsquo;et&agrave; adolescenziale agli albori dell&rsquo;et&agrave; adulta.&nbsp;<br /><br />La Stella che vediamo oggi &egrave; reduce da una vacanza estiva in Italia e sta per affrontare il termine delle scuole superiori, con lo spettro del vicino esame di maturit&agrave; e un futuro davanti al momento privo di idee consistenti. Siamo negli anni Ottanta, tempo di scoperte, eccitazioni e sollecitazioni palpitanti ma anche in grado di confondere e confondersi.<br />&#8203;La protagonista trascorre ore con amiche vecchie e nuove, segue le lezioni in classe con poca voglia, scopre le notti trasgressive in discoteca e conosce un ballerino di colore di cui pare innamorarsi. In lei si assommano e accavallano sintomi di ribellione, desideri di affermazione della propria personalit&agrave;, iniziazioni sessuali, sensi di inadeguatezza di fronte a ci&ograve; che la societ&agrave; chiede. Intorno invece scorrono con malcelato fallimento le frustrazioni di una madre abbandonata e indebitata e di un padre immaturo che cerca con scarsi risultati di creare una nuova famiglia.&nbsp;<br /><br />Le riflessioni morali e ontologiche di <em>Stella est amoureuse</em> viaggiano in stretto contatto con il periodo di ambientazione della vicenda, appunto gli Ottanta, attraverso un&rsquo;operazione che pu&ograve; ricordare il recente <em>Et&eacute; 85</em>, ma con esiti pi&ugrave; felici. Laddove infatti la pellicola del solitamente sempre lucido Ozon soffriva di un certo schematismo, qui lo spettatore &egrave; catapultato in un mondo trascinante, dipinto con i ritmi delle bellissime canzoni dell&rsquo;epoca, sparate a volume consistente nelle molteplici sequenze collocate all&rsquo;interno del locale che la ragazza inizia a frequentare con assiduit&agrave;.<br />&#8203;Proprio in quel contesto il film apre le ali, grazie alla capacit&agrave; di far percepire atmosfere, suoni, sudori e sapori intrisi di realismo, accompagnati dal ritmo forsennato della musica, dei suoni ipnotici, delle note di cui seguire la cadenza passo (di danza) dopo passo. Stella balla, noi con lei, in un vortice di movimento e luci stroboscopiche in fondo anch&rsquo;esse ben raffigurative per ci&ograve; che concerne la sete di vita della ragazza, ma anche i tanti dubbi di un cuore ancora lontano da certezze e solidit&agrave;.<br /><br />La Verheyde padroneggia in modo invidiabile la notte, non perde di vista la sua ritrattistica nemmeno di giorno e veleggia su coordinate che la avvicinano allo straordinario <em>Mektoub My Love</em> di Kechiche, naturalmente senza volerne paragonare l&rsquo;efficacia complessiva. Il suo lavoro &egrave; comunque attento, mai compiaciuto e incontra l&rsquo;essenza della talentuosa attrice <strong><font color="#1111e9">Flavie Delangle</font></strong>, le cui mutazioni improvvise di sguardo, gesti e reazioni forniscono il volto giusto a una donna in erba che in fondo alla fine pu&ograve; decidere una sola cosa, la migliore: cogliere l&rsquo;esistenza cos&igrave; come viene, giorno dopo giorno. Domani si vedr&agrave;.&nbsp;<br /><br />Sentimenti uguali e contrari per Camille, sedicenne punto focale di <strong><font color="#1313ee">Petites</font></strong>, opera prima di <strong><font color="#0b0be8">Julie Lerat-Gersant</font></strong>, in concorso nella sezione Cineasti del presente. Incinta senza averlo voluto, l&rsquo;anti-eroina del film cerca di sbarazzarsi in autonomia del fardello, fallisce il tentativo e viene mandata dal giudice minorile in una casa famiglia, dove fino a parto concluso dovr&agrave; coabitare con altre ragazze in condizioni pi&ugrave; o meno simili alle sue. Strappata dalle pareti domestiche, costretta in un luogo che lei vede come ingiusta prigione, Camille sfoga rabbia e frustrazione, salvo poi poco alla volta stringere amicizia con qualcuna delle sue forzate coinquiline. Il bimbo che porta nel ventre continua a essere un peso; la decisione &egrave; liberarsene appena sar&agrave; nato, darlo in affidamento. I mesi che mancano al parto riusciranno a modificare questa dura scelta?<br /><br /><em>Petites</em> &egrave; un disegno filmico che racchiude storie di madri obbligate, mancate, sbagliate. Camille, innanzitutto, ma anche la di lei genitrice, amorevole per&ograve; totalmente incapace di assistere la figlia con un minimo di costanza e lucidit&agrave;. Insieme a loro le altre ragazze che attraversano l&rsquo;opera, tra sofferenze, distrazioni, pentimenti, cocenti e reiterati errori. I maschi restano in disparte, quasi sempre volatili o dannosi, salvo un fidanzato che in fondo il bimbo forse lo terrebbe ma non ha alcuna idea di cosa significhi assumere una tale responsabilit&agrave;, n&eacute; pu&ograve; comprendere il travaglio interiore che incombe in chi ha il compito di mettere al mondo un figlio, voluto o meno.<br /><br />L&rsquo;esordio di Julie Lerat-Gersant all&rsquo;inizio pare incanalarsi su sentieri gi&agrave; battuti, senza aggiungere connotazioni significative. Con lo scorrere dei minuti i toni per&ograve; si alzano e approfondiscono, regalando al film maggiore intensit&agrave; e freschezza, sino a toccare nodi narrativi ed emotivi che sanno condurre a una sincera commozione.<br /><br />Stella e Camilla: anime forti e insieme fragili, in cerca di comprensione, verit&agrave; e felicit&agrave;, nel percorso a ostacoli lungo l&rsquo;impervia scalata verso l&rsquo;avvenire.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72-74-75.html">Festival Locarno</a></u><br /><br />&#8203;<br /><em>Schede tecniche</em><br /><br />Titolo originale: Stella est amoureuse<br />Anno:<span> </span>2022<br />Regia:<span> </span>Sylvie Verheyde<br />Durata: 110'<br />Sceneggiatura: William Wayolle<br />Cast: Flavie Delangle, Marina Fo&iuml;s, Benjamin Biolay<br />Fotografia: L&eacute;o Hinstin<br />Montaggio: William Wayolle<br />Musica: NousDeux The Band<br /><br />Titolo originale: Petites<br />Anno:<span> </span>2022<br />Regia e sceneggiatura: Julie Lerat-Gersant<br />Durata: 90'<br />Cast: Pili Groyne, Romane Bohringer, Victoire Du Bois, Lucie Charles-Alfred<br />Fotografia: Virginie Saint-Martin<br />Montaggio: Mathilde Van de Moortel</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='694318470548660559-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='694318470548660559-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='694318470548660559-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1299465-p3001-304461_orig.jpg' rel='lightbox[gallery694318470548660559]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1299465-p3001-304461.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='683' style='position:absolute;border:0;width:112.45%;top:0%;left:-6.22%' /></a></div></div></div></div><div id='694318470548660559-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='694318470548660559-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1657700841471-0620x0435-57x0x1001x702-1657700898270_orig.jpg' rel='lightbox[gallery694318470548660559]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1657700841471-0620x0435-57x0x1001x702-1657700898270.jpg' class='galleryImage' _width='620' _height='435' style='position:absolute;border:0;width:106.9%;top:0%;left:-3.45%' /></a></div></div></div></div><div id='694318470548660559-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='694318470548660559-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1299468-p3001-304462_orig.jpg' rel='lightbox[gallery694318470548660559]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/oc1299468-p3001-304462.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='623' style='position:absolute;border:0;width:123.27%;top:0%;left:-11.64%' /></a></div></div></div></div><div id='694318470548660559-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='694318470548660559-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; 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