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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - cinema europeo]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo]]></link><description><![CDATA[cinema europeo]]></description><pubDate>Tue, 12 May 2026 02:57:03 -0700</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[THE GUILTY – Elogio del fuori campo]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/the-guilty-film-2018-recensione-elogio-del-fuori-campo]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/the-guilty-film-2018-recensione-elogio-del-fuori-campo#comments]]></comments><pubDate>Tue, 04 Dec 2018 10:11:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[the guilty]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/the-guilty-film-2018-recensione-elogio-del-fuori-campo</guid><description><![CDATA[ &#8203;Tutto in una stanza. Anzi due. 80 minuti di film, 80 minuti di vita. In tempo reale. Un ufficiale di polizia, Asger Holm, relegato a un noioso turno d&rsquo;ufficio alle chiamate d&rsquo;emergenza. L&rsquo;ora di tornare a casa ormai vicina. Il telefono che squilla. Una cuffietta con un piccolo microfono incorporato. Una donna rapita che chiede soccorso, parlando in codice per non farsi scoprire dal suo aguzzino. Il destino nelle mani di chi non pu&ograve; muoversi da quelle pareti stint [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:257px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/locandina-1.jpg?1543918353" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Tutto in una stanza. Anzi due. 80 minuti di film, 80 minuti di vita. In tempo reale. Un ufficiale di polizia, Asger Holm, relegato a un noioso turno d&rsquo;ufficio alle chiamate d&rsquo;emergenza. L&rsquo;ora di tornare a casa ormai vicina. Il telefono che squilla. Una cuffietta con un piccolo microfono incorporato. Una donna rapita che chiede soccorso, parlando in codice per non farsi scoprire dal suo aguzzino. Il destino nelle mani di chi non pu&ograve; muoversi da quelle pareti stinte. Lo spettatore inchiodato insieme a Holm. Un caotico intreccio di chiamate, conversazioni, comunicazioni spezzate a met&agrave;. La tensione, l&rsquo;angoscia, il sudore dell&rsquo;attesa. Due bambini in pericolo, un uomo che ha perso la testa. Forse. O forse invece una realt&agrave; molto diversa dalle apparenze. La macchina da presa pressoch&eacute; immobile. Senz&rsquo;aria. Intuire cosa stia accadendo, senza poterlo vedere. Pathos e batticuore. Dai titoli di testa ai titoli di coda.<br />&#8203;<br /><strong><font color="#0f1ceb">The Guilty</font></strong>, candidato all&rsquo;Oscar per la Danimarca e debutto nel lungometraggio del regista classe 1988 Gustav M&ouml;ller, &egrave; stato presentato in anteprima nazionale in concorso al Torino Film Festival, dove ha messo d&rsquo;accordo tutti, critici e spettatori, portandosi a casa il premio della giuria per la miglior sceneggiatura, il premio come miglior attore al protagonista <strong><font color="#101ce5">Jakob Cedergren</font></strong> (ex-aequo con l&rsquo;ottimo Rainer Bock del noir tedesco <em>Atlas</em>) e il premio del pubblico (pari merito con il bellissimo <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/nos-batailles-le-nostre-battaglie-recensione-aspettando-te" target="_blank">Nos Batailles di Guillaume Senez</a></u>). Riconoscimenti meritati, per un&rsquo;opera che riesce a ridefinire il concetto cinematografico del non-visto, ponendo in essere il trionfo assoluto del fuori campo, inteso come insieme di eventi che si svolgono lontano dall&rsquo;occhio diretto dell&rsquo;avventore.&nbsp;<br />La Settima Arte, sin dalle sue origini, si &egrave; sempre imposta come valvola di sfogo con cui mostrare, raccontare, fotografare la/una realt&agrave;. Intorno ad essa, per&ograve;, non ha mai smesso di seguire un percorso parallelo atto a cavalcare l&rsquo;immaginazione del fruitore, attraverso una serie infinita di indizi, suggerimenti, tracce, orme e suggestioni abili a costruire nella mente la visualizzazione anche di ci&ograve; che l&rsquo;obiettivo lascia ai margini, invisibile ma presente, indicato ma nascosto, palpitante ma silente. In questo senso, <em>The Guilty</em> supera brillantemente le convenzioni, tramutandoci in specchi riflettenti di una narrazione, quella che si svolge fuori dal campo visivo, inquietante e coinvolgente.&nbsp;<br />Nell&rsquo;arco della sua limitata durata il lavoro di M&ouml;ller, tratto dalla registrazione audio di una vera chiamata di soccorso arrivata al 911, ci ingloba in un universo tanto ristretto quanto illimitato. Tutto il film si dipana tra poche fredde mura, ma i fatti decisivi deflagrano fuori, per le strade, in un altrove che costruiamo con la mente senza poterlo vedere, senza poterlo decodificare, senza poterci entrare. Noi siamo imprigionati l&igrave; con Asger Holm e i suoi colleghi (presenti ma ridotti a figurine di sfondo); siamo topi in una scatola, a mordere la tensione indossando e togliendo convulsamente quella cuffia, a comporre un numero dopo l&rsquo;altro per unire le tessere di un cruciverba dalla difficile soluzione, a sentir fermare il fiato negli attimi in cui ogni illusione vincente pare perduta.&nbsp;<br />&#8203;<br />Girata in pochi giorni, con l&rsquo;ausilio di sole 3 telecamere, la pellicola danese ricorda in parte alcuni recenti <em>one man show</em> (ad esempio <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-nelle-sale/locke-im-driving" target="_blank">Locke di Steven Knight</a></u>), ribaltando per&ograve; il senso del discorso: qui non &egrave; il personaggio a lottare per la vita. Egli invece si trova suo malgrado responsabile della vita di qualcun altro; &egrave; un oracolo senza fede, reo di colpe non ancora espiate e lasciate anch&rsquo;esse fuori campo. Nel tentativo di salvare questa donna sconosciuta c&rsquo;&egrave; la sua redenzione, un tentativo di ritrovare la pace interiore smarrita, una missione pregna di umanit&agrave; ed empatia ma anche di amor proprio. Il nostro giudizio nei suoi confronti peraltro non esiste, perch&eacute; non ce n&rsquo;&egrave; il tempo: i secondi scorrono veloci, la fibrillazione sale, la frustrazione pugnala, la speranza fluttua.&nbsp;<br /><em>The Guilty</em> &egrave; un oggetto filmico che sorprende e appassiona, va dritto per la sua strada e non conosce deviazioni o comodi sentieri alternativi. Ci si ambienta per pochi istanti, poi squilla il telefono e una voce rotta di donna chiede aiuto. Da quell&rsquo;istante si entra in una bolla e non se esce pi&ugrave;. La finzione si nasconde, il realismo stringe le sue ali. Fuori da quelle due stanze c&rsquo;&egrave; il dramma. Fuori dalla sala cinematografica non esiste nulla. Almeno per 80 minuti. Si chiudono le porte, il treno scatta, inizia la sua corsa e non si ferma. Fino all&rsquo;ultimo sbuffo. Fino all&rsquo;ultimo respiro.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezioni di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html" target="_blank">Eurocinema</a></u>, <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-34-36.html" target="_blank">Torino Film Festival</a></u><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Den Skyldige<br />Regia: Gustav M&ouml;ller<br />Sceneggiatura: Emil Nygaard Albertsen, Gustav M&ouml;ller<br />Fotografia: Jasper J. Spanning<br />Attori: Jakob Cedergren, Jessica Dinnage, Omar Shargawi, Johan Olsen<br />Anno: 2018<br />Durata: 85&rsquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='264609474456395281-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='264609474456395281-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='264609474456395281-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-guilty-still-3-26938625239-o-0_orig.jpg' rel='lightbox[gallery264609474456395281]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-guilty-still-3-26938625239-o-0.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='533' style='position:absolute;border:0;width:112.57%;top:0%;left:-6.29%' /></a></div></div></div></div><div id='264609474456395281-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='264609474456395281-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/605971-thumb-full-720-the-guilty-da-it-clip-rep_orig.jpg' rel='lightbox[gallery264609474456395281]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/605971-thumb-full-720-the-guilty-da-it-clip-rep.jpg' class='galleryImage' _width='1280' _height='720' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='264609474456395281-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='264609474456395281-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/121027222_orig.jpg' rel='lightbox[gallery264609474456395281]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/121027222.jpg' class='galleryImage' _width='480' _height='240' style='position:absolute;border:0;width:150%;top:0%;left:-25%' /></a></div></div></div></div><div id='264609474456395281-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='264609474456395281-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/jakob-cedergren-the-guilty-02-600x350_orig.jpg' rel='lightbox[gallery264609474456395281]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/jakob-cedergren-the-guilty-02-600x350.jpg' class='galleryImage' _width='600' _height='350' style='position:absolute;border:0;width:128.57%;top:0%;left:-14.29%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/abaoKA6rn5k?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[ELLE - Un cuore in cenere]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/-elle-un-cuore-in-cenere]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/-elle-un-cuore-in-cenere#comments]]></comments><pubDate>Tue, 03 Jan 2017 11:27:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[elle]]></category><category><![CDATA[isabelle huppert]]></category><category><![CDATA[paul verhoeven]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/-elle-un-cuore-in-cenere</guid><description><![CDATA[ La cenere &egrave; ci&ograve; che rimane dopo la fiamma, materia generata dalla combustione, ma incombustibile, fredda per sua stessa natura. Complice o semplicemente spettatrice di un massacro, una bambina diventa l&rsquo;emblema della ferocia umana, lo sguardo smarrito e vuoto, ricoperta dalla cenere; per l&rsquo;opinione pubblica sar&agrave; per sempre la &ldquo;bambina cenere&rdquo;.L&rsquo;innocenza, la purezza contaminata e deflagrata da quella materia che non si scalder&agrave; mai, che  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/53119_1_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">La cenere &egrave; ci&ograve; che rimane dopo la fiamma, materia generata dalla combustione, ma incombustibile, fredda per sua stessa natura. Complice o semplicemente spettatrice di un massacro, una bambina diventa l&rsquo;emblema della ferocia umana, lo sguardo smarrito e vuoto, ricoperta dalla cenere; per l&rsquo;opinione pubblica sar&agrave; per sempre la &ldquo;<em>bambina cenere</em>&rdquo;.<br />L&rsquo;innocenza, la purezza contaminata e deflagrata da quella materia che non si scalder&agrave; mai, che per sempre rimarr&agrave; priva di calore; &egrave; la forma della metafora dell&rsquo;assenza di legami e del vivere una vita algida, in cui i sentimenti sono elementi accessori, di contorno, un vuoto che non necessita di essere colmato.<br />Dal buio emergono sussulti e grida, all&rsquo;occhio non &egrave; concesso vedere, ma tra il fragore dell&rsquo;infrangersi di ceramiche e vetri, l&rsquo;amore si confonde con la ferocia umana. Il primo sguardo offerto allo spettatore dalla <em>mdp</em> &egrave; distante, si apre nell&rsquo;oscurit&agrave;, &egrave; statico, fermo e gelido, distaccato; in un&rsquo;altra stanza due corpi lottano, avvinghiati l&rsquo;uno all&rsquo;altra, nella brutalit&agrave; di un rapporto sessuale che nasce dalla violenza.<br />Mich&egrave;le (<font color="#2a0ae9"><strong>Isabelle Huppert</strong></font>) &egrave; granitica, la morte le ruota intorno senza mai scalfirla, l&rsquo;accompagna in una danza che, a passo cadenzato e sinuoso, scivola tra gli interspazi dei rapporti affettivi vacui e privi di qualsiasi fiamma, in un lavoro di sottrazione anaffettiva. Nulla tocca l&rsquo;anima e nel passaggio tra le immagini qualcosa rimane sulla pelle, una sensazione di gelo. &Egrave; una deambulazione, nel flusso vitale, lenta e siderale, acuita dalla messa in scena di <font color="#2d0de8"><strong>Paul Verhoeven</strong></font>, dalle angolazioni scelte per inquadrare l&rsquo;azione, ora oblique e in diagonale, l&agrave; dove il suo sguardo si insinua tra le dinamiche pi&ugrave; intime, quasi con un atteggiamento velatamente voyeuristico, ora bidimensionali, nello sforzo volontario di gelare e fermare l&rsquo;immagine in un istante glaciale, quando le parole e i gesti di Mich&egrave;le si fanno pi&ugrave; rigidi, crudi e inaspettati.<br />La matrice di tutto &egrave; la violenza. Tutto nasce dalla relazione tra amore e brutalit&agrave;, in continua lotta tra loro, confondendosi nel rapporto genitoriale, dapprima come figlia e poi come madre, ed in tutte le relazioni sociali, continuamente minate sin dalle loro fondamenta. Si instaurano una serie di rapporti che rasentano quello tra vittima e carnefice, in cui per&ograve; le due figure si alternano in continuazione; George Bataille spiega: &ldquo;<em>abitualmente il carnefice non usa il linguaggio di quella violenza da lui esercitata nel nome di un potere costituito, ma usa il linguaggio del potere, che apparentemente lo scusa, lo legittima e gli offre una giustificazione elevata</em>&rdquo; (<font color="#e60e0e" size="2">1</font>).<br /><br /><font color="#e50d0d" size="2">1)</font><span> </span><font size="1">George Bataille, </font><em><font size="1">L&rsquo;Erotisme</font></em><font size="1">, Editions de Minuit, 1957, pp. 209-210</font><br /><br />Il potere esercitato da Mich&egrave;le &egrave; legato agli affetti, quelli pi&ugrave; prossimi e cari, diretto alle relazioni profonde; &egrave; un esercizio di sottile ed acuta violenza, con il padre, con la madre e non ne rimane escluso nemmeno il figlio, grazie a un imprinting feroce e a quell&rsquo;infanzia legata a un &ldquo;<em>linguaggio che sconfessa la relazione tra colui che parla e coloro a cui il discorso &egrave; diretto</em>&rdquo; <font color="#e60a0a" size="2">(</font><a href="https://7863172-669942843619957369.preview.editmysite.com/editor/main.php#sdfootnote2sym"><u><font color="#e60a0a" size="2">2</font></u></a><font color="#e60a0a" size="2">).</font><br /><em>Elle</em>, &egrave; <em>lei</em>, slegata da qualsiasi appartenenza sentimentale, concentrata su se stessa, in un monologo costante; pi&ugrave; indentificabile con il <em>Je</em> che con la terza persona, ma di certo, come questa, distaccata ed al centro di un ragionamento laterale, sempre e necessariamente solitario, rinchiusa nel suo solipsismo esistenziale. Come la tarantola, nella scena di apertura del <em>Quarto uomo</em>, che si muove indisturbata sul crocifisso, anche <font color="#2a0ae6"><strong>Elle</strong></font> &egrave; la lacerazione tra gli assiomi sociali e le regole religiose, minando il tessuto della famiglia borghese; <em>Lei</em>, tanto amata e protetta dalle persone pi&ugrave; prossime, quanto umiliata e colpevolizzata dalla societ&agrave; che la circonda.<br />Ancora una volta Paul Verhoeven si mostra caustico e duro nel dipingere rapporti familiari e sociali, come lo era stato anche con la famiglia del suo sperimentale <em>Steekspel</em>, tra le sue ultime opere, tratteggiando, con sapienti pennellate, un affresco cinico e grottesco che sfocia, a tratti, nella commedia, secondo l&rsquo;uso comune a un certo cinema francese, come quello chabroliano. L&rsquo;accanimento, in maniera del tutto ingiustificata, contro il parafanghi dell&rsquo;auto dell&rsquo;ex-marito, il cameriere che arriva con la bottiglia di champagne nel momento sbagliato, ma anche alcune sfumature tra l&rsquo;ironia e la sensualit&agrave; sopra le righe, ricordano allo spettatore quanto il registro linguistico verhoeviano sia intriso di sarcasmo deflagrante.<br />Dopo <em>Basic Instinct</em>, il regista olandese torna a soffermarsi sulla glacialit&agrave; femminile, in un ritratto di donna sicura di se, desiderante e non priva di una passionalit&agrave; intrinseca e contraddittoria. I rapporti che Mich&egrave;le/Elle intesse con l&rsquo;altro sesso, ma non solo, hanno una venatura che sfocia a tratti nella malattia. Il suo desiderio &egrave; anarchico, si accende davanti al proibito, il piacere deve essere soddisfatto da quelle pulsioni in cui <em>Eros</em> si combina con <em>Thanatos</em>, &ldquo;<em>al punto che la distruzione, il negativo nella distruzione, si presenta necessariamente come il contrario di una costruzione o di una unificazione sottoposta al principio di piacere</em>&rdquo; <font color="#e80909" size="2">(</font><a href="https://7863172-669942843619957369.preview.editmysite.com/editor/main.php#sdfootnote3sym"><u><font color="#e80909" size="2">3</font></u></a><font color="#e80909" size="2">).</font><br /><br /><a href="https://7863172-669942843619957369.preview.editmysite.com/editor/main.php#sdfootnote2anc"><u><font color="#e50b0b" size="2">2</font></u></a><font color="#e50b0b" size="2">)</font> <em><font size="1">ibidem</font></em><br /><a href="https://7863172-669942843619957369.preview.editmysite.com/editor/main.php#sdfootnote3anc"><u><font color="#e60f0f" size="2">3</font></u></a><font color="#e60f0f" size="2">)</font><font size="1"> Gilles Deleuze, </font><em><font size="1">Il freddo e il crudele</font></em><font size="1">, pag 33, SE, Milano, 2007</font><br /><br />Il senso di morte e di (auto)distruzione, come componente imprescindibile, &egrave; manifestazione della libert&agrave; del cinema di Paul Verhoeven, declinata in tutte le sue varianti, talmente estremizzata da divenire vitale, scardinando qualsiasi allegoria predeterminata e allontanandosi dai territori moraleggianti, marcati e salvaguardati dalle regole sociali.<br />Cos&igrave; la vittima e il carnefice scambiano i propri ruoli, in un sottile gioco erotico di sensuale provocazione, in una sfida in cui l&rsquo;aggressivit&agrave; detta le regole ed &egrave; la matrice fondamentale del rapporto di Mich&egrave;le con il mondo. L&rsquo;uomo nero, dapprima boia, diventa oggetto del desiderio di Elle e poi succube del suo gioco, in una vendetta dai contorni indefiniti e indefinibili, in bilico tra un amplesso cercato e la spiazzante distruzione del concetto di coppia.<br />Si rincorre il tentativo di uccidere il desiderio, in quello che vorrebbe essere un <em>delitto perfetto</em>, con l&rsquo;irriverenza tipica del linguaggio filmico adottato dal regista, seguendo coordinate a volte prive di spiegazione e di logica, destabilizzando lo sguardo dello spettatore attraverso un&rsquo;ambiguit&agrave; di fondo e repentini, quanto inattesi, cambio di registro. Elle tenta di uccidere il suo violentatore, nei suoi sogni/incubi e nella realt&agrave;; quelle forbici che nel <font color="#2c0ce6"><strong>Quarto Uomo</strong></font> erano la metafora della castrazione del piacere, qui sono l&rsquo;allegoria di un&rsquo;ossimorica morte vitale, che non &egrave; fine, come nell&rsquo;hitchcockiano <em>Dial M</em><em>&nbsp;for Murder</em>,&nbsp;ma principio di un sadomasochistico rapporto a due con il proprio carnefice.<br />La filmica verhoeveniana &egrave; una materia polimorfa, un fluido magmatico di pulsioni, sessuali e vitali, perch&eacute; nulla &egrave; pi&ugrave; vitale della morte, un assunto che, nel suo essere contraddittorio, da solo riesce nell&rsquo;intento di rendere la vita pi&ugrave; vera. Il regista gioca con l&rsquo;equivocit&agrave; e la plurivocit&agrave; di significati e significanti, sovvertendo le metriche di fruizione dello sguardo, forse per puro divertimento o forse perch&eacute; semplicemente non c&rsquo;&egrave; nulla di pi&ugrave; sovversivo e sedizioso della vita stessa.<br /><br /><strong>Mariangela Sansone</strong><br /><br />&#8203;Sezioni di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html" target="_blank">Eurocinema</a></u>, <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/cannes-69.html" target="_blank">Cannes 69</a></u>, <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-34.html" target="_blank">Torino 34</a></u>, <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/film-al-cinema.html" target="_blank">Film al cinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Elle<br />Regia: Paul Verhoeven<br />Sceneggiatura: David Birke<br />Attori: Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling<br />Anno: 2016<br />Durata: 130&rsquo;<br />Fotografia: St&eacute;phane Fontaine<br />Musica: Anne Dudley&#8203;<br />&#8203;Uscita italiana: 23 marzo 2017<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='208219372616442317-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='208219372616442317-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-paul-verhoeven-1-di-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-paul-verhoeven-1-di-1.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='245' style='position:absolute;border:0;width:122.45%;top:0%;left:-11.22%' /></a></div></div></div></div><div id='208219372616442317-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/134-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/134-1.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='216' style='position:absolute;border:0;width:138.89%;top:0%;left:-19.44%' /></a></div></div></div></div><div id='208219372616442317-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-1460635220_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-1460635220.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='244' style='position:absolute;border:0;width:122.95%;top:0%;left:-11.48%' /></a></div></div></div></div><div id='208219372616442317-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-2016-paul-verhoeven-04_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-2016-paul-verhoeven-04.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='208219372616442317-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-film_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-film.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='208219372616442317-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-2016-paul-verhoeven-06-932x617_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-2016-paul-verhoeven-06-932x617.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='264' style='position:absolute;border:0;width:113.64%;top:0%;left:-6.82%' /></a></div></div></div></div><div id='208219372616442317-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-fileminimizer_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/elle-fileminimizer.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div><div id='208219372616442317-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='208219372616442317-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/tmfo-isabelle-huppert-elle_orig.jpg' rel='lightbox[gallery208219372616442317]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/tmfo-isabelle-huppert-elle.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/YqGJtnKZ2vs?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-right"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/h84_sECeIbA?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[ANANKE - Cronache dal mondo del dopo]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/ananke-film-2015-recensione-cronache-dal-mondo-del-dopo]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/ananke-film-2015-recensione-cronache-dal-mondo-del-dopo#comments]]></comments><pubDate>Sun, 17 Apr 2016 21:25:09 GMT</pubDate><category><![CDATA[ananke]]></category><category><![CDATA[cinema italiano]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/ananke-film-2015-recensione-cronache-dal-mondo-del-dopo</guid><description><![CDATA[ &#8203;Come nel bellissimo e misconosciuto Fine Agosto all'Hotel Ozon di Jan Schmidt, il mondo del dopo riflette le sue cicatrici in una natura arida, selvaggia, resa ancor pi&ugrave; tale in questo caso dal formato Super-16, che sgrana le inquadrature e sfuma i contorni degli spazi, minimizzando l'impatto degli scorci che diversamente potrebbero apparire lussureggianti.&nbsp;Fra le fronde del bosco &ldquo;buio e silenzioso&rdquo; in cui si rifugiano i due sopravvissuti di Ananke aleggia infatt [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:277px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7453453.jpg?259" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;Come nel bellissimo e misconosciuto <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-the-end-of-august-at-the-hotel-ozone-di-jan-schmidt">Fine Agosto all'Hotel Ozon</a></u> di Jan Schmidt, il mondo del dopo riflette le sue cicatrici in una natura arida, selvaggia, resa ancor pi&ugrave; tale in questo caso dal formato Super-16, che sgrana le inquadrature e sfuma i contorni degli spazi, minimizzando l'impatto degli scorci che diversamente potrebbero apparire lussureggianti.&nbsp;<br />Fra le fronde del bosco &ldquo;buio e silenzioso&rdquo; in cui si rifugiano i due sopravvissuti di <strong><font color="#120be6">Ananke</font></strong> aleggia infatti un perenne senso di morte, che non &egrave; soltanto il riflesso di un mondo sconfitto dalla pandemia che spinge al suicidio ogni uomo che tenti di stabilire un contatto con il suo prossimo: &egrave; una sorta di condizione esistenziale, la solitudine &ldquo;dura e necessaria&rdquo; che la protagonista evoca nelle sue lettere-monologo a una madre di cui non ha pi&ugrave; notizia.<br />&#8203;<br />Le lusinghe con un possibile genere fantasy, per&ograve;, si fermano qui, e spianano la strada a un dramma umano che cerca, nel rigore a tratti un po' forzato delle sue inquadrature, una possibilit&agrave; espressiva in grado di riflettere ed elaborare il vuoto interiore di un'umanit&agrave; che ha esteriorizzato la sua incapacit&agrave; di stare al mondo. Per questo le azioni appaiono una vuota coazione a ripetere gesti essenziali: muoversi, mangiare, dormire. L'obiettivo &egrave; la mera occupazione di uno spazio d'adozione, dopo aver perso quello d'origine, e allora <em>Ananke</em> lascia parlare il resto, le mura fatiscenti, la natura che potrebbe apparire soverchiante ma si ritrova invece contorno, dimessa e muta partecipe della solitudine.<br />L'intento &egrave; quello di un cinema semplice nelle sue forme, aperto a una possibile fruibilit&agrave; anche universale, che possa cos&igrave; fare a meno del dialogo: sebbene non sia un film propriamente muto, le poche parole pronunciate dai protagonisti in un francese un po' fittizio (l'orecchio allenato pu&ograve; percepire non trattarsi di due madrelingua) restituiscono un senso di alterit&agrave;, di un superfluo, orientato nei casi migliori &ndash; come le gi&agrave; evidenziate lettere alla madre &ndash; a un orizzonte altro rispetto alle quattro mura o gli spazi circostanti la casa-rifugio.<br />In tutto questo, i possibili punti di fuga sono rappresentati dagli elementi vivificatori, l'eponima capretta Ananke (da cui i due personaggi traggono il latte utile a sopravvivere) o la bambina che la donna porta in grembo. Ma entrambi sono anche elementi di risonanza del dramma, catalizzatori di possibilit&agrave; che i due protagonisti sembrano quasi sfuggire: il che porta naturalmente a chiedersi se di fuga per la vita realmente si tratti per i personaggi, o piuttosto di un crogiolarsi in una vuotezza dell'anima anche un po' cercata. Una sorta di terapia che diventa per&ograve; immersione nel proprio ventre oscuro. Come quelle lettere inviate a una madre che in fondo si teme (si sospetta?) gi&agrave; morta. O quella bambina data infine alla vita e subito abbandonata, per timore di instaurare un legame che potrebbe essere foriero di altra morte, e che riapre cos&igrave; il gioco di disperazione alla base della storia.&nbsp;<br />La risposta sta nell'elaborazione finale, affidata a un lirico e vibrante dettaglio degli occhi della donna, bagnati dalle ultime lacrime.<br /><br /><strong>Davide Di Giorgio</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Claudio Romano<br />Sceneggiatura: Claudio Romano, Elisabetta L'innocente<br />Attori: Marco Casolino, Solidea Ruggiero<br />Fotografia: Juri Fantigrossi<br />Montaggio: Ilenia Zincone<br />Durata: 69&rsquo;<br />Anno: 2015</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='401884728302350391-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='401884728302350391-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='401884728302350391-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2337666_orig.jpg' rel='lightbox[gallery401884728302350391]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2337666.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='264' style='position:absolute;border:0;width:113.64%;top:0%;left:-6.82%' /></a></div></div></div></div><div id='401884728302350391-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='401884728302350391-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/261794_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery401884728302350391]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/261794.jpeg' class='galleryImage' _width='340' _height='230' style='position:absolute;border:0;width:110.87%;top:0%;left:-5.43%' /></a></div></div></div></div><div id='401884728302350391-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='401884728302350391-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9063879_orig.jpg' rel='lightbox[gallery401884728302350391]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9063879.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='401884728302350391-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='401884728302350391-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6511381_orig.jpg' rel='lightbox[gallery401884728302350391]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6511381.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/e3WNlRwYLUo?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LA ISLA MINIMA - Un killer tra le paludi]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/la-isla-minima-un-killer-tra-le-paludi]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/la-isla-minima-un-killer-tra-le-paludi#comments]]></comments><pubDate>Fri, 08 Apr 2016 10:16:35 GMT</pubDate><category><![CDATA[cinema spagnolo]]></category><category><![CDATA[la isla minima]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/la-isla-minima-un-killer-tra-le-paludi</guid><description><![CDATA[ In una Spagna da poco uscita dal franchismo (siamo nel 1980) due detective della squadra omicidi di Madrid, Pedro (Ra&uacute;l Ar&eacute;valo) e Juan (Javier Guti&eacute;rrez), arrivano in un villaggio andaluso, sperduto tra le paludi del Guadalquivir, per indagare sulla sparizione di una coppia di sorelle, avvenuta nel corso di una festa paesana. Le forze dell'ordine del posto, che ancora godono e abusano del potere conferito loro dalla dittatura, brancolano nel buio e si dimostrano del tutto  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:286px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6882344.jpg?268" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">In una Spagna da poco uscita dal franchismo (siamo nel 1980) due detective della squadra omicidi di Madrid, Pedro (Ra&uacute;l Ar&eacute;valo) e Juan (Javier Guti&eacute;rrez), arrivano in un villaggio andaluso, sperduto tra le paludi del Guadalquivir, per indagare sulla sparizione di una coppia di sorelle, avvenuta nel corso di una festa paesana. Le forze dell'ordine del posto, che ancora godono e abusano del potere conferito loro dalla dittatura, brancolano nel buio e si dimostrano del tutto incapaci di affrontare un'inchiesta di tale portata.<br />&#8203;Gli investigatori si scontrato da subito con la mentalit&agrave; gretta dei locali, poliziotti compresi, che anzich&eacute; fornire informazioni si dilungano in considerazioni poco edificanti riguardo il comportamento, considerato oltremodo libertino, di Estrella e Carmen, le giovani scomparse. Quando per&ograve; i corpi mutilati e stuprati delle sorelle vengono rinvenuti in un canale, Pedro e Juan comprendono di aver a che fare con un feroce assassino e pian piano, dal muro di omert&agrave; che avvolge il paese, emergono voci che riportano preziose testimonianze nonch&eacute; elementi inediti da esaminare. Le due ragazze sono infatti soltanto le ultime vittime di una lista di povere donne svanite nel nulla. Lungo polverose strade sterrate, tra acquitrini, paludi e case abbandonate, scatta allora una serrata caccia all'uomo per stanare un serial killer che non conosce piet&agrave;.<br />&#8203;<br />Il regista spagnolo <strong><font color="#130ce5">Alberto Rodr&iacute;guez</font></strong>, ne <strong><font color="#1812e6">La isla m&iacute;nima</font></strong> anche co-sceneggiatore, confeziona un noir politico originale e ben girato, con una spettacolare fotografia (a cura di Alex Catal&aacute;n) che immortala i paesaggi mozzafiato delle paludi della foce del Guadalquivir. Il merito di Rodriguez va comunque ben oltre i pregi stilistici dell'opera, perch&eacute; <em>La isla m&iacute;nima</em> non &egrave; solo un thriller ricco di colpi di scena dalla sceneggiatura puntuale, ma rappresenta un'analisi storica della Spagna post-franchista. La neonata democrazia spagnola fatica a scrollarsi di dosso la violenza e la corruzione del vecchio regime, dove militari incapaci, trafficanti di droga, rappresentati dello Stato venduti al miglior offerente la fanno ancora da padroni.&nbsp;<br />In una societ&agrave; con scarsissima considerazione della donna, in cui le rivendicazioni per i diritti civili stentano a prendere piede, la relazione tra il nuovo che avanza e il passato che non vuole dissolversi si riflette nel rapporto tra Pedro e Juan. Il giovane Pedro &egrave; un uomo razionale e taciturno, che nutre un profondo odio per i fascisti e per tutti coloro che hanno tratto benefici dalla dittatura.<br />&#8203;Il suo distacco contrasta con l'atteggiamento gioviale di Juan, che attacca bottone con gli abitanti del villaggio, ama la buona cucina e le belle ragazze. Ma sotto un'indole bonaria si nasconde in realt&agrave; il &ldquo;Corvo&rdquo;, un membro della polizia segreta, torturatore e assassino. Juan diventa cos&igrave; la perfetta incarnazione del marcio di un sistema ormai sul viale del tramonto (anche il detective &egrave; malato e sta morendo), ma che non rinuncia a un ultimo colpo di coda. Emblematico in questo senso &egrave; il consiglio che un giudice d&agrave; a Pedro: &ldquo;<em>Tra poco sar&agrave; padre, dovrebbe fare attenzione a quello che fa</em>&rdquo;.<br />Magistrale la prova dei due protagonisti <strong><font color="#1d17e9">Ra&uacute;l Ar&eacute;valo</font></strong> e <strong><font color="#150fe9">Javier Guti&eacute;rrez</font></strong>, novella coppia di investigatori del panorama cinematografico. Impossibile non cercare somiglianze e differenze con Matthew McConaughey e Woody Harrelson, superbi interpreti della prima stagione di <em>True Detective</em>. Anche perch&eacute; le paludi del profondo sud della Spagna non sono poi tanto diverse dagli acquitrini della Louisiana.&nbsp;<br />La pellicola ha trionfato ai Goya nel 2015, vincendo ben 10 premi, tra cui quello per il miglior film.&nbsp;<br /><br /><strong>Serena Casagrande</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br /><br />&#8203;<br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: La isla minima<br />Anno: 2014<br />Regia: Alberto Rodr&iacute;guez<br />Sceneggiatura: Rafael Cobos, Alberto Rodr&iacute;guez.<br />Fotografia: Alex Catal&aacute;n<br />Montaggio: Jos&eacute; M. G. Moyano<br />Musica: Julio de la Rosa<br />Durata: 105'<br />Uscita italiana: 30 novembre 2015<br />Interpreti principali: Ra&uacute;l Ar&eacute;valo, Javier Guti&eacute;rrez, Nerea Barros, Jes&uacute;s Castro, Maria Varod, Antonio de la Torre</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='427793942948671706-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='427793942948671706-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='427793942948671706-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9799353_orig.jpg' rel='lightbox[gallery427793942948671706]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9799353.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='427793942948671706-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='427793942948671706-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/880534_orig.jpg' rel='lightbox[gallery427793942948671706]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/880534.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='427793942948671706-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='427793942948671706-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6559210_orig.jpg' rel='lightbox[gallery427793942948671706]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6559210.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='427793942948671706-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='427793942948671706-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5644251_orig.jpg' rel='lightbox[gallery427793942948671706]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5644251.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/GErVX6VnJ2o?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TELLURICA - Racconti dal cratere]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/tellurica-recensione-racconti-dal-cratere]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/tellurica-recensione-racconti-dal-cratere#comments]]></comments><pubDate>Fri, 01 Apr 2016 11:07:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[cinema italiano]]></category><category><![CDATA[tellurica]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/tellurica-recensione-racconti-dal-cratere</guid><description><![CDATA[ &#8203;Terremoto. Il momento, la sorpresa, la paura. E poi, soprattutto, il dopo: le macerie, la ricostruzione, le case in cui non si pu&ograve; o non si vuole pi&ugrave; entrare; i danni, i resti, i segni destinati a rimanere indelebili, agli occhi e nel cuore; le parole, le televisioni, le radio; la solidariet&agrave;, la forza, gli affetti, le lacrime; le conseguenze, materiali e morali, collettive e individuali.&nbsp;Tellurica &egrave; un progetto realizzato da Sisma Emilia, collettivo nato [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:281px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1255113.jpg?263" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;Terremoto. Il momento, la sorpresa, la paura. E poi, soprattutto, il dopo: le macerie, la ricostruzione, le case in cui non si pu&ograve; o non si vuole pi&ugrave; entrare; i danni, i resti, i segni destinati a rimanere indelebili, agli occhi e nel cuore; le parole, le televisioni, le radio; la solidariet&agrave;, la forza, gli affetti, le lacrime; le conseguenze, materiali e morali, collettive e individuali.&nbsp;<br /><br /><strong><font color="#210eea">Tellurica</font></strong> &egrave; un progetto realizzato da <strong><font color="#220fea">Sisma Emilia</font></strong>, collettivo nato poco dopo il terremoto che nel maggio del 2012 ha colpito l'Emilia Romagna. Un film composto da dieci cortometraggi, di varia lunghezza e diretti da dieci diversi autori, con i quali portare sullo schermo idee, sentimenti, metafore, rappresentazioni di alcune tra le tante dolenti sfumature che colpiscono chi &egrave; testimone diretto di eventi cos&igrave; terribili.&nbsp;<br />Un lavoro bello e prezioso, quello coordinato da Matteo Merli, nel quale i diversi punti di vista sanno trovare un ottimo equilibrio e una apprezzabile coesione, allontanandosi dallo sfilacciamento stilistico che spesso accompagna i film realizzati a pi&ugrave; mani. Un contenitore toccante ma deciso e concreto, che mette in scena i giorni e i mesi successivi al sisma emiliano facendosi per&ograve; portavoce universale di sentimenti e reazioni che possono accadere ovunque e a chiunque, in simili occasioni.<br />Dieci cortometraggi, mediamente notevoli, alcuni ottimi, tutti accomunati dal desiderio di mostrare ci&ograve; che nei telegiornali raramente si vede; non tanto le immagini del disastro, spesso assenti eppure presenti perch&eacute; l&igrave;, sullo sfondo e nelle anime dei personaggi, quanto piuttosto i postumi psicologici dell'evento, talvolta intrisi di speranza e voglia di combattere, ma in molti casi anche imbevuti di timori e ferite di difficile cicatrizzazione.<br /><br />Allora, eccoli, i singoli episodi, abili a formare un insieme omogeneo e coinvolgente, a partire dal breve e bellissimo corto iniziale, <em>404 Time not found,</em> in cui una coppia, in silenzio, cena guardando i TG che raccontano il terremoto avvenuto poche ore prima, e poi sempre in silenzio va a dormire, limitandosi a un dolce gioco di sguardi che spiega pi&ugrave; di mille parole. A seguire <em>You had to be there</em>, che unisce il dramma emiliano con quello avvenuto a L'Aquila nel 2009, per stabilire subito il carattere non solo locale bens&igrave; globale dell'operazione filmica.&nbsp;<br />Giungono poi <em>Il respiro del gigante</em>, in cui un senzatetto trova rifugio in un bosco, per poi inveire contro la Madre Terra, chiedendole e chiedendosi perch&eacute; abbia &ldquo;scelto&rdquo; di portare proprio in quel luogo il suo ruggito mortale; <em>Lettere dal fronte</em>, piccola favola ad altezza di bambino, in cui il giovane protagonista immagina il terremoto e ci&ograve; che viene dopo come una guerra, da affrontare sotto assedio ma con determinazione e spirito di resistenza, chiedendo aiuto e sostegno ai propri coetanei; <em>Happy Birthday Rovereto</em>, brevissimo ma efficace, dove si alternano immagini di un clown triste e immobile posizionato davanti a spazi una volta pieni di vita e ora desolatamente asettici; <em>Shell Shocks Radio</em>, l'apice dell'opera, in cui si analizzano gli effetti del terremoto nella mente di molte persone, attraverso la triste storia di un uomo che ha il terrore di mettere ancora piede dentro la propria casa, nel timore di sentire altre scosse, e per questo vive e dorme in macchina, giorno e notte, entrando nell'abitazione solo per piccolissimi e indispensabili momenti, salvo poi scappare fuori al primo vago rumore sospetto, in una sorta di infernale paranoia che trova attimi di quiete e normalit&agrave; solo ascoltando alla radio le partire di calcio della Nazionale, unico appiglio per fuggire dallo shock post-traumatico che lo perseguita.<br /><br />Coesione, si diceva; in <em>Tellurica</em> si ha la sensazione di trovarsi dentro a un lavoro che sa essere fortemente unito, pur non mancando ampie variazioni stilistiche e narrative, come in <em>Wang</em>, in cui un uomo cinese ricorda e omaggia uno dei propri figli, morto nella polvere dopo aver vissuto un'esistenza breve e <em>invisibile</em> (la didascalia finale ci riveler&agrave; il perch&eacute;), e in <em>4:04</em>, girato con la tecnica dell'animazione, in cui una donna alterna presente e passato, ricordi e commozione.<br />La conclusione del film &egrave; affidata a due corti ancora una volta apprezzabili: <em>L'occasione</em>, tratto un fatto realmente accaduto, in cui una coppia torna a casa dopo una vacanza, appoggia sul tavolo una bottiglia di buon vino, decide di non berla subito perch&eacute; &ldquo;&egrave; meglio aspettare l'occasione giusta&rdquo;, e poi, quella stessa notte, si ritrova la stessa bottiglia infranta sul pavimento a causa del terremoto, e <em>L'Anniversario</em>, in cui una donna viene avvisata della sparizione del padre, lo cerca vagando in un paese dove ancora a ogni angolo si vedono i segni della tragedia, e infine lo trova, nello spiazzo dove una volta sorgeva la loro casa, silente e malinconico davanti al vuoto e all'assenza.&nbsp;<br /><br />Quest'ultimo episodio, in cui compare <strong><font color="#210fe6">Roberto Herlitzka</font></strong>, ben riassume il senso di un progetto nato, cresciuto e concluso con intelligenza e abilit&agrave;, durante e dopo la lavorazione (i ricavati di molte proiezioni pubbliche sono infatti stati destinati a progetti per la ricostruzione). Un film prezioso, utile a chi ha vissuto simili momenti ma anche a chi per sua fortuna non li ha vissuti mai. Prezioso per lottare, aiutare, provare a capire. O semplicemente per non dimenticare.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a target="_blank" href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br /><br /><u><a target="_blank" href="http://sismaemilia.tumblr.com/">A questo link</a></u> &egrave; possibile visitare il sito del Collettivo Sisma Emilia<br /><br />Per chi volesse acquistare il Dvd del film, &egrave; sufficiente scrivere al seguente indirizzo mail: <u><font color="#ee1414">info@arkadinpictures.com</font></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Registi: Francesco Barozzi, Carlo Battelli, Roberto Cavana, Giuseppe Ferreri, Domenico Guidetti, Marco Maselli, Mirco Marmiroli, Emanuele D'Antonio, Corrado Ravazzini, Nicola Xella.<br />Produzione: Collettivo Sisma Emilia<br />Anno: 2014<br />Durata: 80'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='619031059628428901-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='619031059628428901-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='619031059628428901-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6131221_orig.jpg' rel='lightbox[gallery619031059628428901]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6131221.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='619031059628428901-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='619031059628428901-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5993568_orig.jpg' rel='lightbox[gallery619031059628428901]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5993568.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='619031059628428901-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='619031059628428901-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3833617_orig.jpg' rel='lightbox[gallery619031059628428901]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3833617.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='619031059628428901-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='619031059628428901-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2756860_orig.jpg' rel='lightbox[gallery619031059628428901]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2756860.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:120%;top:0%;left:-10%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/2UPnvM_lTz8?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[RAMS - L’Islanda e il suo grembo]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/rams-lislanda-e-il-suo-grembo]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/rams-lislanda-e-il-suo-grembo#comments]]></comments><pubDate>Tue, 15 Mar 2016 12:25:02 GMT</pubDate><category><![CDATA[cinema scandinavo]]></category><category><![CDATA[rams]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/rams-lislanda-e-il-suo-grembo</guid><description><![CDATA[ &#8203;Toccante, umano, malinconico come i paesaggi che lo invadono e terribilmente appagante. Rams, film islandese diretto da Gr&iacute;mur H&aacute;konarson, &egrave; tutto questo, ma incluso e perimetrato nelle atmosfere della commedia nera. Applaudito alla scorsa edizione del festival di Cannes, vincitore della sezione Un Certain Regard presieduta da Isabella Rossellini, il lungometraggio di H&aacute;konarson mostra un lato rurale e profondamente radicato nella cultura islandese del nord, p [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:278px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5694789.jpg?260" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;Toccante, umano, malinconico come i paesaggi che lo invadono e terribilmente appagante. <strong><font color="#140eea">Rams</font></strong>, film islandese diretto da <strong><font color="#1711e9">Gr&iacute;mur H&aacute;konarson</font></strong>, &egrave; tutto questo, ma incluso e perimetrato nelle atmosfere della commedia nera. Applaudito alla scorsa edizione del festival di Cannes, vincitore della sezione <em>Un Certain Regard</em> presieduta da Isabella Rossellini, il lungometraggio di H&aacute;konarson mostra un lato rurale e profondamente radicato nella cultura islandese del nord, perch&eacute; nella terra dei ghiacci e dei vulcani l&rsquo;allevamento &egrave; parte integrante della vita quotidiana, anche odierna, e il rapporto di fedelt&agrave; tra uomini e pecore &egrave; strettissimo.&nbsp;<br />L&rsquo;Islanda, e il suo territorio, &egrave; qui teatro per una storia antica quanto moderna che si focalizza sul tormentato rapporto tra due vicini di casa, fratelli, che non si parlano da ormai quarant&rsquo;anni. Il motivo, lungo tutta la durata del film, non verr&agrave; mai chiarificato. Gummi e Kiddi vivono fianco a fianco allevando le loro pecore. Le loro greggi, che derivano dallo stesso ceppo originario, sono considerate di assoluto pregio e vengono cos&igrave;, di concorso in concorso, premiate con i voti pi&ugrave; alti.&nbsp;<br />La festa per Kiddi, il vincitore di turno, viene per&ograve; immediatamente rovinata poich&eacute; pochi giorni dopo la gara le sue pecore vengono trovate positive ad un virus letale che &egrave; in grado di mettere in pericolo tutto il bestiame della vallata. La speranza di salvare i propri animali &egrave; ulteriormente messa in pericolo dalla decisione del governo di investigare sulla malattia e sulla possibile decisione di macellare tutti i capi presenti.<br />H&aacute;konarson descrive un micro mondo a lui familiare, poich&eacute; entrambi i suoi genitori vengono dalla campagna islandese e lui stesso, fino all&rsquo;et&agrave; di diciassette anni, ha passato gran parte delle sue estati lavorando nelle fattorie. Nel nord dell&rsquo;Islanda l&rsquo;allevamento delle pecore &egrave; parte integrante del quotidiano e della sopravvivenza della popolazione e raggiunge aspetti quasi sacrali, tanta &egrave; la devozione. Il virus, la malattia, &egrave; in <em>Rams</em> il vero motore della vicenda, perch&eacute; mette in pericolo la vita di tutti, e costringe <strong><font color="#150fe6">Gummi e Kiddi</font></strong>, sul finale, a un riavvicinamento a lungo atteso, un contatto umano inevitabile.<br />Il piglio registico &egrave; estremamente espressionista nel modo in cui gli esterni, le montagne, la vallate e le condizioni meteorologiche avvolgono le piccole e semplici storie dei protagonisti e della loro comunit&agrave;. Gli interni, invece, sono piccoli, confortevoli e stranamente caldi. Proprio in questi ambienti si consumano scene la cui comicit&agrave; del tutto nordica risolleva il tono altrimenti silenzioso dell&rsquo;intera opera filmica.&nbsp;<br />Uno dei due fratelli, Gummi, temendo di passare tutto il rigido inverno in solitudine, decide di salvare un piccolo numero di pecore da nascondere in una improbabile taverna convertita in allevamento. La frequente visita dei veterinari &egrave; fonte di gag comiche mai esagerate e sempre accordate al tono pacato e gentile che <em>Rams</em> possiede. Purtroppo uno dei veterinari si accorge della presenza delle bestie in taverna e riesce a chiamare i soccorsi. Gummi &egrave; cos&igrave; costretto a ricorrere all&rsquo;aiuto del fratello Kiddi che, nonostante gli anni di freddezza e distacco, per l&rsquo;amore della propria terra e delle proprie tradizioni si dimostra immediatamente pronto all&rsquo;azione e a una rocambolesca fuga.<br />Da qui in poi l&rsquo;opera filmica di H&aacute;konarson si stravolge e diventa una tragedia che ha luogo nel ventre della natura islandese. Gummi, Kiddi e il loro gregge cercano rifugio al di l&agrave; delle colline, un luogo praticamente irraggiungibile a causa di una tormenta che imperversa su di loro e che ne rallenta il passo. I dialoghi cessano e lo spettatore &egrave; letteralmente avvolto dall&rsquo;ululato del vento che si fa sempre pi&ugrave; potente al calare della notte. Dopo poco i due fratelli perdono contatto con le pecore, unico motivo che li aveva portati sin l&agrave; su, e si ritrovano perduti tra le nevi.<br />Trovato Gummi mezzo morto e assiderato, Kiddi decide &ndash; e qui H&aacute;konarson realizza una sequenza magnifica &ndash; di scavare una fossa nella neve per rifugiarsi col fratello. Finalmente i due si ritrovano insieme, nel grembo della loro Islanda, un ritorno quasi uterino che suggella un film particolarissimo dal profondo impatto emotivo.<br /><em>Rams</em> ha la facolt&agrave; di catturare e imprimere sullo schermo la peculiare cultura rurale islandese in maniera intima e introspettiva, metaforizzando pericoli esterni &ndash; la veterinaria mandata dal governo per decidere la macellazione delle greggi di pecore &egrave; danese, e rappresenta in un certo qual modo l&rsquo;apertura della nazione nordica all&rsquo;influenza europea, delle sue culture e delle sue leggi &ndash; per mostrare una comunit&agrave; e la sua inquietudine nei confronti del cambiamento.<br /><br /><strong>Emanuel Carlo Micali</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a target="_blank" href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Hr&uacute;tar<br />Anno: 2015<br />Regia: Gr&iacute;mur H&aacute;konarson<br />Sceneggiatura: Gr&iacute;mur H&aacute;konarson<br />Fotografia: Sturla Brandth Gr&oslash;vlen<br />Musica: Atli &Ouml;rvarsson<br />Durata: 93&rsquo;<br />Uscita italiana: 12 novembre 2015<br />Attori principali: Sigur&eth;ur Sigurj&oacute;nsson, Theod&oacute;r J&uacute;l&iacute;usson</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='716694872143896705-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='716694872143896705-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3052184_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3052184.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='716694872143896705-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5158723_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5158723.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='263' style='position:absolute;border:0;width:114.07%;top:0%;left:-7.03%' /></a></div></div></div></div><div id='716694872143896705-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1177126_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1177126.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='716694872143896705-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4192148_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4192148.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='240' style='position:absolute;border:0;width:125%;top:0%;left:-12.5%' /></a></div></div></div></div><div id='716694872143896705-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7019396_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7019396.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='219' style='position:absolute;border:0;width:136.99%;top:0%;left:-18.49%' /></a></div></div></div></div><div id='716694872143896705-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2186107_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2186107.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='283' style='position:absolute;border:0;width:106.01%;top:0%;left:-3%' /></a></div></div></div></div><div id='716694872143896705-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5516084_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5516084.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='238' style='position:absolute;border:0;width:126.05%;top:0%;left:-13.03%' /></a></div></div></div></div><div id='716694872143896705-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='716694872143896705-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4087873_orig.jpg' rel='lightbox[gallery716694872143896705]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4087873.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/-X1RlvPld4I?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[A WAR (KRIGEN) - La guerra e le sue derive morali]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/a-war-krigen-la-guerra-e-le-sue-derive-morali]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/a-war-krigen-la-guerra-e-le-sue-derive-morali#comments]]></comments><pubDate>Mon, 22 Feb 2016 13:56:41 GMT</pubDate><category><![CDATA[a war (krigen)]]></category><category><![CDATA[cinema scandinavo]]></category><category><![CDATA[thomas vinterberg]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/a-war-krigen-la-guerra-e-le-sue-derive-morali</guid><description><![CDATA[ In corsa nella categoria Best Foreign Film agli Oscar 2016, edizione ottantottesima della celebre manifestazione a stelle e strisce, il danese A War (Krigen) &egrave; il nuovo film dell&rsquo;ottimo e sempre sorprendente Tobias Lindholm. Dopo le sceneggiature di Submarino e Il Sospetto, entrambe realizzate per il connazionale Thomas Vinterberg, e la direzione del tesissimo A Hijacking, Lindholm torna alla regia di un lungometraggio; il risultato &egrave; una notevole rilettura del war movie sta [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:257px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6766294.jpg?239" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">In corsa nella categoria Best Foreign Film agli Oscar 2016, edizione ottantottesima della celebre manifestazione a stelle e strisce, il danese <strong><font color="#0c12ea">A War (Krigen)</font></strong> &egrave; il nuovo film dell&rsquo;ottimo e sempre sorprendente <strong><font color="#141aeb">Tobias Lindholm</font></strong>. Dopo le sceneggiature di <em>Submarino</em> e <em>Il Sospetto</em>, entrambe realizzate per il connazionale Thomas Vinterberg, e la direzione del tesissimo <em>A Hijacking</em>, Lindholm torna alla regia di un lungometraggio; il risultato &egrave; una notevole rilettura del war movie statunitense di recente fattura, <em>The Hurt Locker</em>, <em>Zero Dark Thirty</em> e <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-nelle-sale/american-sniper-un-cecchino-nella-tempesta" target="_blank">American Sniper</a></u> su tutti. <em>A War </em>prescinde &ndash; presa di posizione forte e decisa &ndash; dal voler rappresentare lo &ldquo;spettacolo&rdquo; della guerra, con il fine di mettere in scena i conflitti individuali che ogni soldato porta con s&eacute; sul campo di battaglia.&nbsp;<br />Lunghi momenti d&rsquo;attesa e pochi e fulminanti sprazzi d&rsquo;azione caratterizzano il film di Lindholm, un&rsquo;opera che narra le vicende di un plotone danese di stanza in Afghanistan con lo scopo di preservare l&rsquo;incolumit&agrave; della popolazione civile. La responsabilit&agrave; di tutto il reparto &egrave; sulle spalle di Claus (<strong><font color="#1319e8">Pilou Asb&aelig;k</font></strong>), soldato tutto d&rsquo;un pezzo che sta sempre vicino ai propri ragazzi ma si trova lontano, lontanissimo, da sua moglie e dai tre figli, che fanno il possibile per affrontare la vita di tutti i giorni nonostante la sua mancanza. Durante una missione che doveva essere di routine, Claus e i suoi si trovano sotto attacco e, con un uomo gravemente ferito a terra, chiamano rinforzi ottenendo un devastante attacco aereo.<br />Questo il punto critico che fa affondare la carriera del soldato, ma che riporta alla luce quella del padre e marito, che dovr&agrave; affrontare le conseguenze delle sue azioni davanti a un tribunale militare, per dimostrare una volta per tutte che egli aveva la piena evidenza di come Compound 6 fosse davvero un obiettivo non civile.<br /><br /><em>A War</em> &egrave; un film diviso in due. I centoventi minuti della pellicola sono ripartiti equamente tra campo di guerra e campo processuale. Una suddivisione che crea una chiara consequenzialit&agrave; tra causa ed effetto. Lindholm riesce cos&igrave; a rendere estremamente palese ed esplicito il fatto che le azioni militari possano avere effetti profondissimi proprio nel quotidiano; in nuce all&rsquo;opera del regista danese non giace assolutamente nessuna argomentazione relativa ai crimini di guerra, quanto, e piuttosto, alle derive morali e personali che determinate scelte possono provocare.<br />Sul finire dello scorso anno, il Danish Film Institute ha deciso che sarebbe stato il film di Lindholm a rappresentare il cinema danese ai prossimi Oscar, scavalcando le candidature di <em>Men and Chicken</em> e del notevole <em>The Look of Silence</em>. Giudicare questa scelta, a visione conclusa, e lasciata sedimentare la pellicola nella nostra mente, appare pi&ugrave; semplice di quanto si possa immaginare. <strong><font color="#151beb">A War</font></strong> &egrave; infatti un film che conferma per l&rsquo;ennesima volta quanto il cinema danese e scandinavo tutto sia attento a ci&ograve; che accade oltreoceano, metabolizzando schemi e segni con lo scopo di realizzare un prodotto personale. Il film danese infatti si ispira ma tradisce il modello, annullando il possibile patto regista/spettatore, non offrendo chiarimenti e, anzi, omettendo quanto &egrave; possibile mostrare per costringerci a una negoziazione difficoltosa e incerta.<br />Iniziato l&rsquo;iter processuale, Claus si trova a dover ripercorrere con la mente &ndash; sollecitato dal giudice e dall&rsquo;avvocato dell&rsquo;accusa &ndash; gli eventi che lo hanno costretto a prendere quella drammatica decisione. La memoria, non senza qualche ambiguit&agrave;, lo tradisce, e noi spettatori, come lui, siamo incapaci di ricordare il punto focale della vicenda. Lindholm decide cos&igrave; di non ricorrere alla figura retorica chiarificatrice per eccellenza: il flashback. In questo modo la tensione verso lo scioglimento del dubbio, la sentenza finale, &egrave; un parossismo totalmente basato sulla pi&ugrave; totale fiducia nei confronti delle verit&agrave; processuali e delle testimonianze.&nbsp;<br />La scelta di negare qualsiasi chiarificazione &egrave;, a parere di chi scrive, fondamentale per rendere <em>A War</em> il piccolo gioiello che &egrave;. Inoltre, la decisione di far gareggiare agli Oscar un film caratterizzato da una forma cinematografica anti-hollywoodiana potr&agrave; certamente creare qualche cortocircuito dagli esiti, si spera, inaspettati &ndash; nonostante l&rsquo;ungherese <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/cannes-68-recensioni/cannes-68-son-of-saul-saul-fia-di-laszlo-nemes-recensione">Son of Saul</a></u> sia l&rsquo;opera da battere.<br />In conclusione, <em>A War</em> di Lindholm si presta anche a una visione e una lettura non univoca. La fruizione in sala e quella domestica saranno diametralmente opposte: la prima, basata sulla costrizione temporale immodificabile, la seconda invece con libert&agrave; allo spettatore, per quell&rsquo; &ldquo;impossibile ritorno&rdquo; a un punto precedente della fabula.&nbsp;<br /><br /><strong>Emanuel Carlo Micali</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a target="_blank" href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Krigen<br />Anno: 2015<br />Nazione: Danimarca<br />Regia: Tobias Lindholm<br />Sceneggiatura: Tobias Lindholm<br />Fotografia: Magnus Nordenhof J&oslash;nck&nbsp;<br />Durata: 115&rsquo;<br />Attori principali: Pilou Asb&aelig;k, Tuva Novotny, Dar Salim</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='126522557935359155-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='126522557935359155-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='126522557935359155-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9533838_orig.jpg' rel='lightbox[gallery126522557935359155]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9533838.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='126522557935359155-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='126522557935359155-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7140638_orig.jpg' rel='lightbox[gallery126522557935359155]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7140638.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='126522557935359155-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='126522557935359155-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3539014_orig.jpg' rel='lightbox[gallery126522557935359155]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3539014.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='229' style='position:absolute;border:0;width:131%;top:0%;left:-15.5%' /></a></div></div></div></div><div id='126522557935359155-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='126522557935359155-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3858348_orig.jpg' rel='lightbox[gallery126522557935359155]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3858348.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/N9nUIFYc5II?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MY NAZI LEGACY - Le colpe dei nostri padri]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/my-nazi-legacy-le-colpe-dei-nostri-padri]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/my-nazi-legacy-le-colpe-dei-nostri-padri#comments]]></comments><pubDate>Wed, 27 Jan 2016 01:42:09 GMT</pubDate><category><![CDATA[documentari]]></category><category><![CDATA[my nazi legacy]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/my-nazi-legacy-le-colpe-dei-nostri-padri</guid><description><![CDATA[ &#8203;Gennaio, giorno ventisettesimo del 1945; il terribile campo di concentramento di Auschwitz viene liberato per mano dell&rsquo;Armata Rossa. &#8203;Da allora questa data &egrave; il simbolo di una tragedia immane e, grazie alla risoluzione 60/7 dell&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2005, viene riconosciuta come Il Giorno della Memoria: una ricorrenza che si celebra con decenza e con spirito commemorativo, con lo scopo anche e soprattutto pedagogico di insegnare qualcosa di [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:261px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4247453.jpg?243" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;Gennaio, giorno ventisettesimo del 1945; il terribile campo di concentramento di Auschwitz viene liberato per mano dell&rsquo;Armata Rossa. <br />&#8203;Da allora questa data &egrave; il simbolo di una tragedia immane e, grazie alla risoluzione 60/7 dell&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2005, viene riconosciuta come <strong><font color="#1009eb">Il Giorno della Memoria</font></strong>: una ricorrenza che si celebra con decenza e con spirito commemorativo, con lo scopo anche e soprattutto pedagogico di insegnare qualcosa di estremamente importante a quelle generazioni che non sono state testimoni della seconda guerra mondiale e dello sterminio ebraico, ma che hanno il dovere di evitare che ci&ograve; accada di nuovo, comprendendo che spesso gli orrori hanno origine nella normalit&agrave; del quotidiano.<br />In una tragedia storica di questa grandezza, difficilmente la memoria &ndash; intesa come capacit&agrave; mentale di accumulare, conservare e richiamare &ldquo;materiali&rdquo; &ndash; pu&ograve; essere collettivizzabile. Il vincitore ricorda e celebra come lo sconfitto? L&rsquo;orfano e, viceversa, il genitore che ha perduto il figlio soldato? Il documentario che qui ci apprestiamo a presentare si pone il problema di affrontare una questione enorme: la riflessione sulla memoria individuale rispetto, e a volte in opposizione, a quella collettiva e, infine, la possibilit&agrave; e l&rsquo;ambiguit&agrave; di un giudizio.<br /><br /><strong><font color="#110bee">My Nazi Legacy</font></strong>, diretto da David Evans (che si &egrave; costruito una buona carriera grazie a serie televisive di notevole successo in Inghilterra) e scritto da Philippe Sands, &egrave; un&rsquo;opera filmica di prepotente intelligenza che affronta il delicatissimo rapporto tra due figli e le colpe dei propri padri, Hans Frank e Otto W&auml;chter, membri delle S.S. e fautori dello sterminio di massa di polacchi ed ebrei.<br />Hans Frank, anche conosciuto come &ldquo;il macellaio dei polacchi&rdquo;, fu un avvocato al soldo del partito nazista durante gli anni Venti e Trenta del primo Novecento. In seguito divenne consigliere personale di Hitler. Dopo l&rsquo;invasione tedesca della Polonia fu comandante capo nelle nuove terre occupate. Dal 1939 al 1945 si macchi&ograve; di atroci crimini di guerra ai danni di ebrei e cittadini polacchi a causa dei quali fu poi processato a Norimberga e impiccato. Otto W&auml;chter (Baron Otto Gustav von W&auml;chter) fu invece un legale austriaco anche lui legato ai crimini commessi in Polonia, ma anche nella regione della Galizia. Nel 1949 riusc&igrave; ad arrivare a Roma dove, grazie a un vescovo Austriaco, e sotto le mentite spoglie di Alfredo Reinhardt, trov&ograve; rifugio nell&rsquo;istituto clericale Vigna Pia, per poi morire di ittero poco tempo dopo.<br /><strong><font color="#160fed">David Evans</font></strong> decide di incontrare Niklas Frank e Horst von W&auml;chter con lo scopo di investigare il rapporto complesso e sfaccettato che due figli di personaggi cos&igrave; ingombranti possono instaurare con un periodo cos&igrave; chiaramente condannato. Unanimit&agrave; che, come si pu&ograve; evincere dalla visione di questo documentario, &egrave; tutt&rsquo;altro che scontata. Entrambi sono consapevoli della gravit&agrave; dei crimini commessi, ma il loro giudizio sembra in qualche modo influenzato dal tipo di infanzia vissuta, pi&ugrave; dura e distaccata quella di Frank, idilliaca e pacifica quella di W&auml;chter. I due accompagnano lo spettatore tra i luoghi di nascita, le mura domestiche e i territori di morte dove i loro avi hanno lasciato un segno indelebile. I materiali disseminati lungo la durata filmica &ndash; fotografie, lettere e, soprattutto documenti ufficiali &ndash; sono perfettamente organizzati e non sono solo atti a chiarire l&rsquo;evoluzione della tragedia che l&rsquo;Olocausto ha significato, ma, soprattutto nel confronto tra padri e figli, aiutano a problematizzare le evoluzioni di un rapporto, modificandone il giudizio e accrescendone l&rsquo;ambiguit&agrave;.&nbsp;<br />Horst von W&auml;chter &egrave; tra i due colui che ha pi&ugrave; difficolt&agrave; a condannare il padre, poich&eacute; vede in lui una persona che ha tentato di difendere una parte di popolazione, quella ucraina contro l&rsquo;invasione russa, dimenticando di volta in volta i misfatti e i legami con l&rsquo;annientamento polacco. L&rsquo;assenza del nome paterno nei documenti ufficiali, dal processo di Norimberga e una morte piuttosto pacifica certamente non aiutano a dissipare l&rsquo;ambiguit&agrave; con cui Horst preferisce convivere. Niklas cerca continuamente di imporre il proprio giudizio di condanna all&rsquo;amico, senza per&ograve; riuscirvi.&nbsp;<br />Il baricentro di <em>My nazi legacy</em>, documentario che va visto piuttosto che raccontato, gravita attorno alla possibilit&agrave; di un percorso soggettivo e personale rispetto a un passato tanto orribile. La condanna nostra, della macchina da presa e di Niklas trovano ostacoli ideali e sentimentali che sono per&ograve; precipui per una riflessione pi&ugrave; profonda, che lascia libert&agrave; di giudizio di fronte alla volont&agrave; da parte di Horst di non rimanere idealmente relegato nel passato, una &ldquo;fuga&rdquo; per alcuni inaccettabile e imperdonabile. Ma noi, sorge spontaneo, che persone saremmo e che posizione avremmo di fronte all&rsquo;Olocausto se i nostri padri fossero dei nazisti?<br /><br /><strong>Emanuel Carlo Micali</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: My nazi legacy<br />Anno: 2015<br />Regia: David Evans<br />Sceneggiatura: Philippe Sands<br />Fotografia: Philipp Blaubach, Matt Gray, Sam Hardy<br />Musiche: Malcom Lindsay<br />Durata: 96&rsquo;<br />Attori principali: Philippe Sands, Horst von W&auml;chter, Niklas Frank</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='282672682186580836-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='282672682186580836-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282672682186580836-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7057519_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282672682186580836]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7057519.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='249' style='position:absolute;border:0;width:120.48%;top:0%;left:-10.24%' /></a></div></div></div></div><div id='282672682186580836-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282672682186580836-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9107554_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282672682186580836]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9107554.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='282672682186580836-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282672682186580836-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/408717_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282672682186580836]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/408717.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='282672682186580836-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282672682186580836-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/111374_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282672682186580836]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/111374.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/XjyqrQ103AQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[THE SECOND CLOSET - Punto di rottura]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/the-second-closet-punto-di-rottura]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/the-second-closet-punto-di-rottura#comments]]></comments><pubDate>Tue, 26 Jan 2016 01:33:56 GMT</pubDate><category><![CDATA[cinema italiano]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/the-second-closet-punto-di-rottura</guid><description><![CDATA[​Miki vive con la compagna Anne. La loro storia d'amore è giunta ormai al capolinea, non perché sia venuto meno il sentimento che le unisce, ma a causa dei continui soprusi che Miki è costretta a subire. L'attrazione morbosa di Anne nei confronti della partner sfocia infatti in attacchi di gelosia ed episodi di violenza, fisica e psicologica, che mirano ad annientarne la personalità e la volontà. Quest'ultima infatti sopporta in silenzio, spinta da una sorta di masochismo che le impedisce [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:265px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1471180.jpg?247" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image"></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span><div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;Miki vive con la compagna Anne. La loro storia d'amore &egrave; giunta ormai al capolinea, non perch&eacute; sia venuto meno il sentimento che le unisce, ma a causa dei continui soprusi che Miki &egrave; costretta a subire. L'attrazione morbosa di Anne nei confronti della partner sfocia infatti in attacchi di gelosia ed episodi di violenza, fisica e psicologica, che mirano ad annientarne la personalit&agrave; e la volont&agrave;. Quest'ultima infatti sopporta in silenzio, spinta da una sorta di masochismo che le impedisce di separarsi dalla donna amata.&nbsp;<br>Il ritmo incalzante del cortometraggio <strong><font color="#2309E9">The Second Closet</font></strong> racconta in pochi minuti l'evolversi della relazione amorosa tra le due giovani fino alla sua dolorosa disintegrazione. Ricordi del passato, sequenze oniriche, ricatti e lividi sulla pelle si fondono in un'unica dimensione fino a che Miki torna a prendere di nuovo coscienza di s&eacute;.<br>&#8203;Supera cos&igrave; l'idealizzazione del rapporto di coppia, ne affronta il fallimento e comprende di essere rinchiusa in una gabbia. Miki per&ograve; &egrave; ora in grado di compiere scelte consapevoli. E decide di lasciare Anne e riprendersi la propria vita. Trova il coraggio di aprire la porta di casa e di richiuderla dietro di s&eacute;. Un gesto banale che vale la libert&agrave;.<br><br>Il cortometraggio&nbsp;&egrave; stato diretto da <strong><font color="#2C12EB">Sara Luraschi</font></strong> e <strong><font color="#250CE4">Stefania Minghini Azzarello</font></strong>. La storia si &egrave; sviluppata sulla base di numerose testimonianze raccolte dalle registe, che hanno cos&igrave; voluto denunciare un tema scottante che &egrave; ancora un tab&ugrave;: la violenza domestica tra donne. Il film cerca di evitare gli stereotipi, analizzando invece le dinamiche che finiscono per distruggere la relazione tra Miki e Anne. <em>The Second Closet</em>, visibile online nella sua integrit&agrave; e gi&agrave; proiettato in diversi festival,&nbsp;&egrave; stato realizzato all&rsquo;interno del progetto <em>Bleeding Love</em>, finanziato dal programma europeo DAFNE, nato appunto con lo scopo di prevenire la violenza domestica contro lesbiche, donne bisessuali e transessuali nei Paesi dell'Unione Europea.&nbsp;<br><br><u><a href="https://vimeo.com/148932219" target="_blank">A questo link</a></u> &egrave; possibile vedere il film.<br><br><strong>Serena Casagrande</strong><br><br>Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br><br><br><em>Scheda tecnica</em><br><br>Titolo originale: The Second Closet<br>Anno: 2015, Italia<br>Regia: Sara Luraschi, Stefania Minghini Azzarello.<br>Sceneggiatura: Sara Luraschi, Stefania Minghini Azzarello.<br>Montaggio: Sara Luraschi&nbsp;<br>Musica: Costanza Bortolotti<br>Fotografia: Andrea Zanoli<br>Durata: 15'<br>Interpreti principali: Stefania Minghini Azzarello, Nicole Guerzoni, Tony Allotta.</div><hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"><div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div><div id='745368809924265637-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='745368809924265637-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='745368809924265637-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9632699_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery745368809924265637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9632699.jpeg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%'></a></div></div></div></div><div id='745368809924265637-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='745368809924265637-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7738447_orig.jpg' rel='lightbox[gallery745368809924265637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7738447.jpg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%'></a></div></div></div></div><div id='745368809924265637-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='745368809924265637-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9199570_orig.jpg' rel='lightbox[gallery745368809924265637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9199570.jpg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%'></a></div></div></div></div><div id='745368809924265637-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='745368809924265637-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8056007_orig.jpg' rel='lightbox[gallery745368809924265637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8056007.jpg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:140.35%;top:0%;left:-20.18%'></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div><div><div id="870950515643048232" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/146094772" width="500" height="281" frameborder="0" webkitallowfullscreen="" mozallowfullscreen="" allowfullscreen=""></iframe><p><a href="https://vimeo.com/146094772">The Second Closet - trailer</a> from <a href="https://vimeo.com/lab80film">Lab 80 film</a> on <a href="https://vimeo.com">Vimeo</a>.</p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL SEGRETO DEL SUO VOLTO (PHOENIX) - La rinascita della fenice]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/il-segreto-del-suo-volto-phoenix-la-rinascita-della-fenice]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/il-segreto-del-suo-volto-phoenix-la-rinascita-della-fenice#comments]]></comments><pubDate>Wed, 06 Jan 2016 22:51:31 GMT</pubDate><category><![CDATA[cinema tedesco]]></category><category><![CDATA[nina hoss]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/il-segreto-del-suo-volto-phoenix-la-rinascita-della-fenice</guid><description><![CDATA[ Nelly Lenz (Nina Hoss), ebrea berlinese, fa ritorno a casa alla fine della guerra. Sopravvissuta al campo di concentramento, ma con il volto orribilmente sfigurato, si sottopone a un intervento di ricostruzione facciale in una clinica specializzata, grazie all'aiuto di Lene (Nina Kunzendorf). Quest'ultima progetta un trasferimento in Israele con l'amica, che ha ereditato un'ingente somma di denaro dato che &egrave; l'unica superstite della sua famiglia.&#8203;Diversi per&ograve; sono i piani di [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:271px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3022845.jpg?253" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Nelly Lenz (<strong><font color="#0c0ce9">Nina Hoss</font></strong>), ebrea berlinese, fa ritorno a casa alla fine della guerra. Sopravvissuta al campo di concentramento, ma con il volto orribilmente sfigurato, si sottopone a un intervento di ricostruzione facciale in una clinica specializzata, grazie all'aiuto di Lene (Nina Kunzendorf). Quest'ultima progetta un trasferimento in Israele con l'amica, che ha ereditato un'ingente somma di denaro dato che &egrave; l'unica superstite della sua famiglia.<br />&#8203;Diversi per&ograve; sono i piani di Nelly, a cui preme soltanto ritrovare l'amatissimo marito Johnny (<strong><font color="#1010e9">Ronald Zehrfeld</font></strong>). Perci&ograve; insiste con il chirurgo perch&eacute; possa restituirle sembianze il pi&ugrave; possibile simili al suo <em>autentico</em> volto e, una volta dimessa, si aggira nei locali notturni di Berlino con la speranza di rintracciare il compagno musicista. Lene, che conosce la vera natura di Johnny, tenta di ostacolare in ogni modo la ricerca dell'amica, invano.<br />&#8203;Una sera Nelly entra al Phoenix, un night club nel settore americano della citt&agrave;, e lo vede servire ai tavoli. Anche l'uomo la nota; la avvicina e le propone di mettersi in affari. Le racconta che lei assomiglia alla defunta moglie Nelly e che, con qualche accorgimento, potr&agrave; fingere di essere la consorte deceduta per richiedere l'eredit&agrave; che le spetta. Se lo stratagemma andr&agrave; secondo i piani, spartiranno a met&agrave; il denaro.<br />&#8203;Ancora troppo innamorata, la giovane ebrea rifiuta di credere alla cattiva fede del marito e accetta l'accordo. Riesce persino a ingannarlo, nascondendo il numero che le &egrave; stato tatuato sul braccio durante la prigionia e non svelando mai le sue doti canore (prima della guerra la donna si esibiva come cantante). Johnny le fa indossare vestiti e scarpe che appartenevano alla compagna, le tinge i capelli di castano e le insegna a comportarsi con i medesimi atteggiamenti dell'ex moglie. Cos&igrave; la superstite Nelly Lenz nasce un'altra volta, diventando l'alter ego di se stessa. Si sottopone a un gioco straziante, che mette in discussione tutto ci&ograve; che ha vissuto in precedenza, e porta a compimento il piano di un marito avido, che ha divorziato da lei subito dopo la sua cattura da parte dei nazisti (come le ha svelato Lene).<br />&nbsp;<br />Con <strong><font color="#1111e9">Il segreto del suo volto</font></strong> (<em>Phoenix</em>) il tedesco <strong><font color="#1313e6">Christian Petzold</font></strong> affronta la pagina pi&ugrave; lacerante della storia della Germania regalando un'opera intelligente e precisa, senza mai scadere nella banalit&agrave; o nel dej&agrave;-vu. Una regia pulita segue con discrezione la palingenesi di Nelly, simbolo della rinascita di un intero popolo. Petzold per&ograve; mette in evidenzia un aspetto fondamentale che accompagna qualsiasi forma di cambiamento, e lo fa attraverso la protagonista (determinata ad essere la Nelly di sempre): &egrave; inconcepibile fare tabula rasa del passato e ricominciare a vivere ex novo; non si pu&ograve; voltare pagina e dimenticare. Il titolo originale, <strong><font color="#1414eb">Phoenix</font></strong>, ci ricorda infatti che l'uccello mitologico risorge dalle proprie ceneri dopo la morte. E non a tutti, purtroppo, sar&agrave; comunque possibile adattarsi alla nuova esistenza, come accadr&agrave; a Lene, che scriver&agrave; all'amica: &ldquo;<em>Cara Nelly, ti ho detto che non c'&egrave; modo di tornare indietro, ma per me non c'&egrave; neanche un modo di andare avanti. Mi sento pi&ugrave; vicina ai nostri morti che ai nostri vivi</em>&rdquo;.&nbsp;<br />Magnifica l'interpretazione di Nina Hoss, gi&agrave; vista in precedenti lavori del cineasta tedesco, che raggiunge l'apice nella drammatica scena finale, quando canta <em>Speak Low</em> di Kurt Weill mentre Johnny suona il pianoforte.&nbsp;<br /><br /><strong>Serena Casagrande</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/eurocinema.html">Eurocinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Phoenix<br />Anno: 2014<br />Regia: Christian Petzold<br />Sceneggiatura: Christian Petzold, Harun Farocki<br />Fotografia: Hans Fromm<br />Durata: 98'<br />&#8203;Uscita italiana: febbraio 2015<br />Interpreti principali: Nina Hoss, Ronald Zehrfeld, Nina Kunzendorf, Michael Maertens, Imogen Kogge.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='336616166380404053-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='336616166380404053-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='336616166380404053-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9573629_orig.png' rel='lightbox[gallery336616166380404053]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il segreto del suo volto, Phoenix, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9573629.png' class='galleryImage' _width='400' _height='209' style='position:absolute;border:0;width:143.54%;top:0%;left:-21.77%' /></a></div></div></div></div><div id='336616166380404053-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='336616166380404053-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1584829_orig.jpg' rel='lightbox[gallery336616166380404053]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il segreto del suo volto, Phoenix, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1584829.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='336616166380404053-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='336616166380404053-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3999577_orig.jpg' rel='lightbox[gallery336616166380404053]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il segreto del suo volto, Phoenix, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3999577.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='252' style='position:absolute;border:0;width:119.05%;top:0%;left:-9.52%' /></a></div></div></div></div><div id='336616166380404053-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='336616166380404053-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1082031_orig.jpg' rel='lightbox[gallery336616166380404053]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il segreto del suo volto, Phoenix, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1082031.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/X9kw5DBjOeU?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>