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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - festival report]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report]]></link><description><![CDATA[festival report]]></description><pubDate>Tue, 12 May 2026 05:22:01 -0700</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[INDIECINEMA – Wedding 93, di Paul Zagaris]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/indiecinema-wedding-93-film-documentary-recensione-paul-zagaris]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/indiecinema-wedding-93-film-documentary-recensione-paul-zagaris#comments]]></comments><pubDate>Thu, 04 May 2023 10:08:58 GMT</pubDate><category><![CDATA[documentari]]></category><category><![CDATA[indiecinema]]></category><category><![CDATA[wedding 93]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/indiecinema-wedding-93-film-documentary-recensione-paul-zagaris</guid><description><![CDATA[ &#8203;Dove sta il confine tra realt&agrave; e finzione? Dove risiede il limite tra suggestioni derivate dallo stress emotivo e partecipazione di presenze occulte? In quale sottile crinale si insinua l&rsquo;oscillazione tra costruzione filmica, invenzione narrativa e macabre voci di spaventose entit&agrave; sconosciute all&rsquo;occhio umano? Sulla riva di queste domande si assesta Wedding 93, di Paul Zagaris, documentario premiato al Festival IndieCinema e capace di regalare allo spettatore 7 [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:238px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/mv5bzjlinjnlm2ytnti5ns00ntrhlwi2ntitodbiywu5ndeyowzlxkeyxkfqcgdeqxvynti4nda0njq-v1-fmjpg-ux1000.jpg?1683279891" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Dove sta il confine tra realt&agrave; e finzione? Dove risiede il limite tra suggestioni derivate dallo stress emotivo e partecipazione di presenze occulte? In quale sottile crinale si insinua l&rsquo;oscillazione tra costruzione filmica, invenzione narrativa e macabre voci di spaventose entit&agrave; sconosciute all&rsquo;occhio umano? Sulla riva di queste domande si assesta <strong><font color="#0909ea">Wedding 93</font></strong>, di <strong><font color="#0e0ee5">Paul Zagaris</font></strong>, documentario premiato al Festival IndieCinema e capace di regalare allo spettatore 70 intensi minuti di ipnosi sensoriale, misticismo, orrore e dubbi di ardua risoluzione.<br /><br />Il lavoro del californiano Zagaris, classe 1981, attraverso testimonianze recenti e filmati d&rsquo;epoca rintracciati con l&rsquo;ausilio di fonti non del tutto identificate, racconta la terribile esperienza che sconvolse un villaggio rurale in Cambogia nel 1993. Protagonista della vicenda, suo malgrado, la giovane e povera Rah, promessa sposa per volere della madre all&rsquo;abbiente agricoltore Bol. Un classico matrimonio combinato, destinato per&ograve; a sviluppi totalmente imprevedibili. Tramite le vere (?) video registrazioni ottenute con l&rsquo;uso di mezzi amatoriali assistiamo ai festeggiamenti nel giorno delle nozze, permeati da tradizioni autoctone. Il lieto clima peraltro &egrave; guastato sin da subito da inquadrature che riprendono una Rah tutt&rsquo;altro che felice: la ragazza &egrave; infatti silente e mostra occhi inespressivi, perduti chiss&agrave; dove, smarriti in una sorta di semi catatonia. In un secondo momento la situazione degenera, Rah scoppia in lacrime e inizia poi ad affondare in un buio fiume di comportamenti violenti, animaleschi, fuori controllo.&nbsp;<br /><br />La tragedia &egrave; solo all&rsquo;inizio: nelle ore e nei giorni successivi, le registrazioni si focalizzano sul delirio di una giovane donna degradata a uno stato di bestialit&agrave;, vittima di convulsioni, azioni inesplicabili, versi straziati, attacchi rabbiosi contro chi le si avvicina. La gente del posto, parenti, amici e conoscenti, si interrogano, allora e ancora oggi: la ragazza &egrave; vittima di una possessione demoniaca? Un malvagio demone ha divorato la sua anima? Spettri incauti hanno instaurato un macabro gioco al massacro con un cuore debole? Il Male ha affilato le sue sporche unghie disintegrando per sempre la pace del villaggio?<br /><br />Durante la visione di <strong><font color="#0909e2">Wedding 93</font></strong>, si &egrave; condotti verso una serie di questioni la cui essenza non &egrave; facile da rintracciare. Cosa stiamo davvero guardando? Un terribile episodio di pura concretezza o un&rsquo;abilissima operazione di scrittura, recitazione e montaggio? La dicitura "fatti realmente accaduti" &egrave; un semplice artefatto commerciale o reca in s&eacute; germi di incredibile autenticit&agrave;? La misteriosa (non) conclusione della vicenda riafferma un&rsquo;opinione o la convinzione opposta? Ognuno pu&ograve; prendere la strada che ritiene pi&ugrave; consona, in base alla propria sensibilit&agrave;. Anche in questo fattore si radicalizza la forza di un film in grado di provocare brividi profondi, alla stregua dei migliori e gloriosi J-Horror (Nakata, Shimizu, Miike) di un tempo ormai abbastanza lontano.<br /><br />Documentario, <em>mockumentary</em>, <em>found footage</em>: termini ben noti e barriere assai labili, da cui negli scorsi lustri si &egrave; sviluppato un sottogenere assunto al rango di moda. Ne sono usciti esempi di grande valore (si pensi a <em>Cloverfield</em> di Reeves, <em>District 9</em> di Blomkamp, <em>Troll Hunter</em> di &Oslash;vredal, <em>Lake Mungo</em> di Anderson, senza citare altri titoli famosissimi ma nella sostanza meno efficaci), salvo successivamente scivolare in una stanca riproposizione di schemi similari e sempre meno convincenti. <em>Wedding 93</em>&nbsp;cerca di rinverdire i fasti della squadra appena elencata, riuscendo molto bene nell&rsquo;intento per come sa sospendere l&rsquo;incredulit&agrave; del pubblico, trascinandolo in un vortice da cui &egrave; difficile uscire indenni. Ci&ograve; avviene anche grazie al meccanismo atavico insito nell&rsquo;ambientazione campestre, teorico scenario armonico nel quale l&rsquo;esiziale avvento dell&rsquo;oscenit&agrave; risulta per contrapposizione ancor pi&ugrave; duro da accettare.<br /><br />Se dunque in alcuni passaggi la posizione delle videocamere appare fin troppo "giusta" per essere casuale, e ci&ograve; naturalmente spinge verso l&rsquo;idea della bella invenzione, d&rsquo;altro canto la mano di Zagaris sa scavare con assoluta maestria, nell&rsquo;assommare attimi di cocente suspense, nel creare una generale atmosfera di intensa paura, nello studiare dal lato antropologico gli elementi a disposizione e nel porre riflessioni importanti.&nbsp;<br /><br />In fondo, <em>Wedding 93</em>, vero o fasullo, &egrave; il ritratto della distruzione mentale e della vendetta di una donna, costretta, come tante, a un destino triste, misero, forzato, privo della sacrosanta libert&agrave; di scelta. La sua ribellione &egrave; invece l&rsquo;atto fondante con cui il regista mette in scena una delle opere pi&ugrave; agghiaccianti viste negli ultimi anni.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival Report</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia e produzione: Paul Zagaris<br />Anno: 2021<br />&#8203;Durata: 70'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='270468488284751384-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='270468488284751384-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='270468488284751384-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/xycclowqriu7h0o0bffaqhhy8sf_orig.jpg' rel='lightbox[gallery270468488284751384]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/xycclowqriu7h0o0bffaqhhy8sf.jpg' class='galleryImage' _width='1280' _height='720' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='270468488284751384-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='270468488284751384-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/wedding-91-1-1024x574_orig.jpg' rel='lightbox[gallery270468488284751384]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/wedding-91-1-1024x574.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='574' style='position:absolute;border:0;width:133.8%;top:0%;left:-16.9%' /></a></div></div></div></div><div id='270468488284751384-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='270468488284751384-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/wedding93_orig.jpg' rel='lightbox[gallery270468488284751384]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/wedding93.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='270468488284751384-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='270468488284751384-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/wedding-91-2-1024x523_orig.jpg' rel='lightbox[gallery270468488284751384]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/wedding-91-2-1024x523.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='523' style='position:absolute;border:0;width:146.85%;top:0%;left:-23.42%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/7C6WWE4ZJrQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BFM 40 – It Is Not Over Yet, di Louise Detlefsen]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-film-recensione-it-is-not-over-yet-di-louise-detlefsen]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-film-recensione-it-is-not-over-yet-di-louise-detlefsen#comments]]></comments><pubDate>Sat, 02 Apr 2022 11:45:02 GMT</pubDate><category><![CDATA[bergamo film meeting]]></category><category><![CDATA[it is not over yet]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-film-recensione-it-is-not-over-yet-di-louise-detlefsen</guid><description><![CDATA[       &#8203;Ai margini della foresta danese c&rsquo;&egrave; una piccola casa di cura, i cui ospiti sono anziani affetti da gravi forme di demenza senile. I familiari li fanno ricoverare quando diventa troppo complesso occuparsene, anche perch&eacute; si tratta di persone che hanno bisogno di assistenza a tempo pieno. Gran parte delle volte questi uomini e queste donne camminano attraverso l&rsquo;ultimo stadio delle loro vite, in attesa di una fine ormai prossima. Alcuni hanno smarrito totalm [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-005_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;Ai margini della foresta danese c&rsquo;&egrave; una piccola casa di cura, i cui ospiti sono anziani affetti da gravi forme di demenza senile. I familiari li fanno ricoverare quando diventa troppo complesso occuparsene, anche perch&eacute; si tratta di persone che hanno bisogno di assistenza a tempo pieno. Gran parte delle volte questi uomini e queste donne camminano attraverso l&rsquo;ultimo stadio delle loro vite, in attesa di una fine ormai prossima. Alcuni hanno smarrito totalmente o quasi il contatto con la realt&agrave;, altri riescono ancora in parte a ragionare ma non a sufficienza per mantenere un appiglio continuo e solido con il mondo. Cos&igrave; arrivano al ricovero, chiamato <strong><font color="#0c0ce3">Dagmarsminde</font></strong>, spesso ignari di cosa sia il luogo in cui trascorreranno il tempo che resta.<br /><br />In Danimarca, cos&igrave; come altrove, pullulano case di accoglienza dove i pazienti vengono "curati" con micidiali cocktail a base di antidepressivi, sedativi e altre tipologie di stordenti farmaci. Imbottiti di medicinali, vagano come zombi inebetiti, nell&rsquo;abbandono e nella solitudine, con quantitativi pressoch&eacute; inesistenti di reale vicinanza umana. Un triste epilogo, nonch&eacute; un umiliante approccio all&rsquo;aldil&agrave;. A Dagmarsminde invece i meccanismi funzionano in modo assai differente: la fondatrice <strong><font color="#1212e8">May Bjerre Eiby</font></strong> e le altre infermiere affievoliscono i farmaci, li riducono al minimo indispensabile, salvo casi di estrema necessit&agrave;, per concentrarsi su un metodo di conforto che prevede ingredienti ben pi&ugrave; gradevoli. Ai pazienti &egrave; quotidianamente offerta una ricetta a base di sorrisi, abbracci, carezze, passeggiate nella natura, svago al sole, attivit&agrave;, torte, canzoni, feste, celebrazioni, dialogo, ascolto, attenzione e comprensione.<br /><br />Ci&ograve; naturalmente non serve a farli guarire. Forse nemmeno a prolungare la vita. Ma senz&rsquo;altro &egrave; utile per donare loro una fine dignitosa e allegra, indipendentemente da quanto siano o meno in grado di comprendere. Le infermiere sfoggiano tanta pazienza, tanta determinazione; sopportano momenti di difficolt&agrave;, crisi improvvise di astio o smarrimento; si dedicano anima e corpo a una missione a dir poco lodevole, amano questi anziani trasformati dalla malattia nuovamente in "bambini", ma accettano quando &egrave; ora di lasciarli andare. Non c&rsquo;&egrave; nessuna forzatura, nessun tentativo di prolungare un presente che non ha pi&ugrave; energia; nell&rsquo;istante in cui si rendono conto che il sentiero &egrave; giunto al termine, prendono (letteralmente) per mano i degenti e li accompagnano sino al respiro conclusivo. Prima, per&ograve;, c&rsquo;&egrave; spazio per il gioco, il buon cibo, fragranti bevande da sorseggiare, compleanni e anniversari da onorare; c&rsquo;&egrave; terreno da coltivare con tolleranza, fratellanza, condivisione. Ci sono luce, risate, sensibilit&agrave; e tanta straordinaria dolcezza.<br /><br />Presentato al Bergamo Film Meeting, evento nel quale i documentari sanno sempre occupare un posto di assoluto rilievo, in virt&ugrave; delle ottime scelte compiute dai selezionatori, <strong><font color="#1313e9">Det er ikke slut endnu</font></strong> (<strong><font color="#0c0cdf">It Is Not Over Yet</font></strong>) ha strappato grandi applausi alla platea. Diretto da <strong><font color="#1313e3">Louise Detlefsen</font></strong>, gi&agrave; autrice di altri lavori documentaristici passati in televisione e in vari festival europei, &egrave; un forte schiaffo di bont&agrave;, capace di emozionare e commuovere senza alcuno sforzo. Le giornate all&rsquo;interno della casa di cura ci sono mostrate raccogliendo spunti, attimi, situazioni normali e particolari, liete o dolorose, con dovuto rispetto, senza eccessi n&eacute; superflue spettacolarizzazioni. Il quadro che ne esce smuove le lacrime di chi guarda, rifuggendo dal pericolo di artificialit&agrave; insito nel significato stesso di una simile opera. Si potrebbe forse obiettare un disegno d&rsquo;insieme sin troppo edulcorato e unilaterale, ma noi non vediamo ombre nella sincerit&agrave; sia della realizzatrice sia di queste infermiere, Angeli custodi che oltre alla professionalit&agrave; usano l&rsquo;impegno del cuore, per arrivare l&agrave; dove la mente ha staccato i fili.<br /><br /><em>It Is Not Over Yet</em> &egrave; un balsamo di umanit&agrave; con cui lenire la miseria e lo squallore che ci circondano. Un balsamo bellissimo che avvolge, riscalda e non si dimentica.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival Reportage</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Det er ikke slut endnu<br />Titolo internazionale: It Is Not Over Yet<br />Regia e sceneggiatura: Louise Detlefsen<br />Fotografia: Per Fredrik Skiold<br />Montaggio: Julie Winding, Jakob Juul Toldam<br />Musiche: Jonas Colstrup<br />Anno: 2021<br />Durata: 96&rsquo;</div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='437235635726583740-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='437235635726583740-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7c937106-1921-449e-996a-d347ea5cf0a3-31-90-0-0-6310-4207-1440-960-2822f072_orig.jpg' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7c937106-1921-449e-996a-d347ea5cf0a3-31-90-0-0-6310-4207-1440-960-2822f072.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='533' style='position:absolute;border:0;width:112.57%;top:0%;left:-6.29%' /></a></div></div></div></div><div id='437235635726583740-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/deterikkeslut_orig.jpg' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/deterikkeslut.jpg' class='galleryImage' _width='1200' _height='628' style='position:absolute;border:0;width:143.31%;top:0%;left:-21.66%' /></a></div></div></div></div><div id='437235635726583740-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/det-er-ikke-slut-endnu-grete-og-may-i-naturen-per-fredrik-ski-ld_orig.png' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/det-er-ikke-slut-endnu-grete-og-may-i-naturen-per-fredrik-ski-ld.png' class='galleryImage' _width='1020' _height='574' style='position:absolute;border:0;width:133.28%;top:0%;left:-16.64%' /></a></div></div></div></div><div id='437235635726583740-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-001_orig.jpg' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-001.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='445' style='position:absolute;border:0;width:134.83%;top:0%;left:-17.42%' /></a></div></div></div></div><div id='437235635726583740-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-003_orig.jpg' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-003.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='533' style='position:absolute;border:0;width:112.57%;top:0%;left:-6.29%' /></a></div></div></div></div><div id='437235635726583740-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-005_orig.jpg' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-005.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='437235635726583740-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-007_orig.jpg' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/it-is-not-over-yet-louise-detlefsen-007.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='533' style='position:absolute;border:0;width:112.57%;top:0%;left:-6.29%' /></a></div></div></div></div><div id='437235635726583740-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='437235635726583740-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/photo4-big_orig.jpg' rel='lightbox[gallery437235635726583740]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/photo4-big.jpg' class='galleryImage' _width='1000' _height='562' style='position:absolute;border:0;width:133.45%;top:0%;left:-16.73%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/EmVlqF6NZBA?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BFM 40 – The Sailor, di Lucia Kašová]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-recensione-film-the-sailor-di-lucia-kasova]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-recensione-film-the-sailor-di-lucia-kasova#comments]]></comments><pubDate>Thu, 31 Mar 2022 10:20:08 GMT</pubDate><category><![CDATA[bergamo film meeting]]></category><category><![CDATA[the sailor]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-recensione-film-the-sailor-di-lucia-kasova</guid><description><![CDATA[       Come d&rsquo;abitudine, uno dei tanti meriti del Bergamo Film Meeting &egrave; offrire uno sguardo ampio e diversificato sul mondo dei documentari, racchiusi nella ormai consolidata sezione Visti da Vicino, dalla quale si riesce sempre a estrarre spunti interessanti e storie che sanno colpire profondamente l&rsquo;anima. L&rsquo;edizione 40 della rassegna lombarda non fa eccezione, garantendo notevoli scelte in tale direzione; ad esempio The Sailor, diretto dalla regista slovacca Lucia Ka [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-medium " style="padding-top:5px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:10px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-005_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Come d&rsquo;abitudine, uno dei tanti meriti del <strong><font color="#0d1ae2">Bergamo Film Meeting</font></strong> &egrave; offrire uno sguardo ampio e diversificato sul mondo dei documentari, racchiusi nella ormai consolidata sezione <em>Visti da Vicino</em>, dalla quale si riesce sempre a estrarre spunti interessanti e storie che sanno colpire profondamente l&rsquo;anima. L&rsquo;edizione 40 della rassegna lombarda non fa eccezione, garantendo notevoli scelte in tale direzione; ad esempio <strong><font color="#0e1ae5">The Sailor</font></strong>, diretto dalla regista slovacca <strong><font color="#0f1be3">Lucia Ka&scaron;ov&aacute;</font></strong>, classe 1983, gi&agrave; autrice di apprezzati cortometraggi e qui al suo primo lavoro nel genere documentaristico.<br /><br /><strong><font color="#0a17e5">Paul Johnson</font></strong> &egrave; un marinaio. Ha girato il mondo a bordo della sua barca a vela, attraversando pi&ugrave; e pi&ugrave; volte l&rsquo;Oceano Atlantico e raggiungendo persino territori inesplorati. Ora ha 80 anni, un fisico fiaccato dalla vita avventurosa e dagli eccessi alcolici, eppure non rinuncia in alcun modo alla sua indipendenza. Nonostante l&rsquo;et&agrave; avanzata e i movimenti faticosi, trascorre quasi interamente il suo tempo da solo, sulla barca, unica possibile casa per un uomo che non ha mai voluto restare troppo a lungo sulla terraferma, preferendo l&rsquo;immensit&agrave; del mare e la bellezza dell&rsquo;autonomia decisionale. Ancorato al largo di Carriacou, isola nei Caraibi del sud, il protagonista si lascia cullare dal blu del panorama, passa le giornate rimembrando tanti episodi di tempi lontani, sorseggia ampi quantitativi di vodka, birra e rhum, nutre gli uccelli che volano l&igrave; attorno e scende a riva solo saltuariamente, per andare in un piccolo supermercato e procurarsi il minimo indispensabile. &Egrave; solo, ma non del tutto: alcune persone del posto lo aiutano in termini pratici, si occupano della sostituzione del motore rotto, lo trainano verso ripari sicuri se il meteo prevede tempesta, gli regalano un abbraccio o una chiacchierata di tanto in tanto: il loro sostegno &egrave; genuino, non prevede nulla in cambio e non intacca il sostanziale eremitismo di un condottiero che non rimpiange affatto il modo in cui ha scelto di condurre il suo percorso esistenziale.<br /><br />La figura di Johnson guida e raccoglie tutto il significato di <em>The Sailor</em>, lavoro emozionante per come riesce a farci penetrare negli occhi di questo vecchio girovago che dichiara con orgoglio: "<em>non ho mai voluto dipendere da nessun altro al di fuori di me stesso</em>". I suoi racconti spaziano dalle donne che ha avuto ("<em>le ho amate tutte disperatamente</em>") al dolore per la prematura scomparsa della sorella gemella, dalla fierezza per le barche innovative che nel tempo ha costruito (poi copiate a livello internazionale) alle storie di naufragi da cui ogni volta &egrave; riuscito a riemergere, da momenti di commozione quando guarda foto di persone perdute ad attimi di puro e idilliaco silenzio dolcemente accompagnati dal rollio e dai suoni del mare. La regista e il direttore della fotografia <strong><font color="#0b18e4">Martin Jur&#269;i</font></strong> lo filmano in disparte, senza prevaricarlo n&eacute; dialogare direttamente con lui; il montaggio lascia fluire immagini e voce fuori campo (dello stesso Johnson), trasportandoci in un mini-universo ebbro, errante ma in fondo anche protettivo, nel quale l&rsquo;attesa della morte non comporta paura, bens&igrave; pace e consapevolezza di aver consumato l&rsquo;esistenza secondo i propri desideri.<br /><br />Il marinaio conferma il suo status di alfiere del rifiuto all&rsquo;oppressione sociale in ogni particolare: non indossa mai le scarpe nemmeno quando si reca sulla terraferma, cammina a piedi nudi anche al supermercato, sull&rsquo;asfalto o in mezzo alle pozzanghere, non vede nessuna ragione per la quale dovrebbe smettere di bere, stigmatizza il "<em>fottuto internet</em>" e altre diavolerie del commercio e della modernit&agrave;, senza per questo ergersi a eroe. La sua semplicit&agrave; d&rsquo;intenti ce lo fa amare senza sforzo, cos&igrave; come i suoi occhi non del tutto lucidi ma sinceri. Al contempo restiamo colpiti dai gesti di umana solidariet&agrave; nei suoi confronti, una solidariet&agrave; vera, concreta, non fasulla e artefatta come quella a cui troppo spesso assistiamo, in questo periodo pi&ugrave; che mai.<br /><br /><em>The Sailor</em> &egrave; un vero inno alla libert&agrave;, declamato piano, sottovoce, senza bisogno di affastellamenti visivi e altisonanti sollecitazioni. Un'opera limpida, come le acque su cui respirano le stanche membra di un uomo che a testa alta si prepara ad affrontare il suo ultimo viaggio.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival Reportage</a></u><br /><br />Link per la <u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NJTdu309d3E&amp;ab_channel=TOXPRO" target="_blank">visione integrale del film su Youtube</a></u> con sottotitoli in inglese e per il <u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=TPoL19P_wps" target="_blank">making of</a></u> del documentario.&nbsp;<br /><br />&#8203;<br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: The Sailor<br />Anno: 2021<br />Regia e sceneggiatura: Lucia Ka&scaron;ov&aacute;<br />Musiche: Martin Turcan<span> </span><br />Fotografia: Martin Jurci<br />Montaggio: Roman Kelemen<span> </span><br />Durata: 78&rsquo;</div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='587399236619489697-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='587399236619489697-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-004_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-004.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='587399236619489697-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-006_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-006.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='587399236619489697-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-014_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-014.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='587399236619489697-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-007_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-007.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='587399236619489697-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-010_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-010.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='587399236619489697-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-013_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-013.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='587399236619489697-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-009_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-009.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='587399236619489697-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='587399236619489697-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-017_orig.jpg' rel='lightbox[gallery587399236619489697]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-sailor-kasova-lucia-017.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/tq-dmDqdq8c?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BFM 40 – Die Saat (The Seed), di Mia Maariel Meyer]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-recensione-die-saat-the-seed-di-mia-maariel-meyer]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-recensione-die-saat-the-seed-di-mia-maariel-meyer#comments]]></comments><pubDate>Mon, 28 Mar 2022 11:32:08 GMT</pubDate><category><![CDATA[bergamo film meeting]]></category><category><![CDATA[die saat]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-40-recensione-die-saat-the-seed-di-mia-maariel-meyer</guid><description><![CDATA[       &#8203;In corso di svolgimento l&rsquo;edizione numero 40 del Bergamo Film Meeting, traguardo importante per una manifestazione che continua a proporre ogni anno cinema di grande qualit&agrave;, e che ha saputo resistere alle difficolt&agrave; legate alla pandemia. Programma come sempre ricco e stimolante, tra opere di fiction in concorso, documentari, omaggi e retrospettive (Costa-Gavras, Patrice Toye, Danis Tanovi&#263;), animazione, classici, eventi per le scuole, proiezioni storiche e [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-007_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;In corso di svolgimento l&rsquo;edizione numero 40 del <strong><font color="#0b18ee">Bergamo Film Meeting</font></strong>, traguardo importante per una manifestazione che continua a proporre ogni anno cinema di grande qualit&agrave;, e che ha saputo resistere alle difficolt&agrave; legate alla pandemia. Programma come sempre ricco e stimolante, tra opere di fiction in concorso, documentari, omaggi e retrospettive (Costa-Gavras, Patrice Toye, Danis Tanovi&#263;), animazione, classici, eventi per le scuole, proiezioni storiche e legami con altre forme d&rsquo;arte.<br /><br />Nella principale sezione competitiva ha trovato posto <strong><font color="#0d1aeb">Die Saat</font></strong> (<strong><font color="#0f1be5">The Seed</font></strong>), secondo lungometraggio della regista tedesca (ma di origine finlandese)&nbsp;<strong><font color="#101ce4">Mia Maariel Meyer</font></strong>, classe 1981, gi&agrave; autrice anche di corti e documentari.<br />&#8203;<br />&#8203;Al centro della scena Rainer, capocantiere edile che ha appena acquistato una casa da ristrutturare in cui vivere insieme alla moglie Nadine, incinta, e alla figlia tredicenne Doreen. La situazione inizia a precipitare quando Rainer senza colpa viene retrocesso al ruolo di semplice operaio, con annessa diminuzione di stipendio: i costi per i lavori da compiere all&rsquo;interno della nuova abitazione diventano complesse da gestire, la pressione sale, il senso di ingiustizia anche. Poco alla volta il lieto quadretto familiare si sfalda, la vicinanza affettiva tra i suoi membri vacilla, l&rsquo;opprimente confronto quotidiano con la realt&agrave; sociale e lavorativa pone a serio rischio certezze e speranze, amore e sogni. Alla pesantezza emotiva che stringe la gola di Rainer si aggiungono i rischi derivati dalla pericolosa amicizia di Doreen con una coetanea che la spinge a gesti inconsulti e crudeli, azioni che la timida ragazza compie di malavoglia solo per sentirsi accettata e benvoluta, mentre i genitori sprofondano tra le pareti semibuie della casa ancora sottosopra, sommersi da uno spietato fardello di conti da pagare e prevaricazioni professionali.<br /><br />La regista ha definito <strong><font color="#0e1ae9">The Seed</font></strong> come un "thriller sociale", enunciazione che ben raccoglie le intenzioni di un film il cui obiettivo &egrave; mostrare una condizione nient&rsquo;affatto estranea alla normalit&agrave; del vivere contemporaneo, dove i meriti quasi mai vengono riconosciuti e il mondo scopre denti aguzzi che mordono e strappano progetti e aspirazioni. Per realizzare il suo scopo, la Meyer pone sul piatto una messinscena di per s&eacute; abbastanza standardizzata, sebbene non priva di una forza d&rsquo;insieme che ne rende compatto e solido lo sviluppo.<br />&#8203;<br />Passato in rassegna all'ultimo Festival di Berlino, <em>The Seed</em> &egrave; a tutti gli effetti un film tedesco, ma ha dentro molto cinema francese recente. Il subdolo e inesorabile percorso distruttivo di Rainer riporta alla mente il Romain Duris di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/nos-batailles-le-nostre-battaglie-recensione-aspettando-te" target="_blank">Nos Batailles</a></u>, con un pizzico del Vincent Lindon di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/la-loi-du-marche-il-confine-della-moralita" target="_blank">La loi du march&eacute;</a></u>, mentre il sottomesso rapporto di Doreen con l&rsquo;amica Mara rievoca fortemente il malsano legame tra Jos&eacute;phine Japy e Lou de La&acirc;ge in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/respire-il-sentiero-oscuro-delladolescenza" target="_blank">Respire</a></u> di M&eacute;lanie Laurent.<br />&#8203;A toni piuttosto soffocanti, tra casa e cantiere, fatica e sudore, arsura e secondi lavori umilianti che fiaccano le residue resistenze fisiche e mentali, si alternano isolati sprazzi di gioia, sfogo e complicit&agrave; (una nuotata, una passeggiata a cavallo, un gioco scherzoso tra padre e figlia), i cui effetti diventano per&ograve; via via meno consistenti. I protagonisti lottano, cercano di non mollare ("<em>in qualche modo ce la faremo anche stavolta</em>"), affrontano le loro solitudini, provano a tenere a bada una rabbia acuta. Nonostante i lodevoli tentativi, l&rsquo;amaro calice del sopruso continua a scendere in gola, viaggiando di pari passo con la costruzione scenica di un film che cammina a media andatura verso un epilogo persino necessario, senz&rsquo;altro prevedibile ma rappresentato in modo efficace tramite montaggio parallelo.<br /><br /><em>The Seed</em> non inventa nulla di nuovo, n&eacute; dal punto di vista tecnico n&eacute; dal lato narrativo. Sa per&ograve; dotarsi di ritmi, spazi e volti giusti (in particolare il prestante <strong><font color="#101dea">Hanno Koffler</font></strong>, anche co-sceneggiatore, e la giovane <strong><font color="#111ee9">Dora Zygouri</font></strong>), con cui disegnare un&rsquo;opera realistica, sporca e rugginosa quanto basta e capace di raccontare una tra le tante piccole storie di sfruttamento e disperazione che proliferano intorno a noi.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival Reportage</a></u><br /><br />&#8203;<br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo internazionale:<span> </span>The Seed<br />Titolo originale: Die Saat<br />Anno: 2021<br />Regia:<span> </span>Mia Maariel Meyer<br />Durata: 99'<br />Sceneggiatura: Mia Maariel Meyer, Hanno Koffler<br />Fotografia: Falko Lachmund<br />Montaggio: Gesa J&auml;ger<br />Attori: Hanno Koffler, Dora Zygouri, Anna Blomeier, Andreas D&ouml;hler, Lilith Julie Johna</div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='418768596828963541-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='418768596828963541-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-004_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-004.jpg' class='galleryImage' _width='1500' _height='628' style='position:absolute;border:0;width:179.14%;top:0%;left:-39.57%' /></a></div></div></div></div><div id='418768596828963541-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-003_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-003.jpg' class='galleryImage' _width='1500' _height='627' style='position:absolute;border:0;width:179.43%;top:0%;left:-39.71%' /></a></div></div></div></div><div id='418768596828963541-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-005_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-005.jpg' class='galleryImage' _width='1500' _height='628' style='position:absolute;border:0;width:179.14%;top:0%;left:-39.57%' /></a></div></div></div></div><div id='418768596828963541-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-002_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-002.jpg' class='galleryImage' _width='1500' _height='627' style='position:absolute;border:0;width:179.43%;top:0%;left:-39.71%' /></a></div></div></div></div><div id='418768596828963541-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-006_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/the-seed-mia-maariel-meyer-006.jpg' class='galleryImage' _width='1500' _height='628' style='position:absolute;border:0;width:179.14%;top:0%;left:-39.57%' /></a></div></div></div></div><div id='418768596828963541-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/202107213-2-rwd-1380_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/202107213-2-rwd-1380.jpg' class='galleryImage' _width='1152' _height='575' style='position:absolute;border:0;width:150.26%;top:0%;left:-25.13%' /></a></div></div></div></div><div id='418768596828963541-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/die-saat-kurhaus-production-robert-stadlober-klose_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/die-saat-kurhaus-production-robert-stadlober-klose.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='341' style='position:absolute;border:0;width:175.95%;top:0%;left:-37.98%' /></a></div></div></div></div><div id='418768596828963541-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='418768596828963541-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/x1080_orig.jpg' rel='lightbox[gallery418768596828963541]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/x1080.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='340' style='position:absolute;border:0;width:176.47%;top:0%;left:-38.24%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/e7JzOzwHlGs?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BFM 39 – Fantasmi, follie, rinascite e zuppe d’aragosta]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-39-fantasmi-follie-rinascite-e-zuppe-daragosta]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-39-fantasmi-follie-rinascite-e-zuppe-daragosta#comments]]></comments><pubDate>Fri, 30 Apr 2021 10:29:35 GMT</pubDate><category><![CDATA[bergamo film meeting]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-39-fantasmi-follie-rinascite-e-zuppe-daragosta</guid><description><![CDATA[ &#8203;Come ogni anno, il Bergamo Film Meeting si conferma sinonimo di qualit&agrave; e liete scoperte. Un festival che apre gli occhi al mondo e permette di scoprire orizzonti nuovi, spesso lontani, altrettanto spesso inattesi, in un bel labirinto di visioni che corrobora la mente. Anche l&rsquo;edizione 39, pur confinata alla modalit&agrave; online, non &egrave; stata da meno, proponendo storie di ogni prospettiva ed epoca, su e gi&ugrave; per i continenti ma con uno sguardo in particolare at [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:229px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/poster-lobstersoup-compressed-1.jpg?1619780343" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Come ogni anno, il <strong><font color="#111de8">Bergamo Film Meeting</font></strong> si conferma sinonimo di qualit&agrave; e liete scoperte. Un festival che apre gli occhi al mondo e permette di scoprire orizzonti nuovi, spesso lontani, altrettanto spesso inattesi, in un bel labirinto di visioni che corrobora la mente. Anche l&rsquo;edizione 39, pur confinata alla modalit&agrave; online, non &egrave; stata da meno, proponendo storie di ogni prospettiva ed epoca, su e gi&ugrave; per i continenti ma con uno sguardo in particolare attento alle mutevoli traiettorie del cinema europeo, passato e presente.<br /><br />Il concorso lungometraggi ha messo in mostra sette titoli, tra i quali ci piace sottolineare gli stessi tre che avevamo gi&agrave; evidenziato <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-39-bergamo-film-meeting-2021-presentazione-del-programma" target="_blank">nell&rsquo;articolo di presentazione del programma</a></u>, se non altro per il fatto che su di essi puntavamo aspettative nient&rsquo;affatto deluse, pur con qualche limite peraltro non sufficiente a inficiare la sostanza.<br />&#8203;<br />Innanzitutto il belga <strong><font color="#121ee3">Une vie d&eacute;mente</font></strong>, di Ann Sirot e Rapha&euml;l Balboni, racconto di una giovane coppia che vorrebbe avere un figlio ma &egrave; costretta a rivedere i piani a causa della malattia mentale degenerativa che colpisce la di lui madre. Una sorta di Alzheimer, responsabile della lenta ma inesorabile regressione di una signora di mezza et&agrave; che inizia a scordare le cose, abbandonarsi a comportamenti strani, perdere il controllo di se stessa e della realt&agrave;, sino a (ri)trasformarsi in un infante da accudire a tempo pieno. Il film mette in scena una tematica alquanto dolorosa e toccante, gi&agrave; esplorata da altri cineasti, scegliendo per&ograve; toni originali, intermedi, non troppo cupi, dove c&rsquo;&egrave; spazio anche per momenti di sorriso e leggerezza, pur sempre con l&rsquo;ombra inclemente degli eventi, la difficolt&agrave; di riorganizzare la propria esistenza sulle altrui esigenze, le inevitabili incomprensioni e gli attimi di sconforto e stanchezza.&nbsp;<br />L&rsquo;attrice Jo Deseure sforna un&rsquo;interpretazione a tutto tondo per lasciarci entrare nella confusione di una donna che smarrisce autonomia e consapevolezze, mentre il figlio e la nuora si ritrovano loro malgrado a testare una prima esperienza &ldquo;genitoriale&rdquo; ben diversa da quella che avevano immaginato e sognato. Il lavoro della coppia di registi perde talvolta il giusto ritmo ma torna subito a tenere il passo, si lascia apprezzare e fa riflettere, scivolando soltanto in un finale zuccheroso, decisamente favolistico e assai poco credibile.<br />&#8203;<br />Sempre dal Belgio arriva <strong><font color="#121ee2">Ghost Tropic</font></strong>, di Bas Devos, viaggio notturno tra le strade di Bruxelles per una donna delle pulizie che alla fine del turno di lavoro si addormenta sull&rsquo;ultima metro, si risveglia al capolinea, non ha i soldi per un taxi ed &egrave; costretta a un lungo tragitto a piedi per tornare a casa. Idea semplice, quasi mero pretesto per un&rsquo;immersione nella citt&agrave; che non dorme e nelle figure saltuarie che la popolano. Senzatetto congelati, guardiani di centri commerciali, forze dell&rsquo;ordine, commessi impegnati sino alle ore piccole, operatori di pronto soccorso, ragazzi errabondi: gli incontri pi&ugrave; o meno fugaci della protagonista Khadija (Saadia Benta&iuml;eb, ottima attrice di teatro qui alla sua prima esperienza importante nel cinema) costituiscono il cuore pulsante del film e riescono a ipnotizzare lo spettatore, abbracciato dalle ombre del buio e dalla variegata umanit&agrave; che appare e scompare.<br />Un universo parallelo, silente, a tratti persino fantasmatico, attraversato da solitudini, disperazioni, altruismi e genuine gentilezze. Anche in questo caso, l&rsquo;unico appunto lo si pu&ograve; forse destinare all&rsquo;epilogo, disponibile a molteplici interpretazioni ma poco attinente alla (bellissima) atmosfera che avvolge tutta l&rsquo;opera.<br />&#8203;<br />Ci spostiamo infine nell&rsquo;Europa dell&rsquo;Est con il rumeno/ungherese <strong><font color="#121ed9">Spir&aacute;l</font></strong>, di Cec&iacute;lia Felm&eacute;ri, storia di un uomo e una donna che vivono isolati in una vecchia casa sulle rive del lago, sostenendosi con l&rsquo;attivit&agrave; di pesca. Un Eden immerso nella natura, ma altres&igrave; un luogo in passato teatro di ferite mai rimarginate; un soffice cuscino ovattato, lontano dai miasmi dell&rsquo;affollata civilt&agrave;, ma pure una prigione di malcelata sopportazione per chi non riesce ad adattarcisi sino in fondo. Opera controllata, tenue, molto apprezzabile per i toni dimessi e sommessi, trainata dalla sempre pi&ugrave; evidente necessit&agrave; di uscire dal nido e tentare una possibile rinascita in un indefinito altrove.&nbsp;<br /><br />Oltre al concorso principale Bergamo, come d&rsquo;abitudine, &egrave; terreno fertile per omaggi e retrospettive: quest&rsquo;anno, tra Schl&ouml;ndorff, Jerzy Skolimovski, M&aacute;rta M&eacute;sz&aacute;ros, Izabela Pluci&#324;ska, Jo&atilde;o Nicolau e Mia Hansen-L&oslash;ve, c&rsquo;&egrave; stato davvero l&rsquo;imbarazzo della scelta, senza scordare la vasta serie di incontri (virtuali), eventi collaterali e proiezioni speciali.<br />&#8203;<br />Una citazione marcata la vogliamo per&ograve; riservare alla sezione che si pone con piena certezza come fiore all&rsquo;occhiello della kermesse lombarda, e non certo da oggi: <em>Visti da vicino</em>, dove albergano film documentari che ogni volta riservano sorprese a dir poco intriganti. Un esempio preminente, nell&rsquo;edizione 39, l&rsquo;adorabile <strong><font color="#0f1bdf">Lobster Soup</font></strong>, degli spagnoli Pepe Andreu e Rafa Mol&eacute;s, abilissimi a condurci verso la cittadina islandese di Grindavik e il suo caff&egrave; Bryggjan, piccolo bar gestito da due fratelli da oltre 40 anni. Un bar all&rsquo;apparenza modesto, vagamente pittoresco ma non certo irresistibile al primo impatto, dentro cui invece si schiudono significati straordinari. Al Bryggian, ogni giorno, si chiacchiera senza frenesia, si cercano soluzioni ai problemi del mondo, si invecchia dolcemente dopo una vita passata in mare, e poi si legge, si declamano poesie, si organizzano esibizioni musicali dal vivo, si serve zuppa d&rsquo;aragosta, si accolgono turisti, si tramandano tradizioni locali e ci si scalda, corpo e anima, mentre fuori imperversano vento, gelo e neve.<br />Un lavoro profondamente empatico, con cui idealmente scavallare i confini e sederci anche noi l&agrave;, attorno ai tavolini, tra quei volti coriacei ma cortesi, coccolati e ritemprati, sentendoci come a casa.<br />&#8203;<br />Nelle terre del Nord ci sono esistenze semplici che in qualche modo diventano leggendarie, ed esistenze giovani che dopo l'oscurit&agrave; provano a ritrovare un po' di luce: &egrave; il caso della diciottenne Emilie, protagonista di <strong><font color="#1622e3">Alt det jeg</font></strong> (<em>All that I am</em>) della norvegese Tone Gr&oslash;ttjord-Glenne. Una ragazza la cui infanzia e adolescenza sono state spazzate via dai reiterati abusi sessuali subiti per interi anni dal patrigno. Ora Emilie prova a rientrare nella societ&agrave;, ad aprirsi con la famiglia lasciando emergere una volta per tutte ci&ograve; che per lungo tempo &egrave; stato sotterrato dall&rsquo;omert&agrave;. In parallelo tenta di mettere le basi per un futuro normale, anche se gli effetti psicologici delle violenze ancora si fanno sentire e arrivano a bussare alla porta del cuore in qualsiasi situazione. Un cammino giocoforza ostico, da compiere inciampando e poi rialzandosi, alla ricerca della pace e di una nuova consapevolezza di s&eacute;, con cui farsi forza per allontanare l&rsquo;orrore.&nbsp;<br /><br />Cinque titoli, cinque storie: tasselli di un panorama ben pi&ugrave; ampio, condito da quel sapore appassionante che il Bergamo Film Meeting non manca mai di regalare.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br />&#8203;<br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival Report</a></u></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='895735460677619964-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='895735460677619964-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/ghosttropic-2_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='Ghost Tropic'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/ghosttropic-2.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='895735460677619964-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/ghosttropic-6_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='Ghost Tropic'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/ghosttropic-6.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='600' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='895735460677619964-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/mole-s-andreu-lobstersoup-003-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='Lobster Soup'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/mole-s-andreu-lobstersoup-003-1.jpg' class='galleryImage' _width='1500' _height='762' style='position:absolute;border:0;width:147.64%;top:0%;left:-23.82%' /></a></div></div></div></div><div id='895735460677619964-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/spiral-still-3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='Spiral'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/spiral-still-3.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='895735460677619964-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/spiral-still-3-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='Spiral'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/spiral-still-3-1.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='895735460677619964-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/uvd-still-2_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='Une vie d&eacute;mente'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/uvd-still-2.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='895735460677619964-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/uvd-still-3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='Une vie d&eacute;mente'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/uvd-still-3.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='895735460677619964-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='895735460677619964-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/gr-ttjord-glenne-allthatiam-002_orig.jpg' rel='lightbox[gallery895735460677619964]' title='All That I Am'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/gr-ttjord-glenne-allthatiam-002.jpg' class='galleryImage' _width='900' _height='506' style='position:absolute;border:0;width:133.4%;top:0%;left:-16.7%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/pRy3Vvw3EFg?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BFM 39 – Presentazione del programma]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-39-bergamo-film-meeting-2021-presentazione-del-programma]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-39-bergamo-film-meeting-2021-presentazione-del-programma#comments]]></comments><pubDate>Wed, 21 Apr 2021 14:01:24 GMT</pubDate><category><![CDATA[bergamo film meeting]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-39-bergamo-film-meeting-2021-presentazione-del-programma</guid><description><![CDATA[ &#8203;Senza le sale, ma con il cuore. Il Bergamo Film Meeting, da tanti anni una delle pi&ugrave; belle e significative manifestazioni cinefile in Italia, torna in pista. Costretto all&rsquo;annullamento nel 2020, e adesso obbligato alla sola modalit&agrave; online a causa delle imposizioni governative, il festival bergamasco non rinuncia alle sue peculiarit&agrave; e propone un programma comunque ricco di spunti, pur con la malinconia di doversi "accontentare" di proiezioni casalinghe in stre [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:198px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/bergamo-film-meeting-2021-poster.jpg?1619088018" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Senza le sale, ma con il cuore. Il <strong><font color="#0f15eb">Bergamo Film Meeting</font></strong>, da tanti anni una delle pi&ugrave; belle e significative manifestazioni cinefile in Italia, torna in pista. Costretto all&rsquo;annullamento nel 2020, e adesso obbligato alla sola modalit&agrave; online a causa delle imposizioni governative, il festival bergamasco non rinuncia alle sue peculiarit&agrave; e propone un programma comunque ricco di spunti, pur con la malinconia di doversi "accontentare" di proiezioni casalinghe in streaming.<br />&#8203;<br />Dunque niente Auditorium, niente cinema San Marco, almeno ancora per quest&rsquo;anno, ma dal 24 aprile al 2 maggio un&rsquo;edizione nella quale nonostante tutto si sprecano i motivi di interesse. A partire come sempre dal <strong><font color="#0b11de">concorso lungometraggi</font></strong>, con 7 film in anteprima nazionale, tra i quali, sulla carta, intrigano molto ad esempio i belgi <em>Ghost Tropic</em> (viaggio di una donna nella Bruxelles notturna con variegati incontri lungo la strada) e <em>Une vie d&eacute;mente</em> (coppia alle prese con una madre malata da accudire) e il rumeno/ungherese <em>Spir&aacute;l</em> (dramma psicologico ambientato in una vecchia casa sulla riva del lago). Non manca poi la consueta sezione <strong><font color="#0c12e3">Visti da Vicino</font></strong>, con documentari indipendenti (molti di coproduzione francese o di provenienza nordica) dedicati a un eterogeneo spettro di tematiche.<br />&#8203;<br />Accanto alle due parti competitive, ecco aggiungersi omaggi di varia natura. <strong><font color="#0a10e0">Europe, Now!,</font></strong> altro segmento ormai storico del BFM, &egrave; stavolta incentrato sulla francese Mia Hansen-L&oslash;ve (ben conosciuta dal pubblico cinefilo per <em>Eden</em>, <em>Un amour de jeunesse </em>e <em>L'avenir </em>con Isabelle Huppert) e sul portoghese Jo&atilde;o Nicolau, autore di <em>John From</em> (visto nel 2015 al Torino Film Festival) e <em>Technoboss</em> (gi&agrave; selezionato in concorso a Locarno 2019). La retrospettiva &egrave; invece rivolta al maestro tedesco <strong><font color="#0b11de">Volker Schl&ouml;ndorff</font></strong>, con opere significative come <em>Il tamburo di latta</em> (Palma d&rsquo;Oro a Cannes), <em>Morte di un commesso viaggiatore</em>, <em>La mer &agrave; l&rsquo;aube</em> e <em>Un amour de Swann</em>. Ulteriori panoramiche sono inoltre indirizzate a Jerzy Skolimowski (6 titoli tra cui <em>11 minuti</em> e <em>Essential Killing</em>), ai film d&rsquo;animazione a passo uno in plastilina di Izabela Pluci&#324;ska, a M&aacute;rta M&eacute;sz&aacute;ros e alla splendida Agn&egrave;s Varda (5 film tra cui <em>Le bonheur</em> e <em>Les glaneurs et la glaneuse</em>).<br /><br />Infine, opportunit&agrave; ad hoc per bambini e ragazzi delle scuole nella sezione <strong><font color="#0d13e0">Kino Club</font></strong> (su tutti lo strepitoso <em>The Secret of Kells</em> di Tomm Moore), Q&amp;A virtuali con registi e tecnici, grandi classici (<em>L&rsquo;uomo che sapeva troppo</em> di Hitchcock in doppia versione), suggestioni che incrociano cinema e arte contemporanea, masterclass, eventi speciali e ulteriori piccole chicche sparse in un programma davvero apprezzabile in rapporto alle infinite difficolt&agrave; del periodo.<br /><br />In attesa quindi di tornare a respirare dal vivo l&rsquo;aria di Bergamo, luogo quasi magico dove nel corso del tempo &egrave; stato possibile vedere indimenticabili pellicole di ogni epoca e incontrare personaggi meravigliosi come Robert Gu&eacute;diguian, Ariane Ascaride e Jean-Pierre L&eacute;aud, il BFM resiste, combatte e ancora una volta mette a disposizione un cartellone di prima qualit&agrave;.<br /><br />&#8203;Sul <u><a href="https://www.bergamofilmmeeting.it/" target="_blank">sito ufficiale del festival</a></u> i dettagli relativi alle piattaforme coinvolte e alle modalit&agrave; di abbonamento e fruizione.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival Report</a></u></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/maxresdefault.jpg?1619098312" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/NfBc7_94azU?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-right"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/4kYpxBJkCxs?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/DtD9Gqy79vE?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-right"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/xi8sInU1pHo?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO FILM FESTIVAL 37 – La gloria del passato, i dubbi sul futuro]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/torino-film-festival-37-la-gloria-del-passato-i-dubbi-sul-futuro]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/torino-film-festival-37-la-gloria-del-passato-i-dubbi-sul-futuro#comments]]></comments><pubDate>Mon, 02 Dec 2019 20:48:03 GMT</pubDate><category><![CDATA[abel ferrara]]></category><category><![CDATA[torino film festival]]></category><category><![CDATA[torino film lab]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/torino-film-festival-37-la-gloria-del-passato-i-dubbi-sul-futuro</guid><description><![CDATA[ &#8203;Dal 22 al 30 novembre si &egrave; svolta l&rsquo;edizione numero 37 del Torino Film Festival, l&rsquo;ultima affidata alla direzione di Emanuela Martini, in attesa di sapere se ci sar&agrave; una conferma con ulteriore mandato per lei e il suo staff o se la manifestazione finir&agrave; in mani nuove. Un&rsquo;annata di transizione, apparsa in tono minore rispetto alla grazia a cui i giorni sotto la Mole ci avevano abituato, anche se come sempre non sono mancati titoli in grado di assicur [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:266px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/torino-film-festival-2019-poster.jpg?1575321550" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Dal 22 al 30 novembre si &egrave; svolta l&rsquo;edizione numero 37 del <strong><font color="#0f0fe6">Torino Film Festival</font></strong>, l&rsquo;ultima affidata alla direzione di Emanuela Martini, in attesa di sapere se ci sar&agrave; una conferma con ulteriore mandato per lei e il suo staff o se la manifestazione finir&agrave; in mani nuove. Un&rsquo;annata di transizione, apparsa in tono minore rispetto alla grazia a cui i giorni sotto la Mole ci avevano abituato, anche se come sempre non sono mancati titoli in grado di assicurare al pubblico torinese un ampio e diversificato ventaglio di visioni, in alcuni casi molto interessanti.<br />&#8203;Se da un lato va sottolineata la sempre pi&ugrave; netta (ed eccessiva) preponderanza del cinema statunitense, a discapito in particolare del cinema francese, quest&rsquo;anno quasi del tutto assente (perlomeno dalle sezioni principali), dall&rsquo;altro la vastit&agrave; del programma ha comunque saputo regalare momenti suggestivi un po&rsquo; per tutti i gusti.<br />&#8203;<br />Il Concorso Internazionale, con giuria capitanata da Cristina Comencini, ha decretato la vittoria del finlandese <em>A White, White Day</em>, apprezzato dalla critica cos&igrave; come altri titoli di valore, su tutti il potente russo <em>Dylda/Beanpole</em> e il sorprendente film distopico spagnolo <em>El Hoyo</em>. Meritano senz&rsquo;altro una citazione anche il tunisino <strong><font color="#1010e4">Le r&ecirc;ve de Noura</font></strong>, vincitore del premio Fipresci, intensa storia di una donna in lotta per la propria emancipazione sentimentale, con una magnetica e magnifica protagonista (Hind Sabri) che avrebbe avuto tutte le carte in regola per ottenere il riconoscimento di miglior attrice (andato invece alle interpreti di <em>Dylda</em>), e il cileno <strong><font color="#1414e0">Algunas Bestias</font></strong>, spietato e disarmante dramma familiare in stile hanekiano con una parte finale durissima, forse persino troppo, ma in grado di cogliere nel segno. &Egrave; piaciuto (perlomeno al pubblico) anche l&rsquo;italiano <em>Il grande passo</em>, nonostante faccia piuttosto sorridere il premio, palesemente patriottico, assegnato come migliori attori alla coppia Fresi/Battiston.&nbsp;<br />&#8203;<br />Una delle qualit&agrave; che rendono il TFF un evento da anni imprescindibile nel panorama nostrano &egrave; la sua variet&agrave;, sempre in equilibrio tra attenzione al cinema d&rsquo;autore e istanze pi&ugrave; commerciali. Come accennato alcuni titoli, in particolare di provenienza statunitense, sono sembrati trascurabili, tutt&rsquo;altro che necessari, cos&igrave; come &egrave; apparso superfluo l&rsquo;inserimento di (troppe) pellicole non esaltanti di gi&agrave; stabilita e imminente distribuzione. Ma c&rsquo;&egrave; stato comunque spazio pure per visioni di notevole pregio.<br />&#8203;Ci teniamo, ad esempio, a spendere qualche riga per <strong><font color="#0d0ddd">Tommaso</font></strong>, di Abel Ferrara, lavoro autobiografico sospeso tra (poca) finzione e (tanta) realt&agrave;, in cui il grande autore, in una sorta di personalissima seduta psicanalitica, si mette a nudo per parlarci di s&eacute; stesso, attraverso il suo magistrale alter ego Willem Dafoe. Su e gi&ugrave; per le strade di Roma, tra bar di quartiere, spezzoni di umanit&agrave;, giochi al parco, incontri con ex alcolisti, caff&egrave; serviti da donne completamente nude e lezioni di teatro, ed esprimendosi in tre lingue diverse, Ferrara/Dafoe racconta le sue esistenze passate e presenti, le paure inconsce, le insicurezze, le tentazioni, le nevrosi, generando un quadro filmico appassionante, con attimi di oscurit&agrave; e polveri di sensualit&agrave;. Una rappresentazione a tratti tenerissima e priva di pudori, al punto che il regista non si fa alcun problema a porre davanti alla macchina da presa la sua vera compagna (a cui fa simulare anche una scena di sesso abbastanza spinta con Dafoe) e la reale figlioletta di tre anni, traslando nell&rsquo;oggetto cinema il centro focale del cuore e i tormenti dell&rsquo;anima. Un&rsquo;opera apparentemente bislacca e improvvisata, in realt&agrave; concreta e validissima.&nbsp;<br />&#8203;<br />Oltre al Concorso Internazionale, alla pantagruelica Festa Mobile e ad After Hours (quest&rsquo;anno sottotono), gli spettatori del TFF hanno potuto dividersi tra documentari, cortometraggi, mini-retrospettive (come quella dedicata all&rsquo;autrice macedone Teona Strugar Mitevska) e omaggi di varia natura, finendo poi in molti casi per confluire nelle meraviglie di <em>Si pu&ograve; fare!</em>, abbondante viaggio all'interno della storia del cinema horror dagli anni &rsquo;20 alla fine degli anni &rsquo;60, e nelle suggestioni impegnative ma brillantissime di Onde, dove sono stati mostrati tra gli altri <em>Vitalina Varela</em> di Pedro Costa (Pardo d&rsquo;Oro a <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/locarno-72.html" target="_blank">Locarno 72</a></u>) e <em>Synonymes</em> di Nadav Lapid (Orso d&rsquo;Oro a Berlino), titoli che avrebbero giovato di una collocazione pi&ugrave; centrale.&nbsp;<br />&#8203;Va poi sottolineata, una volta ancora, la bont&agrave; di <strong><font color="#1010e3">Torino Film Lab</font></strong>, sezione spesso trascurata (da alcuni purtroppo perfino ignorata) ma come sempre capace di offrire incanti ben superiori rispetto ad altre zone del festival assalite con molta pi&ugrave; veemenza. Un&rsquo;ennesima conferma, con ottime produzioni come il ceco <em>HRA/The Play</em>, racconto poetico e vibrante in bianco e nero dove il dramma in scena corre in parallelo con il dramma della vita, e <em>Port Authority</em>, storia di un amore che supera confini, barriere culturali, omert&agrave; e pregiudizi.<br />&#8203;<br />A fronte di una proposta contemporanea comunque nel complesso non entusiasmante, &egrave; nel cinema del passato che il TFF 37 ha trovato un decisivo sostegno, a partire dai film scelti dal guest director <strong><font color="#0d0de0">Carlo Verdone</font></strong> (che bello rivedere <em>Divorzio all&rsquo;italiana</em> di Germi, <em>Viale del tramonto</em> di Wilder, <em>Ordet</em> di Dreyer), fino appunto ai capolavori che hanno seminato orme immortali nella leggenda del cinema del terrore, da <em>La maschera del demonio </em>di Bava a <em>Il pozzo e il pendolo</em> di Corman (entrambi presentati in sala dall&rsquo;iconica <strong><font color="#0d0ddd">Barbara Steele</font></strong>), dai <em>Frankenstein</em> di Fisher a <em>La bambola del diavolo&nbsp;</em>di Browning, da <em>Ho camminato con uno zombie</em> di Tourneur a <em>Gli invasati</em> di Wise, dal <em>Nosferatu</em> di Murnau a <em>Rosemary&rsquo;s Baby</em> di Polanski, e molti altri. Peccato per&ograve; che pochi di questi splendori siano stati proiettati in 35 millimetri.<br />&#8203;<br />Non sapendo al momento cosa accadr&agrave; a livello istituzionale, va detto che il successo del TFF, con pubblico sempre numeroso e location affollatissime, necessiterebbe ormai di un ampliamento degli spazi e in qualche caso di strutture pi&ugrave; consone (la sala 5 del Cinema Reposi, sede di Onde, &egrave; totalmente inadeguata per un evento di tale portata). Al contempo vige la speranza che i continui tagli al budget, e/o eventuali scelte artistiche deleterie, non finiscano per decretare l&rsquo;inesorabile declino di un festival che negli ultimi 2/3 lustri ci ha donato un&rsquo;infinit&agrave; di memorabili ipnosi collettive (la febbre per i&nbsp;<em>Masters of Horror</em>, le strepitose retrospettive su Sion Sono e Polanski, la visione in anteprima nazionale di <em>Holy Motors</em>, <em>Broken Trail</em>, <em>Les Bien-Aim&eacute;s</em>, <em>La guerre est d&eacute;clar&eacute;e</em>, <em>Maniac</em>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-nelle-sale/le-streghe-di-salem-recensione-film-il-trionfo-del-male" target="_blank">The Lords of Salem</a></u>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/leconomie-du-couple-recensione-dopo-lamore" target="_blank">L&rsquo;&eacute;conomie du couple</a></u>, solo per citare i primi luminosi ricordi che bussano alla mente).&nbsp;<br />Nel tempo il festival ha acquisito un&rsquo;identit&agrave; pi&ugrave; che consolidata; un pregio mai neanche avvicinato, tanto per fare un paragone, dalla Festa di Roma. Bisogna solo auspicare che la suddetta identit&agrave; sia mantenuta ben salda e che il TFF, dalla cima del suo carattere al contempo &ldquo;alto&rdquo; e popolare, possa e voglia continuare anche in futuro a proporre tanto cinema di qualit&agrave;.&nbsp;<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-34-36-37.html" target="_blank">Torino 34-36-37</a></u></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='368681171361081075-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='368681171361081075-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/o-3b675f9190_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='A White, white day'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/o-3b675f9190.jpg' class='galleryImage' _width='900' _height='506' style='position:absolute;border:0;width:133.4%;top:0%;left:-16.7%' /></a></div></div></div></div><div id='368681171361081075-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/001456417-a7750f33-fe12-4b70-9164-1777d5e46d95_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='A White, white day, vincitore del Concorso Internazionale'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/001456417-a7750f33-fe12-4b70-9164-1777d5e46d95.jpg' class='galleryImage' _width='560' _height='315' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='368681171361081075-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/90188-ppl_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='Tommaso di Abel Ferrara'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/90188-ppl.jpg' class='galleryImage' _width='644' _height='360' style='position:absolute;border:0;width:134.17%;top:0%;left:-17.08%' /></a></div></div></div></div><div id='368681171361081075-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/77088199-10219592260212484-6184135444561657856-o_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='Le r&ecirc;ve de Noura'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/77088199-10219592260212484-6184135444561657856-o.jpg' class='galleryImage' _width='958' _height='640' style='position:absolute;border:0;width:112.27%;top:0%;left:-6.13%' /></a></div></div></div></div><div id='368681171361081075-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/beanpole-2_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='Dylda/Beanpole'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/beanpole-2.jpg' class='galleryImage' _width='1092' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:142.19%;top:0%;left:-21.09%' /></a></div></div></div></div><div id='368681171361081075-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/76705188-10219612364835087-2928496882109906944-o_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='Barbara Steele ed Emanuela Martini'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/76705188-10219612364835087-2928496882109906944-o.jpg' class='galleryImage' _width='960' _height='720' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='368681171361081075-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/obj108083754-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='Barbara Steele ed Emanuela Martini'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/obj108083754-1.jpg' class='galleryImage' _width='900' _height='506' style='position:absolute;border:0;width:133.4%;top:0%;left:-16.7%' /></a></div></div></div></div><div id='368681171361081075-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='368681171361081075-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/port-authority_orig.jpg' rel='lightbox[gallery368681171361081075]' title='Port Authority'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/port-authority.jpg' class='galleryImage' _width='779' _height='389' style='position:absolute;border:0;width:150.19%;top:0%;left:-25.1%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/aEVWKXJkkps?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-right"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/a0Yv0CP4aGQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/mfWhQXg4GrA?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-right"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/Mc3tLQpo82Q?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[NOVARA INDIE FILM CONTEST – Nel nome del cinema indipendente]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/novara-indie-film-contest-nel-nome-del-cinema-indipendente]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/novara-indie-film-contest-nel-nome-del-cinema-indipendente#comments]]></comments><pubDate>Sat, 28 Sep 2019 09:13:49 GMT</pubDate><category><![CDATA[torino underground cine fest]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/novara-indie-film-contest-nel-nome-del-cinema-indipendente</guid><description><![CDATA[ &#8203;Interessante appuntamento quello a cui si &egrave; potuto assistere il 26 settembre all&rsquo;Araldo di Novara. Una maratona dedicata al cinema indie, con 7 ore ininterrotte di proiezioni rivolte a titoli estratti dall&rsquo;edizione 2019 del Torino Underground Cine Fest, manifestazione capace di ricavarsi un ruolo al contempo ormai definito ma anche in costante crescita, utile per ammirare film di valore che ben difficilmente trovano spazio nelle pieghe contorte della distribuzione uffi [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:252px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/69763300-2456233994471179-2798901385028960256-n.png?1569662497" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Interessante appuntamento quello a cui si &egrave; potuto assistere il 26 settembre all&rsquo;Araldo di Novara. Una maratona dedicata al cinema indie, con 7 ore ininterrotte di proiezioni rivolte a titoli estratti dall&rsquo;edizione 2019 del <strong><font color="#1111e3">Torino Underground Cine Fest</font></strong>, manifestazione capace di ricavarsi un ruolo al contempo ormai definito ma anche in costante crescita, utile per ammirare film di valore che ben difficilmente trovano spazio nelle pieghe contorte della distribuzione ufficiale. La giornata ha dunque assunto il ruolo di una sorta di <em>spin off</em> della casa madre torinese, la prima di altre costole dell&rsquo;evento che avranno luogo nei prossimi mesi in citt&agrave; come Asti, Tortona e Savona, al fine di espandere sempre pi&ugrave; le infinite suggestioni di un cinema poco visibile ma non per questo meno ricco di spunti e talenti.<br /><br />Tanti i film proposti a Novara, tra corti e lungometraggi di provenienza in gran parte europea, con tematiche talvolta affini talaltre assai distanti, ma accomunate dal gusto per la sperimentazione e le traiettorie oblique del racconto. Una prima citazione in tal senso non pu&ograve; che essere rivolta a <strong><font color="#1010e5">Ultra Pulpe</font></strong>, mediometraggio selezionato a Cannes 2018, diretto da Bertrand Mandico (conosciuto dai cinefili per <em>Les Gar&ccedil;ons sauvages</em>) e interpretato da Elina L&ouml;wensohn (apprezzata ad esempio in <em>Nadja</em>, <em>Un long dimanche de fian&ccedil;ailles</em>, <em>V&eacute;nus noire</em> di Kechiche e <em>La guerre est d&eacute;clar&eacute;e</em> di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/locarno-72-notre-dame-valerie-donzelli-film-2019-recensione" target="_blank">Val&eacute;rie Donzelli</a></u>), Vimala Pons (<u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/fidelio-lodyssee-dalice-la-dolce-infedelta" target="_blank">Fidelio, l&rsquo;odyss&eacute;e d&rsquo;Alice</a></u>) e Lola Creton (<u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/les-salauds-macerie-di-una-civilta-decomposta" target="_blank">Les Salauds</a></u>).&nbsp;<br />Un&rsquo;opera lisergica, ambientata tra le viscere di un mondo fuori dal mondo in cui una regista (di nome Joy D&rsquo;Amato!) sta completando le riprese del suo nuovo film, cercando al contempo di non far spegnere la storia d&rsquo;amore che ha in corso proprio con la protagonista della pellicola. Celebrale, ipnotico, ad alto tasso erotico, deprivato di un unico senso di lettura per lasciare spazio a una molteplicit&agrave; di strati e sotto-strati pregni di simbolismi, <em>Ultra Pulpe</em> si sviluppa tra connessioni uomo-macchina di cronenberghiana memoria, baci saffici che lasciano tracce di sangue sulle labbra e nel cuore, dialoghi surreali tra vivi e morti, rapporti carnali con la macchina da presa, approdi a pianeti in cui cercare la libert&agrave; e trovare invece paura e solitudine, tentativi di regredire allo stato primordiale per allontanare le contaminazioni del presente, trionfo dell&rsquo;immagine come elemento destinato a durare in eterno in contrapposizione all&rsquo;imputridimento del corpo, disperate richieste di contatto fisico con cui combattere il fallimento insito nell&rsquo;illusoriet&agrave; della creazione culturale. Un lavoro affascinante, dove si citano Max Ophuls, <em>Emmanuelle e gli ultimi cannibali</em> e <em>Buio Omega</em>, in una fusione tra cinema alto e (presunto) cinema di serie B, oltre la riva di una definitiva (e impossibile) verit&agrave; dell&rsquo;arte.<br /><br />Pi&ugrave; ancorato a strutture narrative di immediato riconoscimento invece <strong><font color="#0c0ce6">Zauberer</font></strong> (<em>Sorcerer</em>), lungometraggio dell&rsquo;austriaco Sebastian Brauneis, abile balletto corale durante il quale si dipanano storie contemporanee legate a perversioni dell&rsquo;anima, storture della mente, desideri profondi e rapporti anaffettivi. Un labirinto di situazioni che iniziano per vie parallele salvo poi poco alla volta incrociarsi e ricongiungersi, permettendo ai personaggi di trovare inconsapevoli punti di contatto tra le singole mancanze.<br /><br />Numerosi gli altri titoli di buon livello che meritano una sottolineatura, molti dei quali provenienti dalla Francia: <strong><font color="#0d0de3">Vire-Moi si tu peux</font></strong>, di Camille Delamarre, tenero cortometraggio in cui un capo del personale convoca un tecnico per licenziarlo ma resta rapito dalla gentilezza e dalla genuina innocenza del dipendente; <strong><font color="#1111e2">Arthur Rambo</font></strong>, di Guillaume Levil, con un bambino che recita poesie di Rimbaud ai semafori per guadagnare qualche soldo e cerca non senza difficolt&agrave; di integrarsi con i suoi coetanei; <strong><font color="#1010e9">Mon Royaume</font></strong>, di Guillaume Gouix, in cui tre fratelli, al grido di &ldquo;<em>on emmerde la nostalgie!</em>&rdquo;, provano ad allontanare la malinconia per chi non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, salvo per&ograve; sentirne ancora forte la mancanza di fronte alla bellezza di un&rsquo;alba silenziosa.<br />Lodevoli inoltre l&rsquo;olandese <strong><font color="#0c0ce4">Dante Vs Mohamed Al&igrave;</font></strong>, di Marc Wagenaar, premiato nel 2019 al <u><a href="https://www.facebook.com/tucfest/" target="_blank">Torino Underground</a></u>, intenso dipinto di un complesso amore omosessuale tra due ragazzi costretti a combattere uno contro l&rsquo;altro, schiavi di una realt&agrave; troppo limitata e soffocante per comprendere i loro sentimenti; l&rsquo;italiano <strong><font color="#0c0ce9">Il tratto mancante</font></strong>, di Riccardo Roan, elegante corto sul tema della ricerca, della cecit&agrave; di fronte alla parte inconoscibile di s&eacute;, di porte chiuse che forse possono finalmente aprirsi al sorriso di un sentimento; l&rsquo;austriaco <strong><font color="#0909e2">Up and Down</font></strong>, di Christopher Aaron, film d&rsquo;animazione in cui un uomo si trova imprigionato in un universo in loop dove tutto si ripete ogni volta daccapo, senza alcuna plausibile via d&rsquo;uscita.&nbsp;<br /><br />La rassegna di Novara ha proposto un panorama vario, eterogeneo, efficace nel fornire una piccola ma significativa dimostrazione di quanto il cinema indipendente sia fremente e carico di idee e coraggio; lo stesso coraggio di chi cerca di promuovere questi eventi anche in localit&agrave; dove la ricezione purtroppo risulta spesso a dir poco ostica.<br />&#8203;&nbsp;<br />Appuntamento alla settima edizione del Torino Underground Cine Fest, in programma sotto la Mole a marzo 2020.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br />&#8203;<br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival Report</a></u></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='272114494246204284-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='272114494246204284-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3157830-jpg-r-1920-1080-f-jpg-q-x-xxyxx_orig.jpg' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Ultra Pulpe'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3157830-jpg-r-1920-1080-f-jpg-q-x-xxyxx.jpg' class='galleryImage' _width='1213' _height='654' style='position:absolute;border:0;width:139.11%;top:0%;left:-19.55%' /></a></div></div></div></div><div id='272114494246204284-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/264319_orig.jpg' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Ultra Pulpe'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/264319.jpg' class='galleryImage' _width='1600' _height='660' style='position:absolute;border:0;width:181.82%;top:0%;left:-40.91%' /></a></div></div></div></div><div id='272114494246204284-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/121069272-o_orig.png' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Ultra Pulpe'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/121069272-o.png' class='galleryImage' _width='1024' _height='576' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='272114494246204284-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3060954-jpg-r-1920-1080-f-jpg-q-x-xxyxx_1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Ultra Pulpe'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3060954-jpg-r-1920-1080-f-jpg-q-x-xxyxx_1.jpg' class='galleryImage' _width='1285' _height='657' style='position:absolute;border:0;width:146.69%;top:0%;left:-23.34%' /></a></div></div></div></div><div id='272114494246204284-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5aaa2efcaebb4-a_orig.jpg' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Zauberer'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5aaa2efcaebb4-a.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='272114494246204284-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5aaa2f1747793-a_orig.jpg' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Zauberer'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5aaa2f1747793-a.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='272114494246204284-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8fd99f99-d7f5-4c8b-b733-7eaba2a8740d-1920x1031_orig.jpg' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Dante vs Mohamed Al&igrave;'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8fd99f99-d7f5-4c8b-b733-7eaba2a8740d-1920x1031.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='430' style='position:absolute;border:0;width:139.53%;top:0%;left:-19.77%' /></a></div></div></div></div><div id='272114494246204284-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='272114494246204284-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/afk-dantevsmohammedali-3-klein_orig.jpg' rel='lightbox[gallery272114494246204284]' title='Dante vs Mohamed Al&igrave;'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/afk-dantevsmohammedali-3-klein.jpg' class='galleryImage' _width='1000' _height='667' style='position:absolute;border:0;width:112.44%;top:0%;left:-6.22%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/cMYTRIlBszk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-right"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/bVaQLMjLTWE?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BFM 37 – Holy Boom, di Maria Lafi]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-37-holy-boom-di-maria-lafi]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-37-holy-boom-di-maria-lafi#comments]]></comments><pubDate>Fri, 15 Mar 2019 10:34:59 GMT</pubDate><category><![CDATA[bergamo film meeting]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-37-holy-boom-di-maria-lafi</guid><description><![CDATA[ &#8203;Non &egrave; semplice la vita per Ige, adolescente filippino immigrato in un paese della Grecia dove i suoi genitori gestiscono un ristorante. Integrarsi in una realt&agrave; molto diversa rispetto a quella delle sue origini &egrave; operazione complessa, la ragazza di cui &egrave; invaghito lo snobba e lo deride, molti dei compagni di scuola lo escludono perch&eacute; in fondo, anche all&rsquo;alba del 2018/2019, uno come lui &egrave; ancora soltanto un &ldquo;muso giallo&rdquo; da cui  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:273px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/holyboom-withlogos-72dpicmyk-773x1030.jpg?1552646156" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Non &egrave; semplice la vita per Ige, adolescente filippino immigrato in un paese della Grecia dove i suoi genitori gestiscono un ristorante. Integrarsi in una realt&agrave; molto diversa rispetto a quella delle sue origini &egrave; operazione complessa, la ragazza di cui &egrave; invaghito lo snobba e lo deride, molti dei compagni di scuola lo escludono perch&eacute; in fondo, anche all&rsquo;alba del 2018/2019, uno come lui &egrave; ancora soltanto un &ldquo;muso giallo&rdquo; da cui stare alla larga.<br />&#8203;Cos&igrave;, per sfogare un po&rsquo; di rabbia repressa, Ige, con la complicit&agrave; degli unici due amici che ha, ogni tanto si diverte a far esplodere le cassette della posta di gente estranea. Un gesto condannabile, senz'altro, anche se il ragazzo nemmeno si immagina che quell'atto vandalico, compiuto nuovamente durante una notte di bagordi, possa essere sufficiente per cambiare radicalmente i destini di alcune persone. Ad esempio quello di Lena e Manou, che in quella cassetta avevano un pacchetto a loro indirizzato con dentro dei francobolli di LSD indispensabili per pagare il debito verso uno spacciatore; oppure quello di Adia, immigrata clandestina albanese che avrebbe dovuto ricevere il certificato di nascita del figlio; oppure ancora quello di Thalia, signora di mezza et&agrave; in attesa di una lettera molto importante. Documenti e fogli bruciati, polverizzati dallo scoppio. Con conseguenze nefaste.<br />&#8203;<br /><strong><font color="#1a0deb">Holy Boom</font></strong>, inserito in concorso al 37&deg; <strong><font color="#160ae0">Bergamo Film Meeting</font></strong>, &egrave; il lungometraggio d&rsquo;esordio di Maria Lafi, nata ad Atene, gi&agrave; autrice di corti, spettacoli teatrali, video musicali e serie televisive. Un&rsquo;opera corale che segue con il classico escamotage del montaggio parallelo i destini di personaggi assai diversi tra loro, per etnie, abitudini e sogni, ma accomunati da solitudine, esclusione e disperato bisogno di trovare un&rsquo;esistenza migliore.&nbsp;<br />Il punto focale del racconto non &egrave; tanto Ige, il giovane filippino autore del gesto che tutto smuove, quanto piuttosto Thalia, signora anziana acida e razzista che spia tutte le persone che estrano ed escono dalla palazzina in cui abita, si allontana sdegnata quanto nota un nuovo inquilino con un colore della pelle diverso dal suo, inveisce contro gli extracomunitari che le invadono il territorio invece di starsene a casa propria. In apparenza la figura della donna assume dunque stilemi piuttosto evidenti e schematici, salvo per&ograve; mutare in corso d&rsquo;opera la propria fisionomia comportamentale: sar&agrave; infatti proprio lei ad aiutare prima Lena e Manou e poi Adia, in parte per spirito di umanit&agrave;, in parte per espiare il dolore dovuto a un trauma di tanti anni prima, mai superato.<br />Dalla figura a doppia valenza di Thalia si muovono le pedine dello scacchiere intessuto da Maria Lafi: una musicista greca ribelle che per amore si allontana dai genitori, una donna albanese sola che non avendo i documenti in regola non pu&ograve; nemmeno andare in obitorio a riconoscere il corpo del marito morto in un incidente, un ragazzo asiatico che cerca una personale e pericolosa vendetta contro le ingiustizie subite. Intorno a loro delinquenti e aguzzini, approfittatori e corruzione, violenza ed egoismi assortiti. A fare da contrappunto la sacralit&agrave; solenne, le celebrazioni in chiesa a cui Thalia partecipa con fervore, la festa della Domenica delle Palme. Liturgia del rispetto e dell&rsquo;amore reciproco, mentre dietro alle odi si consumano i drammi dei personaggi.<br /><br /><strong><font color="#1306e6">Holy Boom</font></strong> &egrave; un film sull&rsquo;immigrazione, le difficolt&agrave; di radicamento, la povert&agrave;, sul sentirsi stranieri in terra straniera. Ma &egrave; anche, per usare la definizione della stessa regista, &ldquo;<em>un film sulla fede, non in senso religioso, ma nel senso di una profonda fiducia umana nella sopravvivenza</em>&rdquo;. Un lavoro multiforme, tanto da apparire talvolta indeciso sulla strada da seguire, tra humour nero, thriller, denuncia sociale, improvvisi squarci di lirismo, canti sacri e trascinanti sonorit&agrave; vicine al metal. Eppure, anche nelle sue variazioni di forma e in un equilibrio estetico non facile da assemblare, l&rsquo;opera della Lafi sa unire con brillantezza le tessere del mosaico, regalando allo spettatore un detonatore il cui sinistro ticchettio accompagna ogni minuto della visione, sino a saltare inevitabilmente in aria, come alcuni dei protagonisti.<br /><br />&#8203;Non tutti, per fortuna. Perch&eacute; il cielo non &egrave; soltanto nero, e almeno per qualcuno di loro si aprir&agrave; forse un piccolo orizzonte di speranza.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival</a></u><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Holy Boom<br />Regia: Maria Lafi<br />Sceneggiatura: Elena Dimitrakopoulou, Maria Lafi&nbsp;<br />Attori: Nena Menti, Luli Bitri, Anastasia Rafaella Konidi, Samuel Akinola, Spiros Ballesteros&nbsp;<br />Fotografia: Ilias Adamis<span> </span><br />Montaggio: Kenan Akkawi, Yorgos Paterakis<br />Anno: 2018<br />Durata: 99&rsquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='313639715674279520-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='313639715674279520-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/holyboom-menti-2-1024x429_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/holyboom-menti-2-1024x429.jpg' class='galleryImage' _width='1024' _height='429' style='position:absolute;border:0;width:179.02%;top:0%;left:-39.51%' /></a></div></div></div></div><div id='313639715674279520-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e9a9e2446_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e9a9e2446.jpg' class='galleryImage' _width='1777' _height='744' style='position:absolute;border:0;width:179.13%;top:0%;left:-39.57%' /></a></div></div></div></div><div id='313639715674279520-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/maxresdefault-1_2_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/maxresdefault-1_2.jpg' class='galleryImage' _width='1280' _height='720' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='313639715674279520-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e996b08a1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e996b08a1.jpg' class='galleryImage' _width='1777' _height='744' style='position:absolute;border:0;width:179.13%;top:0%;left:-39.57%' /></a></div></div></div></div><div id='313639715674279520-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/holyboom-balesteros-tasoulis-tzola_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/holyboom-balesteros-tasoulis-tzola.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='335' style='position:absolute;border:0;width:179.1%;top:0%;left:-39.55%' /></a></div></div></div></div><div id='313639715674279520-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/holyboom-konidi_1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/holyboom-konidi_1.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='572' style='position:absolute;border:0;width:104.9%;top:0%;left:-2.45%' /></a></div></div></div></div><div id='313639715674279520-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e984c9684_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e984c9684.jpg' class='galleryImage' _width='1777' _height='744' style='position:absolute;border:0;width:179.13%;top:0%;left:-39.57%' /></a></div></div></div></div><div id='313639715674279520-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='313639715674279520-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e9b768961_orig.jpg' rel='lightbox[gallery313639715674279520]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77e9b768961.jpg' class='galleryImage' _width='1390' _height='740' style='position:absolute;border:0;width:140.88%;top:0%;left:-20.44%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/Aw0ZEVED990?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BFM 37 – Røverdatter (My Heart Belongs To Daddy), di Sofia Haugan]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-37-roverdatter-film-review-my-heart-belongs-to-daddy-sofia-haugan]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-37-roverdatter-film-review-my-heart-belongs-to-daddy-sofia-haugan#comments]]></comments><pubDate>Thu, 14 Mar 2019 10:41:23 GMT</pubDate><category><![CDATA[bergamo film meeting]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/festival-report/bfm-37-roverdatter-film-review-my-heart-belongs-to-daddy-sofia-haugan</guid><description><![CDATA[ &#8203;Sofia Haugan non vede suo padre da diversi anni. Lui trascorre la maggior parte del tempo in prigione. Il suo cruccio maggiore &egrave; aver perso la figlia, a causa di tanti errori peraltro mai interrotti. Un giorno i due si rincontrano: &egrave; da poco passato il compleanno di Sofia, cos&igrave; il padre si presenta con un regalo: un&rsquo;autoradio, probabilmente rubata poche ore o pochi minuti prima.&#8203;Sofia, giovane laureanda in regia documentaria, decide di iniziare a riprende [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:279px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/5c77f6f922901.jpg?1552560341" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Sofia Haugan non vede suo padre da diversi anni. Lui trascorre la maggior parte del tempo in prigione. Il suo cruccio maggiore &egrave; aver perso la figlia, a causa di tanti errori peraltro mai interrotti. Un giorno i due si rincontrano: &egrave; da poco passato il compleanno di Sofia, cos&igrave; il padre si presenta con un regalo: un&rsquo;autoradio, probabilmente rubata poche ore o pochi minuti prima.<br />&#8203;Sofia, giovane laureanda in regia documentaria, decide di iniziare a riprendere il padre, criminale e tossicodipendente, nel tentativo di raccontare con parole e immagini la complicata vita di lui e insieme con l&rsquo;intento di scoprire se il cinema pu&ograve; aiutarla a trovare un riavvicinamento, a conoscere un uomo diventato in pratica un estraneo. Il primo risultato di questo esperimento &egrave; un cortometraggio intitolato <em>A Little About My Dad</em>. Ma Sofia capisce che la strada &egrave; solo all&rsquo;inizio: c&rsquo;&egrave; molto altro da mostrare, da analizzare, da capire. Cos&igrave; l&rsquo;esperimento continua e si intensifica: la ragazza filma il padre per 6 anni consecutivi, dal 2012 al 2018, seguendone passo per passo le vicissitudini, senza rinunciare a proporre davanti alla macchina da presa anche momenti dolorosi e crudi; allo stesso tempo insegna al genitore come filmarsi da solo, in modo che lui possa riprendersi in autonomia anche quando la figlia non gli &egrave; accanto.<br />&#8203;Da questo doppio registro narrativo si accumulano ore di materiale, che la Haugan poi taglia e cuce per completare <strong><font color="#0e0ee9">R&oslash;verdatter</font></strong> (<strong><font color="#1010e5">My Heart Belongs To Daddy</font></strong> nella versione internazionale, anche se il titolo originale norvegese &egrave; in realt&agrave; traducibile come &ldquo;<em>figlia monella</em>&rdquo;), selezionato per la sezione Visti da vicino del 37&deg; <strong><font color="#0c0ce6">Bergamo Film Meeting</font></strong>.<br />&#8203;<br />Chi &egrave; Kjell Magne Haugan? Se lo chiede la figlia Sofia, senza poter fornire una risposta esauriente. Un uomo malato, senza dubbio. Dipendente dalle anfetamine, dalla delinquenza, dalla voglia mai doma di autodistruggersi. Un antieroe che tanti anni prima si &egrave; perso, per non ritrovarsi pi&ugrave;. Ma anche un bambino capriccioso, un adolescente fuori tempo desideroso di remare sempre controcorrente per sfidare la societ&agrave;, un vecchio tenero e stanco che alterna sprazzi di energia a momenti di abbandono. Kjell Magne Haugan &egrave; tutte queste persone in una. Un cleptomane che va negli hotel a rubare asciugamani, souvenir e perfino il men&ugrave; del ristorante (!). Un reietto che rifiuta un'occupazione normale e allaga o brucia gli appartamenti in cui vive. Un pazzo che balla in mutande davanti alla macchina da presa, gioca con le armi e non si fa problemi a filmarsi anche mentre si infila la siringa in vena. Un fuggitivo che scompare proprio la mattina in cui deve essere ricoverato per cominciare un percorso di riabilitazione. Un debole che fa della droga e dell&rsquo;alcool amici fedeli e indispensabili. Alla stregua della compagna Trude, anche lei tossicomane.&nbsp;<br />Eppure Kjell Magne e Trude si vogliono bene. E questo padre snaturato vuole bene anche a Sofia, a modo suo. Sofia che cerca di aiutarlo, di seguirlo, di dargli nuove possibilit&agrave;, puntualmente disattese. Sofia che durante questi 6 anni spesso accantona la sua vita per dedicare gran parte delle energie al genitore, ricevendone in cambio quasi sempre delusioni. Ma c&rsquo;&egrave; qualcosa, tra loro. Un <em>fil rouge</em> poco visibile che per&ograve; si sente nell&rsquo;aria, nelle occhiate complici che si scambiano, negli sprazzi di humour nero che condividono, nella perseveranza con cui inseguono con determinazione i propri obiettivi, chiari o incomprensibili che siano.&nbsp;<br />&#8203;<br />Il lavoro della Haugan in molti passaggi non &egrave; gradevole. Tutto il contrario. Eppure attrae, conquista, appassiona. Esiste anche un po&rsquo; di finzione scenica in qualche punto, come ammesso dalla stessa regista nell&rsquo;incontro con il pubblico post-proiezione, ma c&rsquo;&egrave; soprattutto tanta verit&agrave;, tanto cuore, tanta rabbia. E qualche sorriso, in grado di riscaldare gli occhi e farci entrare ancora pi&ugrave; a fondo in questa storia che magari non &egrave; nemmeno cos&igrave; lontana da altre storie che forse noi stessi abbiamo vissuto o stiamo vivendo.&nbsp;<br />Sofia si copre inorridita lo sguardo mentre il padre si buca proprio davanti a lei. Sofia lo guarda ciondolare ubriaco provando un mix di angoscia e impotenza. Sofia telefona di qua e di l&agrave; cercando soluzioni. Sofia gira per Oslo carica di livore, cercando il padre disgraziato che puntualmente scompare nei momenti meno opportuni perch&eacute; &ldquo;<em>ha delle cose da fare</em>&rdquo; e non vuole essere di nuovo rinchiuso in gabbia. Sofia cerca spiegazioni e non ne trova, perch&eacute; ogni volta che tira in ballo in passato o cerca di capire come mai si sia ridotto cos&igrave;, lui svia il discorso. Sofia corre e inciampa, si fa in quattro e combatte, crolla e piange, si asciuga le lacrime e riparte. Poi basta uno sguardo d&rsquo;intesa, una battuta scema, un momento di pseudo intimit&agrave; domestica e Sofia ride, assaporando attimi di felicit&agrave; in cui recuperare, almeno in parte, gli anni di rapporto perduti.&nbsp;<br /><br />Lei ride. Noi con lei. Sempre pi&ugrave; catapultati nelle pagine di un documentario davvero bello, emozionante e ricco di profondi significati.&nbsp;<br />&#8203;<br />A Bergamo, dopo i titoli di coda, alla domanda di uno spettatore sulle attuali condizioni del padre, la Haugan ha raccontato di come lui e Trude da alcuni mesi siano andati a vivere in una piccola isola. Passano il loro tempo creando decorazioni. Stanno meglio, si disintossicano, non vogliono tornare nelle squallide condizioni di prima. Cercano di tenersi fuori dai guai e sono &ldquo;quasi&rdquo; sobri e puliti.&nbsp;<br />&#8203;<br />Un lieto fine? Forse. Per merito del cinema? Anche. Quindi il cinema pu&ograve; salvare la vita? Magari no. Ma pu&ograve; essere di grande aiuto. Questo &egrave; certo.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/altri-festival.html" target="_blank">Festival</a></u><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br />&#8203;<br />Titolo originale: R&oslash;verdatter<br />Anno: 2018<br />Regia: Sofia Aronsen Haugan<br />Musiche: Hanne Hukkelberg<br />Sceneggiatura: Sofia Aronsen Haugan<br />Fotografia: Magnus Tombre B&oslash;hn<br />Cast: Sofia Aronsen Haugan, Kjell Magne Haugan<br />Durata: 86&rsquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='490769227400473090-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='490769227400473090-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/r-verdatter-lars-ymo-og-indie-film-as-1200x800_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/r-verdatter-lars-ymo-og-indie-film-as-1200x800.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='533' style='position:absolute;border:0;width:112.57%;top:0%;left:-6.29%' /></a></div></div></div></div><div id='490769227400473090-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/mhbtd-r-c3-b8verdatter-300dpi-copyrightindiefilm-still11_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/mhbtd-r-c3-b8verdatter-300dpi-copyrightindiefilm-still11.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='490769227400473090-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/xl-500_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/xl-500.jpg' class='galleryImage' _width='1181' _height='664' style='position:absolute;border:0;width:133.4%;top:0%;left:-16.7%' /></a></div></div></div></div><div id='490769227400473090-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77f702a251e_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77f702a251e.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='490769227400473090-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77f6fe6f5bc_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77f6fe6f5bc.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='490769227400473090-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/mv5bowvjmwyxywmtn2nknc00zdm1lwe1ytutotbjmwu5mgeyy2e0xkeyxkfqcgdeqxvymzaymjmwote-v1-sx1777-cr0-0-1777-999-al_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/mv5bowvjmwyxywmtn2nknc00zdm1lwe1ytutotbjmwu5mgeyy2e0xkeyxkfqcgdeqxvymzaymjmwote-v1-sx1777-cr0-0-1777-999-al.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='490769227400473090-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/download_2_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/download_2.jpg' class='galleryImage' _width='1150' _height='646' style='position:absolute;border:0;width:133.51%;top:0%;left:-16.76%' /></a></div></div></div></div><div id='490769227400473090-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='490769227400473090-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77f706b9019_orig.jpg' rel='lightbox[gallery490769227400473090]'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5c77f706b9019.jpg' class='galleryImage' _width='800' _height='450' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/Zr3jxk7o5RE?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>