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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - cinema americano]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano]]></link><description><![CDATA[cinema americano]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 23:31:32 -0800</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[AMERICAN HONEY - We found love in a hopeless place]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/american-honey-we-found-love-in-a-hopeless-place]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/american-honey-we-found-love-in-a-hopeless-place#comments]]></comments><pubDate>Mon, 23 Jan 2017 09:27:09 GMT</pubDate><category><![CDATA[american honey]]></category><category><![CDATA[andrea arnold]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/american-honey-we-found-love-in-a-hopeless-place</guid><description><![CDATA[ &#8203;&nbsp;&ldquo;She grew up on a side of the roadWhere the church bells ring and strong love growsShe grew up goodShe grew up slowLike American honey.&rdquo;&#8203;American Honey, Lady AntebellumStar, diciottenne dell'Oklahoma, fa parte di quel tessuto suburbano che vegeta ai margini della societ&agrave; americana. Sin dalla prima inquadratura, che la immortala nell'intento di rovistare nella spazzatura in cerca di cibo per due fratellini di cui si prende cura, colpisce il pubblico per la s [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:282px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/american-honey-poster_1.jpg?1485163813" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;&nbsp;&ldquo;<em>She grew up on a side of the road<br />Where the church bells ring and strong love grows<br />She grew up good<br />She grew up slow<br />Like American honey.</em>&rdquo;<br />&#8203;<br />American Honey, Lady Antebellum<br /><br />Star, diciottenne dell'Oklahoma, fa parte di quel tessuto suburbano che vegeta ai margini della societ&agrave; americana. Sin dalla prima inquadratura, che la immortala nell'intento di rovistare nella spazzatura in cerca di cibo per due fratellini di cui si prende cura, colpisce il pubblico per la sua esuberante spontaneit&agrave; e per il volto, di straordinaria bellezza, dell'attrice esordiente <strong><font color="#1f0be8">Sasha Lane</font></strong>. Star &egrave; insomma una stella che brilla di luce propria, una creatura ribelle che mal sopporta la condizione di miserabile con la quale &egrave; costretta a convivere. Ecco perch&eacute; decide di abbandonare ogni cosa e di fuggire con una combriccola sgangherata di ragazzi che incontra nel parcheggio di un supermarket Walmart.&nbsp;<br />Il gruppo, che si sposta attraverso gli Stati Uniti con un minibus per vendere riviste porta a porta, &egrave; alle dipendenze di Krystal (Riley Keough, nipote di Elvis Presley), che riscuote il denaro incassato giorno per giorno e che si occupa di trovare un luogo dove trascorrere la notte. Una prospettiva davvero poco allettante, ma che rappresenta per Star la speranza in un nuovo inizio, l'occasione per costruirsi un futuro meno squallido, che non si riduca ad accudire dei bambini mentre la loro madre prende lezioni di danza country e il padre, ubriaco, tenta di sedurla. E poi, tra i nuovi compagni d'avventura, furoreggia Jake (<strong><font color="#1e0bed">Shia LaBeouf</font></strong>), che la conquista subito, quando improvvisa all'interno del supermercato un balletto sulle note di <em>We Found Love</em> di Rihanna.&nbsp;<br />Con un bagaglio pieno soltanto di sogni, affamata d'amore e di voglia di vivere, Star intraprende allora un viaggio <em>on the road</em> che la porter&agrave; alla scoperta di se stessa e della decadenza, nemmeno tanto ben nascosta sotto il tappeto, di un'America che, mai come in questa storia, appare inesorabilmente giunta al capolinea.&nbsp;<br />&#8203;<br />Vincitore del Premio della Giuria allo scorso Festival di Cannes, il quarto film di <strong><font color="#1e0aea">Andrea Arnold</font></strong>, il primo girato negli USA, prende spunto da un&rsquo;inchiesta del New York Times del 2007 che si occupava del fenomeno &ldquo;mag crew&rdquo; (ovvero il reclutamento, al limite della legalit&agrave;, di adolescenti per la vendita di riviste porta a porta). In <em>American Honey</em>, <u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Tzzr7RbzUTs" target="_blank">dall'omonimo pezzo della band country Lady Antebellum</a></u>, ritornano gli elementi presenti nei lavori della Arnold sin dai suoi cortometraggi d'esordio: addentrandoci nelle periferie degradate incappiamo nei disadattati che le abitano, rassegnati a un&rsquo;esistenza che il luogo da dove provengono ha gi&agrave; stabilito, ma pure coloro che &ldquo;non ci stanno&rdquo;, che si ribellano a una condizione che li riduce a sub-umani e che annaspano alla ricerca di un sacrosanto riscatto. Come la giovanissima Star.<br />La regista inglese, camera in spalla, gira un road movie che punta su un forte coinvolgimento dello spettatore, il quale diventa parte integrante della strampalata comitiva in viaggio. &Egrave; un racconto delicato quello della Arnold, anche nella narrazione delle vicende pi&ugrave; squallide e violente. Non resta dunque che abbandonarsi alle emozioni e immergersi nei primi piani mozzafiato di Sasha Lane, merito dell'utilizzo del formato 4:3 e della bellissima fotografia di Robbie Ryan.&nbsp;<br />Senza nulla togliere alla regia, un dovuto plauso va alla debuttante interprete di Star: un personaggio con una potentissima componente empatica, che sprizza carica vitale da ogni poro della pelle, che affascina e persino seduce il pubblico. Lo stesso dicasi per gli altri protagonisti di <strong><font color="#1c09e6">American Honey</font></strong>, quasi tutti attori non professionisti senza alcuna passata esperienza cinematografica. Com'era gi&agrave; accaduto per Katie Jarvis (Mia) in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-in-tv/fish-tank-sete-di-liberta" target="_blank">Fish Tank</a></u>, la Lane &egrave; stata notata per caso dalla Arnold e quindi scritturata. Se Mia e Star si assomigliano per freschezza, spontaneit&agrave; e sfrontatezza, diventa comunque inevitabile il confronto anche con le eroine che popolano <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/bande-de-filles-un-diamante-nel-cielo-della-vita" target="_blank">i lavori di C&eacute;line Sciamma</a></u>. Ma i paragoni non si fermano qui. Come infatti non riscontrare delle analogie tra i giovani, tossici e alcolizzati, venditori porta a porta di <em>American Honey</em> con i personaggi che si incontrano nelle opere di Larry Clark, Gregg Araki e Harmony Korine?<br />&#8203;<br />Al cast principale si aggiunge il campionario di rara bestialit&agrave; umana che Star e compagni incrociano lungo il loro cammino: ricchi cowboys vecchi e arrapati, ragazzine poco pi&ugrave; che decenni che si atteggiano a prostitute, mamme drogate, operai che non si fanno scrupoli a chiedere un rapporto sessuale a un'adolescente. E il paesaggio, elemento fondamentale del <em>road movie</em>, contribuisce a mostrare tutta la sporcizia che si cela dietro le casette a schiera, gi&agrave; di per s&eacute; desolanti, della <em>middle class</em>. Attraverso i finestrini del minibus scorrono immagini di silos, parcheggi con giganteschi tir, complessi industriali, impianti petroliferi, centri commerciali e fast food.&nbsp;<br />Tra tanto degrado, soltanto Star conserva un rapporto privilegiato con la natura. Quando si stende con Jake su un prato oppure quando un orso le si avvicina o, ancora, quando il vento le soffia tra i capelli, l'ambiente che la circonda diventa improvvisamente magico. E riesce addirittura a concedersi un tocco di poesia nei momenti in cui la bassezza morale sfiora il limite del sopportabile. Splendida la scena che vede un terzetto di vecchi cowboys vestiti di bianco dalla testa ai piedi (cappello compreso) abbordare la ragazza per poi condurla in una villa lussuosa di propriet&agrave; di uno dei tre. Mentre le offrono birra e la incitano a ingurgitare del mescal, verme compreso, lei si preoccupa di un insetto che sta annegando in piscina e lo salva.&nbsp;<br />Tuttavia, anche se Star ha le carte in regola per intravedere la luce in fondo al tunnel (o almeno lotter&agrave; per aggrapparsi a un'ancora di salvezza), il destino non appare certo roseo. &nbsp;Esiste il rischio, infatti, di far ritorno al punto di partenza. Emblematico, sotto quest'ultimo aspetto, l'incontro con due bambini che vivono con la madre tossica: dapprima li aiuta portando loro la spesa, ma poi li abbandona a se stessi, spaventata dal circolo vizioso in cui stava cadendo.&nbsp;<br />Quali sorprese riserver&agrave; il futuro a Star? Forse, nella migliore delle ipotesi, si accontenter&agrave; di trovare l'amore <em>in a hopeless place</em>, come canta Rihanna. Ma vada come vada, quel che emerge dal film della Arnold &egrave; che il famigerato <em>American dream</em> non abita pi&ugrave; nella putrescente <em>suburbia</em> degli USA.&nbsp;<br /><br /><strong>Serena Casagrande</strong><br /><br />Sezioni di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html" target="_blank">America Oggi</a></u>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cannes-69.html" target="_blank">Cannes 69</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em>&nbsp;<br /><br />Titolo originale: American Honey<br />Anno: 2016<br />Regia: Andrea Arnold<br />Sceneggiatura: Andrea Arnold<br />Fotografia: Robbie Ryan<br />Montaggio: Joe Bini<br />Colonna sonora: AA. VV.<br />Durata: 163'<br />Attori: Sasha Lane, Shia LaBeouf, Riley Keough, McCaul Lombardi, Arielle Holmes</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='979610226176003286-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='979610226176003286-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='979610226176003286-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/160929-mov-americanhoney-jpg-crop-promo-xlarge2_orig.jpg' rel='lightbox[gallery979610226176003286]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/160929-mov-americanhoney-jpg-crop-promo-xlarge2.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='285' style='position:absolute;border:0;width:105.26%;top:0%;left:-2.63%' /></a></div></div></div></div><div id='979610226176003286-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='979610226176003286-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/american-honey-mg-3824-rgb-0_orig.jpg' rel='lightbox[gallery979610226176003286]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/american-honey-mg-3824-rgb-0.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='979610226176003286-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='979610226176003286-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/americanhoney-preview-jndex_orig.jpg' rel='lightbox[gallery979610226176003286]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/americanhoney-preview-jndex.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='979610226176003286-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='979610226176003286-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; 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width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/maxresdefault_3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery979610226176003286]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/maxresdefault_3.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='979610226176003286-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='979610226176003286-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/thumb-5177-media-image-586x370_orig.jpg' rel='lightbox[gallery979610226176003286]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/thumb-5177-media-image-586x370.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='252' style='position:absolute;border:0;width:119.05%;top:0%;left:-9.52%' /></a></div></div></div></div><div id='979610226176003286-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='979610226176003286-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/american-honey-fileminimizer_orig.png' rel='lightbox[gallery979610226176003286]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/american-honey-fileminimizer.png' class='galleryImage' _width='400' _height='273' style='position:absolute;border:0;width:109.89%;top:0%;left:-4.95%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/y1SpWZm1PLc?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[SICARIO - Oltre il confine]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/sicario-oltre-il-confine]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/sicario-oltre-il-confine#comments]]></comments><pubDate>Wed, 03 Feb 2016 11:20:35 GMT</pubDate><category><![CDATA[denis villeneuve]]></category><category><![CDATA[emily blunt]]></category><category><![CDATA[sicario]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/sicario-oltre-il-confine</guid><description><![CDATA[ Durante un'operazione l'agente dell'FBI Kate Macer (Emily Blunt) scova oltre trenta cadaveri putrefatti, nascosti tra le pareti di una casa di propriet&agrave; di Manuel Diaz, affiliato al cartello messicano di Sonora. In seguito all'atroce scoperta, Kate viene reclutata dalla CIA per partecipare a una missione interdipartimentale top secret, che ha per l'appunto lo scopo di smantellare il traffico di droga che si svolge al confine tra Stati Uniti e Messico. Fanno parte della squadra anche Matt [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:285px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4444820.jpg?267" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Durante un'operazione l'agente dell'FBI Kate Macer (Emily Blunt) scova oltre trenta cadaveri putrefatti, nascosti tra le pareti di una casa di propriet&agrave; di Manuel Diaz, affiliato al cartello messicano di Sonora. In seguito all'atroce scoperta, Kate viene reclutata dalla CIA per partecipare a una missione interdipartimentale top secret, che ha per l'appunto lo scopo di smantellare il traffico di droga che si svolge al confine tra Stati Uniti e Messico. Fanno parte della squadra anche Matt Graver (<strong><font color="#0b12e6">Josh Brolin</font></strong>), che dirige la task force, e Alejandro (<strong><font color="#0f15eb">Benicio Del Toro</font></strong>), due personaggi di cui si sa poco o nulla, che sin da subito daranno filo da torcere all'agente Macer.&nbsp;<br />Kate, idealista e non ancora contaminata dalle logiche di potere, rifiuta infatti la visione priva di scrupoli dei suoi superiori, per i quali conta soltanto il successo della missione, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo (poco importa se legale o meno). Troppo tardi l'agente capir&agrave; di essere caduta in un'insidiosa trappola. Pedina impotente di un gioco ben congegnato, Kate Macer prender&agrave; allora coscienza di un'amara verit&agrave;: non esiste una netta linea di demarcazione tra giusto e sbagliato se i buoni possono diventare <em>molto</em> cattivi. Non occorre quindi varcare il confine messicano per stanare i delinquenti, perch&eacute; spesso il male &egrave; al di qua della frontiera.&nbsp;<br />&#8203;<br />Settimo lungometraggio del regista canadese <strong><font color="#0c12e9">Denis Villeneuve</font></strong>, thriller cupo e freddo, <strong><font color="#0f16ed">Sicario</font></strong> &egrave; un un atto di d'accusa nei confronti dei metodi sconsiderati, e spesso illegali, adottati dal governo degli Stati Uniti d'America per preservare la famigerata sicurezza nazionale. Come gi&agrave; accadeva in <em>Prisoners</em> (2013), suo primo lungometraggio americano, Villeneuve fotografa una nazione allo sbando, in preda al caos e alla paranoia collettiva, che agisce senza valutare gli effetti &ldquo;collaterali&rdquo; dei propri interventi, salvo poi dover correre ai ripari per limitare i danni. E, pure in questo caso, le procedure (il protocollo di cui si riempiono la bocca i portavoce ufficiali) non vengono mai rispettate. In realt&agrave; non esistono n&eacute; regole n&eacute; leggi da osservare e anche la tortura pu&ograve; tornare utile.<br />&#8203;Ecco dunque che, al cospetto di una Kate che si preoccupa di muoversi sempre nell'ambito della legalit&agrave;, il suo capo (Victor Garber) le spiega come funzionano <em>davvero</em> le cose: &ldquo;<em>Kate, guarda, non &egrave; una cosa che mi sono inventato io... Io non ho l'autorit&agrave; per ingaggiare consulenti o per autorizzare missioni congiunte o per far partire agenti dalle basi aeree. Capisci cosa dico? Queste decisioni vengono prese lontano da qui, da funzionari che sono l&igrave; perch&eacute; eletti non nominati. E se tu hai timore di operare oltre i limiti... Te lo posso garantire: non &egrave; cos&igrave;. I limiti li hanno spostati. Siamo intesi?</em>&rdquo;.<br />Villeneuve dipinge un quadro impietoso di un Paese che si sente in diritto di agire come meglio crede per perseguire i propri interessi. Se in <em>Prisoners</em> il cineasta canadese concedeva allo spettatore un barlume di lieto fine, in Sicario non lascia spazio a false speranze. Perch&eacute; coloro che vogliono salvare il mondo dal (loro personale concetto di) male sono i primi a incarnare il lato oscuro dell'umanit&agrave;.&nbsp;<br /><br />La prova, di alto livello, di un Villeneuve sempre convincente supera gli ostacoli causati da una sceneggiatura a volte confusionaria. Alla riuscita di <em>Sicario</em>, in concorso a Cannes nel 2015, contribuiscono inoltre la pregevole fotografia di Roger Deakins, una pi&ugrave; che positiva interpretazione di <strong><font color="#131ae9">Emily Blunt</font></strong> (oltre che del resto del cast) e la notevole colonna sonora, che &egrave; valsa all'islandese J&oacute;hann J&oacute;hannsson la nomination agli Oscar 2016.<br /><br /><strong>Serena Casagrande</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html">America Oggi</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Sicario<br />Anno: 2015<br />Regia: Denis Villeneuve<br />Sceneggiatura: Taylor Sheridan<br />Montaggio: Joe Walker<br />Fotografia: Roger Deakins<br />Musica: J&oacute;hann J&oacute;hannsson<br />Durata: 121'<br />Interpreti principali: Emily Blunt, Benicio Del Toro, Josh Brolin, Victor Garber, Jon Bernthal, Jeffrey Donovan</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='710628144229369187-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='710628144229369187-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='710628144229369187-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8824647_orig.jpg' rel='lightbox[gallery710628144229369187]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8824647.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='710628144229369187-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='710628144229369187-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9417592_orig.jpg' rel='lightbox[gallery710628144229369187]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9417592.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='200' style='position:absolute;border:0;width:150%;top:0%;left:-25%' /></a></div></div></div></div><div id='710628144229369187-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='710628144229369187-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2834407_orig.jpg' rel='lightbox[gallery710628144229369187]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2834407.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='710628144229369187-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='710628144229369187-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5913014_orig.jpg' rel='lightbox[gallery710628144229369187]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5913014.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/uUHX2or3pOQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LOVE & MERCY - Brian Wilson in due atti]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/love-mercy-brian-wilson-in-due-atti]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/love-mercy-brian-wilson-in-due-atti#comments]]></comments><pubDate>Mon, 14 Dec 2015 10:50:04 GMT</pubDate><category><![CDATA[john cusack]]></category><category><![CDATA[love & mercy]]></category><category><![CDATA[paul giamatti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/love-mercy-brian-wilson-in-due-atti</guid><description><![CDATA[ &#8203;&ldquo;I keep looking for a place to fitWhere I can speak my mindI&rsquo;ve been trying hard to find the peopleThat I won&rsquo;t leave behind&rdquo;(I just wasn&rsquo;t made for these times &ndash; The Beach Boys)Come affrontare la straordinaria vita privata ed artistica di un personaggio cos&igrave; importante come Brian Wilson, mente &ndash; stralunata, sognante e, perch&eacute; no, perduta nelle nebbie lisergiche degli anni 60&rsquo; &ndash; dei Beach Boys, forse il pi&ugrave; import [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:285px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6833936.jpg?267" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;&ldquo;I keep looking for a place to fit<br />Where I can speak my mind<br />I&rsquo;ve been trying hard to find the people<br />That I won&rsquo;t leave behind&rdquo;<br />(I just wasn&rsquo;t made for these times &ndash; The Beach Boys)<br /><br />Come affrontare la straordinaria vita privata ed artistica di un personaggio cos&igrave; importante come <strong><font color="#070eea">Brian Wilson</font></strong>, mente &ndash; stralunata, sognante e, perch&eacute; no, perduta nelle nebbie lisergiche degli anni 60&rsquo; &ndash; dei <strong><font color="#0f15eb">Beach Boys</font></strong>, forse il pi&ugrave; importante gruppo musicale statunitense del dopoguerra?<br />&#8203;Il &ldquo;biopic&rdquo; cinematografico, certamente, &egrave; la risposta pi&ugrave; adeguata, grazie alle sfaccettature che immagini, testo e musica sanno offrire al pubblico, e <em>Love &amp; Mercy</em>, film di un eccellente Bill Pohlad, riesce nella gigantesca impresa di raccontare le vicissitudini personali del musicista californiano prima e dopo <em>Pet Sounds</em> (1966): l&rsquo;uso e l&rsquo;abuso di droghe, le voci e i suoni che Wilson &ldquo;sentiva&rdquo; nella sua mente, ma anche il dopo, la depressione degli anni 70&rsquo; e la prigionia degli anni '80, di cui lo psicologo Eugene Landy fu responsabile.<br /><br /><strong><font color="#0b12e6">Love &amp; Mercy</font></strong> tradisce in senso positivo la grandezza anche commerciale che la band californiana ebbe durante la carriera e non si presenta sotto le mentite spoglie del blockbuster; piuttosto, e per fortuna, &egrave; un&rsquo;opera minimale e calibrata sulle schizofrenie e sull&rsquo;immenso talento che Brian Wilson ha avuto durante tutta la propria vita, un dono che gli ha permesso di sentire suoni e voci che non potevano essere e che non potevano appartenere al suo mondo; una sorta di materializzazione di &ldquo;oggetti&rdquo; rubati a un ipotetico aldil&agrave;.<br />Bill Pohlad costruisce il proprio film attorno alle fantastiche prove attoriali di <strong><font color="#0b11f0">Paul Dano</font></strong>, che conferma tutto il suo talento, e del sempre affidabile <strong><font color="#0b12e4">John Cusack</font></strong>, il quale sembra mantenere quell&rsquo;aura sinistra acquisita in <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/film-nelle-sale/maps-to-the-stars-demoni-vs-spettri">Maps to the Stars</a></u> (David Cronenberg, 2014). Il primo, ingrassato per il ruolo, interpreta il giovane Wilson, che dopo le sbornie del surf rock vuole intraprendere un percorso diverso, personale e raffinato, soprattutto dopo aver ascoltato <em>Rubber Soul</em> dei Beatles, fruizione spartiacque della sua carriera; il secondo impersona il &ldquo;sopravvissuto&rdquo; cantante e musicista, salvato dalle dipendenze di droga e alcool ma idealmente relegato all&rsquo;interno di una prigione dal proprio salvatore/aguzzino Eugene Landy, dottore che ha de facto utilizzato il paziente Brian Wilson per acquisire ricchezza e notoriet&agrave; al di fuori delle regole e delle leggi.<br />Per fortuna la salvezza arriva, ed &egrave; incarnata nelle fattezze di Melinda Ledbetter, donna bella, forte e intelligente: invaghita di Wilson, comprende come la terapia 24 ore su 24 ideata da Landy sia solo una prigione, da cui &egrave; necessario far fuggire l&rsquo;indifeso paziente. Pohland non usa mezzi termini e mostra le violenze fisiche e psicologiche adottate quotidianamente dallo psicologo, terapie estreme di cui pochissimi erano a conoscenza poich&eacute; Wilson, negli anni 80&rsquo;, viveva ormai isolato e nessuno &ndash; ex-moglie, figlie e fratelli &ndash; si occupava pi&ugrave; di lui da tempo. La solitudine, infatti, &egrave; uno dei caratteri precipui di tutto <em>Love &amp; Mercy</em> e della vita di Wilson, una condizione scaturita dall&rsquo;incomprensione che spesso caratterizzava i rapporti sociali del genio californiano.<br />La divisione &ndash; dualit&agrave;, specchi che si affacciano l&rsquo;uno sull&rsquo;altro &ndash; che il regista americano impone alla sua opera &egrave; una pregevole scelta che dona freschezza al genere biografico, tralasciando il consueto e ortodosso rispetto del testo, qui inteso come pura linea di eventi e di fatti, per offrire una sfera di emozioni unica. Il personaggio Brian Wislon, il Dano/Cusack, viene calato in scene toccanti e profonde in cui piange per eventi futuri o veglia se stesso in ere differenti della sua vita.<br />Lo specchio e la sua dualit&agrave; sono quindi le chiavi di lettura per questo splendido <em>Love &amp; Mercy</em>, in cui tutte le superfici, le vite e gli eventi si toccano e si sfiorano per offrire il ritratto di un uomo, della sua arte e del suo immenso e tragico dono.<br /><br /><strong>Emanuel Carlo Micali</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html">America Oggi</a></u>, <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/film-al-cinema.html">Film al cinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Love &amp; Mercy<br />Anno: 2014<br />Regia: Bill Pohlad<br />Sceneggiatura: Oren Moverman, Michael A. Lerner<br />Musica: Atticus Ross<br />Fotografia: Robert D. Yeoman<br />Durata: 121&rsquo;<br />Attori principali: Paul Dano, John Cusack, Elizabeth Banks, Paul Giamatti<br />Uscita italiana: 31 marzo 2016<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='954341979196382285-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='954341979196382285-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='954341979196382285-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4426221_orig.jpg' rel='lightbox[gallery954341979196382285]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Love & Mercy, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4426221.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='954341979196382285-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='954341979196382285-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5897624_orig.jpg' rel='lightbox[gallery954341979196382285]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Love & Mercy, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5897624.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='954341979196382285-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='954341979196382285-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4861029_orig.jpg' rel='lightbox[gallery954341979196382285]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Love & Mercy, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4861029.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div><div id='954341979196382285-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='954341979196382285-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2663004_orig.jpg' rel='lightbox[gallery954341979196382285]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Love & Mercy, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2663004.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='281' style='position:absolute;border:0;width:106.76%;top:0%;left:-3.38%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/q0nl0GmT_3o?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MISTRESS AMERICA - Deconstructing Greta Gerwig]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/mistress-america-deconstructing-greta-gerwig]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/mistress-america-deconstructing-greta-gerwig#comments]]></comments><pubDate>Thu, 24 Sep 2015 10:22:13 GMT</pubDate><category><![CDATA[greta gerwig]]></category><category><![CDATA[mistress america]]></category><category><![CDATA[noah baumbach]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/mistress-america-deconstructing-greta-gerwig</guid><description><![CDATA[ Poco tempo fa abbiamo avuto il piacere di ospitare su queste pagine il bel&nbsp;While we&rsquo;re young. A circa due mesi di distanza sentiamo la premura di tornare sul cinema di Noah Baumbach per parlare della sua nuova opera filmica, intitolata Mistress America, una commedia sofisticata di stampo moderno ma degna della pi&ugrave; celebre tradizione screwball.&nbsp;Il regista originario di Brooklyn ha ottenuto molta risonanza con Frances Ha, di cui Mistress America &egrave; idealmente il segui [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:279px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1098265.jpg?261" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Poco tempo fa abbiamo avuto il piacere di ospitare su queste pagine il bel&nbsp;<u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-nelle-sale/while-were-young-giovani-si-diventa" target="_blank" title="">While we&rsquo;re young</a></u><em>.</em> A circa due mesi di distanza sentiamo la premura di tornare sul cinema di <strong><font color="#1407e4">Noah Baumbach</font></strong> per parlare della sua nuova opera filmica, intitolata <em style="">Mistress America</em>, una commedia sofisticata di stampo moderno ma degna della pi&ugrave; celebre tradizione <em style="">screwball</em>.&nbsp;Il regista originario di Brooklyn ha ottenuto molta risonanza con <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-frances-ha-di-noah-baumbach" target="_blank" title="">Frances Ha</a></u>, di cui <em style="">Mistress America</em> &egrave; idealmente il seguito, non solo per la presenza della magnifica <strong><font color="#0b0be8">Greta Gerwig</font></strong>, ma anche e soprattutto per un intelligibile interesse nei riguardi di personaggi femminili particolarissimi che sanno veicolare sclerotizzazioni ed eterodossie di una citt&agrave; intera: New York.<br /><span style=""></span> Baumbach, come Woody Allen e Martin Scorsese, all&rsquo;interno dei confini newyorkesi sa esprimere al meglio se stesso e lo spirito di una comunit&agrave;, dando vita a un cinema lontano dagli aspetti pi&ugrave; tecnici di Scorsese ma molto vicino a quello verbale di Allen &ndash; a lui e al suo <em style="">Harry a pezzi</em> (<em style="">Deconstructing Harry</em>, 1997) &egrave; infatti dedicato il titolo della presente recensione. Il tutto mantenendo un&rsquo;originalit&agrave; e una modernit&agrave; invidiabili.  <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <strong><font color="#1b0fe4">Mistress America</font></strong> narra l&rsquo;avvicinamento da parte di Tracy alla Grande Mela, una metropoli che seduce e tradisce allo stesso tempo. La protagonista &egrave; infatti delusa dalla sua breve esperienza in citt&agrave;: l&rsquo;universit&agrave; si rivela noiosa, la vita mondana &egrave; priva del glamour e del divertimento sperato e, infine, la sfera amorosa e sentimentale non offre altro che disappunto. Rifiutata anche dal club letterario di cui tanto ha desiderato far parte, Tracy (<strong><font color="#0f15e8">Lola Kirke</font></strong>) decide di mettersi in contatto con la futura sorellastra, Brooke (Greta Gerwig), figlia di un tedioso geologo prossimo a sposare sua madre. Questo incontro rappresenta una nuova opportunit&agrave; per Tracy, che finalmente &egrave; presa per mano e trascinata all&rsquo;interno della New York che ha sempre desiderato.<br /><span style=""></span> Scena centrale per l&rsquo;economia del film di Baumbach &egrave; il momento in cui, nella piazza/palcoscenico di Time Square, Tracy e Brooke si incontrano per la prima volta: Brooke &ndash; sguaiata e appariscente come sapr&agrave; mostrarsi nel prosieguo del film &ndash; entra da una lunga scalinata, come se incarnasse una famosa soubrette, ma questa discesa, ripresa con una azzeccatissima fissit&agrave; della macchina da presa, appare esageratamente lunga e goffa. Questa piccola ma preziosissima sequenza ha il valore di un <em style="">establishing shot</em> in cui tutto viene ricontestualizzato mostrando legami tra personaggi e luoghi.<br /><span style=""></span> Proprio da questa porzione filmica i ruoli si chiarificano e la commedia brillante e sofistica di Baumbach prende il volo, definendo dinamiche e relazioni che indicano quanto Tracy, protagonista, scrittrice e voce narrante necessiti di un&rsquo;amica come Brooke che, suo malgrado, diventer&agrave; personaggio centrale per un racconto in via di stesura. Non pi&ugrave; amiche &ndash; o non solo amiche &ndash; quindi, ma autore e creazione in una subordinazione che nulla ha a che vedere con il possesso, ma piuttosto con la necessit&agrave; di spiegare una citt&agrave; intera.  <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> Brooke &ndash; nata durante le innumerevoli chiacchierate tra la Gerwig e Baumbach &ndash; incarna in maniera piuttosto appariscente le frenesie e le voglie di tutta una citt&agrave; in cui i rapporti umani sono lontani dalla sincerit&agrave; e dove tutti appaiono come attori di una grande pi&egrave;ce; &egrave; un istruttore di fitness in procinto d&rsquo;aprire un ristorante, &egrave; una designer d&rsquo;interni che ha idee per un fumetto dal titolo <em>Mistress America</em>, &egrave; interessata a tutto e tutti, ma nessuno sembra conoscerla per davvero. <br /><span style=""></span> Tracy, da aspirante scrittrice quale &egrave;, comprende che questo egocentrico personaggio non &egrave; credibile per come si presenta e inizia quindi a scrivere un racconto su &ndash; e attorno &ndash; a lei: <strong><font color="#0b0be4">Mistress America</font></strong>, ancora una volta. Tracy scrive quindi di ci&ograve; che sa e conosce direttamente, prende spunto dal reale per generare una finzione in grado di smascherare un&rsquo;altra finzione. E di questo gioco si assume ogni responsabilit&agrave; fino alla fine, come ogni autore dovrebbe fare.<br /><span style=""></span> L&rsquo;ultima opera di Baumbach &egrave; in bilico tra presentazione e rappresentazione di s&eacute;, del proprio cinema e di questo brillantissimo metatesto che lo rappresenta. &Egrave; un oggetto che appena accosta le complicazioni del meta-dramma si scosta immediatamente per offrire una commedia sofisticata e intellettuale che, anche grazie a una colonna sonora &ldquo;eighties&rdquo; di pregevole fattura &ndash; affidata alla coppia Dean Wareham e Britta Philips, entrambi ex <em style="">Luna</em> &ndash;, si fa eterea. <br /><span style=""></span> Per ora privo di una data di uscita fissata per il suolo italiano, <em style="">Mistress America</em> &egrave; la continuazione di un discorso che Noah Baumbach porta avanti con coerenza. Un film da non perdere.<br /><span style=""></span><br /><strong style="">Emanuel Carlo Micali</strong><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html" title="">America Oggi</a></u><br /> <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <em style="">Scheda tecnica</em><br /><br /><span style=""></span> Titolo originale: Mistress America<br /><span style=""></span> Anno: 2015<br /><span style=""></span> Regia: Noah Baumbach<br /><span style=""></span> Sceneggiatura: Noah Baumbach, Greta Gerwig<br /><span style=""></span> Musica: Dean Wareham, Britta Philips<br /><span style=""></span> Fotografia: Sam Levy<br /><span style=""></span> Durata: 84&rsquo;<br /><span style=""></span> Attori principali: Greta Gerwig, Lola Kirke, Michael Chernus<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='868597830967330764-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='868597830967330764-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='868597830967330764-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3656174_orig.jpg' rel='lightbox[gallery868597830967330764]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Mistress America, 2015, Greta Gerwig, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3656174.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='249' style='position:absolute;border:0;width:120.48%;top:0%;left:-10.24%' /></a></div></div></div></div><div id='868597830967330764-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='868597830967330764-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1064125_orig.jpg' rel='lightbox[gallery868597830967330764]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Mistress America, 2015, Greta Gerwig, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1064125.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='240' style='position:absolute;border:0;width:125%;top:0%;left:-12.5%' /></a></div></div></div></div><div id='868597830967330764-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='868597830967330764-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4842277_orig.jpg' rel='lightbox[gallery868597830967330764]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Mistress America, 2015, Greta Gerwig, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4842277.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='868597830967330764-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='868597830967330764-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5593588_orig.jpg' rel='lightbox[gallery868597830967330764]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Mistress America, 2015, Greta Gerwig, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5593588.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='200' style='position:absolute;border:0;width:150%;top:0%;left:-25%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/6z8MCW16uZY?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BEFORE WE GO - Strangers in the Night]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/before-we-go-strangers-in-the-night]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/before-we-go-strangers-in-the-night#comments]]></comments><pubDate>Mon, 31 Aug 2015 11:02:48 GMT</pubDate><category><![CDATA[before we go]]></category><category><![CDATA[chris evans]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/before-we-go-strangers-in-the-night</guid><description><![CDATA[ Due sconosciuti, l&rsquo;incontro di una notte, New York. Sono questi gli ingredienti, non originali ma ottimamente mischiati, di Before We Go, opera prima in veste di regista di Chris Evans. L&rsquo;attore che ha trovato il successo di pubblico grazie a Captain America e The Avengers sembra avere deciso di coltivare anche il gusto del cinema indipendente, o comunque alternativo a quello mainstream; ne abbiamo avuto prova con Puncture (2011), ma a suo modo anche con Snowpiercer (2013). In Befor [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1441018286.png" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:0; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Due sconosciuti, l&rsquo;incontro di una notte, New York. Sono questi gli ingredienti, non originali ma ottimamente mischiati, di <em style="">Before We Go</em>, opera prima in veste di regista di <strong><font color="#2909e8">Chris Evans</font></strong>. L&rsquo;attore che ha trovato il successo di pubblico grazie a <em style="">Captain America</em> e <em style="">The Avengers</em> sembra avere deciso di coltivare anche il gusto del cinema indipendente, o comunque alternativo a quello mainstream; ne abbiamo avuto prova con <em style="">Puncture</em> (2011), ma a suo modo anche con <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-nelle-sale/snowpiercer-la-distopia-corre-sui-binari" target="_blank">Snowpiercer</a></u> (2013).<br /><span style=""></span> In <strong><font color="#0f0fe5">Before We Go</font></strong>, girato nel 2013 &ndash; in soli diciannove giorni &ndash; e che solo adesso trova spazio nelle sale statunitensi, Chris Evans smette l&rsquo;armatura del supereroe per diventare regista e interprete di una storia piccola e delicata in cui sono i dialoghi e l&rsquo;atmosfera a creare la magia; un inaspettato effetto speciale per lo spettatore.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> Apertura. &Egrave; quasi notte. Due i personaggi: Brooke (<strong><font color="#0808e8">Alice Eve</font></strong>) e Nick (Chris Evans). Lei &egrave; ferma a Grand Central Terminal, le hanno rubato il portafogli, ha perso il treno per Boston e deve assolutamente farvi rientro prima dell&rsquo;alba. Lui sta suonando la tromba proprio a pochi passi da lei, una manciata di spiccioli e una grande passione per la musica jazz. Non c&rsquo;&egrave; quasi altro che dobbiamo sapere sui protagonisti. Le loro strade si incrociano e legano, accidentalmente o forse perch&eacute; cos&igrave; voleva il destino. Brooke e Nick trascorreranno la notte pi&ugrave; intensa della loro vita, camminando per New York in cerca di una maniera per far tornare Brooke a casa.<br /><span style=""></span> La sceneggiatura di <strong><font color="#210ee9">Ronald Bass</font></strong> (Oscar per <em style="">Rain Man</em>) si snoda sulla base di un plot che ha un ovvio ed evidente punto di riferimento. &Egrave; inevitabile, infatti, il ricordo di <em style="">Prima dell&rsquo;alba</em> (<em style="">Before Sunrise</em>) di Richard Linklater, e con un titolo come <em style="">Before We Go</em>, l&rsquo;allusione non &egrave; nemmeno velata.<br /><span style=""></span> Tuttavia, le molteplici e dinamiche svolte narrative fanno del film di Evans&nbsp;un&rsquo;opera a suo modo originale e sicuramente meritevole. Nell'odissea dentro la notte newyorchese, una notte di anime disperate di trovare un approdo, ogni scena &egrave; una fermata, un porto, una sosta significativa perch&eacute; i personaggi possano imparare a conoscersi, prendere consapevolezza di s&eacute;, capire quale strada sia quella da percorrere per ritrovare finalmente non solo la propria casa, ma anche il senso della propria vita.<br /><span style=""></span> <em style="">Before We Go</em> &egrave; infatti come un breve, dolce viaggio nei sentimenti e nella scoperta di s&eacute;. Brooke vive una relazione complicata che sembra dover esplodere da un momento all&rsquo;altro, e forse in questa sua impossibilit&agrave; di fare ritorno all&rsquo;ovile c&rsquo;&egrave; qualcosa di metaforico, quasi che le difficolt&agrave;, le paure, la rabbia, abbiano bloccato la giovane in una gabbia mentale e emotiva che ora &egrave; diventata anche una prigione materiale. Da parte sua Nick deve superare la paura del fallimento (o del successo?); &egrave; un jazzista che teme il rifiuto, anche se non &egrave; questo ci&ograve; che conta davvero nel suo personaggio. Nick &egrave; un po&rsquo; un traghettatore di anime dalla notte alla luce del sole, e ancora una volta Chris Evans finisce con il diventare l&rsquo;eroe silenzioso del racconto, se eroi sono le persone buone, gentili e cortesi, prodighe di attenzioni e di cura verso l&rsquo;altro, anime poetiche che regalano la musica migliore a chi sa ascoltare. <br /><span style=""></span> New York, terzo personaggio della storia e cornice unica per ogni esperienza cinematografica, offre i suoi scorci migliori e i suoi colori, mostrandosi oscura e deserta di notte, magari romantica tra i riflessi della luna e improbabili serenate, e poi ancora calda tra le vetrate degli interni e le luci artificiali. Fino a che sbiadisce, si rasserena e poi quasi albeggia sul finale. &Egrave; una New York che si addormenta lentamente e, sulle note di una malinconica melodia jazz, si desta. Complimenti a Chris Evans regista per aver saputo cogliere certe sfumature della metropoli, quelle pi&ugrave; soffici e pacifiche, e anche per averle sapute tradurre in emozione sul viso, sulle parole e sulle azioni degli interpreti.<br /><span style=""></span>  <em style="">Before We Go</em> &egrave; una bella storia romantica da vedere e da leggere, un po&rsquo; come un romanzo. &Egrave; la notte bianca di Dostoevskij che porta due sconosciuti a incrociarsi, tenersi per mano, stringersi e magari anche innamorarsi, prima che il destino si compia. Sullo sfondo, l&rsquo;immagine-tempo (per usare, forse impropriamente, Deleuze) &egrave; scandita come si potrebbe scorgere su una meridiana. Consuma gli sguardi, spegne le ombre, accende le luci.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span><strong>Francesca Borrione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html">America Oggi</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Chris Evans<br />Interpreti: Chris Evans, Alice Eve<br />Sceneggiatura: Ronald Bass<br />Musica: Chris Westlake<br />Anno: 2013<br />Durata: 97'<br />Uscita: 4 settembre 2015 (USA)<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='755486784948036986-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='755486784948036986-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='755486784948036986-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3955730_orig.jpg' rel='lightbox[gallery755486784948036986]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Before We Go, 2015, Chris Evans, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3955730.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='254' style='position:absolute;border:0;width:118.11%;top:0%;left:-9.06%' /></a></div></div></div></div><div id='755486784948036986-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='755486784948036986-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3681103_orig.jpg' rel='lightbox[gallery755486784948036986]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Before We Go, 2015, Chris Evans, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3681103.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='755486784948036986-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='755486784948036986-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/64221_orig.jpg' rel='lightbox[gallery755486784948036986]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Before We Go, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/64221.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='755486784948036986-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='755486784948036986-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6499864_orig.jpg' rel='lightbox[gallery755486784948036986]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Before We Go, 2015, Chris Evans, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6499864.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/vNzaiGzPoUg?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[EDMOND - Tutto in una notte]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/edmond-tutto-in-una-notte]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/edmond-tutto-in-una-notte#comments]]></comments><pubDate>Mon, 03 Aug 2015 10:41:53 GMT</pubDate><category><![CDATA[david mamet]]></category><category><![CDATA[edmond]]></category><category><![CDATA[stuart gordon]]></category><category><![CDATA[william h. macy]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/edmond-tutto-in-una-notte</guid><description><![CDATA[ Edmond Burke (William H. Macy) &egrave; un anonimo impiegato che si destreggia tra un'occupazione mediocre e un rapporto di coppia deprimente e stantio. Una sera, uscito dall'ufficio, entra in un negozio dove una veggente gli legge i tarocchi. Le carte scoperte non gli sono propizie e l'indovina lo congeda con una sentenza inappellabile: &ldquo;Lei vive una vita che non le appartiene&rdquo;.&nbsp;Colpito dall'affermazione della maga, Edmond torna a casa e lascia la moglie (Rebecca Pidgeon). Dop [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:241px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:3px;*margin-top:6px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4841339.jpg?223" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -5px; margin-bottom: 5px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Edmond Burke (<strong><font color="#111eea">William H. Macy</font></strong>) &egrave; un anonimo impiegato che si destreggia tra un'occupazione mediocre e un rapporto di coppia deprimente e stantio. Una sera, uscito dall'ufficio, entra in un negozio dove una veggente gli legge i tarocchi. Le carte scoperte non gli sono propizie e l'indovina lo congeda con una sentenza inappellabile: &ldquo;<em>Lei vive una vita che non le appartiene</em>&rdquo;.&nbsp;<br /><span style="line-height: 1.5; background-color: initial;">Colpito dall'affermazione della maga, Edmond torna a casa e lascia la moglie (Rebecca Pidgeon). Dopodich&eacute; parte all'avventura, intenzionato a riprendere in mano le redini della propria esistenza e a ricominciare tutto daccapo. Ma la notte metropolitana lo inghiotte all'improvviso e la sua personale ricerca di riscatto si trasforma in un incubo.&nbsp;</span><br />Anche se Edmond ancora non lo sa, ha comprato un biglietto di sola andata per l'inferno. Il bestiario umano che incontra, i luoghi malfamati che frequenta e le situazioni grottesche in cui viene coinvolto servono soltanto a sviscerare gli aspetti pi&ugrave; biechi dell'indole di un individuo da poco. Le paure che si celano dietro la facciata di un &ldquo;colletto bianco qualunque&rdquo; affiorano in superficie rivelando un essere meschino, attratto da ci&ograve; che gli crea repulsione e che sa disprezzare e odiare.&nbsp;<span style="line-height: 1.5; background-color: initial;">Cos&igrave; la lotta per la libert&agrave; e la fuga dalla quotidianit&agrave; finiscono per mostrare un nuovo Edmond, se possibile ancor pi&ugrave; insignificante di quello &ldquo;vecchio&rdquo;. Un omino di nessun conto, capace per&ograve; di atti feroci e spregevoli.&nbsp;</span><br /><br />La collaborazione tra <strong><font color="#0916eb">David Mamet</font></strong> e <strong><font color="#130de9">Stuart Gordon</font></strong>, autori che non hanno bisogno di presentazioni, d&agrave; vita a un'opera godibile, bizzarra e fastidiosa allo stesso tempo. In <em>Edmond</em> &egrave; infatti quasi impossibile non nutrire una certa avversione nei confronti del protagonista. Inizialmente si prova ammirazione per la scelta coraggiosa di lasciare lavoro e moglie, ma nel corso del film le cose prendono una piega ben diversa. La ribellione di Edmond sortisce un effetto opposto rispetto a quel che ci si poteva aspettare poich&eacute; emergono lati inediti e ripugnanti della sua personalit&agrave;, troppo a lungo tenuti nascosti. La rivolta dunque non conduce sempre verso la libert&agrave;. Inutile &ldquo;disobbedire&rdquo; alle regole imposte dalla societ&agrave; se poi si rimane imprigionati da preconcetti e paure. Edmond non sar&agrave; mai davvero libero perch&eacute; &egrave; un individuo frustrato e represso.&nbsp;<br />Piaghe profonde del mondo contemporaneo, frustrazione e repressione non possono che generare mostri. E sebbene Gordon e Mamet non cadano nella trappola del facile moralismo, lo strepitoso finale ha il sapore di una beffarda, ma quanto mai sacrosanta, legge del contrappasso.<br />Adattamento cinematografico dell'omonima pi&egrave;ce di Mamet del 1982, <strong><font color="#2409ed">Edmond</font></strong> &egrave; un film vorticoso, che si svolge in una sola lunga notte. Caratteristica questa che lo accomuna a due capolavori come <em>I Guerrieri della notte</em> di Walter Hill e <em>Fuori Orario</em> di Martin Scorsese, con i quali condivide inoltre un'ambientazione tipicamente metropolitana. Grazie ai dialoghi brillanti e a una regia pulita, il pubblico segue con trasporto le vicende dello sprovveduto impiegato, interpretato da un William H. Macy che incarna alla perfezione lo stereotipo del fallito. Lo affianca un cast di tutto rispetto che va da Joe Mantegna a Julia Stiles, da Denise Richards a Rebecca Pidgeon (moglie di Mamet), senza dimenticare il cameo di Jeffrey Combs, l'attore feticcio di Stuart Gordon e dell'amico Brian Yuzna, protagonista, tra gli altri, di ottimi horror come <em>From Beyond</em> e dell'indimenticabile saga di <em>Re-Animator</em>.<br /><br /><strong>Serena Casagrande</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html" title="">America Oggi</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Edmond<br />Anno: 2005<br />Regia: Stuart Gordon<br />Sceneggiatura: David Mamet<br />Fotografia: &nbsp;Denis Maloney<br />Durata: 82'<br />Interpreti principali:, William H. Macy, Julia Stiles, Denise Richards, Joe Mantegna, Rebecca Pidgeon, Mira Suvari<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='667467640115596702-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='667467640115596702-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='667467640115596702-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2752010_orig.png' rel='lightbox[gallery667467640115596702]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Edmond, Stuart Gordon, 2005, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2752010.png' class='galleryImage' _width='400' _height='218' style='position:absolute;border:0;width:137.61%;top:0%;left:-18.81%' /></a></div></div></div></div><div id='667467640115596702-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='667467640115596702-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8166631_orig.jpg' rel='lightbox[gallery667467640115596702]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Edmond, Stuart Gordon, 2005, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8166631.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='231' style='position:absolute;border:0;width:129.87%;top:0%;left:-14.94%' /></a></div></div></div></div><div id='667467640115596702-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='667467640115596702-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2495833_orig.png' rel='lightbox[gallery667467640115596702]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Edmond, Stuart Gordon, 2005, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2495833.png' class='galleryImage' _width='400' _height='217' style='position:absolute;border:0;width:138.25%;top:0%;left:-19.12%' /></a></div></div></div></div><div id='667467640115596702-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='667467640115596702-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/723370_orig.jpg' rel='lightbox[gallery667467640115596702]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Edmond, Stuart Gordon, 2005, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/723370.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='226' style='position:absolute;border:0;width:132.74%;top:0%;left:-16.37%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/JZVkLqcqmGk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[COSMOPOLIS - Asimmetrie del reale]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/cosmopolis-asimmetrie-del-reale]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/cosmopolis-asimmetrie-del-reale#comments]]></comments><pubDate>Sat, 18 Jul 2015 11:24:44 GMT</pubDate><category><![CDATA[cosmopolis]]></category><category><![CDATA[david cronenberg]]></category><category><![CDATA[juliette binoche]]></category><category><![CDATA[mathieu amalric]]></category><category><![CDATA[paul giamatti]]></category><category><![CDATA[robert pattinson]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/cosmopolis-asimmetrie-del-reale</guid><description><![CDATA[ Uscito nelle sale nel 2012, Cosmopolis si colloca pienamente, sia a livello temporale sia tematico, nel contesto di quelle (rare) opere contemporanee che tentano di far luce sulle dinamiche aberranti della finanza mondiale, anche e soprattutto in quanto cause della crisi sistemica in atto. Eppure molti conti non tornano; o meglio, tornano in modo tangente, obliquo, periferico.    Girato prevalentemente a Toronto &ndash; elemento tutt&rsquo;altro che casuale, giacch&eacute; si tratta di una pale [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5801053.jpg?250" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Uscito nelle sale nel 2012, <strong><font color="#180be8">Cosmopolis</font></strong> si colloca pienamente, sia a livello temporale sia tematico, nel contesto di quelle (rare) opere contemporanee che tentano di far luce sulle dinamiche aberranti della finanza mondiale, anche e soprattutto in quanto cause della crisi sistemica in atto. Eppure molti conti non tornano; o meglio, tornano in modo tangente, obliquo, periferico.  <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  Girato prevalentemente a Toronto &ndash; elemento tutt&rsquo;altro che casuale, giacch&eacute; si tratta di una palese presa di distanza dall&rsquo;epicentro ambientale reale in cui la crisi del 2008 ha iniziato a svilupparsi &ndash;  <em style="">Cosmopolis</em> non vuole essere n&eacute; cronaca n&eacute; storia, tanto pi&ugrave; che il romanzo di <strong><font color="#110bf0">Don DeLillo</font></strong>, da cui il film &egrave; tratto, viene pubblicato nel 2003 e risulta ambientato nel 2000, quindi molto prima che la crisi stessa, almeno cos&igrave; come viene raccontata dai media, iniziasse.&nbsp;<br />Lo spazio metropolitano, lungi dal risultare mera ricostruzione documentaria della Grande Mela, diviene, nel film, <em style="">spazio qualsiasi</em>, privo di qualunque connotato o riferimento riconoscibile. La vicenda narrata assume, almeno in superficie, le strutture e le dinamiche di una folle allegoria del potere finanziario contemporaneo, al di l&agrave;, lo si &egrave; detto, di qualsiasi individuazione spazio-temporale precisa. I diagrammi, gli schemi e i numeri, che si affacciano dagli schermi dei computer installati nella limousine di Eric (Robert Pattinson), sono l&rsquo;unico effettivo contatto con l&rsquo;evanescente mondo della finanza, oltre a molti dei deliranti dialoghi che punteggiano l&rsquo;opera. <br /><span style=""></span>  La limo appare come un&rsquo;automobile-santuario che custodisce (e protegge, essendo blindata e insonorizzata) i feticci e i simulacri di un mondo astratto, freddo, opaco e distante &ndash; ancorch&eacute; letale per l&rsquo;uomo &ndash; insieme a uno dei loro sacerdoti. &Egrave; all&rsquo;interno di essa che si svolge gran parte della vicenda narrata. La crisi c&rsquo;&egrave;, ma non si vede, e la sua essenza forse si colloca nella sua <em style="">assenza</em>. Al limite essa viene psicoticamente verbalizzata ed evocata dai personaggi che transitano attraverso l&rsquo;immensa automobile di Eric (tra i quali spicca una sensualissima <strong><font color="#190cee">Juliette Binoche</font></strong>): una cattedrale, un confessionale o, per certi versi, lo studio di uno psicanalista. &Egrave; attraverso questa verbalizzazione dell&rsquo;assente che prende forma l&rsquo;effettiva distanza <em style="">esistenziale</em>, oltre che fattuale, fra l&rsquo;uomo e l&rsquo;astratto, ottuso universo finanziario. Pi&ugrave; che un film sulla crisi economica, <em style="">Cosmopolis</em> &egrave;, in realt&agrave;, un&rsquo;opera sulla crisi d&rsquo;identit&agrave; e sulle aberrazioni psichiche che caratterizzano gli uomini di potere dell&rsquo;epoca contemporanea.  <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  L&rsquo;ossessione di controllo che pervade Eric e i suoi collaboratori (esperti informatici e di matematica finanziaria, &ldquo;filosofi monetari&rdquo;, uomini del suo personale apparato di security) trova un ostacolo insormontabile nell&rsquo;impenetrabilit&agrave; e imprevedibilit&agrave; del reale e degli eventi che vi accadono. Se la realt&agrave; concreta &egrave; permeata da tale imponderabilit&agrave;, altrettanto, se non di pi&ugrave;, lo &egrave; la realt&agrave; virtuale dei numeri e degli astrusi calcoli probabilistici, statistici e delle ermetiche equazioni che <em style="">regolano</em> i flussi dei mercati finanziari. Eric, i suoi sottoposti e il suo impero vedono sgretolarsi le proprie fondamenta per non aver saputo prevedere l&rsquo;andamento sul mercato dello yuan cinese. Ogni possibilit&agrave; di calcolo e di conseguente controllo del mondo si &egrave; inceppata di fronte alle variabili impazzite di un universo solo apparentemente regolare e ordinato come quello matematico. L&rsquo;Io di Eric e degli altri personaggi che gli ruotano attorno, cos&igrave; come le loro identit&agrave;, vengono perci&ograve; a frantumarsi e a frammentarsi per non aver saputo reggere il peso dell&rsquo;evanescenza dei loro saperi, delle loro concezioni del mondo e delle loro friabili certezze. Ecco perch&eacute; l&rsquo;intero film pu&ograve; essere letto come un&rsquo;ipertrofica seduta psicanalitica dei vari personaggi presso il guru Eric, ma anche di quest&rsquo;ultimo presso quell&rsquo;attento e a tratti beffardo osservatore entomologico che &egrave; <strong><font color="#130ce5">David Cronenberg</font></strong>. <br /><span style=""></span>  Il viaggio di Eric nell&rsquo;arco di una giornata, (<a href="#sdfootnote1sym" style="" title="">1</a>) attraverso la metropoli newyorchese, diviene quindi un percorso regressivo che tocca tutti i personaggi della <em style="">corte</em> di cui &egrave; sovrano indiscusso, impegnati a riscoprire la loro fase orale (li vediamo sovente impegnati a suggere cannucce, sgranocchiare noccioline, trangugiare bevande) e il linguaggio, che nel loro caso &egrave;, come nell&rsquo;infanzia, carico di significati mitici e ludici. I monitor dei computer, con i loro arabeschi digitali, costituiscono l&rsquo;unico mondo di riferimento, costruito su un incorporeo controllo a distanza che identifica denaro, potere, frenetica e meccanica ambizione: uno smisurato campo da gioco, evocato attraverso un vero e proprio gergo semi-esoterico per iniziati, esattamente come accade in quelle gang giovanili dove si gioca, appunto, a fare gli adulti.<br /><br /><a href="http://www.weebly.com/weebly/main.php#sdfootnote1anc" style="" title="">1</a>) <font size="1">Il racconto rispetta l&rsquo;unit&agrave; spazio-temporale aristotelica della tragedia e, oltre a ci&ograve;, esprime i caratteri di una narrazione (anti)epica in cui il viaggio, anzich&eacute; essere radicalmente formativo e portatore di conoscenza ed esperienza di s&eacute;, non &egrave; altro che l&rsquo;espressione della dissoluzione del soggetto protagonista.</font><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  Ancora pi&ugrave; complesso risulta il percorso di (ri)scoperta e ridefinizione del s&eacute; da parte di Eric. Tale personaggio, individuato somaticamente dai tratti anodini di <strong><font color="#1508e6">Robert Pattinson</font></strong>, appare fin da subito come un essere alieno in un ambiente similmente alieno (grattacieli e palazzi anonimi accanto alle altrettanto anonime limousine in fila e tutte uguali) e disumanizzato, perci&ograve; perfettamente organico ad esso. L&rsquo;ostinato viaggio verso il salone di barbiere della sua infanzia, dall&rsquo;altra parte della citt&agrave; &ndash; il pretesto narrativo che consente lo sviluppo dell&rsquo;intreccio &ndash; non &egrave; altro che l&rsquo;indizio pi&ugrave; immediato, fra i molti che punteggiano il film, della vera e propria patologia che interessa il protagonista: il Disturbo Ossessivo-Compulsivo, che si esplica come la ripetizione rituale, maniacale e meccanica di azioni che hanno lo scopo sia di esprimere il proprio controllo sul mondo, per ristabilirne un ordine che si paventa come perennemente compromesso, sia in definitiva di esorcizzare l&rsquo;imprevedibilit&agrave; e l&rsquo;ostilit&agrave; del reale. <br /><span style=""></span>  <em style="">Cosmopolis</em>, per molti versi, pu&ograve; essere a tal proposito definito come un torbido <em style="">trip</em> dal razionale all&rsquo;irrazionale o dalla com-pulsione alla (riscoperta della) pulsione, attraverso una serie di tappe che gradualmente portano il protagonista a liberarsi delle proprie ossessioni per riabbracciare, almeno fin dove gli riesce, la dimensione originaria e libera del caos, l&rsquo;esperienza della propria corporeit&agrave; attraverso il piacere, il dolore e, magari, la morte. L&rsquo;obiettivo ultimo, probabilmente inconsapevole, di Eric &egrave; quello di fronteggiare l&rsquo;irrazionalit&agrave; del reale attraverso una altrettanto prepotente riaffermazione folle del S&eacute; o, meglio, del proprio Es.<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:241px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/763614.jpg?223" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Due vie parallele possono essere determinate, nel corso del film, per individuare questo percorso di mutazione psicofisica. La prima pu&ograve; essere identificata come il passaggio dai <em style="">segni</em> <em style="">dell&rsquo;ordine</em> ai <em style="">segni del disordine</em>. Tutta la vita di Eric &egrave; scandita, fino allo svolgersi degli eventi narrati nel film, dal controllo maniacale di ogni fase e aspetto, sia pubblico che privato, della sua giornata. Il suo stile &egrave; impeccabilmente elegante, asettico, cos&igrave; come il suo viso e il suo  taglio di capelli, e non a caso il racconto inizia <em style="">in medias res</em>, proprio mentre egli sta per recarsi dal suo barbiere di sempre, perch&eacute; a Eric non piace cambiare le proprie abitudini, costi quel che costi. La ripetitivit&agrave; ossessiva delle sue azioni risulta confermata e acuita allorch&eacute; lo si ritrova sottoposto al suo check-up giornaliero completo, per monitorare lo stato della sua salute. <br /><span style=""></span>  In ogni suo spostamento il protagonista &egrave; seguito da un complesso apparato di security, che egli, controllato da esso, a sua volta controlla (fino all&rsquo;indistinguibilit&agrave; del controllore e del controllato). Eric pare inoltre minacciato da un oscuro individuo che vuole la sua morte: ecco anche perch&eacute; le maglie delle difese approntate dalle guardie del corpo risultano estremamente spesse. La gran parte della sua frenetica esistenza &egrave;, comunque, soprattutto dedicata all&rsquo;ispezione certosina dell&rsquo;andamento del suo dominio finanziario tramite i propri apparati informatici.  <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  L&rsquo;elemento di rottura dell&rsquo;equilibrio, che probabilmente innesca la mutazione di Eric, &egrave; la caduta vertiginosa del suo impero. Ecco allora cominciare la proliferazione dei <em style="">segni del disordine</em>. Dapprima egli comincia a smarrire alcuni oggetti-chiave del suo look: occhiali da sole, giacca, cravatta; poi &egrave; la volta della sua limousine, che viene a pi&ugrave; riprese lordata dai manifestanti che riempiono le strade; successivamente &egrave; il suo faccino indolente e viziato a subire l&rsquo;oltraggio di una torta in faccia da parte di un manifestante particolarmente fantasioso; infine &egrave; egli stesso a contribuire al prevalere del caos, quando uccide il capo della sua sicurezza (<strong><font color="#1f0be8">Mathieu Amalric</font></strong>) e poi quando, una volta dal barbiere, interrompe la seduta, uscendo col taglio incompleto. Da questo punto in poi, Eric manifesta apertamente quella che Freud indicherebbe come <em style="">pulsione di morte</em>. Tale atteggiamento da <em style="">cupio dissolvi</em> crea per&ograve; un cortocircuito nella definizione del personaggio, che appare, paradossalmente e per la prima volta, libero e <em style="">vivo</em>, anche se pur sempre in una deriva mentale ormai irreversibile.<br /><span style=""></span>  L&rsquo;altra via per comprendere la mutazione psicofisica di Eric &egrave;, invece, di matrice pi&ugrave; strettamente psicanalitica. La vita ossessivamente programmata e ordinata del protagonista mostra degli indizi di squilibrio l&agrave; dove cominciano ad affacciarsi dei segni di regressione psichica e di predominio della pulsione. L&rsquo;intrecciarsi e il sovrapporsi confuso delle tre fasi formative originarie dell&rsquo;Io nell&rsquo;infanzia (orale, anale, fallica) conducono Eric a liberarsi progressivamente dei propri legami istituzionali da <em style="">adulto</em>, per proiettarlo verso un&rsquo;orgia di sensazioni progressivamente pi&ugrave; estreme, che sembrano risvegliarlo dal suo meccanico torpore portandolo, per&ograve;, a una dimensione di totale e allucinato spaesamento. Anch&rsquo;egli, come gli altri personaggi, trae diletto dall&rsquo;oralit&agrave; (sugge, beve, sgranocchia e ha sempre fame) e soprattutto risulta erotizzato dal proprio <em style="">logos</em>, dal piacere di agitare la lingua per modulare suoni armoniosi, estremamente selezionati e dal significato suggestivo; appare inebriato dal gusto di parlare e di ascoltarsi, in una dimensione in cui la parola non ha ancora raggiunto la maturit&agrave; del <em style="">dia-logos</em>, ma appare ancora fortemente ancorata alle sue possibilit&agrave; evocative e ipnotiche. <br /><span style=""></span>  L&rsquo;esame prostatico, durante il suo check-up giornaliero, rivela invece, da parte di Eric, l&rsquo;espressione di una <em style="">libido </em>legata anche all&rsquo;analit&agrave;, oltre a fargli scoprire l&rsquo;asimmetricit&agrave; della sua prostata (elemento decisivo che riassume in s&eacute; molti dei significati del film). Infine, gli svariati rapporti sessuali avuti nel corso della giornata, con donne di varie forme ed et&agrave;, evidenziano una sua propensione fallocentrica, nella quale non c&rsquo;&egrave; posto per un&rsquo;autentica reciprocit&agrave; fra persone vive, ma in cui, invece, egli si percepisce come soggetto assoluto, esattamente come accade nella corrispondente fase psicosessuale freudiana.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  L&rsquo;ultimo tassello per completare il complesso quadro si situa nella ricerca, da parte di Eric, dell&rsquo;uomo che lo minaccia, che altri non &egrave; se non un suo ex sottoposto, ormai licenziato e ai margini della societ&agrave;, che si fa chiamare Benno Levin (uno straordinario<strong><font color="#1b0eed"> Paul Giamatti</font></strong>). Forse, inconsciamente, Eric &egrave; da quest&rsquo;ultimo che, fin dall&rsquo;inizio, sente l&rsquo;urgenza di andare. Una volta abbandonato il salone del barbiere, egli vaga per il vecchio e solitario quartiere fino a quando non vengono esplosi dei colpi di pistola nella sua direzione: &egrave; Benno, ed Eric intuisce che &egrave; giunto il momento di confrontarsi con lui. Sale cos&igrave; fino al fatiscente appartamento di quest&rsquo;ultimo, per incontrarlo e, magari, per cominciare a capire. <br /><span style=""></span>  Ci&ograve; a cui si assiste nella sequenza finale, vale a dire il &ldquo;duello&rdquo; fra Eric e Benno, &egrave; una grottesca rappresentazione della &ldquo;fase dello specchio&rdquo; psicanalitica. (<a href="#sdfootnote1sym" style="">2</a>) Eric si trova di fronte a un&rsquo;immagine fortemente deformata di s&eacute;: Benno, invecchiato, brutto, sporco, incattivito, ma soprattutto <em style="">vivo</em>. Anch&rsquo;egli ha, come Eric, la prostata asimmetrica e anch&rsquo;egli, per molto tempo, ha creduto nei numeri, nella loro assolutezza e regolarit&agrave;. Ora, per&ograve;, ha smesso di credere e si &egrave; rassegnato all&rsquo;<em style="">asimmetria</em> del reale, alla sua irregolarit&agrave;, come a un destino ineluttabile. Forse vorrebbe solo che qualcuno lo ascoltasse per capire.&nbsp;<br /><br /><a href="http://www.weebly.com/weebly/main.php#sdfootnote1anc" style="">2</a>) <font size="1">Secondo Freud e Lacan, il momento originario dell&rsquo;infanzia in cui il piccolo d&rsquo;uomo inizia ad assumere coscienza della propria soggettivit&agrave; e della propria identit&agrave; si situa, appunto, nella &ldquo;fase dello specchio&rdquo;, cio&egrave; quando il bambino si trova di fronte a una superficie riflettente, insieme a un adulto, e&nbsp;<em style="">riconosce</em>, nell&rsquo;immagine riflessa, se stesso.<br /></font><br />&Egrave; come se Benno, novello ritratto di Dorian Gray, avesse per molto tempo accumulato tutto lo squallore, la turpitudine, la bruttezza e l&rsquo;abiezione del suo capo per preservarlo e mantenerlo integro e perfetto, caricandosi anche del fardello della vita di Eric e del peso della sua coscienza. Ed &egrave; come se, fino ad allora, Eric non avesse realmente vissuto, delegando inconsciamente a Benno di subire gli oltraggi del tempo e di un&rsquo;esistenza dissipata, frenetica e folle. <br /><span style=""></span>  Ora, forse, Eric si trova in quella stanza cadente per recuperare, tutto in una volta, il tempo perduto; ma si sa, il tempo &egrave; una pistola puntata alla testa&hellip;<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <strong style="">Gian Giacomo Petrone</strong><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html">America Oggi</a></u><br /><br /><br /><span style=""></span> <em style="">Scheda tecnica</em><br /><br /><span style=""></span> Anno: 2012<br /><span style=""></span> Durata: 105&rsquo;<br /><span style=""></span> Soggetto: Don DeLillo<br /><span style=""></span> Regia e sceneggiatura: David Cronenberg<br /><span style=""></span> Fotografia: Peter Suschitzky<br /><span style=""></span> Montaggio: Ronald Sanders<br /><span style=""></span> Interpreti principali: Robert Pattinson, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Kevin Durand, Paul Giamatti <br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='171445513977872143-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='171445513977872143-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2280289_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Robert Pattinson in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2280289.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='215' style='position:absolute;border:0;width:139.53%;top:0%;left:-19.77%' /></a></div></div></div></div><div id='171445513977872143-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8522769_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Robert Pattinson in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8522769.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='171445513977872143-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7724319_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Juliette Binoche in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7724319.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='263' style='position:absolute;border:0;width:114.07%;top:0%;left:-7.03%' /></a></div></div></div></div><div id='171445513977872143-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5424911_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Robert Pattinson in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5424911.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='274' style='position:absolute;border:0;width:109.49%;top:0%;left:-4.74%' /></a></div></div></div></div><div id='171445513977872143-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5928985_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Robert Pattinson in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5928985.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='171445513977872143-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9657630_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Robert Pattinson in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9657630.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div><div id='171445513977872143-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9855917_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Mathieu Amalric in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9855917.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='171445513977872143-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='171445513977872143-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1646469_orig.jpg' rel='lightbox[gallery171445513977872143]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Paul Giamatti in Cosmopolis, di David Cronenberg'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1646469.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='300' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/af2Jy00rPos?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[THE SKELETON TWINS - Uniti per sempre]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/the-skeleton-twins-uniti-per-sempre]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/the-skeleton-twins-uniti-per-sempre#comments]]></comments><pubDate>Mon, 08 Jun 2015 10:59:42 GMT</pubDate><category><![CDATA[mumblecore]]></category><category><![CDATA[the skeleton twins]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/the-skeleton-twins-uniti-per-sempre</guid><description><![CDATA[ All&rsquo;apparenza, The Skeleton Twins (uscito in Italia direttamente in Dvd con il titolo Uniti per sempre), di Craig Johnson, si propone come un prodotto targato &laquo;Saturday Night Live&raquo;, grazie alla presenza di Bill Hader e Kristen Wiig, le due star del programma. In realt&agrave;, il film annulla qualsiasi pregiudizio per proporsi da subito come una piccola, dolce commedia drammatica su una coppia di gemelli a un punto di svolta (o di crisi) della propria vita.&nbsp;I protagonisti [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:278px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8401227.jpg?260" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">All&rsquo;apparenza, <strong><font color="#1609e4">The Skeleton Twins</font></strong> (uscito in Italia direttamente in Dvd con il titolo <em style="">Uniti per sempre</em>), di Craig Johnson, si propone come un prodotto targato &laquo;Saturday Night Live&raquo;, grazie alla presenza di Bill Hader e Kristen Wiig, le due star del programma. In realt&agrave;, il film annulla qualsiasi pregiudizio per proporsi da subito come una piccola, dolce commedia drammatica su una coppia di gemelli a un punto di svolta (o di crisi) della propria vita.&nbsp;<br />I protagonisti della storia, Milo (<strong><font color="#1d09eb">Bill Hader</font></strong>) e Maggie (<strong><font color="#180be3">Kristen Wiig</font></strong>), sono caratteri diversi, ai lati opposti della realizzazione e maturit&agrave; esistenziale. Milo, aspirante suicida, attore senza sbocchi, &egrave; imprigionato in una relazione segreta e infelice con un uomo sposato. Maggie ha un lavoro stabile ed &egrave; sposata con Lance (Luke Wilson), che tradisce con l&rsquo;insegnante di nuoto. Milo e Maggie non si vedono da anni, eppure sono (sempre stati) intimamente connessi. Un evento traumatico finir&agrave; con il farli ritrovare e confrontare non solo sulle rispettive vite, ma sull&rsquo;importanza di avere qualcuno cui appoggiarsi, per salvarsi reciprocamente.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <em style="">The Skeleton Twins</em> racconta una storia un po&rsquo; scontata, forse, ma tutt&rsquo;altro che banale, esplorando con delicatezza come e perch&eacute; le reti familiari e affettive ci influenzano, determinano, cambiano, mentre noi ne subiamo gli effetti. Come in ogni dramma familiare che si rispetti, non mancano i flashback: raccontati e mostrati, i frammenti del passato di Milo e Maggie emergono attraverso forti monologhi e delicate immagini della sofferenza e dell&rsquo;amore salvifico che da sempre, per sempre, lega i fratelli uniti dalla condivisione di esperienze ed eventi. E proprio qui, in questa dinamica narrativa, intervengono efficaci scelte di sceneggiatura che aggirano la retorica dell&rsquo;abbraccio o del lieto fine e, al contrario, mettono i personaggi di fronte alle proprie scelte, a una nuova consapevolezza, a una fine che &egrave; un ricongiungimento nel grembo emozionale.<br /><span style=""></span><strong><font color="#110aea"> Craig Johnson</font></strong> strizza l&rsquo;occhio al <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/the-one-i-love-in-cerca-della-felicita-perduta" target="_blank">mumblecore</a></u>, affrontando tematiche simili ma in una luce molto personale. L'influenza produttiva dei fratelli Duplass si fa sentire, ma sempre nell&rsquo;arco di quella libert&agrave; espressiva che caratterizza la corrente mumblecore e i loro autori/produttori. Johnson, qui alla sua seconda regia dopo <em style="">True adolescents</em>, chiama a s&eacute; il pubblico del Sundance Film Festival e pu&ograve; contare su un gruppo di star popolari comunque disposte a mettersi in gioco. La carta vincente, in effetti, perch&eacute; lo spettatore possa ricordarsi di <em style="">The Skeleton Twins</em>, &egrave; il cast. Ecco, allora, che risulta non solo felice ma fondamentale la scelta di due attori cos&igrave; in sintonia, empatici, in grado di sospendere se stessi per far spazio all&rsquo;altro in una interazione dialogica ed emotiva costante. <br /><span style=""></span> Bill Hader e Kristen Wiig, alle prese con personaggi brillanti ma dalle sfumature estremamente drammatiche, riescono a far trasparire un&rsquo;alchimia naturale cos&igrave; forte da farci credere che tra i due esista davvero un rapporto di stretta parentela. Ma chi si aspetta la comicit&agrave; dissacrante del &laquo;Saturday Night Live&raquo; rimarr&agrave; deluso: <em style="">The Skeleton Twins</em> &egrave; un piccolo film che affronta, con delicatezza, temi importanti sul filo della tragicit&agrave;. &Egrave; un'opera che si interroga sull&rsquo;identit&agrave; di genere e sull&rsquo;identit&agrave; pi&ugrave; in generale, sul tipo di persona che siamo spinti a diventare quando genitori disfunzionali ci hanno fatto del male, o quando siamo stati traumatizzati dal non-amore, dalla precariet&agrave;, dalla solitudine. Quando siamo stati bambini soli, abbandonati, incapaci di chiedere aiuto, e ci siamo convinti di doverci far male per sentirci vivi. Le maschere che indossiamo ogni giorno nel quotidiano ci definiscono meno di quelle calzate durante la notte di Halloween, quando dagli abiti di una improbabile Marilyn / Drag Queen o di un cowboy possiamo dire al mondo la forma della nostra anima.<br /><span style=""></span> Non si tratta di un racconto di formazione, ma di uno spaccato dell&rsquo;et&agrave; adulta raggiunta, conquistata pi&ugrave; per scommessa che non per volont&agrave;, dalla quale si osserva indietro riflettendoci nel nostro gemello. L&rsquo;unico e pi&ugrave; forte, indissolubile legame con chi siamo stati e chi abbiamo paura di essere. Milo e Maggie si scrutano e si scoprono, comprendendo se stessi e l&rsquo;altro per il solo fatto di essere nati e vissuti insieme. La rappresentazione del nodo che stringe insieme i fratelli, la loro storia e il loro destino, &egrave; data da alcune scene esemplari: la notte di Halloween e il travestitismo rivelatore, le immersioni in piscina come a voler sprofondare negli abissi di s&eacute;, gli incontri clandestini della vergogna e quella danza sulle note di <em style="">Nothing&rsquo;s Gonna Stop Us Now,</em> che &egrave; molto pi&ugrave; di un momento musicale divertente. <br /><span style=""></span> Quando Maggie e Milo interpretano lo storico brano degli Starship non stanno solo facendo il verso a se stessi. Si stanno dichiarando. Stanno rivelando che la sola forma d&rsquo;amore che ti tiene in piedi, che non ti abbandona, che ti sar&agrave; sempre vicino e non avr&agrave; paura di averti vicino, comunque tu decida di essere, &egrave; la famiglia. E la famiglia &egrave; una persona, ed &egrave; il tuo sangue. Chi non ti mente, la persona in cui puoi specchiarti senza mai essere respinto. La famiglia si stritola, ti esaurisce, ti sfibra. Ma, in fin dei conti, ti salva.<br /><br /><strong>Francesca Borrione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html">America Oggi</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: The Skeleton Twins<br />Anno: 2014<br />Regia: Craig Johnson<br />Interpreti: Bill Hader, Kristen Wiig, Luke Wilson, Ty Burrell<br />Sceneggiatura: Mark Heyman, Craig Johnson<br />Durata: 93 min.<br />Musiche: Nathan Larson<span style=""></span><br />Uscita italiana: 29 aprile 2015 (Home Video)</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='206432125660298561-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='206432125660298561-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='206432125660298561-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8236819_orig.jpg' rel='lightbox[gallery206432125660298561]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The skeleton twins, Uniti per sempre, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8236819.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='248' style='position:absolute;border:0;width:120.97%;top:0%;left:-10.48%' /></a></div></div></div></div><div id='206432125660298561-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='206432125660298561-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5215382_orig.jpg' rel='lightbox[gallery206432125660298561]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The skeleton twins, Uniti per sempre, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5215382.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='281' style='position:absolute;border:0;width:106.76%;top:0%;left:-3.38%' /></a></div></div></div></div><div id='206432125660298561-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='206432125660298561-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4203550_orig.png' rel='lightbox[gallery206432125660298561]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The skeleton twins, Uniti per sempre, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4203550.png' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='206432125660298561-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='206432125660298561-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6256218_orig.jpg' rel='lightbox[gallery206432125660298561]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The skeleton twins, Uniti per sempre, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6256218.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='299' style='position:absolute;border:0;width:100.33%;top:0%;left:-0.17%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/meWyRCPJ0Ts?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[THE ONE I LOVE - In cerca della felicità perduta]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/the-one-i-love-in-cerca-della-felicita-perduta]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/the-one-i-love-in-cerca-della-felicita-perduta#comments]]></comments><pubDate>Fri, 22 May 2015 22:21:50 GMT</pubDate><category><![CDATA[mark duplass]]></category><category><![CDATA[mumblecore]]></category><category><![CDATA[the one i love]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/the-one-i-love-in-cerca-della-felicita-perduta</guid><description><![CDATA[ Ethan (Mark Duplass) e Sophie (Elisabeth Moss) sono sposati ormai da un po&rsquo; di tempo. Si vogliono bene, ma forse non ricordano pi&ugrave; le ragioni del loro amore; cos&igrave; seguono una terapia coniugale. Intelligenti, abbastanza intellettuali ma senza spocchia, i due sono la tipica coppia americana della middle class, borghesia comune ma non chic sprofondata, senza ragione apparente, nell&rsquo;apatia delle emozioni. Sembra quasi che il rapporto sia giunto alla fine, consumato senza f [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:261px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:2px;*margin-top:4px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2933743.jpg?243" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Ethan (<strong><font color="#1b0fe6">Mark Duplass</font></strong>) e Sophie (<strong><font color="#140ee5">Elisabeth Moss</font></strong>) sono sposati ormai da un po&rsquo; di tempo. Si vogliono bene, ma forse non ricordano pi&ugrave; le ragioni del loro amore; cos&igrave; seguono una terapia coniugale. Intelligenti, abbastanza intellettuali ma senza spocchia, i due sono la tipica coppia americana della middle class, borghesia comune ma non chic sprofondata, senza ragione apparente, nell&rsquo;apatia delle emozioni. Sembra quasi che il rapporto sia giunto alla fine, consumato senza fiamme.&nbsp;<br />Il terapeuta suggerisce un ultimo tentativo: cosa c&rsquo;&egrave; di meglio di qualche giorno in campagna per ritrovare se stessi, isolarsi dallo stress inesauribile della vita moderna, riprendere contatti con l&rsquo;altro e cercare di offrirsi un&rsquo;ultima occasione per stare davvero insieme? Ethan e Sophie acconsentono, ma il tranquillo week-end si tinge inaspettatamente di giallo quando strani eventi iniziano a verificarsi. Presenze? Gioco di specchi? Storture della vita? Del sogno? Incastrati in una dimensione per met&agrave; psicanalitica per met&agrave; onirica, Ethan e Sophie scopriranno che &egrave; tremendamente difficile uscire dalla gabbia nella quale si sono rinchiusi.<br />Una casa di bambola contemporanea fa da sfondo alla curiosa vicenda dei due protagonisti, alle prese con il proprio alter ego, con la manifestazione dei propri desideri, e coinvolti nella scoperta del proprio doppio, di un altro da s&eacute; che sembra - letteralmente - vivere una vita tutta sua. Perfino migliore.<br /><br /><span style=""></span> &Egrave; difficile parlare di quest'opera originalissima di <strong><font color="#240ae9">Charlie McDowell</font></strong> senza rivelare dettagli significativi e rivelatori della trama. Basti dire che nulla &egrave; come sembra ma che le risposte sono sempre davanti agli occhi dei personaggi, appannati dai propri pregiudizi e dalle false verit&agrave;, costruzioni mentali dalle quali bisogna liberarsi per sopravvivere.<br /><span style=""></span> <strong><font color="#1407e6">The One I Love</font></strong> &egrave; un piccolo, adorabile giallo romantico tutto giocato attorno al dialogo e all&rsquo;esplorazione interiore di due personaggi. L&rsquo;impianto teatrale, l&rsquo;ambiente chiuso e la suggestione onirica favoriscono le performance dei due attori (anche autori delle proprie battute) ma soprattutto forniscono spazio e tempo utili per una profonda, intima discussione sull&rsquo;esistenza di coppia, sull&rsquo;essere insieme e sull&rsquo;amore dopo il matrimonio. Il film propone un ritratto originale (per descrizione) e realistico (per argomenti) dei piccoli grandi dubbi che attanagliano ogni coppia in crisi d&rsquo;identit&agrave;. Cosa siamo, seppure siamo qualcosa insieme? E come possiamo tornare ad amarci, a desiderarci, a provare rispetto per l&rsquo;altro? Cosa eravamo una volta, e cosa siamo diventati ora?<br /><span style=""></span> Forse Ethan e Sophie sono solo un ritratto da camera, come abilmente insinua il poster promozionale americano. Forse sono anime verso la deriva. Forse sono verso la riva. Forse.<br /><br /><span style=""></span> Queste tematiche, trattate entro 90 minuti di puro piacere cinematografico, gi&agrave; di per s&eacute; sarebbero sufficienti per promuovere <em style="">The One I Love</em> come uno dei migliori film indipendenti prodotti nel 2014. La felice intuizione produttiva di Mark Duplass ha permesso al giovane McDowell di realizzare un&rsquo;opera libera, intrigante e curiosa, ricca di intenzioni e di partecipazione. Un momento di alta creativit&agrave;.<br /><span style=""></span> Tuttavia, per apprezzare nella sua complessit&agrave; un&rsquo;opera come questa, &egrave; bene conoscere un poco il <strong><font color="#1508eb">mumblecore</font></strong>, corrente ormai radicata nel cinema indipendente americano contemporaneo. Si tratta di un movimento che nasce e si sviluppa attorno al lavoro di alcuni registi e sceneggiatori (Andrew Bujalski, Lynn Shelton, i fratelli Mark e Jay Duplass, Joe Swanberg), che hanno dato vita a un&rsquo;onda creativa ancora influente e, anzi, sempre pi&ugrave; popolare. Il film <em style="">mumblecore</em> ha una sua precisa struttura basata su personaggi, situazioni, tematiche, e consiste, per riassumere, in un continuo flusso di pensieri e parole portate sullo schermo dagli attori. <br /><span style=""></span> &ldquo;<em>Mumble</em>&rdquo;, basta il termine. Dialoghi spesso improvvisati su un canovaccio dagli stessi interpreti. Il nucleo &egrave; tutto qui. Personaggi molto definiti, giovani tra i venti e i trent&rsquo;anni nel mezzo della crisi della generazione &lsquo;y&rsquo;, in un&rsquo;America indifferente e distaccata, nella quale perdersi &egrave; l&rsquo;abitudine. Ventenni sospesi nella fase del divenire adulti, immersi in relazioni complicate e alle prese con l&rsquo;elaborazione dei sentimenti d&rsquo;amore, mentre sullo sfondo la societ&agrave; corre a un ritmo inarrestabile e il senso di estraneit&agrave; cresce, ponendo altri interrogativi.<br /><span style=""></span> Con <em style="">The One I Love</em> il <em style="">mumblecore</em> ridiscute i propri archetipi. I giovani incerti sul futuro sono diventati uomini, hanno scelto di sposarsi, si sono inquadrati in una rete sociale accettabile e rassicurante, conoscono il partner a memoria, non si aspettano nulla e nulla chiedono all&rsquo;altro. Allora perch&eacute; questa tristezza? Perch&eacute; l&rsquo;insoddisfazione? I ventenni di <em style="">The Puffy Chair</em> sono diventati uomini e donne nella societ&agrave; della crisi valoriale, emotiva, culturale prima che economica. E Mark Duplass, catalizzatore cio&egrave; rappresentante simbolico dell&rsquo;intera corrente, finisce con il rappresentare questo significativo passaggio. Siamo ormai nel tempo della maturit&agrave;, e siamo sempre in cerca: non &egrave; pi&ugrave; la felicit&agrave; mai raggiunta, per&ograve;, che i personaggi vanno cercando, ma la felicit&agrave; perduta. <br /><span style=""></span> Giocando e divertendosi a manipolare le emozioni e le debolezze umane, <em style="">The One I Love</em> fotografa la generazione <em>mumblecore</em> al giro di boa e ci invita tutti, autori e spettatori, a non idealizzare il cinema, cos&igrave; come la persona che amiamo, ma a essere un po&rsquo; pi&ugrave; pragmatici, un po&rsquo; sognatori e un po&rsquo; eroi nerd del nostro folle mondo interiore.<br /><br /><strong>Francesca Borrione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html" title=""><u>America Oggi</u></a><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regista: Charlie McDowell<br />Sceneggiatura: Justin Lader<br />Interpreti: Mark Duplass, Elisabeth Moss<br />Fotografia: Doug Emmett<br />Musiche: Danny Bensi, Saunder Jurriaans<br />Anno: 2014<br />Durata: 90'<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='231549830270490738-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='231549830270490738-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='231549830270490738-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9572597_orig.jpg' rel='lightbox[gallery231549830270490738]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The one I love, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9572597.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='210' style='position:absolute;border:0;width:142.86%;top:0%;left:-21.43%' /></a></div></div></div></div><div id='231549830270490738-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='231549830270490738-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6765788_orig.jpg' rel='lightbox[gallery231549830270490738]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The one I love, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6765788.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='231549830270490738-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='231549830270490738-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9764842_orig.jpg' rel='lightbox[gallery231549830270490738]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The one I love, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9764842.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='188' style='position:absolute;border:0;width:159.57%;top:0%;left:-29.79%' /></a></div></div></div></div><div id='231549830270490738-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='231549830270490738-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6763629_orig.jpg' rel='lightbox[gallery231549830270490738]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The one I love, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6763629.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='170' style='position:absolute;border:0;width:176.47%;top:0%;left:-38.24%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/LOGxBe56o34?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[A MOST VIOLENT YEAR -  L’America (im)morale]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/a-most-violent-year-lamerica-immorale]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/a-most-violent-year-lamerica-immorale#comments]]></comments><pubDate>Mon, 04 May 2015 10:02:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[a most violent year]]></category><category><![CDATA[jessica chastain]]></category><category><![CDATA[oscar isaac]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/a-most-violent-year-lamerica-immorale</guid><description><![CDATA[ &ldquo;Quando li guarderai negli occhi, dovrai credere che siamo migliori di loro. E lo siamo&rdquo;. &Egrave; uno spirito, questo, che restaura un non pi&ugrave; annichilito vigore, tale e quale alla fiducia preesistente il crollo delle ideologie e votato a un sistema di valori, zuppi di nostalgica mancanza: &egrave; l&rsquo;America che ancora soffre. 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E lo siamo</em>&rdquo;. &Egrave; uno spirito, questo, che restaura un non pi&ugrave; annichilito vigore, tale e quale alla fiducia preesistente il crollo delle ideologie e votato a un sistema di valori, zuppi di nostalgica mancanza: &egrave; l&rsquo;America che ancora soffre. Soffre come di ferita narcisistica per quegli anni dorati di capitalismo rooseveltiano, dello shock di quel rito iniziatico che &egrave; stata la prima, mortifera recessione, in coazione a ripetere. Fino a un tempo in cui una nazione s&rsquo;incatena, per disperazione, o per propensione quasi religiosa, a un sogno forse gi&agrave; morto, ma a cui vuole rimanere fedele, come un incurabile utopista.&nbsp;<br />Il terzo capitolo dell&rsquo;esplorazione socio-politica di <strong><font color="#2907ee">J.C. Chandor</font></strong> &egrave;, in questo senso, l&rsquo;ideale prosecuzione di quel <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/margin-call-lapocalisse-del-capitalismo" target="_blank" title="">Margin Call</a></u> chiamata d&rsquo;urgenza per il globo: oltre il crollo, il crimine, se non fosse che il crimine &egrave; monumentale e ha pronipoti secolari. La sinossi, sulla carta, &egrave; semplice: un imprenditore che gestisce un&rsquo;azienda distributrice di combustibile ambisce all&rsquo;espansione della sua attivit&agrave;, ma l&rsquo;anno pi&ugrave; violento del decennio gli si oppone.&nbsp;<br />Tutt&rsquo;altro che semplice, <strong><font color="#1009eb">A most violent year</font></strong>. Anzitutto, questa volta Chandor attua una decompressione del ritmo filmico, in una tensione dilatativa che porta alla trasmutazione di quel <em>Margin Call</em> film corale e dialettico, in una parabola esistenziale para-psicologica imperniata essenzialmente su un uomo; <em>A most violent year</em> &egrave; il silenzio che ne rimane. Questo il centro nevralgico palpitante e sotterraneo di un&rsquo;opera che scorre sul filo del rasoio di una perenne quanto sottile linea rossa, con l&rsquo;accortezza di un funambolo, saldo quanto in vibrante oscillazione tra gli estremi del vuoto. Un film collocato eppure quasi a-temporale, paralizzato in un istante marmoreo e plumbeo, nella calda luce uniforme, quasi lato diurno in antitesi al digitale artificioso dell&rsquo;opera prima.&nbsp;<br />In uno stacco millenario, ora 1981 (ma 1991 e 2001 e oggi), Abel Morales, mistificato come un De Niro mafioso, &egrave; un&rsquo;ambigua sagoma riflettente l&rsquo;intera superficie inafferrabile dell&rsquo;opera. <strong><font color="#2107e8">Oscar Isaac</font></strong> pare il figlio in carta velina degli eroi decadenti sondati dal cinema degli anni &rsquo;70, solo forte di una rinnovata (e ritrovata &ndash; o forse mai persa?) affermazione di onest&agrave;: meno ludico, pi&ugrave; ferreo, mitragliato da una cospirazione criminale che non riesce e non potr&agrave; defraudarlo, n&eacute; disinnescarlo dal suo intatto virtuosismo etico. Per Chandor ha ancora senso parlare di morale, e ne condensa i tratti in un Morales che &egrave; imprenditore mirante all&rsquo;espansione e come tale &egrave; portato a strumentalizzare i percorsi molteplici a lui dinnanzi. Eppure, per istinto e per dedizione, si trova a essere outsider di un macrocosmo che lo disconosce e che egli stesso rifugge; &egrave; strumento di dinamiche corrotte a cui si ribella con un eroismo straniante, in un atteggiamento di determinazione pari a una cieca e illuministica fede. Sembra investito da un destino ineluttabile, di predestinazione, quello dello scontro con istanze chiaroscurali: le stesse della moglie, di gangsteriana memoria, la gelida e ammaliante <strong><font color="#1205ed">Jessica Chastain</font></strong>, che con il clima delinquenziale aveva fatto gi&agrave; fatto i conti.&nbsp;<br />Tale &egrave; l&rsquo;enigmaticit&agrave; messa sullo schermo da Chandor, che l&rsquo;occhio spettatoriale vaga confuso in libera uscita, in un sistema semantico e di specificit&agrave; dell&rsquo;immagine che sfida al labirintico cruciverba, preso a indovinare l&rsquo;entit&agrave; morale di ogni modello umano: avvocati, sindacati, aziende concorrenti, bancari, tutti inscindibili. Lo stesso Morales veste come loro (e poco importano le origini immigrate), parla come loro, meglio di loro (come un boss): le sue caratteristiche sono permutate, camuffate, in uno strategico consolidamento di ruoli che gli permette una mobilit&agrave; imprenditoriale che con il suo status identitario ha ben poco a che fare. Ed &egrave; cos&igrave; che pare di trovarsi inglobati in un gioco allo svelamento, e presto in un ribaltarsi delle connotazioni a un primo sguardo cos&igrave; tipizzate.&nbsp;<br />Si intrecciano inoltre tematiche di denuncia sociale manipolate in maniera del tutto anti-retorica, come fossero (quali sono) ordinarie sintomatologie del terrorismo psico-mediale americano; basti, a esempio, la morbosa urgenza dell&rsquo;autodifesa, la stessa che spinge i dipendenti di Abel a procurarsi un&rsquo;arma &ndash; arma che passa, come un testimone, dalla mano dei camionisti a quelli delle bambine, fino alla stessa Anna, per nulla tormentata da perplessit&agrave; di etica estrazione. E come in ogni storia di crimine, traiettoria discendente (ma con un epilogo in ripresa), il capro espiatorio funzionale al decorso delle dinamiche narrative: l&rsquo;abnegazione morale del camionista suicida (Elyes Gabel), per nulla dissimile ad Abel, forse suo umano gemellare &ndash; non a caso Chandor fa parlar loro la stessa lingua, in una sostanziale scommessa d&rsquo;identit&agrave;.&nbsp;<br />Il goal di quest&rsquo;opera calibratissima, dai tempi filmici tiratissimi e studiati, non giace tanto nel verticalismo estetico, nelle geometriche relazioni del quadro, nel riproporsi necessario degli sguardi d&rsquo;insieme sul paesaggio urbano (New York, prima di notte, ora di giorno), o nei claustrofobici campi degl&rsquo;interni minimali, formali. Tutt&rsquo;altro: &egrave; la trasversalit&agrave; della forma a evocare il pregio contenutistico. Il film di genere compatto, che strizza al classico, sfuma e sembra lanciare input in direzioni diversissime tra loro, a dimostrare una potenzialit&agrave; molteplice solo in parte manifesta. Molti film, in un solo film. L&rsquo;eccedenza di rimandi e collegamenti extra-testuali viene ricondotta e confezionata in una maschera thriller che per&ograve; non annienta gli enunciati. &Egrave; un non-dire che s&rsquo;insinua, pi&ugrave; efficace di qualsiasi programmatica disanima.&nbsp;<br /><br /><strong>Laura Delle Vedove</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/america-oggi.html" title="">America Oggi</a></u><br /><br />Articoli correlati Jessica Chastain: &nbsp;&nbsp;<u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/tff-32/torino-32-the-disappearance-of-eleanor-rigby-di-ned-benson" target="_blank">The Disappearance of Eleanor Rigby</a></u> &nbsp; &nbsp; <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/take-shelter-lapocalisse-dellinnocenza" target="_blank">Take Shelter</a></u><br /><br />Articoli correlati J.C. Chandor: &nbsp;&nbsp;<u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-americano/margin-call-lapocalisse-del-capitalismo" target="_blank">Margin Call</a></u> &nbsp; &nbsp; <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-nelle-sale/all-is-lost-when-a-man-comes-around" target="_blank">All is Lost</a></u><br />&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: A most violent year<br />Regia: J. C. Chandor<br />Sceneggiatura: J.C. Chandor<br />Attori: Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo, Elyes Gabel, Alessandro Nivola<br />Anno: 2014<br />Durata: 125'<br />Fotografia: Bradford Young<br />Musica: Alex Ebert<br />Uscita italiana: --</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='969366919450405647-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='969366919450405647-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='969366919450405647-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1369914_orig.jpg' rel='lightbox[gallery969366919450405647]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='A most violent year, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1369914.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='969366919450405647-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='969366919450405647-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3254535_orig.jpg' rel='lightbox[gallery969366919450405647]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='A most violent year, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3254535.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='969366919450405647-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='969366919450405647-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3899093_orig.jpg' rel='lightbox[gallery969366919450405647]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='A most violent year, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3899093.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='281' style='position:absolute;border:0;width:106.76%;top:0%;left:-3.38%' /></a></div></div></div></div><div id='969366919450405647-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='969366919450405647-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8590527_orig.jpg' rel='lightbox[gallery969366919450405647]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='A most violent year, 2014, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8590527.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='254' style='position:absolute;border:0;width:118.11%;top:0%;left:-9.06%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/ySWXwXlXlQU?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>