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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - tff 33]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33]]></link><description><![CDATA[tff 33]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 23:31:31 -0800</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[TORINO 33 - The Assassin, di Hou Hsiao-hsien]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-the-assassin-di-hou-hsiao-hsien]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-the-assassin-di-hou-hsiao-hsien#comments]]></comments><pubDate>Tue, 08 Dec 2015 10:47:57 GMT</pubDate><category><![CDATA[hou hsiao hsien]]></category><category><![CDATA[the assassin]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-the-assassin-di-hou-hsiao-hsien</guid><description><![CDATA[ Il misticismo di Hou Hsiao-hsien, nove anni dopo &ldquo;Le Voyage du Ballon Rouge&rdquo;, ammanta e satura, pi&ugrave; come necessaria liberazione che posticcia aderenza, un maestoso &ndash; eppure incorporeo, etereo, impalpabile &ndash; lavoro che da radici culturali (e in s&eacute;, letterarie e cinematografiche) e storiche sceglie diramazioni mai scoscese, sebbene inusuali, che si allargano in una naturalezza del farsi rara e incapsulabile come fenomeno algebricamente esatto. Semmai, &egrave [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:242px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9556740.jpg?224" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Il misticismo di <strong><font color="#0909e6">Hou Hsiao-hsien</font></strong>, nove anni dopo &ldquo;Le Voyage du Ballon Rouge&rdquo;, ammanta e satura, pi&ugrave; come necessaria liberazione che posticcia aderenza, un maestoso &ndash; eppure incorporeo, etereo, impalpabile &ndash; lavoro che da radici culturali (e in s&eacute;, letterarie e cinematografiche) e storiche sceglie diramazioni mai scoscese, sebbene inusuali, che si allargano in una naturalezza del farsi rara e incapsulabile come fenomeno algebricamente esatto. Semmai, &egrave; sintomatico di condizioni tecniche e artistiche difficilmente isolabili e ripetibili (nell&rsquo;ambito di una filmografia e in senso estremamente pi&ugrave; onnicomprensivo).&nbsp;<br />La sensazione &egrave; che si farebbe un torto e si sprecherebbero parole a voler riassumere un dispiegarsi dei fatti e degli antefatti in modalit&agrave; del tutto didascalica, quando &egrave; l&rsquo;oggetto stesso a ripudiare la prolissit&agrave; e ad operare dinamiche di condensazione, in canali conduttivi epurati ma dai quali il messaggio scolastico e dogmatico viene bandito, in onore di una supremazia dell&rsquo;immagine, a tentare una pulizia semantica e vincendo rischi di carattere convenzionale.&nbsp;<br />Procede per flash, per istantanee assimilabili ad affreschi mai servilmente pittorici, da cogliersi programmandosi su una modalit&agrave; il pi&ugrave; fenomenica possibile, sorretti da una lunghezza che non giace sotto il suo peso, ma che fluisce immateriale ed astratta, in s&eacute; potenziando la comprensione percettiva.&nbsp;<br />Una narrazione che circola attorno i topoi di un genere, come spesso didatticamente ricordato, quello del <strong><font color="#0f0feb">wuxia</font></strong> (pi&ugrave; classicamente, le dinamiche arti marziali), che ivi si discioglie nella liquidit&agrave; tangibile dei campi, dimenticando il suo nome e circumnavigando sentieri di significato abbraccianti una tonalit&agrave; vasta, dal movente di vendetta che contrasta il moto di desiderio per un uomo che lei, Nie Yinniang, omicida suprema, deve uccidere; all&rsquo;ordine degli assassini nel quale la &nbsp;giovane donna combattente, dall&rsquo;aura composta e dalla nobilt&agrave; fisionomica, &egrave; compartecipante - &nbsp;sebbene poi divisa nel melodramma (che qui &egrave; disfatto in una soluzione acquosa, abbarbicato su una malinconia pervasiva, su un ripiegarsi intimista e minimale che smussa ogni snodo reattivo).&nbsp;<br />La trasversalit&agrave; storica &egrave; poi decisiva, e va al di l&agrave;, si pensa, di una prospettiva ottica occidentale che pone, dovutamente, a una distanza lontana, ma non per questo meno munita nel cogliere il nevralgico che qui &egrave; per nulla discorsivo e, come si &egrave; detto, essenzialmente sensoriale.&nbsp;<br />&#8203;<br />Nei campi medi e lunghi di cui &egrave; quasi integralmente composto il testo, giace una mobilit&agrave; che &egrave; il paradosso di un&rsquo;immobilit&agrave; costante, la cui stasi viene sommariamente infranta da un&rsquo;azione che riconduce alla via referenziale ma denuncia la sua fattuale e impraticabile comunanza: &egrave; il battito di un paio di ciglia, che persino il materico di spade e contusioni scompare in una nuvola greve di sostanza aerea, ad avvelenare un&rsquo;altra giovane asservita a una casta governativa, a farla accasciare al suolo, esangue. &nbsp;<br />A orpello inscindibile di uno sguardo terso e focalizzato sull&rsquo;immanente, Hsiao-Hsien &egrave; forte di una fotografia congeniale al suo progetto, accentuando l&rsquo;indice eidetico e differenziando le temporalit&agrave; nettamente suddivise tra prologo, redatto in un bianco e nero memoriale, e uno sgorgare di cromatismo mediamente saturo e sovente sovraesposto o in un ricercato rumore dell&rsquo;immagine a sottolineare il collante con il presente. Ma &egrave; una schiusa breve, perch&eacute;, tra scenografie ammiccanti l&rsquo;estetico (a cui &egrave; ovviamente irriducibile l&rsquo;opera) e stasi osservative su un elemento paesaggistico infuso di riflessivit&agrave;, a imprimersi nella mdp, sonda statica, a caratterizzare il soggetto rimane un formalismo realmente calibrato, a sfiorare la diluizione perfetta, ove l&rsquo;urgenza espressiva &egrave; rinnegata in favore di un alchemico, pensato dosaggio.&nbsp;<br />A cogliere oltre la superficie di pura soggettiva percezione, si delinea la riflessione sulla gabbia socio-politica che stringe e soffoca l&rsquo;imperturbabile Nie, divisa tra ordini ricevuti, rispetto di una legge di branco ingioiellata dal potere e spiragli emotivi, fiotti di sentimento represso ora forse non pi&ugrave; segregabile. A riprova di questa cosa che &egrave; fare cinema: sfruttare logiche implicative sempre uguali e rendere essenziale lo Sguardo.&nbsp;<br />Con registro anti-spettacolare, come primo fastello della tessera identificativa di un autore mai eccessivamente produttivo, con <strong><font color="#1010ee">The Assassin</font></strong> Hsiao-Hsien conferma e si distanzia al contempo dai lavori pi&ugrave; recenti, raccontando la stessa storia, alla maniera ellittica che gli &egrave; consona, ma avvolgendola di suggestioni visive sempre pi&ugrave; rarefatte e rifuggendo perci&ograve; ogni referente con il proprio tempo e il proprio luogo. &nbsp;E a ricordare, ancora e con alcuna stanchezza, la necessit&agrave; di assecondare, seppur placidamente, il proprio naturale ordine emozionale.&nbsp;<br /><br /><strong>Laura Delle Vedove</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u>, <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/film-al-cinema.html">Film al cinema</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: &nbsp;Nie yin niang<br />Regia: Hou Hsiao-hsien<br />Anno: 2015<br />Sceneggiatura: Hou Hsiao-Hsien, Chu Tien-wen, Hsieh Hai-Meng, Zhong Acheng<br />Fotografia: Mark Lee Ping Bing<br />Musica: Lim Giong<br />Durata: 105&rsquo;<br />Attori: Qi Shu, Chen Chang, Satoshi Tsumabuki</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='761184769757593785-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='761184769757593785-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4354822_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4354822.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='761184769757593785-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3812042_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3812042.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='272' style='position:absolute;border:0;width:110.29%;top:0%;left:-5.15%' /></a></div></div></div></div><div id='761184769757593785-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1240921_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1240921.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='238' style='position:absolute;border:0;width:126.05%;top:0%;left:-13.03%' /></a></div></div></div></div><div id='761184769757593785-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3479210_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3479210.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='761184769757593785-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9532990_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9532990.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='761184769757593785-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9657414_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9657414.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='281' style='position:absolute;border:0;width:106.76%;top:0%;left:-3.38%' /></a></div></div></div></div><div id='761184769757593785-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3517922_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3517922.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='761184769757593785-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='761184769757593785-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/643084_orig.jpg' rel='lightbox[gallery761184769757593785]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Assassin, Hou Hsiao-hsien, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/643084.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/0bqNyl72eBw?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - Tag, di Sion Sono]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-tag-di-sion-sono]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-tag-di-sion-sono#comments]]></comments><pubDate>Sat, 05 Dec 2015 11:50:19 GMT</pubDate><category><![CDATA[after hours]]></category><category><![CDATA[sion sono]]></category><category><![CDATA[tag]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-tag-di-sion-sono</guid><description><![CDATA[ Si bea di un incipit folgorante e truculento, uno dei nuovi capitoli dell&rsquo;esoso Sion Sono nel finire di questo 2015. Impianta un discorso destrutturato, per molti versi imperfetto, l&rsquo;autore di Tag (Real onigokko), ma lo fa con i mezzi di sempre, forse, e al contempo in maniera diversamente originale, diversamente stratificata, spingendo al massimo l&rsquo;acceleratore, solo lambendo le corsie preferenziali, toccando pi&ugrave; e pi&ugrave; rettilinei perpendicolari, con conscia oste [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:291px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7320146.jpg?273" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Si bea di un incipit folgorante e truculento, uno dei nuovi capitoli dell&rsquo;esoso Sion Sono nel finire di questo 2015. Impianta un discorso destrutturato, per molti versi imperfetto, l&rsquo;autore di <strong><font color="#170ae2">Tag (Real onigokko)</font></strong>, ma lo fa con i mezzi di sempre, forse, e al contempo in maniera diversamente originale, diversamente stratificata, spingendo al massimo l&rsquo;acceleratore, solo lambendo le corsie preferenziali, toccando pi&ugrave; e pi&ugrave; rettilinei perpendicolari, con conscia ostentazione e alcun imbarazzo stilistico.&nbsp;<br />La leva narrativa, fondante un discorso pi&ugrave; ampio e a gamma esistenziale, consta di una teenager protagonista, Mitsuko, gi&agrave; outsider e gi&agrave; eroina, che assiste al trucidare impazzito delle teste delle compagne ad opera di un non meglio identificato vento, veicolato da foglie assassine che dimezzano un autobus di scolare. Anche le foglie corrono, ma mai pi&ugrave; veloce di Mitsuko, che sembra privilegiata nel coglierne il passo e nel prevederne gli spostamenti. &Egrave; solo un&rsquo;entr&eacute;e, roboante, allucinata, esaltante nell&rsquo;unire gioco splatter ad apertura semi-drammatica, mentre s&rsquo;insinua la metafora portante del meccanismo ludico, incapsulato in questa matriosca mobile e in continuo auto-plasmarsi.&nbsp;<br />L&rsquo;opera di <strong><font color="#2013e8">Sion Sono</font></strong>, in questo senso, forte di elementi grotteschi, smaccatamente kitsch nel suo unire elementi impari e cozzanti, non teme di riavvolgersi continuamente, di imbastire diversi (medesimi) automatismi discorsivi ambendo a un rimescolare di situazioni disorganiche che puntano a confondere il fruitore, allietato nel tempo dagli strati di stridula comicit&agrave; e dal virgolettante uso della camera, al solito esibizionista, fuori controllo, invischiata nel filmico come materia da ammaestrare, da suggellare.&nbsp;<br />La corsa di Mitsuko copre, sotto forme ampliate e camuffate, l&rsquo;intera lunghezza del corpo autorale, e lo far&agrave; sdoppiandosi e triplicandosi in ulteriori &ldquo;umane&rdquo; agenti in universi paralleli contingenti ma distinti, ove lo spunto sci-fi non pu&ograve; che sverginarsi presto collocandosi in un videogioco nipponico a tre, mezzo twist, mezzo apostrofo di una trama in apparenza verbosa ma consciamente misurata.&nbsp;<br />&#8203;<br />Il metamorfismo stilistico, che accarezza limbi smaccatamente volgari nella disposizione della materia, trova giustificazione in un appagamento da percepirsi in rapporto preferenziale con lo spettatore disposto a non domandare compostezza - laddove invece la sensazione a una terminata visione &egrave; quella di un&rsquo;opera divertita, nervosa, procedente per scatti, ma inverosimilmente coesa. In fondo, ma anche in superficie ben osservabile, la meditazione di Sono &egrave; identica a se stessa, estremamente lucida ma anche, sostanzialmente, limpida nel suo dipanare il frangersi (e il consolidarsi) dell&rsquo;elemento fatalista, assunto a metafora semplice dal fil rouge del testo, nonch&eacute; piuma bianca che trova modo di infiltrasi sui campi macchiati di sangue e di action, sugli schermi neri, tra le fila di vite uniche e diverse, a relegare ogni divertissement per ridefinire spettro e linguaggio di un destino mitigato, ma biunivoco.&nbsp;<br />Basterebbe l&rsquo;universalit&agrave; del tema e la sua primigenia ontologica a dissipare eventuali, pericolosi marchi di femminismo, sebbene la coralit&agrave; inseminata da un unico elemento maschile sul finale potrebbe assurgere a testimonianza di un voler raccontare un &ldquo;coming of age&rdquo; circoscritto alla femminilit&agrave;. Procrastinando chiuse, interrompendo climax testuali, Sono giunge poco stremato a un addensarsi di elementi tragici culminanti, che gettano nuova luce al continuo ibridarsi precedente e, preferendo, al solito, l&rsquo;esistenzialismo che lo caratterizza nel tirare le fila, dimenticandosi della distensione umorale fino a quel momento liberamente sdaziata. &nbsp;Sdrammatizzando, dunque, un correre di per s&eacute; salvifico, un correre contro un tempo fin troppo relativo, contro l&rsquo;amnesia iniziale di Mitsuko, contro l&rsquo;elemento escatologico di fondo che inzuppa il corpus integrale, a condurre, per dovere, all&rsquo;annientamento consciamente imboccato come traguardo, ma, forse, gi&agrave; raggiunto in esordio.&nbsp;<br />Un affastellamento faticoso, talvolta frustrante, quello dei registri e delle trame infilate l&rsquo;una nell&rsquo;altra; ma con Sono ci si diletta occhi, si rimane intrappolati nel ciclone (e qui, forse, con presa affettiva), anche dove la riflessione ultima pare non eccessivamente sotterranea o esposta a letture infinite. Il focus sul surreale, come sfondo riflessivo e a dimostrazione estetica, &egrave; qui davvero marchio indelebile e funzionale.&nbsp;<br /><br /><strong>Laura Delle Vedove</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br />Articoli correlati Sion Sono: &nbsp; &nbsp;<u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-love-peace-di-sion-sono">Love &amp; Peace</a></u> &nbsp; &nbsp; <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-mondo/the-whispering-star-sion-sono-recensione-liturgia-post-atomica">The Whispering Star</a></u> &nbsp; &nbsp; <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-mondo/love-exposure-lurlo-damore-di-sion-sono">Love Exposure</a></u><br /><br />&#8203;<br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Real Onigokko<br />Anno: 2015<br />Regia: Sion Sono<br />Sceneggiatura: Sion Sono (ispirato al racconto di Yusuke Yamada)<br />Attori: Mariko Shinoda, Reina Triendl, Erina Mano<br />Durata: 85&rsquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='159503653568322784-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='159503653568322784-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5773321_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5773321.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='159503653568322784-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2647759_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2647759.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:135.75%;top:0%;left:-17.87%' /></a></div></div></div></div><div id='159503653568322784-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6182966_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6182966.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='215' style='position:absolute;border:0;width:139.53%;top:0%;left:-19.77%' /></a></div></div></div></div><div id='159503653568322784-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7648396_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7648396.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='159503653568322784-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8350443_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8350443.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='267' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='159503653568322784-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7941153_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7941153.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='267' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><div id='159503653568322784-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/899892_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/899892.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='234' style='position:absolute;border:0;width:128.21%;top:0%;left:-14.1%' /></a></div></div></div></div><div id='159503653568322784-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='159503653568322784-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/828186_orig.jpg' rel='lightbox[gallery159503653568322784]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Tag, Real oni gokko, Sion Sono, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/828186.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='267' style='position:absolute;border:0;width:112.36%;top:0%;left:-6.18%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/RSmNYUj7oFo?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - Iona, di Scott Graham]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-iona-di-scott-graham]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-iona-di-scott-graham#comments]]></comments><pubDate>Sat, 05 Dec 2015 11:10:46 GMT</pubDate><category><![CDATA[iona]]></category><category><![CDATA[scott graham]]></category><category><![CDATA[shell]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-iona-di-scott-graham</guid><description><![CDATA[Iona e il figlio, dal soprannome Bull, sono in fuga: stanno tornando nell'isola in cui la donna è nata e cresciuta, perché il ragazzo ha ucciso il patrigno che le usava violenza. Lei arranca nel riambientarsi e riprendere i rapporti con persone della sua vita che non vede da molto; lui trova nel credere in Dio un modo per alleggerirsi dal gesto compiuto. Ma il passato, remoto e prossimo, ha conseguenze.Vincitore del TFF nel 2012 con Shell, Scott Graham scrive e dirige con Iona un dramma dall'e [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:264px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/706132.jpg?254" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:0; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image"></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span><div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Iona e il figlio, dal soprannome Bull, sono in fuga: stanno tornando nell'isola in cui la donna &egrave; nata e cresciuta, perch&eacute; il ragazzo ha ucciso il patrigno che le usava violenza. Lei arranca nel riambientarsi e riprendere i rapporti con persone della sua vita che non vede da molto; lui trova nel credere in Dio un modo per alleggerirsi dal gesto compiuto. Ma il passato, remoto e prossimo, ha conseguenze.<br>Vincitore del TFF nel 2012 con <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-europeo/shell-musica-da-camera">Shell</a></u>, <strong><font color="#140EE6">Scott Graham</font></strong> scrive e dirige con <strong><font color="#1710EB">Iona</font></strong> un dramma dall'evidente punto di contatto con la sua opera prima, che vedeva al centro un (morboso) rapporto tra padre e figlia, mentre qui abbiamo una madre e un figlio dal legame tutto sommato distaccato. Un padre ci sarebbe anche ed &egrave; l'uomo attempato da cui i due alloggiano, e la cui figlia, Elizabeth, era la migliore amica di Iona; Elizabeth ha anche una figlia, dalle estremit&agrave; inferiore paralizzate e oggetto di preghiere e cure, con cui Bull abbozza una relazione, malvista dai genitori di lei.<br>Nonostante sia stato il ragazzo a commettere il gesto che li ha portati a cercar rifugio altrove, la pi&ugrave; tormentata, sotto una scorza di freddezza, &egrave; la madre. Tagliando un ponte per riallacciarsi al suo passato da cui a sua volta aveva tagliato ogni aggancio, Iona si rende conto di non poter controllare tutto e tutti (nonostante sia pronta anche a mettere in gioco il suo corpo per questo e nonostante Bull non giunga a sapere l'identit&agrave; del padre), in primis il livello di elaborazione di quanto accaduto e la voglia di aprirsi da parte del figlio. Non pu&ograve; esserci per lei serenit&agrave; o distensione, e non sembra comunque mai credere realmente che possano presentarsi. &Egrave; come se la vita relazionale della protagonista non comprendesse rapporti personali risolti; se c'&egrave; stata felicit&agrave; nella sua vita ne ha fatto esperienza, sull'isola, un po' di tempo prima.<br>In una comunit&agrave; imbevuta di fede, in cui si ringrazia sempre il Signore prima di toccare il cibo (come siamo abituati a veder fare alle famiglie americane), la donna dice al figlio di non pregare, perch&eacute; non serve. Ma su questo terreno lo vede sfuggirle (in un film, peraltro, in cui i personaggi, quasi sempre seri, a volte si perdono proprio di vista tra loro, muovendosi nell'ambientazione e meditando solitari); Bull, affascinato dalla religiosit&agrave; altrui, sembra aver trovato una strada, cosa che lei &egrave; lungi dal riuscire a fare, anche se tutto deve ancora avviarsi alla sua conclusione.<br>&#8203;<br>Lo sguardo di Graham, non supportato da musica, &egrave; sempre meditato, dotato di senso e di forza, e i volti comunicano il peso del vissuto; anche se a conti fatti sorge qualche sospetto di maniera. Nel film si parla abbastanza poco, la laconicit&agrave; ne &egrave; parte integrante. Essa ha anche dei fini espressivi e narrativi: all'inizio funge da scudo, poi rotto da muti flashback, per l'antefatto e tocca anche, lasciando disorientati, le motivazioni dei personaggi, come succede con Bull e con la scelta estrema che compie alla fine (dopo una bizzarra fuga al termine di un rapporto sessuale). Di fronte a ci&ograve;, un paio di passaggi in cui si parla del passato sembrano quasi didascalici, ma il punto &egrave; che tale laconicit&agrave; sembra leggermente forzata, ai fini della messa a punto di qualcosa che sia &ldquo;artistico&rdquo;. Come se il regista avesse fatto prevalere le idee, e il suo modo di fare cinema, alla costruzione dei personaggi. Il conteggio finale dei morti lo si tende ad accettare trattandosi di un film controllato, ma siamo dalle parti di una sagra della sfortuna che non convince completamente.<br>Pur suscitando alcuni dubbi, e risultando meno bello e meno aperto verso l'emozione dello spettatore rispetto a <em>Shell</em>, <em>Iona</em> &egrave; comunque una boccata di buon cinema che non meriterebbe di sparire o quasi come capitato al film precedente. E la protagonista <strong><font color="#150FEB">Ruth Negga</font></strong> (Iona) buca lo schermo.<br><br><strong>Alessio Vacchi</strong><br><br>Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br><br><br><em>&#8203;Scheda tecnica</em><br><br>Regia e sceneggiatura: Scott Graham<br>Attori: Ruth Negga, Ben Gallagher, Michelle Duncan, Tom Brooke<br>Fotografia: Yoliswa von Dallvitz<br>Montaggio: Florian Nonnenmacher<br>Anno: 2015<br>Durata: 90'</div><hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"><div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div><div id='832036104904979799-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='832036104904979799-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='832036104904979799-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8088408_orig.jpg' rel='lightbox[gallery832036104904979799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Iona. Scott Graham, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8088408.jpg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:132.74%;top:0%;left:-16.37%'></a></div></div></div></div><div id='832036104904979799-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='832036104904979799-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/667388_orig.jpg' rel='lightbox[gallery832036104904979799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Iona. Scott Graham, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/667388.jpg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:125%;top:0%;left:-12.5%'></a></div></div></div></div><div id='832036104904979799-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='832036104904979799-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/554121_orig.jpg' rel='lightbox[gallery832036104904979799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Iona. Scott Graham, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/554121.jpg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%'></a></div></div></div></div><div id='832036104904979799-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='832036104904979799-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4385387_orig.jpg' rel='lightbox[gallery832036104904979799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Iona. Scott Graham, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4385387.jpg' class='galleryImage' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%'></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div><div><div id="628347593634418120" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><iframe src="http://cineuropa.org/vd.aspx?t=videoembed&amp;l=it&amp;rdID=296456&amp;did=298812&amp;fmt=flv" width="400" height="225" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - God Bless the Child, di Robert Machoian e Rodrigo Ojeda-Beck]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-god-bless-the-child-di-robert-machoian-e-rodrigo-ojeda-beck]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-god-bless-the-child-di-robert-machoian-e-rodrigo-ojeda-beck#comments]]></comments><pubDate>Thu, 03 Dec 2015 11:16:25 GMT</pubDate><category><![CDATA[god bless the child]]></category><category><![CDATA[tff 33 concorso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-god-bless-the-child-di-robert-machoian-e-rodrigo-ojeda-beck</guid><description><![CDATA[ Un&rsquo;istantanea sull&rsquo;infanzia lunga un film, quella realizzata dai registi Robert Machoian e Rodrigo Ojeda - Beck. Un&rsquo;operazione in presa diretta che unisce vocazione documentaristica e afflato umano, facendo coesistere in maniera meravigliosa entrambe le istanze (perch&eacute; dopotutto non sta scritto da nessuna parte che il documentario debba essere solo e soltanto una registrazione clinica e asettica di ci&ograve; che accade).&nbsp;God Bless the Child, punta di diamante del  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:272px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/108010.jpg?254" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Un&rsquo;istantanea sull&rsquo;infanzia lunga un film, quella realizzata dai registi Robert Machoian e Rodrigo Ojeda - Beck. Un&rsquo;operazione in presa diretta che unisce vocazione documentaristica e afflato umano, facendo coesistere in maniera meravigliosa entrambe le istanze (perch&eacute; dopotutto non sta scritto da nessuna parte che il documentario debba essere solo e soltanto una registrazione clinica e asettica di ci&ograve; che accade).&nbsp;<br /><strong><font color="#1a0de2">God Bless the Child</font></strong>, punta di diamante del concorso dell&rsquo;ultimo Torino Film Festival, &egrave; un piccolo, profondo film che restituisce l&rsquo;utopia di un mondo senza adulti, guardando tutto ad altezza di bambino, in maniera limpida e purissima. Un&rsquo;opera che riconcilia con gli occhi e con il cuore, che annulla quasi la presenza della macchina da presa pur sottolineandone a dismisura la presenza mobile e il movimento tangibile, che si dedica a innumerevoli momenti di vita quotidiana con dedizione e attenzione millimetrica per ogni dettaglio messo in scena. Un bambino su un letto, altri due bimbi che dissertano di supereroi chiedendosi chi impersoner&agrave; uno e chi invece far&agrave; l&rsquo;altro. Molti sono piccolissimi, la loro madre &egrave; assente, e a badare a loro c&rsquo;&egrave; la sorella maggiore, che per&ograve; ha solo tredici anni e non sembra nemmeno vivere l&rsquo;et&agrave; che ha, subissata com&rsquo;&egrave; da una quantit&agrave; impressionante di responsabilit&agrave; che la attanagliano e la frenano.<br /><br />Sono le premesse di un universo familiare sfaccettato ed enormemente realistico, mai artefatto e sempre coinvolgente, anarchico e vitale, dove non ci sono regole e la regia pare inseguire a pi&ugrave; riprese tale assenza di steccati e di imposizioni, fluttuando liberamente da una situazione all&rsquo;altra. La costruzione visiva delle singole sequenze, nonostante tale impronta impressionistica e il tono saltellante dell&rsquo;insieme, non perde per&ograve; mai l&rsquo;occasione di marcare la propria cura estetica, chiaro indizio di uno sguardo profondamente formale ma mai formalista.&nbsp;<br />Non rinuncia al gioco, allo scherno e alla sincerit&agrave; disarmante della propria visione del mondo, <em>God Bless the Child</em>, eppure &egrave; in grado di trovare, da qualche parte, una compostezza <em>morale</em> in grado di ricomporre tutto quanto e far quadrare il cerchio, con una solidit&agrave; ammirevole che trascende l&rsquo;apparente immediatezza e si fa sguardo sul mondo strutturato e composito. Tra levit&agrave; e stupore, tra acutezza e incanto ludico.&nbsp;<br /><br />I bambini, che nella realt&agrave; sono figli di uno dei registi, <strong><font color="#1f12ea">Robert Machoian</font></strong>, sono oggetto di un&rsquo;attenzione curiosa e interrogativa ma mai meramente giudicante, che non esita a specchiarsi nella loro libert&agrave; sfrenata, regredendo al grado zero dell&rsquo;esistenza per poter tornare a vedere con occhi pi&ugrave; puri e rinnovati. Non c&rsquo;&egrave; ovviamente sceneggiatura, in <em>God the Bless the Child</em>, ma una cosciente e consapevole volont&agrave; di sganciarsi da qualsiasi forma di ripresa studiata e di soluzione paludata per dare vita a un affresco potente e grondante di spontaneit&agrave;, capace di travalicare la rigidit&agrave; dei generi.&nbsp;<br />Documentario? Film di finzione abilmente negato e truccato da qualcos&rsquo;altro? La pi&ugrave; classica delle docufiction? Il film, a questo proposito, d&agrave; l&rsquo;idea di infischiarsene con lo stesso incantevole menefreghismo dei suoi giovanissimi protagonisti, pescando dalla vita vissuta per ritagliare epifanie e istanti di verit&agrave; da portare sullo schermo e da immortalare in tutta la loro irripetibile bellezza (si veda in particolar modo la scena corale nella quale pi&ugrave; bambini insieme lavano un cane, una sequenza immersa in un&rsquo;atmosfera di estatica bellezza).&nbsp;<br />Girato in tre mesi, <em>God Bless the Child</em> &egrave; una scoperta preziosa, un film di una semplicit&agrave; disarmante eppure complesso e mutevole, che cambia pelle di continuo inseguendo le bizze dell&rsquo;et&agrave; pi&ugrave; irripetibile e incontaminata della vita, aprendosi nel finale a sequenze notturne dal forte impatto e a un epilogo che lascia un segno profondo, ben oltre i titoli di coda.<br /><br /><strong>Davide Eustachio Stanzione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Robert Machoian, Rodrigo Ojeda-Beck<br />Sceneggiatura: Robert Machoian, Rebecca Graham<br />Fotografia: Robert Machoian<br />Montaggio: Robert Machoian, Rodrigo Ojeda-Beck<br />Cast: Harper Graham, Elias Graham, Arri Graham, Ezra Graham<br />Anno: 2015<br />Durata: 92'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='291140132526513963-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='291140132526513963-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='291140132526513963-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8460255_orig.jpg' rel='lightbox[gallery291140132526513963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='God bless the child, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8460255.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='258' style='position:absolute;border:0;width:116.28%;top:0%;left:-8.14%' /></a></div></div></div></div><div id='291140132526513963-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='291140132526513963-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3319704_orig.jpg' rel='lightbox[gallery291140132526513963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='God bless the child, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3319704.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:135.75%;top:0%;left:-17.87%' /></a></div></div></div></div><div id='291140132526513963-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='291140132526513963-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8083352_orig.jpg' rel='lightbox[gallery291140132526513963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='God bless the child, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8083352.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='209' style='position:absolute;border:0;width:143.54%;top:0%;left:-21.77%' /></a></div></div></div></div><div id='291140132526513963-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='291140132526513963-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6453635_orig.jpg' rel='lightbox[gallery291140132526513963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='God bless the child, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6453635.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/KVJHcXdl3h8?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - Keeper, di Guillaume Senez]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-keeper-di-guillaume-senez]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-keeper-di-guillaume-senez#comments]]></comments><pubDate>Tue, 01 Dec 2015 16:01:51 GMT</pubDate><category><![CDATA[keeper]]></category><category><![CDATA[tff 33 concorso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-keeper-di-guillaume-senez</guid><description><![CDATA[ &#8203;Maxime e M&eacute;lanie hanno 15 anni e stanno insieme. Quando lei comprende di essere incinta Maxime, dopo un'iniziale incredulit&agrave;, si sente appagato dall'idea di un bambino in arrivo, mentre lei ci impiega un po' a prendere la decisione di non abortire. Decisione che deve fare i conti con l'ostilit&agrave; della madre single di lei e con la rinuncia, da parte del ragazzo, alla strada che potrebbe aprirglisi di fronte, ovvero diventare un calciatore -portiere- professionista. L'a [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:263px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7489502.jpg?251" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;Maxime e M&eacute;lanie hanno 15 anni e stanno insieme. Quando lei comprende di essere incinta Maxime, dopo un'iniziale incredulit&agrave;, si sente appagato dall'idea di un bambino in arrivo, mentre lei ci impiega un po' a prendere la decisione di non abortire. Decisione che deve fare i conti con l'ostilit&agrave; della madre single di lei e con la rinuncia, da parte del ragazzo, alla strada che potrebbe aprirglisi di fronte, ovvero diventare un calciatore -portiere- professionista. L'apprestarsi a essere genitori cos&igrave; presto &egrave; qualcosa di gravoso; incertezze, passi falsi e influenze peseranno sui due.<br />Dopo essere passato a Locarno e Toronto, <strong><font color="#170ae5">Keeper</font></strong> (titolo fondato su due significati del termine, &ldquo;custode&rdquo; e, in gergo calcistico, portiere) &egrave; stato inserito in concorso anche a Torino, aggiudicandosi il premio come miglior film. In effetti si tratta di un lavoro pregevole, dotato di leggerezza e di un'apprezzabile dose di pregnanza drammatica allo stesso tempo.<br />Senez &ndash; anche co-sceneggiatore &ndash; ci immette da subito nella vita dei due e nel loro essere coppia, tra effusioni e discussioni. Ma &egrave; proprio Maxime, il <em>keeper</em> del titolo, il personaggio seguito maggiormente. Se M&eacute;lanie, come ovvio, vive sul suo corpo la scelta di portare avanti la gravidanza &ndash; passando dall'impegnativa difesa di fronte alla madre allo sfogarsi per il sentirsi perennemente stanca a gestazione avanzata, con nel mezzo la felicit&agrave; del momento della radiografia e della scoperta del sesso (maschile) del nascituro: chiaro quindi che non &egrave; un personaggio trascurato &ndash; , Maxime si trova paradossalmente ad abbandonare un sogno non pi&ugrave; solo personale, in quanto assicurazione messa sul piatto per un futuro a tre, per stare insieme nell'immediato alla ragazza amata, in un momento cruciale nel quale necessita un supporto.<br />La convivenza dei due sotto il tetto dei genitori di Maxime, dopo una permanenza di lei in una casa per ragazze madri, non costituisce per&ograve; uno scivolo sereno verso un happy end. Perch&eacute; nell'ultima parte c'&egrave; un punto di svolta imprevisto che vira <em>Keeper</em> verso una gradazione pi&ugrave; seria, e leva l'aura di bello che l'avventura dei due, ma anche il loro essere giovani, &ldquo;carini&rdquo; e innamorati, poteva ancora avere.<br />C'&egrave; poco da fare: i due neogenitori sono ancora maledettamente giovani e non indipendenti, con il carico di elementi positivi e negativi che questo comporta. Negativi come il fatto che arriva qualcun altro, si suppone pi&ugrave; maturo e pragmatico, a prendersi carico di qualcosa che i due hanno cercato di rendere il pi&ugrave; possibile una questione loro. Di fronte a ci&ograve;, a nulla possono gli &ldquo;<em>&Egrave; mio</em>&rdquo; del giovane padre di fronte all'operatore del consultorio: logici, ma non pesano abbastanza. L'idealismo della coppia si rivela definitivamente debole di fronte a una realt&agrave; che a confronto &egrave; sicuramente spiacevole, frustrante e gretta. Maxime e M&eacute;lanie ne escono sconfitti, la loro relazione incerta.<br />Tutto questo viene fuori senza discorsi n&eacute; aria da teorema (e togliendo al film ipotetici sospetti di conservatorismo) ed &egrave; narrato da <strong><font color="#1b0fe8">Guillaume Senez</font></strong> con un naturalismo &ldquo;autoriale&rdquo;, in cui la testa sembra prevalere leggermente sul cuore; ma niente di grave, perch&eacute; se non si entra davvero nei personaggi si accede comunque al loro mondo e in moderata misura si partecipa; il momento registicamente pi&ugrave; marcato e che pi&ugrave; esula dallo stile generale del film &egrave; quello che accompagna una svolta, quando nel disco pub la camera rimane a lungo sul volto serio di M&eacute;lanie che, seduta, medita una scelta.<br />L'ultima sequenza, in cui Maxime pu&ograve; finalmente vedere e tenere, in modo incerto, tra le braccia quel bimbo che &egrave; stato il centro di tutto ed &egrave; anche &ldquo;cosa&rdquo; sua, ma che &egrave; difficile sentire davvero tale &ndash; per la distanza fisica subito ripristinata col piccolo e per l'enormit&agrave; del concetto di essere padre &ndash; funziona. Ma volendo segnalare un altro momento anche pi&ugrave; riuscito, c'&egrave; la scena in cui il ragazzo si allena a parare insieme al padre, con una rabbia che &egrave; giovent&ugrave;, l'imporsi di mettercela tutta e il sentire tutto il presente e il futuro sulle spalle.<br />Il personaggio della madre di M&eacute;lanie (<strong><font color="#2014ea">Laetitia Dosch</font></strong>, emozionata fino alle lacrime durante la presentazione a Locarno) donna vissuta e decisa che &egrave; gi&agrave; passata per un'esperienza simile a quella della figlia e quindi la prende in malo modo, &egrave; al limite del programmatico nella sua antipatia ma efficace nel dare emotivit&agrave; a sequenze come quella del dialogo tra adulti e ragazzi riuniti. E sono giusti i due giovani protagonisti, <strong><font color="#2114ef">Galatea Bellugi</font></strong> e il promettente <strong><font color="#1f13ed">Kacey Mottet Klein</font></strong>, gi&agrave; ammirato nell'ottimo <em>Sister</em> di Ursula Meier, calati in modo del tutto convincente in personaggi che suscitano simpatia, empatia e (consapevole) irritazione.<br /><br /><strong>Alessio Vacchi</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Guillaume Senez<br />Sceneggiatura: David Lambert, Guillaume Senez<br />Fotografia: Denis Jutzeler<br />Montaggio: Julie Brenta<br />Cast: Kacey Mottet Klein, Galatea Bellugi, Catherine Salee, Laetitia Dosch<br />Anno: 2015<br />Durata: 95'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='564501109764402122-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='564501109764402122-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='564501109764402122-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/619591_orig.jpg' rel='lightbox[gallery564501109764402122]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Keeper, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/619591.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='564501109764402122-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='564501109764402122-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1578422_orig.jpg' rel='lightbox[gallery564501109764402122]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Keeper, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1578422.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='200' style='position:absolute;border:0;width:150%;top:0%;left:-25%' /></a></div></div></div></div><div id='564501109764402122-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='564501109764402122-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8166171_orig.jpg' rel='lightbox[gallery564501109764402122]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Keeper, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8166171.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='564501109764402122-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='564501109764402122-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4246207_orig.jpg' rel='lightbox[gallery564501109764402122]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Keeper, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4246207.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/7T8_XhwpD7E?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - Phantom Boy, di Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-phantom-boy-di-jean-loup-felicioli-e-alain-gagnol]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-phantom-boy-di-jean-loup-felicioli-e-alain-gagnol#comments]]></comments><pubDate>Tue, 01 Dec 2015 11:16:48 GMT</pubDate><category><![CDATA[phantom boy]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-phantom-boy-di-jean-loup-felicioli-e-alain-gagnol</guid><description><![CDATA[ Li avevamo lasciati nel 2010 in compagnia di Un gatto a Parigi, e li ritroviamo in trasferta ideale a New York cinque anni dopo, Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol: il loro nuovo Phantom Boy &egrave; infatti ambientato in una stilizzata Grande Mela, divisa fra grattacieli e pi&ugrave; meste aree portuali, ma dove si parla il francese e i ritmi sono pi&ugrave; da polar che da frenetica metropoli. A far da ponte tra le due suggestioni c'&egrave; il cattivo di turno, un genio dei computer che mina [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:269px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4445359.jpg?251" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Li avevamo lasciati nel 2010 in compagnia di <em>Un gatto a Parigi</em>, e li ritroviamo in trasferta ideale a New York cinque anni dopo, <strong><font color="#0d13e8">Jean-Loup Felicioli</font></strong> e <strong><font color="#151bea">Alain Gagnol</font></strong>: il loro nuovo <em>Phantom Boy</em> &egrave; infatti ambientato in una stilizzata Grande Mela, divisa fra grattacieli e pi&ugrave; meste aree portuali, ma dove si parla il francese e i ritmi sono pi&ugrave; da <em>polar</em> che da frenetica metropoli. A far da ponte tra le due suggestioni c'&egrave; il cattivo di turno, un genio dei computer che minaccia il black out totale e chiede perci&ograve; un riscatto, con il suo volto sfigurato e ridotto a una maschera cubista. A contrastarlo ci sarebbe il detective Alex, ma &egrave; hitcockianamente bloccato in un letto d'ospedale da una gamba ingessata.&nbsp;<br />Per sua fortuna c'&egrave; il piccolo L&eacute;o, anche lui in ospedale per un'operazione, che, a dispetto dei problemi fisici, ostenta un carattere vivace e amante dell'avventura. Il ragazzo ha un segreto: riesce a &ldquo;uscire&rdquo; dal suo corpo, diventando uno spirito invisibile che pu&ograve; per questo inseguire i malfattori e riferirne ogni movimento. Una condizione da supereroe &ldquo;a met&agrave;&rdquo;, che sposta il tono del racconto dal noir all'avventura a tinte fantastiche, dove l'azione non &egrave; mai frenetica perch&eacute; sempre mediata dalla parola.<br />L'operativit&agrave; &egrave; non a caso produttiva laddove &egrave; capace di creare narrazione: il cattivo di turno, infatti, prima ancora di mettere in atto il suo piano malvagio, cerca un pubblico che ascolti la sua storia e comprenda cosa ha trasformato il suo viso nella tragica maschera che ormai lo identifica, ma ogni volta le interferenze del caso impediscono al ricordo di esprimersi oralmente. Al contrario, L&eacute;o, sebbene immobile nel corpo, pu&ograve; ritornare a vivere grazie al resoconto verbale delle sue ricognizioni extra corporee, che quindi lo rendono un protagonista attivo, sebbene defilato perch&eacute; impossibilitato ad agire materialmente su quanto accade. Il suo potere reale sta nel racconto di ci&ograve; che vede e che quindi, in opposizione alla mancata espressione verbale del cattivo, lo rende protagonista virtuoso e lo affranca dall'altrimenti triste condizione di immobilit&agrave;.<br />&#8203;<br />Tutto &egrave; perci&ograve; &ldquo;bloccato&rdquo; in un'azione negata che si fa gioco di strategie destinate a diventare attive non pi&ugrave; attraverso l'azione, ma con la forza della parola che genera racconto e mitopoiesi: non a caso, l'intera vicenda di <strong><font color="#171de9">Phantom Boy</font></strong> esalta quanto &egrave; nascosto alla dimensione pubblica. Il cattivo di turno minaccia il mondo da un nascondiglio introvabile e, di fatto, non entra mai in contrasto diretto e materiale con chi tira le fila del potere (che anzi &egrave; spiazzato e non sa come agire). Al contrario, tutto &egrave; affidato a un ragazzo invisibile insieme a un poliziotto immobilizzato &ndash; unica presenza d'equilibrio &egrave; quella di Mary, giornalista d'assalto che segue le direttive di Alex senza per&ograve; comprendere fino in fondo il suo legame con L&eacute;o.<br />Il racconto si stratifica in questo modo, e il lavoro di scrittura si fa perci&ograve; teoricamente forte: come necessario bilanciamento la messinscena si fa invece leggera, il tratto &egrave; essenziale, vicino alle suggestioni veicolate da tanto fumetto delle aree francofone (si pensi al pi&ugrave; noto Herg&eacute;, il creatore di Tintin) e la stilizzazione dello spazio riesce a restituire un certo sentire sensibile e poetico. Allo stesso tempo viene esaltato un continuo gioco delle trasparenze, con il fantasma di L&eacute;o visibile eppure non visto da alcuno, che perde persino la sua minima consistenza se resta troppo tempo separato dal corpo.<br />Ad aiutarlo non pu&ograve; che essere la sorella minore, altro personaggio defilato eppure centrale per il forte legame con L&eacute;o, tarato anch'esso sull'importanza della narrazione. Ogni volta che pu&ograve;, infatti, lui le legge una fiaba della buonanotte e si configura perci&ograve; ai suoi occhi, ancora una volta, come figura in grado di creare mitopoiesi.<br />&#8203;Naturalmente, nell'intelligente gioco di rovesciamenti di prospettive e controcampi che gli autori portano avanti per tutta la durata della narrazione, sar&agrave; proprio la piccola a fornire a L&eacute;o l'ultimo e necessario appiglio verso il reale: il ragazzo, infatti, si salver&agrave; dall'oblio proprio diventando protagonista di una delle favole tanto care alla piccola, rinsaldando l'andirivieni continuo fra realt&agrave; e sogno, fra dimensione fantastica e mondo vero, fra la concretezza di una vicenda che ci parla di problemi reali (malattia, criminalit&agrave;, virus informatici) e la forza creativa di una narrazione che riesce a trasfigurare tutto in poesia. Anche per questo, una storia cos&igrave; complessa non pu&ograve; che offrirsi con il garbo del racconto a misura di bambino.<br /><br /><strong>Davide Di Giorgio</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: id.<br />Anno: 2015<br />Regia: Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol&nbsp;<br />Sceneggiatura: Alain Gagnol&nbsp;<br />Fotografia: Izu Troin&nbsp;<br />Musica: Serge Besset&nbsp;<br />Durata: 84'<br />Attori (voci): &Eacute;douard Baer, Jean-Pierre Marielle, Audrey Tautou, Jackie Berroyer</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='884645858864063964-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='884645858864063964-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7428091_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7428091.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='216' style='position:absolute;border:0;width:138.89%;top:0%;left:-19.44%' /></a></div></div></div></div><div id='884645858864063964-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6828201_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6828201.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='216' style='position:absolute;border:0;width:138.89%;top:0%;left:-19.44%' /></a></div></div></div></div><div id='884645858864063964-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2127732_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2127732.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='300' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:0%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='884645858864063964-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2607191_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2607191.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='884645858864063964-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4049010_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4049010.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='884645858864063964-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8830503_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8830503.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='200' style='position:absolute;border:0;width:150%;top:0%;left:-25%' /></a></div></div></div></div><div id='884645858864063964-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7169820_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7169820.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:135.75%;top:0%;left:-17.87%' /></a></div></div></div></div><div id='884645858864063964-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='884645858864063964-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3533947_orig.jpg' rel='lightbox[gallery884645858864063964]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Phantom Boy, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3533947.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='284' style='position:absolute;border:0;width:105.63%;top:0%;left:-2.82%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/1aByjfxsudE?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - Coup de chaud, di Raphaël Jacoulot]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-coup-de-chaud-di-raphael-jacoulot]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-coup-de-chaud-di-raphael-jacoulot#comments]]></comments><pubDate>Sun, 29 Nov 2015 11:35:32 GMT</pubDate><category><![CDATA[coup de chaud]]></category><category><![CDATA[jean-pierre darroussin]]></category><category><![CDATA[tff 33 concorso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-coup-de-chaud-di-raphael-jacoulot</guid><description><![CDATA[ &#8203;Una calda estate. Tanto calda. La pi&ugrave; afosa degli ultimi decenni. Sudore, fatica, respiro affannoso, nervosismo che cresce sottopelle. Un piccolo villaggio di campagna, guidato da un sindaco/veterinario. Agricoltori che traggono il proprio sostentamento dai loro campi. Un artigiano da poco trasferitosi in paese. Adolescenti perdigiorno. Gente semplice, alla buona. O almeno cos&igrave; parrebbe. La classica comunit&agrave; dove tutti conoscono tutti. E poi lui, Josef: un ragazzo af [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:265px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5566892.jpg?247" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&#8203;Una calda estate. Tanto calda. La pi&ugrave; afosa degli ultimi decenni. Sudore, fatica, respiro affannoso, nervosismo che cresce sottopelle. Un piccolo villaggio di campagna, guidato da un sindaco/veterinario. Agricoltori che traggono il proprio sostentamento dai loro campi. Un artigiano da poco trasferitosi in paese. Adolescenti perdigiorno. Gente semplice, alla buona. O almeno cos&igrave; parrebbe. La classica comunit&agrave; dove tutti conoscono tutti. E poi lui, Josef: un ragazzo affetto da lieve ritardo mentale, con il vizio di rubacchiare cose e infastidire le signore anziane e le poche coetanee graziose che si trovano nei paraggi; lo &ldquo;scemo del villaggio&rdquo;, sopportato ma non certo amato. Affatto.<br />I giorni passano, il caldo aumenta sempre pi&ugrave;, di pioggia neanche l'ombra. L'acqua per irrigare i campi inizia gravemente a scarseggiare. Si decide di acquistare una pompa utile per estrarre acqua dal fiume e utilizzarla per evitare che la siccit&agrave; distrugga i raccolti. Dopo qualche giorno la pompa sparisce. Nessuno ha le prove, ma tutti pensano che il colpevole del furto sia Josef. Il capro espiatorio pi&ugrave; facile e immediato. La tensione sale, infine esplode. Josef viene assassinato. La polizia indaga, gli abitanti mostrano tristezza e dolore. Ma in realt&agrave;, sottotraccia, non sono poi cos&igrave; dispiaciuti. Anzi.<br /><br />Terzo lungometraggio di <strong><font color="#120ceb">Raphael Jacoulot</font></strong>, dopo <em>Barrage</em> (2006) e <em>Avant l'aube</em> (2011), <strong><font color="#0e07e9">Coup de chaud</font></strong> si &egrave; imposto come uno dei migliori titoli visti in concorso a Torino 33, tanto da aggiudicarsi due riconoscimenti non di poco conto: il premio del pubblico e quello di miglior attore, vinto dal giovane e sorprendente <strong><font color="#140ee9">Karim Leklou</font></strong>, per il quale si pu&ograve; senz'altro prospettare (e auspicare) anche una nomination ai prossimi C&eacute;sar.&nbsp;<br />Tratto da una storia vera, il film accoglie su di s&eacute; molti elementi che caratterizzano e glorificano tanto cinema francese contemporaneo: la parziale semplicit&agrave; della trama al servizio di una messinscena di alta precisione; la capacit&agrave; di scavare in profondit&agrave; all'interno del narrato; l'ambientazione in un microcosmo contenuto per spazi e personaggi, entro il quale si indagano le molteplici sfumature logistiche e caratteriali responsabili dei comportamenti umani.&nbsp;<br />Il regista, sin dagli albori della trama, mette subito in mostra un'idea di base interessante, ovvero l'analisi della difficoltosa convivenza tra i cosiddetti &ldquo;normali&rdquo; e i presunti &ldquo;diversi&rdquo;. I comportamenti bizzarri di Josef, che gira per le vie del paese su un'automobile a tre ruote ascoltando musica techno a tutto volume, cozzano totalmente con le abitudini consolidate di chi vive a contatto con la natura e ogni giorno si sporca le mani lavorando nei campi; allo stesso modo l'imprevedibilit&agrave; del ragazzo, la sua umoralit&agrave;, i suoi scatti istintuali, mal si sposano con i ritmi degli altri abitanti del villaggio, chiusi in una quotidianit&agrave; forse banale e noiosa ma almeno sicura e tutto sommato serena.&nbsp;<br />La situazione, gi&agrave; in precario equilibrio, si sfalda quando il caldo insopportabile scioglie il raziocinio, annebbia i pensieri e obnubila la pazienza, insinuando nel villaggio un pericoloso germe volto a trovare tutti i costi un colpevole a cui affibbiare ogni evento spiacevole. L'attacco frontale a Josef diviene cos&igrave; uno sfogo, una boccata d'aria con cui combattere l'afa, un tagliente rasoio con cui provare a spezzare l'egemonia del tempo inclemente; la sua successiva morte si trasforma invece, addirittura, in un sollievo.<br /><br />Chabroliano nell'anima, <em>Coup de chaud</em> &egrave; un &ldquo;noir in pieno sole&rdquo;, per citare e parafrasare il classico diretto da Ren&eacute; Cl&eacute;ment nel 1960; un lavoro arguto e preciso, schematico nelle sue coordinate basilari ma efficace nel disegnare i temi portanti di un terreno minato dove mettendo il piede nel punto sbagliato si rischia di saltare per aria. Jacoulot si fa accompagnare da un grande cast, dove accanto a Leklou si impongono il sempre meraviglioso <strong><font color="#1811ed">Jean-Pierre Darroussin</font></strong>, il bravissimo <strong><font color="#1913e6">Gr&eacute;gory Gadebois</font></strong> (<u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/cinema-francese/les-revenants-seconda-stagione-crocevia-tra-due-mondi">Les Revenants</a></u>) e una scatenata e carismatica <strong><font color="#1912e9">Carole Franck</font></strong>, oltre ai quali si nota con affetto la presenza della ozpetekiana Serra Yilmaz. Attori di primo livello, bravi a sintonizzare la propria esperienza per dare volto e cuore a una realt&agrave; che sfida la luce opprimente della calura per trovare malsana consolazione nell'abbraccio del buio.<br />Quasi perfetto nella sua globalit&agrave;, <em>Coup de chaud</em> si slabbra soltanto nella parte finale, quando decide di svelare a tutti i costi l'enigma riguardante l'assassinio di Josef; un epilogo pi&ugrave; incerto e sfumato sarebbe stato preferibile. Restano comunque, senza dubbio, i meriti di un'opera che abbina sostanza e qualit&agrave;, tessendo la tela di una societ&agrave; ipocrita e malata nella quale la solitudine impera e la perfidia si nasconde ovunque, scaltra e affamata, pronta a saltar fuori all'improvviso per catturare la malcapitata vittima di turno.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Rapha&euml;l Jacoulot<br />Sceneggiatura: Lise Macheb&oelig;uf, Rapha&euml;l Jacoulot<br />Fotografia: Beno&icirc;t Chamaillard&nbsp;<br />Montaggio: Fran&ccedil;ois Quiquer&eacute;&nbsp;<br />Costumi: Elisabeth Tavernier&nbsp;<br />Musica: Andr&eacute; Dziezuk&nbsp;<br />Attori: Karim Leklou, Jean-Pierre Darroussin, Gr&eacute;gory Gadebois, Carole Franck, Isabelle Sadoyan, Serra Yilmaz<br />Anno: 2015<br />Durata: 102'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='771944321443196619-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='771944321443196619-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8602729_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8602729.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='222' style='position:absolute;border:0;width:135.14%;top:0%;left:-17.57%' /></a></div></div></div></div><div id='771944321443196619-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2355326_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2355326.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='771944321443196619-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4763558_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4763558.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='771944321443196619-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6396855_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6396855.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div><div id='771944321443196619-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8168680_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8168680.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='166' style='position:absolute;border:0;width:180.72%;top:0%;left:-40.36%' /></a></div></div></div></div><div id='771944321443196619-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7462393_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7462393.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='771944321443196619-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7035330_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7035330.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='771944321443196619-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='771944321443196619-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6773997_orig.jpg' rel='lightbox[gallery771944321443196619]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Coup de chaud, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6773997.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='245' style='position:absolute;border:0;width:122.45%;top:0%;left:-11.22%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/hzkdqtSiOUw?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-right"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/W6t93jilNJ4?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - The end of august at the hotel Ozone, di Jan Schmidt]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-the-end-of-august-at-the-hotel-ozone-di-jan-schmidt]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-the-end-of-august-at-the-hotel-ozone-di-jan-schmidt#comments]]></comments><pubDate>Sat, 28 Nov 2015 12:54:07 GMT</pubDate><category><![CDATA[cose che verranno]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-the-end-of-august-at-the-hotel-ozone-di-jan-schmidt</guid><description><![CDATA[ Cose che verranno, la retrospettiva inaugurata quest&rsquo;anno dal Torino Film Festival e articolata su due edizioni, pone la sua lente d&rsquo;ingrandimento sugli scenari futuri immaginati nel corso dei decenni dal cinema di fantascienza, volgendo il suo sguardo sugli scenari pi&ugrave; cupi e pessimistici, spesso puramente distopici.Accanto ad opere conosciute e idolatrate a ogni latitudine come Blade Runner, Brazil e Arancia Meccanica, ne sono state inserite altre decisamente meno note al g [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:288px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3675364.jpg?270" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><em>Cose che verranno</em>, la retrospettiva inaugurata quest&rsquo;anno dal Torino Film Festival e articolata su due edizioni, pone la sua lente d&rsquo;ingrandimento sugli scenari futuri immaginati nel corso dei decenni dal cinema di fantascienza, volgendo il suo sguardo sugli scenari pi&ugrave; cupi e pessimistici, spesso puramente distopici.<br />Accanto ad opere conosciute e idolatrate a ogni latitudine come <em>Blade Runner</em>, <em>Brazil</em> e <em>Arancia Meccanica</em>, ne sono state inserite altre decisamente meno note al grande pubblico che meritano ampiamente di essere riscoperte e apprezzate. <strong><font color="#150fe6">The end of august at the Hotel Ozone</font></strong> fa parte di questa categoria e ne &egrave; un fulgido esempio.&nbsp;<br />Ambientato quindici anni dopo un terribile conflitto termonucleare che ha ridotto il mondo a una vasta e desolata landa desertica, ha per protagoniste un gruppo di giovani donne cresciute allo stato brado, guidate da una pi&ugrave; anziana che ancora ricorda com&rsquo;era la terra prima della catastrofe. Silenziosa, saggia e dolente accompagna le ragazze attraverso terre abbandonate e disabitate in cerca di altri esseri umani, fino ad incontrare un giorno un uomo anziano dai modi gentili e pacifici che le accoglie nel malandato hotel Ozone.<br /><br />&#8203;Un dramma sci-fi post atomico appartenente al filone della Nov&aacute; Vlna, corrente cinematografica cecoslovacca che trae ispirazione dalla Nouvelle Vague francese, davvero sorprendente e plumbeo. Uscito nel 1967, girato in un magnifico b/n e realizzato con parsimonia di mezzi ma con una messa in scena potente ed efficace e un&rsquo;ambientazione ricercata e suggestiva.&nbsp;<br />Particolarmente ispirata e azzeccata la caratterizzazione della piccola comunit&agrave; femminile, composta da giovani donne che non hanno pi&ugrave; alcun ricordo o parvenza del mondo civilizzato. Sono come bambine: ingenue, curiose, a volte terribilmente crudeli. Sembrano quasi delle amazzoni prive di sentimenti cresciute come creature selvatiche: forti, atletiche, ottime cavallerizze e cacciatrici spietate e letali. Violenti e brutali non riescono a distinguere il bene dal male, a differenza della donna anziana che le guida come meglio pu&ograve;. L&rsquo;uomo &egrave; quasi bandito ed escluso da questo ipotetico e cupo scenario futuro; vi fa capolino solo nella seconda parte del film, tramite la figura bonaria, fragile e umanissima del vecchio che ospita il piccolo gruppo femminile, esponendosi in tutta la sua vulnerabilit&agrave; alla loro ferocia e durezza.<br />Nel vederle - poco prima che scorrano i titoli di coda &ndash; ripartire per le terre selvagge e deserte in cerca di altri esseri umani, si ha come un brivido al pensiero che possano incontrare uomini altrettanto disumani e crudeli dando il via ad una nuova progenie. Forse l&rsquo;umanit&agrave; - o perlomeno questa umanit&agrave; - merita davvero di estinguersi, come sembra comunicarci la cinepresa del regista ceco <strong><font color="#1a14ee">Jan Schmidt</font></strong>, che in un contesto cos&igrave; desolato e sconfortante salva soltanto le figure dei due anziani, ottimamente interpretati da Ondrej Jariabek e Beta Ponicanov&aacute;, gli unici in grado di provare sentimenti autentici e genuini.&nbsp;<br />Un&rsquo;opera ispirata, forte e intensa che testimonia il buono stato di salute del cinema cecoslovacco di quel periodo, dove si stava facendo strada un maestro del calibro di Milos Forman che di l&igrave; a breve sarebbe stato acclamato a livello internazionale grazie a titoli come <em>Qualcuno vol&ograve; sul nido del cuculo</em>, <em>Hair</em> e <em>Amadeus</em>, realizzati negli Stati Uniti.&nbsp;<br /><br /><strong>Boris Schumacher</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br />&#8203;<br /><em>Scheda tecnica<br />&#8203;</em><br />Titolo originale: Konec srpna v Hotelu Ozon<br />Anno: 1967<br />Regia: Jan Schmidt<br />Sceneggiatura: Pavel Jur&aacute;cek<br />Fotografia: Jir&iacute; Mac&aacute;k<br />Musiche: Jan Klus&aacute;k<br />Durata: 87&rsquo;<br />Attori principali: Jitka Horejsi, Ondrej Jariabek, Beta Ponicanov&aacute;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='634340798835200824-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='634340798835200824-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='634340798835200824-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5409276_orig.jpg' rel='lightbox[gallery634340798835200824]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The end of august at the hotel ozone, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5409276.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='634340798835200824-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='634340798835200824-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6320228_orig.jpg' rel='lightbox[gallery634340798835200824]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The end of august at the hotel ozone, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6320228.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='634340798835200824-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='634340798835200824-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6134735_orig.jpg' rel='lightbox[gallery634340798835200824]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The end of august at the hotel ozone, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6134735.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='292' style='position:absolute;border:0;width:102.74%;top:0%;left:-1.37%' /></a></div></div></div></div><div id='634340798835200824-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='634340798835200824-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8635957_orig.jpg' rel='lightbox[gallery634340798835200824]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The end of august at the hotel ozone, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8635957.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='244' style='position:absolute;border:0;width:122.95%;top:0%;left:-11.48%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/YHT01tUgtVM?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - I racconti dell'orso, di Samuele Sestieri e Olmo Amato]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-i-racconti-dellorso-di-samuele-sestieri-e-olmo-amato]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-i-racconti-dellorso-di-samuele-sestieri-e-olmo-amato#comments]]></comments><pubDate>Fri, 27 Nov 2015 00:23:31 GMT</pubDate><category><![CDATA[i racconti dell'orso]]></category><category><![CDATA[tff 33 concorso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-i-racconti-dellorso-di-samuele-sestieri-e-olmo-amato</guid><description><![CDATA[ Inserito in concorso alla 33esima edizione del Torino Film Festival, I racconti dell&rsquo;orso &egrave; la sorprendente e ispirata opera d&rsquo;esordio di due giovani registi romani, Samuele Sestieri e Olmo Amato. Un oggetto volante non meglio identificato, specie se raffrontato con buona parte del cinema italiano contemporaneo che difficilmente si permette di osare e di sperimentare; una scheggia impazzita che richiede di essere contemplata e accolta dallo spettatore.Durante un viaggio in au [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:248px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1092678.jpg?238" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:0; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Inserito in concorso alla 33esima edizione del Torino Film Festival, <em>I racconti dell&rsquo;orso</em> &egrave; la sorprendente e ispirata opera d&rsquo;esordio di due giovani registi romani, <strong><font color="#2816eb">Samuele Sestieri</font></strong> e <strong><font color="#210ee8">Olmo Amato</font></strong>. Un oggetto volante non meglio identificato, specie se raffrontato con buona parte del cinema italiano contemporaneo che difficilmente si permette di osare e di sperimentare; una scheggia impazzita che richiede di essere contemplata e accolta dallo spettatore.<br />Durante un viaggio in auto una bambina si addormenta e sogna un mondo magico e incontaminato in cui un monaco meccanico dalla voce robotica e aliena rincorre un omino rosso buffo e spaventato. Arrivati sulla cima di una collina i due trovano un orsetto di peluche scucito e malandato che li far&agrave; riavvicinare; decideranno entrambi di prendersene cura per provare a rimetterlo in sesto e a ridargli nuova vita.<br />Incorniciato da paesaggi evocativi, suggestivi, meravigliosi, <strong><font color="#2816ea">I racconti dell&rsquo;orso</font></strong> si presenta come una favola onirica, tenera e poetica. Sostanzialmente privo di dialoghi, necessita di una certa pazienza e un elevato grado d&rsquo;attenzione da parte del pubblico, purtroppo sempre pi&ugrave; abituato a fruire di prodotti dove tali caratteristiche non sono richieste.&nbsp;<br />Un piccolo gioiello immerso in scenari ancestrali, quasi fuori dal tempo, girato nel nord Europa, tra Finlandia e Norvegia, e finanziato in larga parte grazie ad una campagna di crowdfunding. Notevoli l&rsquo;audacia e il coraggio dei due autori esordienti, che dimostrano di possedere, oltre a una certa padronanza del mezzo tecnico, grande personalit&agrave; e una netta e precisa idea di cinema. Inquadrature ben studiate, un gran lavoro sulla luce e sull&rsquo;immagine, un interessante utilizzo del sonoro e della musica.<br />Il film, diviso in sette capitoli, risulta pi&ugrave; compatto e fluido nella prima parte, dove facciamo la conoscenza con i due strani e bizzarri protagonisti, interpretati proprio da Samuele Sestieri e Olmo Amato, capaci da subito di suscitare un&rsquo;immediata simpatia e d&rsquo;invitare e trascinare il pubblico a recuperare lo sguardo puro e limpido della fanciullezza. La seconda parte forse &egrave; un po&rsquo; troppo insistita e non si priva di qualche lungaggine che denota in ogni caso un profondo amore da parte dei due registi, autori anche di soggetto, sceneggiatura, fotografia e montaggio, nei confronti della loro creatura filmica.&nbsp;<br />In conclusione <em>I racconti dell&rsquo;orso</em> &egrave; un&rsquo;opera sui generis, insolita e innovativa, da difendere e preservare all&rsquo;interno del nostro cinema e a cui auguriamo le migliori fortune e una probabile e pi&ugrave; che auspicabile visibilit&agrave; attraverso i festival internazionali, in attesa di una possibile seppur difficoltosa distribuzione nelle nostre sale.<br /><br /><strong>Boris Schumacher</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: I racconti dell&rsquo;orso&nbsp;<br />Anno: 2015<br />Regia: Samuele Sestieri e Olmo Amato<br />Sceneggiatura: Samuele Sestieri e Olmo Amato<br />Fotografia: Samuele Sestieri e Olmo Amato<br />Musiche: Riccardo Magni<br />Durata: 67&rsquo;<br />Attori principali: Samuele Sestieri e Olmo Amato</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='618037544167007664-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='618037544167007664-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='618037544167007664-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9437345_orig.jpg' rel='lightbox[gallery618037544167007664]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='I racconti dell&#x27;orso, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9437345.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:135.75%;top:0%;left:-17.87%' /></a></div></div></div></div><div id='618037544167007664-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='618037544167007664-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4132768_orig.jpg' rel='lightbox[gallery618037544167007664]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='I racconti dell&#x27;orso, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4132768.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='618037544167007664-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='618037544167007664-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5004747_orig.jpg' rel='lightbox[gallery618037544167007664]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='I racconti dell&#x27;orso, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5004747.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='618037544167007664-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='618037544167007664-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5940745_orig.jpg' rel='lightbox[gallery618037544167007664]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='I racconti dell&#x27;orso, 2015, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5940745.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/Un30Jb4-ZXQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 33 - Nasty Baby, di Sebastian Silva]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-nasty-baby-di-sebastian-silva]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-nasty-baby-di-sebastian-silva#comments]]></comments><pubDate>Thu, 26 Nov 2015 23:58:45 GMT</pubDate><category><![CDATA[kristen wiig]]></category><category><![CDATA[nasty baby]]></category><category><![CDATA[sebastian silva]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/tff-33/torino-33-nasty-baby-di-sebastian-silva</guid><description><![CDATA[ Freddy (Sebasti&aacute;n Silva), artista a Brooklyn alle prese con un progetto di videoarte, e il suo compagno Mo stanno cercando disperatamente di diventare genitori e ci provano con l&rsquo;aiuto di un&rsquo;amica, Polly (Kristen Wiig), donando alternativamente il proprio seme nel tentativo di far s&igrave; che la donna resti incinta. 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Una situazione che definisce e traccia un&rsquo;idea allargata e labile di famiglia, dove i confini tra i singoli ruoli si fanno sempre pi&ugrave; sfumati e la tensione, complice una situazione non proprio rassicurante e tradizionale, &egrave; sempre sul punto di esplodere e di generare attriti e frizioni.&nbsp;<br />Nel frattempo un vicino di casa, soprannominato il Vescovo, non si lascia sfuggire un&rsquo;occasione che sia una per palesare la propria ostilit&agrave;, con una ferocia e un&rsquo;irruenza che condurr&agrave; la vicenda verso conseguenze a dir poco tragiche, spostando nuovamente gli equilibri e costringendo il triangolo familiare a un ulteriore riassetto.&nbsp;<br />Sono queste le premesse da cui muove <em>Nasty Baby</em>, il nuovo film del talentuoso regista cileno <strong><font color="#220fea">Sebasti&aacute;n Silva</font></strong> (qui anche attore), rappresentante di una cinematografia e di un continente in perenne e inarrestabile crescita cinematografica. L&rsquo;autore di <em>La Nana</em> (<em>Affetti e dispetti)</em>, con vitalit&agrave; coinvolgente, mette in campo un&rsquo;idea di messa in scena capace di lasciare sinceramente stupefatti per la propria carica propulsiva di sincerit&agrave; e schiettezza, per l&rsquo;abilit&agrave; di parlare attraverso immagini mai chiuse e definite ma sempre in divenire, come se si trattasse di un flusso costante, all&rsquo;insegna di una circolarit&agrave; mai geometrica o asfittica.&nbsp;<br /><br />Silva &egrave; chiaramente un regista eccentrico, nel senso migliore del termine: rifiuta il convenzionale per lavorare sulle sporcature e sulle contraddizioni dei propri personaggi e delle proprie storie con un maggior senso di verosimiglianza e di aderenza psicologica, e le sue immagini, cos&igrave; fluttuanti e prive di punteggiatura, sembrano assecondare in maniera organica tale volont&agrave;. Un regista singolare e prezioso in grado di parlare e di dire moltissime cose all&rsquo;interno di una sola inquadratura, giocando su una scelta di campo o anche solo sull&rsquo;utilizzo del fuoco dell&rsquo;immagine: il risultato &egrave; una prossimit&agrave; tattile ed epidermica da parte di chi guarda verso ci&ograve; che accade sullo schermo, una vicinanza che non &egrave; solo frutto di un naturalismo improvvisato, come si potrebbe pensare, ma di uno stile forte e ricercato, voluto e inseguito, studiato e intelligentemente calibrato.&nbsp;<br />Presentato in anteprima al Sundance Film Festival nel 2015 e al Festival di Berlino, dove si &egrave; aggiudicato il Teddy Award come miglior film a tema LGBT, <strong><font color="#2613ee">Nasty Baby</font></strong>, passato al TFF 33 nella sezione Festa Mobile, &egrave; un dramma familiare che si fonde con un m&eacute;lo queer in interni, ma l&rsquo;aspetto pi&ugrave; interessante &egrave; che entrambi i generi vengono forzati e privati dei loro canoni costitutivi per approdare a qualcosa d&rsquo;altro, di pi&ugrave; autentico e meno schematico: una disamina del disagio affettivo della contemporaneit&agrave;, articolato all&rsquo;interno di uno scenario esistenziale e umano nel quale il senso di inadeguatezza di ognuno in rapporto al proprio ruolo non pu&ograve; che essere al grado massimo, viste e considerate le premesse gi&agrave; citate.<br /><br />Silva per&ograve; ha il pregio enorme di evitare le scorciatoie, lavorando sullo stupore e sulle sottigliezze, sulla vita di ogni giorno e le sue goffaggini idiosincratiche, senza mai optare per una staticit&agrave; osservante e giudicante ma scegliendo sempre il dinamismo, l&rsquo;evoluzione, l&rsquo;assenza di risposte monolitiche e immutabili a interrogativi che invece sono spesso e volentieri ampli e complessi.&nbsp;<br />Senza mai urlare alcuna militanza, ma con una forza sottile e spesso sommessa nell&rsquo;affrontare gli argomenti che tratta, <em>Nasty Baby</em>, prodotto peraltro dal faro del cinema sudamericano nonch&eacute; connazionale di Silva <strong><font color="#2715eb">Pablo Larrain</font></strong>, &egrave; un film che trasforma la famiglia in un&rsquo;arena allargata, in cui i bollini e le semplificazioni non trovano asilo ma tutto sta al passo con la complessit&agrave; del mondo di oggi, con le sue esigenze e le sue innegabili, improcrastinabili urgenze. Tra immaturit&agrave; e isteria, tra ossessione e disincanto, con dosi non indifferenti di nevrosi e un tocco finale di tragedia che pu&ograve; sembrare una svolta narrativa facile e comoda ma in realt&agrave; serve soltanto a ricordarci che siamo vivi e reali, assoggettati tutti quanti alle minaccia brutale e inspiegabile dell&rsquo;intolleranza.<br /><br /><strong>Davide Eustachio Stanzione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/torino-33.html">Torino 33</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Sebasti&aacute;n Silva<br />Interpreti: Sebasti&aacute;n Silva, Tunde Adebimpe, Kristen Wiig, Reg E. Cathey, Mark Margolis<br />Sceneggiatura: Sebasti&aacute;n Silva<br />Fotografia: Sergio Armstrong<br />Musica: Danny Bensi, Saunder Jurriaans<br />Anno: 2015<br />Durata: 101&rsquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='872884569650886457-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='872884569650886457-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='872884569650886457-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3759204_orig.jpg' rel='lightbox[gallery872884569650886457]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Nasty Baby, Sebastian Silva, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3759204.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='248' style='position:absolute;border:0;width:120.97%;top:0%;left:-10.48%' /></a></div></div></div></div><div id='872884569650886457-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='872884569650886457-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7954094_orig.jpg' rel='lightbox[gallery872884569650886457]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Nasty Baby, Sebastian Silva, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7954094.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='872884569650886457-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='872884569650886457-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8017452_orig.png' rel='lightbox[gallery872884569650886457]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Nasty Baby, Sebastian Silva, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8017452.png' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='872884569650886457-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='872884569650886457-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/734139_orig.jpg' rel='lightbox[gallery872884569650886457]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Nasty Baby, Sebastian Silva, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/734139.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='210' style='position:absolute;border:0;width:142.86%;top:0%;left:-21.43%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/2rRlSbfLZG4?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>