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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - special werner herzog]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1]]></link><description><![CDATA[special werner herzog]]></description><pubDate>Wed, 13 May 2026 02:44:02 -0700</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[HERZOG - Into the Inferno (Dentro l'inferno)]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-into-the-inferno-dentro-linferno]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-into-the-inferno-dentro-linferno#comments]]></comments><pubDate>Mon, 31 Oct 2016 10:40:31 GMT</pubDate><category><![CDATA[documentari]]></category><category><![CDATA[into the inferno]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-into-the-inferno-dentro-linferno</guid><description><![CDATA[ &#8203;Presentato poche settimane prima alla Festa del Cinema di Roma e uscito sulla piattaforma Netflix il 28 ottobre, Into the Inferno &egrave; un impressionante iter cinematografico che, a partire dagli uomini e dai loro legami ancestrali al fuoco, generatore e distruttore di vita, incapsula immagini magnetiche della forza fagocitante dei vulcani impressi nelle loro eruzioni, catalizzatori di mistiche credenze. Il derivato &egrave; un excursus dal taglio compartecipativo che cerca, allungand [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:278px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/big.jpg?260" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;Presentato poche settimane prima alla Festa del Cinema di Roma e uscito sulla piattaforma <u><a target="_blank" href="https://www.netflix.com/it/title/80066073">Netflix</a></u> il 28 ottobre, <strong><font color="#1b09df">Into the Inferno</font></strong> &egrave; un impressionante iter cinematografico che, a partire dagli uomini e dai loro legami ancestrali al fuoco, generatore e distruttore di vita, incapsula immagini magnetiche della forza fagocitante dei vulcani impressi nelle loro eruzioni, catalizzatori di mistiche credenze. Il derivato &egrave; un excursus dal taglio compartecipativo che cerca, allungando uno sguardo appassionato che riesce eppure a mantenere un importante distacco, di cogliere la qualit&agrave; magica, primordiale che &egrave; ramificata nel concetto di natura stesso, in una tensione percepibile tra razionalit&agrave; e pathos, senza mai riuscire, ovviamente, a posarsi definitivamente sull&rsquo;uno piuttosto che sull&rsquo;altro. &nbsp;<br />Un&rsquo;introduzione sonora maestosa e solenne conferisce all&rsquo;opera l&rsquo;aura sacra e simbolica del paganesimo spirituale, che si riveler&agrave; essere l&rsquo;oggetto sondabile e l&rsquo;interesse primario di <strong><font color="#1c08e9">Werner Herzog</font></strong> nella missione documentaristica che lo ha nuovamente incontrato in una peregrinazione sistematica nelle isole Vanuatu, Oceano Pacifico.<br />&#8203;Non casualmente, il primo montaggio tra panoramiche vertiginose e close up sul magma sanguigno e pulsante si alternano attribuendo il &ldquo;solito&rdquo; - per il maestro tedesco - &nbsp;primato ad una natura sconfinata che &egrave; in grado ancora di regolare, accompagnare, a volte soltanto lambire o invece dirigere le parabole umane delle trib&ugrave; indigene (ma anche delle societ&agrave; pi&ugrave; politicamente e gerarchicamente strutturate) che assegnano a un&rsquo;assoluta potenza visiva del Dio Vulcano propriet&agrave; para-religiose e spirituali, generando fenomeni di percepito terrore reverenziale, momentanee esperienze extra-corporee e fedi radicate. Cos&igrave; il capo di una trib&ugrave; australiana illustra come all&rsquo;interno del cratere giaccia un vespaio di spiriti responsabili della detonazione della camera magmatica, colei che risale per liberarsi in una carica eruttiva distruttiva.&nbsp;<br />Herzog indaga, dunque, lungi da intenti dichiaratamente informativi e muovendosi, sempre, come un funambolo, sulla divisione sottile che fa della realt&agrave; finzione (e viceversa), i rituali legati ai fenomeni vulcanici e, conscio di un&rsquo;impossibilit&agrave; onnicomprensiva connessa a una pretesa di verit&agrave; o conoscenza, comunica un&rsquo;impressione del mondo per abbozzi e sprazzi di interviste e tramite la voce fuori campo (la sua), ma soprattutto servendosi dell&rsquo;immagine satura di un digitale acceso e vivo di contrasti del magma lucente e mortifero, che &egrave; abbagliante e seducente, dominante e stregato, pi&ugrave; che macchia cromatica demoniaca da cui prendere le distanze.&nbsp;<br />Al contrario, &egrave; Herzog stesso a viaggiare e a srotolare insieme allo spettatore, in maniera graduale e senza alcuna drammatizzazione, lo spettacolo luminescente della natura che viene avvicinata, democraticamente, dalla prospettiva scientifica del vulcanologo <strong><font color="#1f0cea">Clive Oppenheimer</font></strong> (non una novizia per il regista, che egli gi&agrave; conobbe durante le riprese di <u><a target="_blank" href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-encounters-at-the-end-of-the-world-il-pianeta-invincibile">Encounters at the end of the world</a></u>), al di l&agrave; di meri dettagli conoscitivi, spaziando tra incursioni para-scientifiche (come l&rsquo;ipotetica eruzione vulcanica che avrebbe messo a rischio l&rsquo;intera razza umana millenni fa) e riprese sul campo di archeologi locali e non (dove l&rsquo;interazione ironica tra colleghi che si coglie inonda lo spazio del dispiegamento della professione), mentre emerge sempre pi&ugrave; limpido l&rsquo;intento di captare, con encomiabile delicatezza e riecheggiando memorie di un romanticismo connaturato, forme e ispirazioni umane, &nbsp;caratteri divinatori dell&rsquo;esistenza.&nbsp;<br />Herzog lo fa dando spazio a una coscienza del tutto metafisica dell&rsquo;esperibile, con un approccio di certo pi&ugrave; fenomenologico che investigativo in senso stretto, mentre ritaglia, significativamente, una parentesi sulla Corea del Nord e su quanto l&rsquo;idolatria del dittatore sfoci in fenomeni ancora connessi a una sensazione sacrale e religiosa ancillare alla rivoluzione e a colui che la impugn&ograve;. Gli spiriti celesti che abitano il monte coreano pregarono affinch&eacute; venisse inviato alla loro terra un essere illustre che promulgasse prosperit&agrave;, materializzandosi poi nella figura di Kim Il-Sung.&nbsp;<br />Herzog &nbsp;&egrave;, insomma, conscio di come un&rsquo;idea univoca che convogli materiali registrati, pensati, scritti sulla spregiudicatezza del tutto narcisistica della natura sia impraticabile, irriconoscibile, probabilmente impossibile; non v&rsquo;&egrave; tentativo di giungere a una conclusione che non sia quella di una finzione che a sua volta si applichi alla realt&agrave;, la finzione cinematografica come quella dell&rsquo;uomo sull&rsquo;evidenza impenetrabile e mistificante dell&rsquo;esistenza. Cos&igrave; l&rsquo;opera si tramuta in una sorta di genealogia religiosa, laddove quest&rsquo;ultima nasce dinnanzi allo scoglio invalicabile dell&rsquo;incomprensibilit&agrave;; e il Dio Vulcano condurrebbe, allora, a un&rsquo;apocalisse-inceneritrice in grado di affermare nuovamente il suo indomabile potere.&nbsp;<br /><br /><strong>Laura Delle Vedove</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a target="_blank" href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Into the Inferno<br />Regia: Werner Herzog<br />Sceneggiatura: Werner Herzog<br />Interpreti principali: Werner Herzog, Clive Oppenheimer<br />&#8203;Fotografia: Peter Zeitlinger<br />Durata: 104&rsquo;<br />Uscita italiana: 28 ottobre 2016</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='282075336339612799-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='282075336339612799-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282075336339612799-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/28intotheinferno1-master768_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282075336339612799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/28intotheinferno1-master768.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='212' style='position:absolute;border:0;width:141.51%;top:0%;left:-20.75%' /></a></div></div></div></div><div id='282075336339612799-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282075336339612799-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/intotheinferno-werner-herzog-1200x520_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282075336339612799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/intotheinferno-werner-herzog-1200x520.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='173' style='position:absolute;border:0;width:173.41%;top:0%;left:-36.71%' /></a></div></div></div></div><div id='282075336339612799-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282075336339612799-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282075336339612799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='228' style='position:absolute;border:0;width:131.58%;top:0%;left:-15.79%' /></a></div></div></div></div><div id='282075336339612799-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282075336339612799-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; 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width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/into-the-inferno-4e627472-9c3e-11e6-a472-803c9c62b420_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282075336339612799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/into-the-inferno-4e627472-9c3e-11e6-a472-803c9c62b420.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='211' style='position:absolute;border:0;width:142.18%;top:0%;left:-21.09%' /></a></div></div></div></div><div id='282075336339612799-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282075336339612799-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/intotheinferno-index_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282075336339612799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/intotheinferno-index.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div><div id='282075336339612799-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='282075336339612799-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/werner-herzogs-new-volcano-film-brings-fire-poetry-and-north-korea-1477581416-crop-desktop_orig.jpg' rel='lightbox[gallery282075336339612799]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/werner-herzogs-new-volcano-film-brings-fire-poetry-and-north-korea-1477581416-crop-desktop.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='160' style='position:absolute;border:0;width:187.5%;top:0%;left:-43.75%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/6cUm4-7T-Vs?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - La Soufrière: aspettando l’apocalisse]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-la-soufriere-aspettando-lapocalisse]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-la-soufriere-aspettando-lapocalisse#comments]]></comments><pubDate>Fri, 06 Mar 2015 11:34:44 GMT</pubDate><category><![CDATA[documentari]]></category><category><![CDATA[la soufri&egrave;re]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-la-soufriere-aspettando-lapocalisse</guid><description><![CDATA[ La cultura tedesca &egrave; probabilmente quella che pi&ugrave; di ogni altra ha saputo cogliere il nocciolo duro, l&rsquo;essenza stessa del pensiero greco presocratico, vale a dire del sostrato conoscitivo e concettuale che costituisce il fondamento dell&rsquo;Occidente. H&ouml;lderlin, Nietzsche, Heidegger sono alcune fra le figure pi&ugrave; rilevanti ad avere evidenziato la decisiva importanza del pensiero cosmologico greco &ndash; sia come produzione poetica che filosofica &ndash; nella f [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:258px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:2px;*margin-top:4px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7053890.jpg?240" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorderBlack wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -5px; margin-bottom: 5px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">La cultura tedesca &egrave; probabilmente quella che pi&ugrave; di ogni altra ha saputo cogliere il nocciolo duro, l&rsquo;essenza stessa del pensiero greco presocratico, vale a dire del sostrato conoscitivo e concettuale che costituisce il fondamento dell&rsquo;Occidente. H&ouml;lderlin, Nietzsche, Heidegger sono alcune fra le figure pi&ugrave; rilevanti ad avere evidenziato la decisiva importanza del pensiero cosmologico greco &ndash; sia come produzione poetica che filosofica &ndash; nella formazione linguistica, speculativa, politica ed etica dei popoli della compagine occidentale. <br /><span style=""></span> Anche nel cinema, non a caso, emerge con assoluta decisione il nome di un tedesco, <strong><font color="#0f0fea">Werner Herzog</font></strong>, come ultimo ed estremo nume tutelare di quella che fu la matrice originaria del nostro mondo. In tutti i suoi lavori documentari e in alcuni dei suoi pi&ugrave; memorabili film narrativi &ndash; perlomeno quelli che, come <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-aguirre-furore-di-dio" target="_blank">Aguirre</a></u>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-fitzcarraldo-il-dio-e-il-suo-sogno" target="_blank">Fitzcarraldo</a></u>, <em style="">Cobra Verde</em>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-nosferatu-il-principe-della-notte" target="_blank">Nosferatu</a></u> (e in parte anche, sia pure con esiti alterni, <em style="">Grido di pietra</em>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-invincibile-la-visione-del-golem" target="_blank">Invincibile</a></u>, <em style="">Il cattivo tenente</em>, <em style="">Queen of the Desert</em>), mettono in scena l&rsquo;ambizione smisurata di un singolo &ndash; emerge inequivocabilmente il continuo riferimento ai valori, alla complessit&agrave; e ai dilemmi della grecit&agrave; antica.<br /><span style=""></span> Apolide per natura, pi&ugrave; che per semplice vocazione, ricercatore instancabile dei confini estremi e inaccessibili della verit&agrave; e dell&rsquo;essere, Herzog sembra riecheggiare nella sua figura, al pari dei suoi personaggi visionari, emarginati e maledetti, il primo coro dell&rsquo;<em style="">Antigone </em>di Sofocle, allorch&eacute; viene descritta l&rsquo;essenza dell&rsquo;umano:  <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <em style="">Di molte specie &egrave; l&rsquo;inquietante, nulla tuttavia di pi&ugrave; inquietante dell&rsquo;uomo s&rsquo;aderge.</em> / <em style="">Questi balza sul flutto schiumante </em>/ <em style="">pel vento del sud invernale</em> /<em style="">e incrocia sulle creste </em>/ <em style="">delle onde furiosamente spalancantisi.</em> / <em style="">Anche la pi&ugrave; sublime divinit&agrave;, la terra,</em> / <em style="">l&rsquo;indistruttibile infaticabile, egli l&rsquo;estenua  </em>[&hellip;]<em style="">.</em> / <em style="">Anche nel risuonar della parola </em>/ <em style="">e nel tutto comprendere leggero come il vento</em> / <em style="">si ritrova, ed altres&igrave; nell&rsquo;animo di dominar citt&agrave;.</em> / <em style="">E anche come sfuggire, ha pensato, l&rsquo;esposizione ai dardi </em>/ <em style="">dell&rsquo;intemperie e degli spiacevoli geli.</em> / <em style="">Dappertutto aggirandosi, tutto esperendo per via, senza scampo, inesperto</em> / <em style="">perviene al nulla. </em>/ <em style="">Dall&rsquo;incombere, solo, della morte</em> / <em style="">con nessuna fuga pu&ograve; giammai difendersi, </em>/ <em style="">pur se ad un male tenace gli sia riuscito abilmente di sfuggire. </em>/ <em style="">Ottimamente esperto, il saper-fare </em> / <em style="">possedendo al di l&agrave; della speranza, </em>/ <em style="">cade talvolta in condizione vile</em> / <em style="">del tutto, altra ad eccelsa riesce.</em> / <em style="">Tra lo statuto fisso della terra</em> / <em style="">e il diritto giurato degli dei prosegue la sua via. </em>/ <em style="">Dall&rsquo;alto il luogo dominando, dal luogo escluso, </em>/ <em style="">tale egli &egrave;, a cui sempre essente &egrave; il non-essente, </em>/ <em style="">per amore del rischio</em>. / <em style="">Non divenga egli intimo del mio focolare,</em> / <em style="">n&eacute; delle sue illusioni il mio sapere partecipe sia</em> [&hellip;]<em style="">. </em>(<a href="#sdfootnote1sym" style="" title="">1</a>)<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> Come sostiene <strong><font color="#140de4">Martin Heidegger</font></strong> riguardo ai versi riportati <em style="">&ldquo;L&rsquo;uomo &egrave;, in una parola, </em>t&ograve; dein&oacute;taton: <em style="">ci&ograve; che vi &egrave; di pi&ugrave; inquietante. Un modo siffatto di parlare dell&rsquo;uomo lo coglie nei suoi estremi limiti e nelle scoscese profondit&agrave; del suo essere. Questo aspetto scosceso ed estremo non &egrave; mai visibile agli occhi di chi si appaga della semplice descrizione e della mera constatazione dei fatti </em>[&hellip;]<em style="">.&rdquo; </em>(<a href="#sdfootnote2sym" style="" title="">2</a>)<br /><br /><a href="http://www.weebly.com/weebly/main.php#sdfootnote1anc" style="" title="">1</a>) <font size="1">Il testo dell&rsquo;<em style="">Antigone</em>&nbsp;qui riportato fa riferimento alla traduzione/interpretazione che ne d&agrave; Martin Heidegger in&nbsp;<em style="">Introduzione alla metafisica</em>, tr. it., Mursia, Milano 1968, ed. economica Mursia, 1990, pp. 154-156.</font><br /><a href="http://www.weebly.com/weebly/main.php#sdfootnote2anc" style="" title="">2</a>) <font size="1">M. Heidegger,&nbsp;<em style="">Introduzione alla metafisica</em>, cit., p. 157.</font><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> Dal coro dell&rsquo;<em style="">Antigone</em> non emerge per&ograve; soltanto la dimensione primordiale dell&rsquo;uomo, colta nel suo costitutivo antagonismo rispetto alla natura, la <em style="">ph&yacute;sis</em> greca &ndash; un antagonismo che non implica una negazione della natura stessa, bens&igrave; la massima adesione alle sue intrinseche dinamiche conflittuali, a quell&rsquo;orizzonte di cui la nascita e la morte sono gli estremi confini che si co-appartengono, all&rsquo;assolutezza e profondit&agrave; problematica dei suoi oscuri meccanismi vitali, allo squilibrio della <em style="">dismisura</em>, alla lotta perenne per la sopravvivenza in condizioni estreme &ndash; ma anche la possibilit&agrave; che l&rsquo;uomo stesso, all&rsquo;opposto, abbracci la condizione addomesticata e pacifica della civilt&agrave; e della Legge, a partire dalla quale colui che ne rifiuti gli assunti e le responsabilit&agrave; verr&agrave; respinto: <em style="">&ldquo;Non divenga egli intimo del mio focolare.&rdquo; </em><br /><span style=""></span> Il focolare, la <em style="">p&oacute;lis</em>, il vivere sociale e collettivo, l&rsquo;equilibrio garantito dalla norma e dal divieto conducono l&rsquo;umanit&agrave; all&rsquo;aggregazione <em style="">regolata</em> e coatta, priva di pericoli, ma sovente anche vuota di senso: il <em style="">familiare</em> in quanto differente per natura rispetto all&rsquo;<em style="">inquietante</em>. Colui che respinger&agrave; la Legge, che non riconoscer&agrave; il diritto positivo del consorzio civile perder&agrave; il privilegio della cittadinanza, verr&agrave; bandito dalla comunit&agrave; &ndash; rifiuto non di rado reciproco &ndash; e torner&agrave; a errare nel mondo, privo di rifugio e conforto, come alle origini, ma animato dal bisogno primigenio di confrontarsi daccapo, perennemente, con la ricerca incessante della verit&agrave;, che trova la propria ragion d&rsquo;essere non tanto nell&rsquo;irraggiungibile obiettivo, bens&igrave; nella propria attitudine etica, che nasce proprio dalla consapevolezza dell&rsquo;inanit&agrave; dello sforzo e della sua immensa bellezza fine a se stessa. Una verit&agrave; che, partendo dal vocabolo greco che la designa, <em style="">&agrave;-l&eacute;theia</em> (non-nascondimento, s-velamento), allontana la cristallinit&agrave; della certezza piena, la luminosit&agrave; dell&rsquo;evidenza al di l&agrave; di ogni possibile dubbio ed evoca, invece, la tensione problematica dell&rsquo;essere delle cose e la sua complessit&agrave; permeata dello scambio fra visibile e invisibile, della co-appartenenza reciproca di luce e zone d&rsquo;ombra. <br /><span style=""></span> Gli smisurati e folli personaggi di Herzog, cos&igrave; come il regista stesso in prima persona, non hanno mai smesso questa ricerca, non sono mai venuti meno alla loro missione di &ldquo;conquistatori dell&rsquo;inutile&rdquo;, di ricercatori di una verit&agrave; &ldquo;estatica&rdquo; &ndash; come la definisce Herzog stesso &ndash; capace di trascendere i meri confini del fatto, del dato oggettivo, per raggiungere il sublime e terribile prodigio della rivelazione dell&rsquo;essere. Per ci&ograve; stesso &egrave; inscritta nel loro destino la sconfitta, che, solo in quanto tale, riesce a far risplendere questi eroi indomabili quali tragici e sublimi titani perduti, gloriosi esseri senza pace n&eacute; catarsi, sacrificati all&rsquo;altare del loro terribile e personalissimo <em style="">d&aacute;imon</em>.<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:273px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9486918.jpeg?255" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><strong><font color="#180be2">La Soufri&egrave;re</font></strong>, documentario girato nel 1976, nell&rsquo;imminenza di quella che avrebbe potuto essere una catastrofe naturale di proporzioni immani &ndash; il vulcano&nbsp;<em style="">La Grande Soufri&egrave;re</em>, nell&rsquo;isola di Guadalupa (Antille francesi), nella primavera di quello stesso anno, aveva dato allarmanti cenni di risveglio fino a portare, nei mesi successivi, le autorit&agrave; a decidere di evacuare la parte meridionale dell&rsquo;isola e in particolare il centro pi&ugrave; importante, Basse Terre, nell&rsquo;attesa di un&rsquo;esplosione che avrebbe potuto corrispondere, secondo le stime degli scienziati, a un&rsquo;intensit&agrave; pari a quella di 5/6 bombe atomiche &ndash; costituisce, a un tempo, il film pi&ugrave; estremo girato da Herzog, un lavoro che contiene in s&eacute; molti dei temi cari al regista bavarese, nonch&eacute; una delle sue pi&ugrave; notevoli riflessioni (successiva al momento della realizzazione del film e, forse, proprio per questo, ancora pi&ugrave; riuscita, in quanto non programmatica, anche se assai di rado schematismo e rigidezza accompagnano l&rsquo;idea che Herzog ha del cinema) sulle possibilit&agrave; e i limiti dell&rsquo;atto del riprendere la realt&agrave; nel suo farsi.<br /><br />Fin dalle prime immagini, lo sguardo della mdp &egrave;&nbsp;<em style="">dentro</em>&nbsp;le cose, sull&rsquo;isola, nella cittadina di Basse Terre: Herzog &egrave; attratto dall&rsquo;abisso e non esita a scrutarlo. Quando l&rsquo;attivit&agrave; del vulcano diviene intensa e l&rsquo;apocalisse pare imminente, Herzog e i suoi due operatori, <strong><font color="#2309e6">Lachman</font></strong> e <strong><font color="#0f0fe8">Schmidt-Reitwein</font></strong>, perlustrano l&rsquo;isola dall&rsquo;alto in elicottero, ma presto vi fanno ritorno. Il cinema, per Herzog, non &egrave; mai finzione o approssimazione, ma sempre e solo impresa, titanica avventura, rischio non calcolato, sfida all&rsquo;impossibile.&nbsp;<br />Mentre l&rsquo;esplosione annientatrice sembra approssimarsi, la mdp rivela come una citt&agrave; fantasma quello che fino a poco prima era un luogo vivo, dal quale gli abitanti sembrano essere stati rapiti da una forza misteriosa e aliena: semafori ancora funzionanti, insegne e segnali stradali perfettamente posizionati, negozi svuotati ma con i cartellini dei prezzi in bella mostra, abitazioni con televisori e frigoriferi accesi; manca solo l&rsquo;uomo. Le vestigia di una civilt&agrave; moderna e improvvisamente scomparsa si mostrano in un silenzio innaturale, rotto, di quando in quando, dalla voce&nbsp;<em style="">over</em>&nbsp;di Herzog che fa da guida allo spettatore, talora descrivendo ci&ograve; che si mostra alla mdp, talora pennellando le suggestioni e le impressioni intime di un uomo che ha vissuto da protagonista l&rsquo;esperienza, ma che ne parla, inevitabilmente, come di qualcosa di gi&agrave; compiuto, di irreversibilmente concluso.&nbsp;<br />Le strade sono percorse da animali abbandonati &ndash; una scrofa coi suoi piccoli, un&rsquo;asina col suo cucciolo, cani &ndash; finalmente liberi dal giogo dell&rsquo;uomo, ma rimasti senza difesa rispetto all&rsquo;incombere della natura: la mdp inquadra infatti anche la carcassa di un grosso cane ricoperto di mosche. La voce di Herzog informa inoltre lo spettatore che migliaia di serpenti, che vivevano nel folto della macchia sulle pendici del vulcano, spaventati dalle potenti scosse sono scesi fino al mare dove sono tutti annegati. Sull&rsquo;isola non vi &egrave; pi&ugrave; traccia di cibo n&eacute; di possibilit&agrave; di salvezza, eppure la vita continua, anche se circondata dalla morte e dall&rsquo;abbandono, mentre la sommit&agrave; del monte, coperta di spessi strati di vapore solforoso, continua imperterrita a incombere come un demone di epoche remote.<br />Gli animali non sono per&ograve; gli unici esseri viventi rimasti sull&rsquo;isola: tre uomini hanno deciso di non fuggire, per rimanere ad aspettare la fine, ed Herzog decide di incontrarli. I tre rappresentano l&rsquo;altra faccia della medaglia della poetica herzoghiana, oscillante fra i poli opposti, ma complementari, di un rapporto con l&rsquo;assoluto e con la totalit&agrave; scandito dal superamento iperbolico del limite, dalla sfida folle e visionaria all&rsquo;estremo oppure, al contrario, caratterizzato dalla quieta pacatezza e rassegnazione di chi gi&agrave; conosce o intuisce la propria disfatta di fronte al mistero del mondo. Si tratta delle due grandi tipologie archetipiche della poetica di Herzog: da un lato i personaggi superomistici che si confrontano con la propria sconfinata brama di potere, conquista e conoscenza di fronte all&rsquo;altrettanto sconfinato enigma dell&rsquo;assoluto (come Aguirre o Fitzcarraldo), dall&rsquo;altro i personaggi che gi&agrave; hanno perso tutto, che, letteralmente, non appartengono pi&ugrave; all&rsquo;ambito dell&rsquo;<em style="">avere</em>, ma a quello dell&rsquo;<em style="">essere</em>, in quanto ci&ograve; che &egrave; rimasto loro non &egrave; altro che la&nbsp;<em style="">nuda</em>&nbsp;esistenza (come <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-lenigma-di-kaspar-hauser-la-prigione-del-mondo" target="_blank">Kaspar Hauser</a></u>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-la-ballata-di-stroszek-e-le-anime-perdute" target="_blank">Stroszek</a></u> o <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-woyzeck-la-disperazione-dellantieroe" target="_blank">Woyzeck</a></u>).&nbsp;<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:2px;*margin-top:4px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1881569.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Se il regista, con la sua presenza dietro e davanti alla mdp, ricopre il ruolo eroico di colui che, assieme ai suoi compagni, sfida la natura e le sue leggi rischiando la vita, i tre autoctoni propongono una sfida differente alla medesima natura e alle medesime leggi, con un atteggiamento diverso, quello di una saggezza ancestrale marcata dal pre-possesso intuitivo dello scacco dell&rsquo;uomo di fronte all&rsquo;arcana potenza del cosmo: tenui e rassegnati perch&eacute; <em style="">lungimiranti</em>, inattuali, emarginati e dimenticati, antieroici ma colmi della dignit&agrave; degli uomini liberi, pregni di saggezza e di vita anche se prossimi alla fine, giacch&eacute; sanno che l&rsquo;uomo <em style="">&ldquo;Dall&rsquo;incombere, solo, della morte,</em> <em style="">con nessuna fuga pu&ograve; giammai difendersi.&rdquo;</em><br /><span style=""></span> <strong><font color="#0b12e4">La Soufri&egrave;re</font></strong> esprime, a tal proposito, un gustoso e a tratti grottesco paradosso, giacch&eacute; l&rsquo;apocalisse annunciata e attesa non vi sar&agrave;. Il vulcano, inspiegabilmente dal punto di vista scientifico, non esploder&agrave; &ndash; lo far&agrave;, senza vittime, tre anni pi&ugrave; tardi &ndash; e questo rende il film un curioso e straniante lavoro di sapore beckettiano, valore aggiunto di un&rsquo;opera magnifica ed estrema, non solo perch&eacute; il pericolo incombente &egrave; comunque quanto mai prossimo e reale, ma soprattutto perch&eacute; l&rsquo;attesa della fine diventa occasione per lo sguardo di posarsi sull&rsquo;incantata bellezza e la sovrumana potenza della natura, per sancire la vittoria del significante sul significato. <br /><span style=""></span> Herzog inserisce nel film alcune immagini fotografiche della catastrofica esplosione del vulcano <em style="">La Pel&eacute;e</em>, avvenuta nel 1902 sulla vicina isola della Martinica, che aveva raso al suolo la cittadina di Saint-Pierre, uccidendo trentamila persone. Le fotografie di un evento gi&agrave; avvenuto e concluso, e che quindi non ha pi&ugrave; <em style="">luogo</em>, echi immobili dal regno oscuro del passato, tracce di un mondo sepolto, dimenticato e fantastico fanno da controcanto al presente delle riprese, che invece mostrano un luogo privo di evento e che divengono, tramite l&rsquo;attesa indefinita, anch&rsquo;esse immagini sospese di una situazione immobilizzata, contemplazione del tempo puro, immagine-tempo priva di cronologia e di scansione degli eventi, verit&agrave; estatica non zavorrata dal predominio del senso.<br /><span style=""></span> Il film si conclude con il riconoscimento, da parte di Herzog, della propria sconfitta: <em style="">&ldquo;</em><em style="">Per noi, le riprese per questo film hanno assunto un aspetto patetico, e cos&igrave; tutto &egrave; finito con un nulla di fatto e nel ridicolo pi&ugrave; completo. Ora diventer&agrave; il documentario di una catastrofe inevitabile che non si verific&ograve;.&rdquo;</em> Il fallimento della missione diviene per&ograve;, in questo caso, fatalmente, il trionfo del cinema.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <strong style="">Gian Giacomo Petrone</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html" title="">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><span style=""></span>  <em style="">Scheda tecnica</em><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> Anno: 1976<br /><span style=""></span> <span style="">Durata: 30&rsquo;</span><br /><span style=""></span> <span style="">Regia: Werner Herzog</span><br /><span style=""></span> <span style="">Fotografia: J&ouml;rg Schmidt-Reitwein, Edward Lachman</span><br /><span style=""></span> <span style="">Montaggio: Beate Mainka-Jellinghaus</span><br /><span style=""></span> <span style="">Musiche: Rachmaninov, Brahms, Mendelssohn, Wagner</span><br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='820279665301832562-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='820279665301832562-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='820279665301832562-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3401992_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery820279665301832562]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La Soufri&egrave;re, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3401992.jpeg' class='galleryImage' _width='368' _height='285' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-1.63%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='820279665301832562-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='820279665301832562-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4621928_orig.jpg' rel='lightbox[gallery820279665301832562]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La Soufri&egrave;re, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4621928.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='269' style='position:absolute;border:0;width:111.52%;top:0%;left:-5.76%' /></a></div></div></div></div></div><div id='820279665301832562-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='820279665301832562-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9169674_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery820279665301832562]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La Soufri&egrave;re, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9169674.jpeg' class='galleryImage' _width='400' _height='309' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-1.5%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='820279665301832562-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='820279665301832562-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9125019_orig.jpg' rel='lightbox[gallery820279665301832562]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La Soufri&egrave;re, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9125019.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='300' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:0%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:5px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/jMWz_j4RQrk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; 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Le nazioni possono nascere e morire pi&ugrave; volte, gli uomini hanno un&rsquo;unica possibilit&agrave;. Nel corso del &lsquo;900 la Germania muore una prima volta nel 1918: il trattato di Versailles sembra porre la pietra tombale sulle mire egemoniche tedesche e anche su qualsiasi possibilit&agrave; di rinascita o rivincita. 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Le nazioni possono nascere e morire pi&ugrave; volte, gli uomini hanno un&rsquo;unica possibilit&agrave;. Nel corso del &lsquo;900 la Germania muore una prima volta nel 1918: il trattato di Versailles sembra porre la pietra tombale sulle mire egemoniche tedesche e anche su qualsiasi possibilit&agrave; di rinascita o rivincita. Poi il 1945: la disfatta del nazismo costituisce un secondo colpo, anch&rsquo;esso mortale, per la Germania e per il suo popolo. Ma come detto, le nazioni hanno molteplici vite da spendere e riescono anche a rinascere dalle proprie ceneri. <br /><span style=""></span> &Egrave; indubbio, comunque, che la conclusione della seconda guerra mondiale coincida con l&rsquo;anno zero della Germania, con l&rsquo;obliterazione del prestigioso passato del suo popolo, il quale finisce col subire la pericolosa e fuorviante sovrapposizione col nazismo tout court. Visto che, come diceva Pasolini, <em style="">&ldquo;La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita&rdquo;</em>, conferendole senso, giacch&eacute; <em style="">&ldquo;Finch&eacute; siamo vivi manchiamo di senso&rdquo;</em>, &egrave; indubbio che, per molto tempo, sia i tedeschi sopravvissuti, sia i popoli da essi assoggettati o combattuti durante la guerra, abbiano continuato ad avere come unico riferimento nel definire la Germania, nell&rsquo;attribuire un senso, appunto, alla sua storia, la sciagura del nazismo e del secondo conflitto mondiale, la sua seconda e pi&ugrave; tragica morte.<br /><span style=""></span> Anche la generazione dei cineasti tedeschi del secondo dopoguerra sembra non riuscire a trascendere questo cupo orizzonte e si sente costretta, non di rado, a fare i conti proprio con quel doloroso passato o, talora, a guardare oltreoceano per attingere a modelli letterari e filmici non <em style="">contaminati</em> dall&rsquo;esperienza nazionalsocialista. &Egrave; il caso, fra gli altri, di autori come Fassbinder, Wenders, Syberberg, Reitz. <strong><font color="#230ae2">Werner Herzog</font></strong> rappresenta, in questo contesto, un&rsquo;eccezione degna di nota, giacch&eacute; i suoi film sono espressione di una poetica, che, fin dalle prime opere, appare purificata e liberata da qualsivoglia legame con la storia tedesca della prima met&agrave; del &lsquo;900. Non che il regista bavarese risulti insensibile a tali problematiche, ma &egrave; indubbio che nel suo cinema si avverta un respiro universale, profondamente umanista e intensamente filosofico, non ghettizzabile in un unico frammento di storia, sia pure ampio e tragico. Anzi, &egrave; proprio l&rsquo;<em style="">eccessiva</em> sensibilit&agrave; che l&rsquo;ha portato a valicare continuamente i confini spaziotemporali del proprio paese e della propria epoca, nonch&eacute;, in certi casi, quelli del mondo. <br /><span style=""></span> Tant&rsquo;&egrave; che quando Herzog, nel 2001 con <strong><font color="#3d02e4">Invincibile</font></strong>, decide di confrontarsi con gli oscuri trascorsi della Germania, lo fa trascendendone la dimensione aneddotica, cronachistica, retorica, scegliendo ancora una volta di focalizzare la propria attenzione sui suoi temi prediletti e di mettere in scena i personaggi cari al suo cinema.<br /><span style=""></span> Il film risulta ambientato fra la Polonia dell&rsquo;est e Berlino, a cavallo fra il maggio del 1932 e l&rsquo;inizio del 1933, nel periodo in cui Hitler &egrave; prossimo ormai a salire definitivamente al potere, ma la Storia &egrave; quasi sempre sullo sfondo o appare, di quando in quando, solo per palesare i propri tratti grotteschi &ndash; ad esempio con le figure di Himmler o Goebbels &ndash; per poi continuare a scorrere indifferente sullo sfondo, mentre balzano in primo piano le piccole storie degli uomini e, fra questi, di alcuni individui dotati di un&rsquo;aura singolare. <br /><span style=""></span> Herzog, nel suo cinema, non ha mai smesso di raccontare le due forme di eroismo che contraddistinguono gli esseri umani per lui straordinari: la sfida allo <em style="">smisurato</em>, cio&egrave; il gettarsi nel cuore di tenebra dell&rsquo;essere, del mondo nelle sue forme primordiali ed estreme &ndash; &egrave; il caso, ad esempio, di personaggi come <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-aguirre-furore-di-dio" target="_blank" title="">Aguirre</a></u> o <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-fitzcarraldo-il-dio-e-il-suo-sogno" target="_blank" title="">Fitzcarraldo</a></u> &ndash; protendendosi verso la &ldquo;conquista dell&rsquo;inutile&rdquo;, cio&egrave; di ci&ograve; che gli uomini comuni definiscono tale, in quanto mancante di un effettivo tornaconto <em style="">quantificabile</em>; l&rsquo;adesione all&rsquo;<em style="">indefinitamente piccolo</em> &ndash; come accade, fra gli altri, a <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-lenigma-di-kaspar-hauser-la-prigione-del-mondo" target="_blank" title="">Kaspar Hauser</a></u> o <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog/herzog-la-ballata-di-stroszek-e-le-anime-perdute" target="_blank" title="">Bruno Stroszek</a></u> &ndash; che si configura come il rovescio della stessa medaglia, vale a dire il rientrare direttamente nella sfera dell&rsquo;<em style="">inutilit&agrave;</em>, ma in questo caso a livello esistenziale, giacch&eacute;, come dice Deleuze a tal proposito, <em style="">&ldquo;Quanto ha smesso di essere utile, comincia a essere, semplicemente&rdquo;</em>. (<a href="#sdfootnote1sym" style="" title="">1</a>) <br /><span style=""></span> Nel cinema herzoghiano di finzione, a predominare &egrave; quasi sempre solo una di queste due tipologie di personaggi, (<a href="#sdfootnote2sym" style="" title="">2</a>) alternativamente, ma in <em style="">Invincibile</em> &egrave; possibile riscontrare la convergenza di entrambe nell&rsquo;alveo narrativo dell&rsquo;opera, nonch&eacute; il loro fluttuare, talvolta, da un personaggio all&rsquo;altro: un elemento questo che rende il film una vera e propria <em style="">summa</em> del lavoro del regista bavarese.&nbsp;<br />A fronteggiarsi, nella Berlino degli anni &rsquo;30 raffigurata da Herzog, sono Zishe Breitbart (<strong><font color="#2b0ce2">Jouko Ahola</font></strong>), un fabbro ebreo polacco dalla forza eccezionale, e il medium Erik Jan Hanussen (<strong><font color="#160ae0">Tim Roth</font></strong>), un nobiluomo di origine danese, che esercita le proprie facolt&agrave; paranormali nel Palazzo dell&rsquo;Occulto e viene tenuto in gran considerazione dalle alte sfere naziste &ndash; specialmente dal F&uuml;hrer &ndash; giacch&eacute; nei suoi vaticini si fa menzione della prossima ascesa al potere di Hitler.  <br /><span style=""></span><br /><a href="http://www.weebly.com/weebly/main.php#sdfootnote1anc" style="" title="">1</a>) <font size="1">Al di fuori del cinema di finzione, nei documentari, Herzog mantiene lo stesso atteggiamento e persegue le medesime ossessioni dei suoi personaggi&nbsp;<em style="">smisurati</em>, senza necessitare del loro tramite, ma percorrendo direttamente &ndash; attraverso il proprio occhio inesausto &ndash; gli estremi confini del visibile.</font><br /><a href="http://www.weebly.com/weebly/main.php#sdfootnote2anc" style="" title="">2</a>) <font size="1">Un&rsquo;eccezione di rilievo &egrave; senz&rsquo;altro costituita da&nbsp;<em style="">Nosferatu</em>&nbsp;(1978), dove i personaggi risultano particolarmente sfaccettati e complessi e dove all&rsquo;onnipotente &ndash; ma&nbsp;<em style="">attenuato</em>&nbsp;dalla malinconia &ndash; principe della notte fa da contraltare il personaggio di Lucy, fragile ma forte di fronte al sacrificio supremo (anch&rsquo;esso&nbsp;<em style="">inutile</em>, peraltro), e quello di Jonathan Harker, diviso fra la propria origine borghese e l&rsquo;ansia di avventura e scoperta, che lo rende degno e inevitabile erede del vampiro.</font><br /><br /><span style=""></span> Entrambi i personaggi sono realmente esistiti, ma le vicende che li vedono sulla ribalta del proscenio filmico sono spesso frutto della fantasia di Herzog (specie per ci&ograve; che riguarda la figura del vigorosissimo fabbro ebreo, in realt&agrave; morto nel 1925), il quale non &egrave; interessato all&rsquo;aderenza storica o cronachistica, bens&igrave; a fare in modo che i temi a lui cari trovino l&rsquo;opportuna alchimia per svilupparsi. &Egrave; proprio a partire dalla dialettica fra queste due figure, nonch&eacute; fra le loro psicologie e motivazioni, che la poetica di Herzog si impone, per poi trovare negli altri personaggi principali i  moltiplicatori della propria intensit&agrave;.<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:233px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4521443.png?215" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Zishe, scoperto da un impresario berlinese nel suo villaggio polacco grazie alla forza eccezionale di cui &egrave; dotato, viene da questi precettato per diventare una delle attrazioni del Palazzo dell&rsquo;Occulto, a Berlino, nelle vesti di novello Sigfrido. Il suo ruolo sar&agrave; essenzialmente quello di fungere da controcanto alle facolt&agrave; mentali di Hanussen, per enfatizzarne i poteri. Gi&agrave; da queste premesse &egrave; possibile scorgere la cifra che delineer&agrave; l&rsquo;anima del film: l&rsquo;identit&agrave; di ogni personaggio emerger&agrave; per contrasto o reazione con quella degli altri. Per accentuare le proprie facolt&agrave;, Hanussen si mette in competizione con Zishe e sar&agrave; proprio da tale competizione che deriveranno la sua disfatta, nonch&eacute; un parziale riscatto della sua figura. <br /><span style=""></span> L&agrave; dove la forza di Zishe &egrave; esposta, ingenua, primordiale, pre-verbale &ndash; Ahola sta in scena col proprio corpo, spesso esibito in tutta la sua potenza e, al contempo, in tutta la sua fragilit&agrave;, senza fronzoli o sovrastrutture e compie <em style="">davvero</em> gli sforzi richiesti dal copione (Herzog &egrave; anche questo) &ndash; quella di Hanussen &egrave; sotterranea, retorica, verbale, teatrale, affabulatoria, frutto di una continua messinscena, di un vero e proprio lavoro attoriale. Non &egrave; un caso, infatti, che l&rsquo;unico professionista, fra i due attori chiamati da Herzog per i ruoli principali, sia proprio Roth. Ciascuno dei due interpreti rappresenta quindi <em style="">veridicamente</em> ci&ograve; che ciascun personaggio richiede, per delinearne il nucleo profondo, l&rsquo;essenza. <br /><span style=""></span> Entrambi i personaggi sono inoltre, ciascuno a proprio modo, dei <em style="">visionari</em> &ndash; come molti altri grandi (anti)eroi herzoghiani &ndash; ed entrambi appaiono pervasi da qualit&agrave; <em style="">smisurate</em>, anche solo per il fatto di interagire, sia pure in modi diversi e per molti versi contrapposti, con un Moloch apparentemente invulnerabile come quello nazista. Hanussen, per&ograve;, non predice il futuro, ma descrive il presente, allorch&eacute; vaticina la salita al potere di Hitler (che avverr&agrave; pochi mesi dopo); per il resto non &egrave; altro che un abile illusionista, un prestigiatore che gioca coi sentimenti del proprio pubblico, vellicandoli e compiacendoli, senza alcuna effettiva capacit&agrave; medianica, ma sorretto esclusivamente dalla propria arte affabulatoria; Zishe, invece, intuisce in pieno la pericolosit&agrave; del nazismo, per s&eacute; e per il proprio popolo,  e questa visione diviene, di fatto, la funesta profezia di un uomo dall&rsquo;anima pura, dal <em style="">cuore di vetro</em>, una profezia che per&ograve; quasi nessuno sar&agrave; in grado di capire. <br /><span style=""></span> Inoltre, mano a mano che Zishe accresce il proprio potere premonitore, Hanussen sembra smarrire la propria forza e sicurezza. La verit&agrave;, su se stesso in primo luogo, Hanussen la ritrover&agrave; &ndash; in una sorta di paradosso del mentitore &ndash; quando, denunciato da Zishe come impostore, sar&agrave; costretto, in tribunale, a palesare la propria vera identit&agrave; e, addirittura, le proprie origini ebraiche. Il vero nome di Hanussen &egrave; Herschmann Steinschneider, ebreo di origine ceca e grande falsario, mistificatore e manipolatore di folle. Solo una volta smascherato, egli dar&agrave; prova di orgoglio e coraggio, di fronte all&rsquo;uditorio del processo &ndash; con un memorabile monologo di Roth &ndash; e di dignit&agrave;, allorquando ricever&agrave; Zishe nel Palazzo dell&rsquo;Occulto ormai abbandonato e gli comunicher&agrave; la propria stima. Il riappropriarsi della propria identit&agrave; <em style="">occultata</em>, sar&agrave;, per Hanussen/Steinschneider, per l&rsquo;uomo smisuratamente ambizioso ridotto all&rsquo;impotenza, per il falso visionario, l&rsquo;occasione di <em style="">vedere</em> finalmente con chiarezza. <br /><span style=""></span> La maturazione di Zishe avviene grazie all&rsquo;interazione con altre tre figure fondamentali: Marta (<strong><font color="#1e0be6">Anna Gourari</font></strong>) &ndash; l&rsquo;amante di Hanussen &ndash; il fratello minore Benjamin (<strong><font color="#1f0ce5">Jacob Wein</font></strong>), che l&rsquo;ha raggiunto a Berlino, e il rabbino (<strong><font color="#1111e2">Herbert Golder</font></strong>) della sinagoga della capitale. Tutti e tre questi personaggi sono anch&rsquo;essi, a loro modo, dei veggenti e ciascuno di essi, cos&igrave; come Zishe, &egrave; dotato di un <em style="">dono</em>, la cui forza &egrave; intensificata da quella della visione. Il dono di Marta &egrave; la musica, cio&egrave; la grazia e la bellezza, che scuotono l&rsquo;animo fanciullesco del protagonista, conducendolo a una nuova dimensione dello spirito. Marta &egrave; inoltre il tramite fondamentale nella presa di coscienza di Zishe circa il pericolo nazista: &egrave; lei a pregarlo di accompagnarla in una crociera organizzata da Hanussen col fine di compiacere alcuni dei pi&ugrave; importanti notabili nazionalsocialisti &ndash; fra cui Himmler e Goebbels &ndash; per proteggerla da Hanussen stesso e dai suoi discutibili ospiti; &egrave; proprio durante la gita, infatti, che Zishe sente un Himmler ubriaco e ciarliero delirare sull&rsquo;imminente incendio del Reichstag, la cui colpa sarebbe poi ricaduta sugli ebrei. Marta quindi risulta, per molteplici ragioni, un elemento fondamentale nel progressivo sviluppo della consapevolezza del protagonista. <br /><span style=""></span> Di notevole rilevanza risulta anche la figura del piccolo Benjamin, che desta in Zishe la forza di ribellarsi al conformismo antisemita, che gli era stato imposto attraverso l&rsquo;obbligo di celare le proprie origini ebraiche e di spacciarsi come novello Sigfrido. L&rsquo;arrivo a Berlino dell&rsquo;amato fratello minore conduce quindi il protagonista a rivelare la propria vera identit&agrave; e a proclamarsi nuovo Sansone. Il dono di cui Benjamin &egrave; in possesso &egrave; l&rsquo;opposto di quello del suo gigantesco fratello: gracile di costituzione, ma dotato della parola, la Parola di Dio, che egli conosce a memoria, nonch&eacute; di una saggezza senza tempo, che contrasta con la sua giovane et&agrave;. Anche nel suo caso, per&ograve;, cos&igrave; come in quello di Marta, a smuovere nel profondo l&rsquo;animo di Zishe &egrave; l&rsquo;amore verso il fratello e verso il proprio popolo, pi&ugrave; che il convincimento legato alla parola. <br /><span style=""></span> Il protagonista &egrave; pura fisicit&agrave;, predominanza dell&rsquo;istinto e dell&rsquo;intuizione, anima cristallina: gli arabeschi del linguaggio e della retorica non hanno presa su di lui. Tali elementi ne fanno emergere, a un tempo, la forza e la fragilit&agrave;, che lo rendono umano e quindi &ndash; alla maniera delle altre figure centrali herzoghiane &ndash; destinato a una tragica fine. Anche se impermeabile alla potenza della parola, Zishe risulta sensibile al mito, al racconto dei trentasei giusti che gli fa il rabbino &ndash; in ogni generazione, il popolo ebraico d&agrave; i natali a trentasei uomini che portano in s&eacute; il dono della giustizia e il fardello di farsi carico delle sofferenze dell&rsquo;umanit&agrave; &ndash; prima del ritorno in Polonia. Il dono posseduto dal rabbino non solo accompagna la visionariet&agrave;, ma in essa si sostanzia, portandolo a scorgere, quindi a <em style="">vedere</em>, in Zishe, lo spirito e la forza dell&rsquo;uomo retto e puro. Egli &egrave; l&rsquo;unico che, anzich&eacute; toccare l&rsquo;affettivit&agrave; di Zishe, ne smuove il rispetto e quindi l&rsquo;<em style="">ascolto</em>. <br /><span style=""></span> Zishe, udito il racconto, torner&agrave; in Polonia per tentare di avvertire la propria comunit&agrave; del pericolo incombente. Una volta radunata la propria gente, gli mancheranno per&ograve; le parole per persuadere l&rsquo;uditorio: il popolo ebraico non ascolta il proprio Golem, che non &egrave; in grado di esprimere compiutamente la verit&agrave;, pur possedendola. La verit&agrave; di Zishe non si situa, agli ottenebrati occhi della comunit&agrave;, nella sua parola, ma nel suo corpo e sar&agrave; proprio quest&rsquo;ultimo, apparentemente indistruttibile, a soccombere, dopo l&rsquo;ennesima dimostrazione della propria forza, a causa di una banale scalfittura causata da un chiodo arrugginito, mentre ogni suo ammonimento cadr&agrave; nel nulla.<br /><span style=""></span> Quasi tutti i personaggi centrali del cinema di Herzog sono, ciascuno a proprio modo, dei giusti, perch&eacute; puri di cuore, proiettati verso l&rsquo;assoluto come inesauribile ricerca della verit&agrave;, posseduti dal dono della veggenza e dalla maledizione di non essere ascoltati e compresi; perci&ograve; sono degli inattuali, degli apolidi solitari ed emarginati da comunit&agrave; chiuse nella propria stoltezza. Il loro destino non potr&agrave;, quindi, che esser quello di vedere spazzate le proprie visioni dal vento dell&rsquo;indifferenza e dell&rsquo;oblio.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <strong style="">Gian Giacomo Petrone</strong><br /><span style=""></span><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html">Special Werner Herzog</a></u><br /><span style=""></span> <br /><br /><span style=""></span> <em style="">Scheda tecnica</em><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> Titolo originale: <em style="">Invincible</em><br /><span style=""></span> Anno: 2001<br /><span style=""></span> Durata: 127&rsquo;<br /><span style=""></span> Regia, soggetto e sceneggiatura: Werner Herzog<br /><span style=""></span> <span style="">Fotografia: Peter Zeitlinger</span><br /><span style=""></span> <span style="">Montaggio: Joe Bini</span><br /><span style=""></span> <span style="">Musiche: Klaus Badelt, Hans Zimmer </span><br /><span style=""></span> Interpreti principali: Tim Roth, Jouko Ahola, Anna Gourari, Jacob Wein, Udo Kier<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='356555430153612606-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='356555430153612606-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7768347_orig.jpg' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Invincibile, Werner Herzog, 2001, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7768347.jpg' class='galleryImage' _width='320' _height='240' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:0%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='356555430153612606-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1137929_orig.jpg' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Invincibile, Werner Herzog, 2001, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1137929.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='220' style='position:absolute;border:0;width:136.36%;top:0%;left:-18.18%' /></a></div></div></div></div></div><div id='356555430153612606-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4060722_orig.jpg' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Invincibile, Werner Herzog, 2001, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4060722.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:135.75%;top:0%;left:-17.87%' /></a></div></div></div></div></div><div id='356555430153612606-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9665659_orig.gif' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Invincibile, Werner Herzog, 2001, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9665659.gif' class='galleryImage' _width='400' _height='275' style='position:absolute;border:0;width:109.09%;top:0%;left:-4.55%' /></a></div></div></div></div></div><div id='356555430153612606-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/920971_orig.jpg' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Invincibile, Werner Herzog, 2001, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/920971.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='217' style='position:absolute;border:0;width:138.25%;top:0%;left:-19.12%' /></a></div></div></div></div></div><div id='356555430153612606-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8151789_orig.jpg' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Invincibile, Werner Herzog, 2001, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8151789.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div></div><div id='356555430153612606-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6323537_orig.jpg' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Invincibile, Werner Herzog, 2001, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6323537.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div></div><div id='356555430153612606-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='356555430153612606-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9944191_orig.jpg' rel='lightbox[gallery356555430153612606]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Werner Herzog sul set di Invincibile'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9944191.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/nSainnrt6sI?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - L'enigma di Kaspar Hauser: la prigione del mondo]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-lenigma-di-kaspar-hauser-la-prigione-del-mondo]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-lenigma-di-kaspar-hauser-la-prigione-del-mondo#comments]]></comments><pubDate>Wed, 07 Aug 2013 09:38:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[bruno s.]]></category><category><![CDATA[l'enigma di kaspar hauser]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-lenigma-di-kaspar-hauser-la-prigione-del-mondo</guid><description><![CDATA[ Cosa significa raccontare una storia di cui si conosce soltanto l&rsquo;inizio? Significa forse esaltare la potenza immaginifica della fantasia umana, lasciando campo libero alle infinite possibilit&agrave; di cui essa &egrave; capace? Oppure rappresenta una forma di violenza psicologica, nel momento in cui si interrompe bruscamente quell&rsquo;emozione e quel brivido che il racconto, qualsiasi racconto, porta con s&eacute;? O ancora, pi&ugrave; plausibilmente, &egrave; uno schiaffo in faccia a [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:248px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8599805.jpg?230" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Cosa significa raccontare <em>una storia di cui si conosce soltanto l&rsquo;inizio</em>? Significa forse esaltare la potenza immaginifica della fantasia umana, lasciando campo libero alle infinite possibilit&agrave; di cui essa &egrave; capace? Oppure rappresenta una forma di violenza psicologica, nel momento in cui si interrompe bruscamente quell&rsquo;emozione e quel brivido che il racconto, qualsiasi racconto, porta con s&eacute;? O ancora, pi&ugrave; plausibilmente, &egrave; uno schiaffo in faccia alle convenzioni, ai pensieri e alle idee di chi vuole che tutto segua un percorso prestabilito, additando violentemente chiunque non si dimostri intenzionato a seguirne le orme?&nbsp;<br />Kaspar Hauser additato lo &egrave; stato davvero, per tutta la sua breve esistenza. Almeno, dal fatidico istante del suo ritrovamento (anzi, della sua apparizione) in poi, perch&egrave; in precedenza la sua vita si era svolta unicamente entro le mura di una prigione forzata e immotivata. Kaspar &egrave; la follia allo stadio primordiale, la cellula impazzita, la scheggia senza controllo; la cartina tornasole di un mondo dove tutto deve essere etichettato, definito, controllato, e dove &ndash; cosa ancora pi&ugrave; grande, grave, spaventosa &ndash; si deve sempre e necessariamente trovare una giustificazione al diverso. Per rafforzare un credo, per difendere le fondamenta di un&rsquo;istituzione (qualsiasi essa sia, non importa), per placare gli animi di un focolare domestico.&nbsp;<br /><strong><font color="#3333ff">L&rsquo;enigma di Kaspar Hauser</font></strong> &egrave; il sesto lungometraggio di <strong><font color="#3333ff">Werner Herzog</font></strong>, il primo dopo il seminale <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-aguirre-furore-di-dio.html" target="_blank" title="">Aguirre, furore di Dio</a></u>, che ne segn&ograve; indelebilmente lo stile e la poetica: se il capolavoro con Klaus Kinski &egrave; la summa filosofica ed espressiva del suo cinema, <em>Kaspar Hauser</em> &egrave; di certo il suo titolo pi&ugrave; rarefatto, ellittico, essenziale. Il pi&ugrave; spietato, almeno in termini di pessimismo nei confronti dell&rsquo;Uomo e della Storia. Partendo da un fatto realmente accaduto (il vero Kaspar Hauser comparve all&rsquo;improvviso in una piazza di Norimberga nel 1828, e la sua successiva rieducazione avvenne in maniera piuttosto simile a quella mostrata nel film), Herzog mette in secondo piano il titanismo dell&rsquo;opera precedente, soffermandosi sul rapporto tra il suo protagonista e il mondo che lo circonda, in maniera splendidamente lucida e tagliente.&nbsp;<br />Attraverso questa figura misteriosa ma dotata di una genuina spontaneit&agrave; (appunto perch&eacute; estranea alla societ&agrave; degli uomini), emerge una visione cristallina del Male all&rsquo;opera sull&rsquo;individuo, il quale si riduce a cavia da laboratorio inerme e passiva. Kaspar, che non reagisce alle insidie come gli altri si aspettano che faccia (non ha paura del fuoco, n&eacute; dell&rsquo;affondo di una spada), e che rifugge la logica deduttiva in favore di una strettamente pragmatica, basata sui fatti che pu&ograve; vedere e toccare (bellissima, seppur struggente, la sequenza con il maestro di matematica), diventa ovviamente un&rsquo;attrazione da circo ambulante, nel quale la dignit&agrave; e il rispetto della persona vengono costantemente calpestati in nome del profitto (deve contribuire al proprio sostentamento) e del cinismo umano. Adottato da un dottore intenzionato ad istruirlo, finir&agrave; solamente per essere rinchiuso in una prigione pi&ugrave; grande: quella del mondo moderno, con le sue convenzioni e le sue regole da rispettare.&nbsp;<br /><em>L&rsquo;enigma</em> a cui fa riferimento il titolo &egrave; la sua vita prima del ritrovamento in piazza, ma anche e soprattutto lo specchio posto dinanzi a un universo di uomini e donne, nel quale tutto ci&ograve; che non &egrave; rappresentabile in maniera compiuta deve assolutamente essere controllato con la forza (non necessariamente fisica, anzi); ci&ograve; che vi viene riflesso &egrave; la verit&agrave; della Storia, scritta con il sangue non solamente dei deboli, ma anche dei ribelli e dei sognatori (la dimensione onirica &egrave; l&rsquo;unica nella quale Kaspar sembra riuscire ad esprimersi davvero). Su tutto regna una natura incredula ed estranea, testimone silenziosa degli orrori perpetuati dall&rsquo;uomo in nome del mantenimento e della conservazione delle proprie certezze; la stessa natura sulla quale Kaspar vorrebbe lasciare il segno del suo passaggio, scrivendo il proprio nome attraverso alcune piante coltivate sul terreno, ma senza che queste riescano a sopravvivere perch&eacute; verranno calpestate e distrutte.&nbsp;<br />Non ci deve essere nessun <em>enigma</em>, n&eacute; ora n&eacute; mai: non &egrave; un caso infatti che, dopo l&rsquo;autopsia effettuata sul suo cadavere, la malformazione del cervelletto e di alcuni organi interni venga identificata come la causa naturale della sua diversit&agrave;. L&rsquo;ordine viene cos&igrave; ricostituito, e tra i vicoli e le case dei cittadini bavaresi tutto pu&ograve; tornare come prima. &ldquo;<em>Ognun per s&eacute;, e Dio per tutti</em>&rdquo;: hanno vinto loro.&nbsp;<br /><br /><strong>Giacomo Calzoni</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html" title="">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Jeder f&uuml;r sich und Gott gegen alle<br />Anno: 1974<br />Regia: Werner Herzog<br />Sceneggiatura: Werner Herzog<br />Fotografia: J&ouml;rg Schmidt-Reitwein<br />Musiche: Popol Vuh<br />Durata: 106&rsquo;<br />Interpreti principali: Bruno S., Walter Ladengast, Willy Semmelrogge, Brigitte Mira<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='323696435642063621-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='323696435642063621-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='323696435642063621-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5534467_orig.jpg' rel='lightbox[gallery323696435642063621]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Bruno S. in L&#039;enigma di Kaspar Hauser, di Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5534467.jpg' class='galleryImage' _width='274' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-10.83%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='323696435642063621-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='323696435642063621-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4654491_orig.jpg' rel='lightbox[gallery323696435642063621]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Bruno S. in L&#039;enigma di Kaspar Hauser, di Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4654491.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='190' style='position:absolute;border:0;width:131.45%;top:0%;left:-15.72%' /></a></div></div></div></div></div><div id='323696435642063621-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='323696435642063621-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1295859_orig.jpg' rel='lightbox[gallery323696435642063621]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Bruno S. in L&#039;enigma di Kaspar Hauser, di Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1295859.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='323696435642063621-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='323696435642063621-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9040259_orig.jpg' rel='lightbox[gallery323696435642063621]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Bruno S. in L&#039;enigma di Kaspar Hauser, di Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9040259.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='235' style='position:absolute;border:0;width:106.28%;top:0%;left:-3.14%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-top:10px;margin-bottom:10px;"><div style="text-align: left;"><object width="400" height="330"><param name="movie" value="https://www.youtube.com/v/_vPQZQVMXUY?version=3"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="https://www.youtube.com/v/_vPQZQVMXUY?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="400" height="330"></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - Cuore di vetro, la sperimentazione apocalittica]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-cuore-di-vetro-la-sperimentazione-apocalittica]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-cuore-di-vetro-la-sperimentazione-apocalittica#comments]]></comments><pubDate>Tue, 06 Aug 2013 09:39:29 GMT</pubDate><category><![CDATA[cuore di vetro]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-cuore-di-vetro-la-sperimentazione-apocalittica</guid><description><![CDATA[ &ldquo;La mistica oscilla tra la passione dell'estasi e l'orrore del vuoto. [...] L'estasi &egrave; una presenza totale priva di oggetto, un vuoto pieno. Un brivido attraversa il nulla, invasione di essere nell'assenza assoluta. Il vuoto &egrave; la condizione dell'estasi, come l'estasi &egrave; la condizione del vuoto&rdquo;. (Emil Cioran, Lacrime e santi).&nbsp;Il tessuto narrativo di Herz aus Glas attinge a piene mani da una leggenda bavarese, e Werner Herzog, per raccontare la sua storia, s [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:254px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5198585.jpg?236" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">&ldquo;<em>La mistica oscilla tra la passione dell'estasi e l'orrore del vuoto. [...] L'estasi &egrave; una presenza totale priva di oggetto, un vuoto pieno. Un brivido attraversa il nulla, invasione di essere nell'assenza assoluta. Il vuoto &egrave; la condizione dell'estasi, come l'estasi &egrave; la condizione del vuoto</em>&rdquo;. (Emil Cioran, Lacrime e santi).&nbsp;<br /><br />Il tessuto narrativo di <strong><font color="#3333ff">Herz aus Glas</font></strong> attinge a piene mani da una leggenda bavarese, e <strong><font color="#3333ff">Werner Herzog</font></strong>, per raccontare la sua storia, si affida alla favola popolare, mantenendo la sua poetica in bilico tra ci&ograve; che &egrave; e ci&ograve; che non &egrave;; il visibile e l&rsquo;invisibile sono le due direttrici scelte che accompagneranno lo spettatore in tutto il film, in una sorta di trance ipnotica, visionaria e onirica, su cui si regge l&rsquo;architettura di quest&rsquo;opera. La morte del maestro vetraio getta un piccolo villaggio della Baviera nello scompiglio: la tecnica di produzione del pregiatissimo vetro-rubino, su cui poggia le fondamenta l&rsquo;economia del borgo, rimarr&agrave; un segreto, in viaggio verso l&rsquo;Ade con il suo creatore, sepolto per sempre.<br /><br /><span style="line-height: 1.5;">"<em>La terra del vetro rubino: tutti gli uomini ballano avvolti da una luce rossa... l&igrave; ogni cosa &egrave; del colore dei rubini...</em>".</span><br /><br />Hias, pastore bavarese con il dono della preveggenza, &egrave; colui che vede ci&ograve; che altri non vedono, il Tiresia del villaggio, il cui sguardo &egrave; l&rsquo;unico a non essere ammantato dall&rsquo;alone del sogno, da uno stato onirico; un occhio che guarda oltre, verso il futuro e lo narra direttamente allo spettatore. Il profeta &egrave; avvolto dalla nebbia, come Il Viandante di Caspar David Friedrich, ma riesce a dissiparla osservando ci&ograve; che si nasconde in quel mare lattiginoso, nel futuro incerto e apocalittico degli abitanti del borgo.<br /><br />&ldquo;<em>...il sole era basso e il gigante era solo l'ombra di un nano</em>&rdquo;.<br /><br />Le scene emergono dalla pittura fiamminga, stilizzazione e visionariet&agrave; catturano lo sguardo che rimane incatenato alle immagini. &Egrave; un cinema che brucia. Una materia pittorica che prende vita, si trasforma in materia organica, palpitante e viva; una celebrazione orgasmica della pura visione, attraverso un&rsquo;estetica espansa oltre la visibilit&agrave; che arriva dritta al cuore e lo frantuma in mille pezzi di vetro.  <br />La costruzione delle scene, le ombre e le luci sui volti dei protagonisti, sono tele dipinte da Herzog da cui emergono inquietudini affascinanti che rapiscono gli occhi. Visi che sembrano rubati alle opere di Brueghel, Vermeer e De La Tour, ma con chiari rimandi ai giochi di luci e ombre dei volti del Merisi. Gli esterni sono pennellate romantiche di una natura eternamente protagonista e condizionante delle azioni umane, come &egrave; da sempre nel cinema di Herzog, un perenne Sturm und Drang, animi burrascosi immersi in una natura suggestiva; Hias vive a stretto contatto con la natura, quasi in simbiosi, le sue visioni hanno luogo in una sorta di esasperazione panica.  <br />Si dice che per espressa volont&agrave; del regista tutti gli attori abbiano recitato sotto ipnosi, tutti tranne Joseph Bierbichler (Hias), l&rsquo;unico in grado di vedere, l&rsquo;unico a non essere colto dalla follia collettiva che condurr&agrave; il paese alla distruzione. Lo stato di trance degli interpreti, insieme alla musica dei Popol Vuh, contribuiscono a conferire un&rsquo;atmosfera sospesa e psichedelica all&rsquo;opera in cui l&rsquo;immagine si confonde nell&rsquo;immaginifico, in cui il sogno diviene realt&agrave; e la realt&agrave; &egrave; forse parte di un sogno; lo sottolineano la lentezza dei movimenti dei protagonisti, i dialoghi surreali, la narrazione lenta e poco scorrevole.  <br />La condizione umana, il suo tendere naturalmente alla distruzione, il nichilismo imperante e i simbolismi filosofici rendono <strong><font color="#3333ff">Cuore di vetro</font></strong> un film non facile, in cui il regista percorre un arduo linguaggio narrativo che trova la sua forza nella sperimentazione e nell&rsquo;immagine. L&rsquo;opera si apre con oscuri presagi ma la chiusura lascia comunque un barlume di speranza nei confronti dell&rsquo;umanit&agrave;, che pu&ograve; redimersi e riuscire a trovare la giusta via nella salvezza, nella solidariet&agrave; tra gli uomini, in una sorta di titanismo leopardiano.&nbsp;<br />&ldquo;<em style="">Cos&igrave; fatti pensieri / quando fien, come fur, palesi al volgo / e quell&rsquo;orror che primo / contra l&rsquo;empia natura / strinse i mortali in social catena, / fia ricondotto in parte / da verace saper, l&rsquo;onesto e il retto / conversar cittadino, / e giustizia e pietade, altra radice / avranno allor che non superbe fole, / ove fondata probit&agrave; del volgo / cos&igrave; star suole in piede / quale star pu&ograve; quel ch&rsquo;ha in error la sede</em>&rdquo; (La Ginestra, Giacomo Leopardi).<br /><br /><strong>Mariangela Sansone</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html" title="">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Herz aus Glas<br />Anno: 1976<br />Regia: Werner Herzog<br />Sceneggiatura: Werner Herzog, Herbert Achternbusch<br />Fotografia: Jorg Schmidt-Reitwein<br />Musiche: Popol Vuh<br />Durata: 93&rsquo;<br />Uscita in Italia: DVD 2004<br />Interpreti principali: Clemens Scheitz, Joseph Bierbichler, Stefan Guttler<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='660361199249932371-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='660361199249932371-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3766589_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Cuore di vetro, Herz aus glas, Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3766589.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='660361199249932371-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6052833_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Cuore di vetro, Herz aus glas, Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6052833.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:111.5%;top:0%;left:-5.75%' /></a></div></div></div></div></div><div id='660361199249932371-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4807466_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Cuore di vetro, Herz aus glas, Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4807466.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='660361199249932371-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8613186_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;Adorazione dei Magi, olio su tavola, di Pieter Brueghel il Vecchio, 1564'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8613186.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='226' style='position:absolute;border:0;width:110.51%;top:0%;left:-5.25%' /></a></div></div></div></div></div><div id='660361199249932371-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4778302_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='San Giuseppe falegname, di Georges de La Tour, olio su tela, 1640'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4778302.jpg' class='galleryImage' _width='312' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-3.42%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='660361199249932371-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9218220_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, olio su tela, 1818'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9218220.jpg' class='galleryImage' _width='201' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-32.92%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='660361199249932371-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5024544_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Geographer, di Jan Vermeer, olio su tela, 1669.'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5024544.jpg' class='galleryImage' _width='219' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-26.1%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='660361199249932371-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='660361199249932371-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9297992_orig.jpg' rel='lightbox[gallery660361199249932371]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Jan Vermeer, The Glass of Wine, 1661, olio su tela.'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9297992.jpg' class='galleryImage' _width='290' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-7.47%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-top:10px;margin-bottom:10px;"><div style="text-align: left;"><object width="400" height="330"><param name="movie" value="https://www.youtube.com/v/yAj2PHwxYas?version=3"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="https://www.youtube.com/v/yAj2PHwxYas?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="400" height="330"></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - Encounters at the End of the World: il pianeta invincibile]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-encounters-at-the-end-of-the-world-il-pianeta-invincibile]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-encounters-at-the-end-of-the-world-il-pianeta-invincibile#comments]]></comments><pubDate>Mon, 05 Aug 2013 09:20:10 GMT</pubDate><category><![CDATA[encounters at the end of the world]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-encounters-at-the-end-of-the-world-il-pianeta-invincibile</guid><description><![CDATA[ L&rsquo;oblio dell&rsquo;uomo. O l&rsquo;incrollabile fede nell&rsquo;essere umano. Impervie strade conducono alla saggezza, come alla conoscenza. Il fragile e impercettibile equilibrio della vita negli spazi gelidi e deserti dell&rsquo;Antartico.Encounters at the end of the world, dedicato al critico cinematografico Roger Ebert, &egrave; l&rsquo;ideale seguito de L&rsquo;ignoto spazio profondo (2005), ispirato a Herzog da Henry Kaiser, che del lavoro precedente fu direttore della fotografia. & [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/294964.jpg?179" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">L&rsquo;oblio dell&rsquo;uomo. O l&rsquo;incrollabile fede nell&rsquo;essere umano. Impervie strade conducono alla saggezza, come alla conoscenza. Il fragile e impercettibile equilibrio della vita negli spazi gelidi e deserti dell&rsquo;Antartico.<br /><strong><font color="#3333ff">Encounters at the end of the world</font></strong>, dedicato al critico cinematografico Roger Ebert, &egrave; l&rsquo;ideale seguito de <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-lignoto-spazio-profondo-il-reale-e-la-sua-illusione.html" target="_blank">L&rsquo;ignoto spazio profondo</a></u> (2005), ispirato a Herzog da Henry Kaiser, che del lavoro precedente fu direttore della fotografia. &Egrave; proprio con lui, solo con lui, che Herzog ha compiuto il lungo viaggio ai confini del mondo. Per scoprire, esplorare, incontrare.&nbsp;<br />Fuori dalla mappa. L&rsquo;estremo.<br />Si pu&ograve; analizzare il documentario in una duplice prospettiva: come racconto puro e nudo sulla natura, e come accorata dichiarazione d&rsquo;affetto per l&rsquo;umanit&agrave;. Per quella che l&rsquo;avanguardista James Broughton chiamava una &ldquo;societ&agrave; di esploratori&rdquo;. I filmmakers. Gli indagatori dell&rsquo;invisibile, dell&rsquo;inarrivabile. Di pi&ugrave;, gli uomini capaci di spingersi sempre oltre. I &ldquo;professional dreamers&rdquo;, sognatori professionisti, che rendono possibile la realizzazione di ci&ograve; che sulla carta sembra appena un sogno. Il sogno, dopotutto, &egrave; solo una versione perfetta della realt&agrave;.<br />L&rsquo;Antartico &egrave; un mondo a s&eacute;, ma viene proposto allo spettatore come una linea di confine tra la verit&agrave; inviolabile della societ&agrave; contemporanea e la fede di una distesa ghiacciata. Silenziosa. Imperscrutabile. Comprensibile ai cuori coraggiosi, ai devoti, agli occhi attenti e lunghi.&nbsp;<br />Nell&rsquo;Antartico di un'et&agrave; congelata e quasi immortale, senza tempo n&eacute; spazi a definirne i confini, il passato e il futuro, la McMurdo Station &egrave; l&rsquo;ambiente lavorativo e umano entro il quale <strong><font color="#3333ff">Werner Herzog</font></strong> si addentra, si avventura, in cerca di storie straordinarie da fissare ma anche di ci&ograve; che pi&ugrave; pu&ograve; legare la natura violenta e selvaggia alla passione degli uomini per essa. Nella McMurdo Station si lavora, studia, spera, ricerca. Si impara a sopravvivere prima che a respirare, a conoscere la durezza della vita nell&rsquo;Antartico, con tutte le sue complessit&agrave; ma anche le sue mirabili panoramiche, la poesia e il malinconico destino degli animali, abbandonati a se stessi, appassionati e infelici, proprio come gli uomini.<br />Il silenzio del gelo si sposa con il minimo commento musicale di Henry Kaiser, il suono della vita e della morte risalgono dalle profondit&agrave;, udibili solo all&rsquo;orecchio dell&rsquo;uomo. Il resto &egrave; attesa. Frammenti che emergono rari, fini, una crepa nella superficie.<br />Pochissime volte nel film viene pronunciato il termine ormai inflazionato &ldquo;global warming&rdquo;, diventato pi&ugrave; una moda che un vero allarme per la grandezza dell&rsquo;universo che tutti noi abbiamo la fortuna di abitare. Herzog entra nel futuro, o meglio apre una porta, accende una luce. Allo spettatore la sensibilit&agrave; di cogliere quel faro, pur in lontananza.<br /><em>Encounters at the end of the world</em> ci riconcilia con questa realt&agrave;. Con la straordinaria bellezza di ci&ograve; che ci circonda, con il mistero, la vita, lo strano e intricato rapporto tra uomini e creature degli abissi, uomini e natura inospitale, fredda, a tratti assente. &Egrave; la filosofia dell&rsquo;iceberg, forse. L&rsquo;elemento da sconfiggere, toccare, che spaventa, il cui urlo, sostiene Douglas MacAyeal, bisogna saper ascoltare. Bisogna incidere il ghiaccio, per poter entrare. Si affonda nell&rsquo;acqua liquida come si entra in chiesa. La sacralit&agrave; dei luoghi perfetti &egrave; solo da rispettare, capire, per poter onorare.<br />Ecco l&rsquo;occhio della cinepresa, allora. Ecco la purezza e la maestosit&agrave; di Herzog documentarista. Lontano dall&rsquo;ambiguit&agrave; tra finzione e documentario de <em>L&rsquo;ignoto spazio profondo</em>, Herzog compie qui una scelta precisa, di campo e di azione, ma anche di riflessione. Una scelta che paga. Straordinarie e toccanti immagini, impreziosite dall&rsquo;efficace colonna sonora, si fondono con le brevi interviste agli esploratori al confine del mondo. I protagonisti di questo incontro in immagini dove l&rsquo;occhio dell&rsquo;uomo raramente giunge.<br />Sono tanti i luoghi della mente, tanti i mondi delle idee, afferma il filosofo e scienziato Stefan Pashov in uno stralcio della sua intervista. Vivere l&rsquo;Antartico equivale a fare l&rsquo;Ulisse, a vivere ciascuno la propria odissea interiore.<br />&Egrave; l&rsquo;Antartico il luogo ideale in cui ritrovarsi. Il luogo della selezione naturale. Questo afferma Herzog. Nulla &egrave; pi&ugrave; lontano del Polo Sud. Il film dunque si relaziona con il paesaggio come ambiente e filosofia di vita. Quanto &egrave; grande, immensa, perfetta la natura e quanto piccoli, ignoranti, insensibili, incerti e spaventati siamo noi. Gli esseri umani, creature fragili e infinitamente piccole nella porzione di universo distante e incontaminata, bianca, fredda, bagnata. In perenne mutamento eppure costante. Ostinata. Cos&igrave; fragile. Invincibile.<br /><br /><strong>Francesca Borrione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/herzog.html">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale Encounters at the end of the world<br />Regia Werner Herzog<br />Sceneggiatura Werner Herzog<br />Anno 2007<br />Durata 99 minuti<br />Genere Documentario<br />Fotografia Peter Zeitlinger<br />Musiche Henry Kaiser e David Lindley</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> <div id='801998157815962350-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='801998157815962350-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='801998157815962350-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div style='position:relative;width:100%;padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9015585_orig.jpg' rel='lightbox[gallery801998157815962350]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Encounters at the end of the world, Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9015585.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div><div id='801998157815962350-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='801998157815962350-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div style='position:relative;width:100%;padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3250578_orig.jpg' rel='lightbox[gallery801998157815962350]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Encounters at the end of the world, Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3250578.jpg' class='galleryImage' _width='329' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0.66%;left:0%' /></a></div></div></div></div><div id='801998157815962350-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='801998157815962350-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div style='position:relative;width:100%;padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4803845_orig.jpg' rel='lightbox[gallery801998157815962350]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Encounters at the end of the world, Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4803845.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='249' style='position:absolute;border:0;width:100.3%;top:0%;left:-0.15%' /></a></div></div></div></div><div id='801998157815962350-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='801998157815962350-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div style='position:relative;width:100%;padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5290814_orig.jpg' rel='lightbox[gallery801998157815962350]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Encounters at the end of the world, Werner Herzog'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5290814.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='243' style='position:absolute;border:0;width:102.78%;top:0%;left:-1.39%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  <div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-top:10px;margin-bottom:10px;"><div style="text-align: left;"><object width="400" height="330"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RwhQZnAt5yk?version=3"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RwhQZnAt5yk?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="400" height="330"></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - Dove sognano le formiche verdi: il canto della Terra]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-dove-sognano-le-formiche-verdi-il-canto-della-terra]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-dove-sognano-le-formiche-verdi-il-canto-della-terra#comments]]></comments><pubDate>Sat, 03 Aug 2013 09:39:54 GMT</pubDate><category><![CDATA[dove sognano le formiche verdi]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-dove-sognano-le-formiche-verdi-il-canto-della-terra</guid><description><![CDATA[ L&agrave;, nel deserto australiano, esiste un posto dove gli aborigeni pregano, all'interno di un supermercato, davanti a vernici e detersivi, perch&eacute; una volta in quel punto sorgeva un albero sacro. In quella terra lontana dagli occhi del mondo i nativi rischiano la morte per difendere la loro terra, restando ancorati ai principi universali che ne governano le azioni e i pensieri.&nbsp;Eppure la civilt&agrave; occidentale avanza, inesorabile, con le sue ferraglie, l'arroganza, il potere  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:266px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4076366.jpg?248" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">L&agrave;, nel deserto australiano, esiste un posto dove gli aborigeni pregano, all'interno di un supermercato, davanti a vernici e detersivi, perch&eacute; una volta in quel punto sorgeva un albero sacro. In quella terra lontana dagli occhi del mondo i nativi rischiano la morte per difendere la loro terra, restando ancorati ai principi universali che ne governano le azioni e i pensieri.&nbsp;<br />Eppure la civilt&agrave; occidentale avanza, inesorabile, con le sue ferraglie, l'arroganza, il potere infido di una presunta supremazia conquistata con la forza: bisogna spianare, setacciare, abbattere, dominare, poich&eacute; sotto, nel buio, potrebbero esserci ricchezze golose e imperdibili. Le giornate talvolta trascorrono lente, ferme, immobili: il geologo responsabile dei lavori pu&ograve; occupare il tempo soltanto ascoltando alla radio le registrazioni di telecronache di partite di calcio, o visionando cassette porno con cui immaginare donne molto, troppo distanti. Ma non c'&egrave; pace in quella Terra: gli aborigeni ne esigono la propriet&agrave;, e sono disposti a tutto per mantenere inalterato l'habitat in cui sognano le formiche verdi; svegliarle significherebbe, secondo il loro Credo, distruggere l'intera umanit&agrave;.<br /><strong><font color="#3333ff">Werner Herzog</font></strong> dentro e oltre i confini, ancora una volta, con un'opera indispensabile nell'eccezionale quadro stilistico e ideologico della sua filmografia; un lavoro che rifugge qualsiasi oratoria a tesi, dedicandosi invece a sottolineare sfumature, contrasti, contraddizioni tatuate sulla pelle dei bianchi e anche degli aborigeni. Da una parte l'uomo evoluto, o presunto tale, con i suoi abiti eleganti, gli avvocati, la burocrazia, i ristoranti di lusso e gli ascensori che peraltro si bloccano in continuazione, con vivo imbarazzo dei magnati dell'industria mineraria; dall'altro gli aborigeni, totemici simboli delle tradizioni remote disintegrate dalla modernit&agrave;, immobili come statue davanti alle gru, cantori della Fede ed eterni guardiani del segreto che si nasconde nelle viscere feconde della Natura, eppure non insensibili alle lusinghe della tecnologia (gli orologi, gli aerei).&nbsp;<br />Nessuno &egrave; privo di colpa, nell'opera herzoghiana, nessuno &egrave; intoccabile: resta per&ograve; impresso a fuoco il senso atavico del rispetto, dell'essenza di realt&agrave; che andrebbero lasciate cos&igrave; come sono, cullate nella loro eternit&agrave;. Ma l'esigenza dell'uomo &egrave; arare le distanze, cercare la vita annullando la vita stessa, urlare il proprio diritto allo sfruttamento e alla smitizzazione. L&igrave;, nel deserto australiano, la Leggenda delle formiche verdi ha forse esaurito il proprio tempo, ed &egrave; destinata a estinguersi, come l'ultimo sopravvissuto di una trib&ugrave; del quale pi&ugrave; nessuno comprende e pu&ograve; tradurre la lingua.<br />A un certo punto, verso la fine, c'&egrave; una scena che pu&ograve; riassumere l'intero film, nonch&eacute; porsi come atto simbolico di una larga parte della poetica del maestro che tanto amiamo: durante il processo che coinvolge la compagnia e gli aborigeni, questi ultimi chiedono il permesso di mostrare al giudice un oggetto sacro, il pi&ugrave; importante della loro religione, rimasto sottoterra per oltre 200 anni. Tuttavia pretendono che l'aula per qualche minuto si svuoti, affinch&eacute; il potere universale dell'icona non sia inquinato e disperso da troppi occhi. Il giudice acconsente, quasi tutti escono. Gli aborigeni portano l'oggetto, avvolto da un panno. Lo scoprono. L'inquadratura invece di studiarne i dettagli si sofferma sui volti stanchi, segnati dalla battaglia ma ancora fieri e lucidi, poi stacca alla sequenza successiva. &Egrave; come se avessimo abbandonato l'aula anche noi. Non vediamo l'oggetto. Non ce lo possiamo permettere. Non ne abbiamo il diritto, cos&igrave; come nessuno avrebbe il diritto di stuprare e ammazzare le radici dell'umanit&agrave;.<br />Il cinema di Herzog, a met&agrave; anni Ottanta, dopo aver disegnato la morte nel concepimento dell'Arte stessa in pellicole memorabili come <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-aguirre-furore-di-dio.html" target="_blank">Aguirre</a></u> e <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-fitzcarraldo-il-dio-e-il-suo-sogno.html" target="_blank">Fitzcarraldo</a></u>, si prepara alla svolta documentaristica con la quale, attraverso lavori come <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-lignoto-spazio-profondo-il-reale-e-la-sua-illusione.html" target="_blank">L'ignoto spazio profondo</a></u> e <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-grizzly-man-il-principe-degli-orsi.html" target="_blank">Grizzly Man</a></u>, le barriere del mostrabile saranno una volta per sempre divelte e vaporizzate. <strong><font color="#3333ff">Dove sognano le formiche verdi</font></strong> naviga tra le rapide di un cinema in divenire, affianca fiction e realt&agrave; cullandole entrambe con parsimonia, e ci dice, con fare perentorio e straordinario, che esistono luoghi in cui la magia del creato ancora tenta di sopravvivere, fino allo stremo, cantando un requiem intriso di coraggio e malinconia.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html" title="">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Wo die gr&uuml;nen Ameisen tr&auml;umen<br />Anno: 1984<br />Durata: 100'<br />Regia: Werner Herzog<br />Sceneggiatura: Bob Ellis, Werner Herzog<br />Fotografia: J&ouml;rg Schmidt-Reitwein<br />Montaggio: Beate Mainka-Jellinghaus<br />Attori: Bruce Spence, Wandjuk Marika, Roy Marika, Ray Barrett<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='776786164276235946-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='776786164276235946-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776786164276235946-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6282066_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776786164276235946]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Dove sognano le formiche verdi, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6282066.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='219' style='position:absolute;border:0;width:114.04%;top:0%;left:-7.02%' /></a></div></div></div></div></div><div id='776786164276235946-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776786164276235946-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2832985_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776786164276235946]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Dove sognano le formiche verdi, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2832985.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='186' style='position:absolute;border:0;width:134.27%;top:0%;left:-17.14%' /></a></div></div></div></div></div><div id='776786164276235946-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776786164276235946-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9539806_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776786164276235946]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Dove sognano le formiche verdi, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9539806.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='204' style='position:absolute;border:0;width:122.43%;top:0%;left:-11.21%' /></a></div></div></div></div></div><div id='776786164276235946-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776786164276235946-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1532654_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776786164276235946]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Dove sognano le formiche verdi, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1532654.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='192' style='position:absolute;border:0;width:130.08%;top:0%;left:-15.04%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-top:0px;margin-bottom:10px;"><div style="text-align: left;"><object width="400" height="330"><param name="movie" value="https://www.youtube.com/v/nAUjvHAHBSU?version=3"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="https://www.youtube.com/v/nAUjvHAHBSU?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="400" height="330"></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - Anche i nani hanno cominciato da piccoli: incubo in miniatura]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-anche-i-nani-hanno-cominciato-da-piccoli]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-anche-i-nani-hanno-cominciato-da-piccoli#comments]]></comments><pubDate>Fri, 02 Aug 2013 09:25:24 GMT</pubDate><category><![CDATA[anche i nani hanno cominciato da piccoli]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-anche-i-nani-hanno-cominciato-da-piccoli</guid><description><![CDATA[ Anche i nani hanno cominciato da piccoli &egrave; in assoluto il film pi&ugrave; provocatorio e disturbante di Werner Herzog. Pi&ugrave; di novanta minuti tutti incentrati su nani malefici che danno libero sfogo a un campionario di sadismo interminabile e inaudito, sfasciano tutto ci&ograve; che si ritrovano a portata di mano, urlano e sghignazzano compiaciuti delle loro azioni turpi, sguazzando in un marasma di crudelt&agrave; in cui ogni forma di umano raziocinio &egrave; stata ormai messa al [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;z-index:10;width:217px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6924407.jpg?207" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; none; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><strong><font color="#3333ff">Anche i nani hanno cominciato da piccoli</font> </strong>&egrave; in assoluto il film pi&ugrave; provocatorio e disturbante di Werner Herzog. Pi&ugrave; di novanta minuti tutti incentrati su nani malefici che danno libero sfogo a un campionario di sadismo interminabile e inaudito, sfasciano tutto ci&ograve; che si ritrovano a portata di mano, urlano e sghignazzano compiaciuti delle loro azioni turpi, sguazzando in un marasma di crudelt&agrave; in cui ogni forma di umano raziocinio &egrave; stata ormai messa al bando.  <br />Un microuniverso di soli nani come quello cui Herzog d&agrave; corpo si presterebbe - e di fatto a suo tempo si &egrave; prestato - a essere tacciato di compiacimento e di uso furbastro e strumentale della condizione di minorit&agrave; fisica, con domande del tipo: perch&eacute; proprio i nani e per di pi&ugrave; solo e soltanto loro? Sono davvero cos&igrave; necessari? E se al loro posto ci fossero stati degli umani &ldquo;normali&rdquo;, la forza vera o presunta del film sarebbe stata la stessa? Domande a essere sinceri di assai dubbio valore, alle quali si pu&ograve; rispondere sinteticamente tirando in ballo un elemento che al cinema conta moltissimo, specie nell&rsquo;ambito di una poetica radicale come quello herzoghiana: l&rsquo;importanza del gesto cinematografico, dell&rsquo;atto di girare come slancio e motore anzitutto etico, anche e soprattutto nelle scelte pi&ugrave; rischiose e meno conciliatorie.  <br />La decisione di fare un film con protagonisti dei soli nani, dunque, contiene in s&eacute; la volont&agrave; specifica di proporre un mondo dall&rsquo;etica ribaltata, in cui l&rsquo;anti-etica senza via d&rsquo;uscita ha preso il sopravvento a tal punto da poter ammettere e avallare solo degli scherzi della natura. E allora ecco sopraggiungere l&rsquo;uso funzionale e simbolico della deformit&agrave;, sulla scia di quell&rsquo;idea morale relativa ai nani contenuta anche in un celebre verso di De Andr&eacute; che &egrave; perfino superfluo citare, tanto &egrave; iconico e risaputo.  <br />I folletti pestilenziali di <strong><font color="#3333ff">Werner Herzog</font></strong> rappresentano dunque il collasso anarchico di ogni buon senso, la legittimazione di qualsiasi stomachevole stortura che detenga il potere o che lo faccia proprio con gesti gretti o poco leciti. I <em style="">freaks </em>respingenti di Herzog conquistano la ribalta assoluta della scena, compiendo una sorta di vendetta contro una societ&agrave; e un immaginario che tendono ad escluderli da qualsiasi loro segmento.  <br />Le vocine campionate, l&rsquo;aggredire le carcasse, il massacro di un maiale e la crocifissione di una scimmia: <em style="">Anche i nani hanno cominciato da piccoli </em>sar&agrave; anche un trip profondamente inquietante, al quale tanto devono certe atmosfere lynchane e moltissimi aspetti dello sguardo sul mondo e sul cinema di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/18/post/2013/05/mister-lonely-recensione-solitudini-travestite.html" target="_blank" title="">Harmony Korine</a></u> (che di Herzog &egrave; amico e compagno di merende), ma &egrave; anche un pamphlet lucido e spietato come pochissimi altri nella storia del cinema. Il film pi&ugrave; swiftiano della filmografia di Herzog, un trattatello all&rsquo;acido muriatico che nella dimensione iperrealistica lascia filtrare perfino una vena satirica impossibile e per certi versi impensabile. Eppure &egrave; innegabile che allo shock reiterato all&rsquo;infinito di un film che non concede tregue o sconti, circolare fino allo stremo e uguale a se stesso dall&rsquo;inizio alla fine, si vada ad affiancare uno humour distruttivo che odora di disfattismo e pessimismo cosmico nei riguardi dell&rsquo;uomo e del suo destino.  <br />La Natura matrigna appare definitivamente corrosa dal veleno che la corrompe, le galline mangiano altre galline ormai cadaveri, ne soffocano altre ancora, insolentiscono loro simili gi&agrave; azzoppate, infierendo in nome di un male necessario. Tutto <em style="">buono</em>, tutto <em style="">giusto</em>, tutto ammissibile, in un modo o nell&rsquo;altro: una sarabanda di orrori in cui tutto &egrave; cominciato in un tempo lontanissimo, considerando anche che i nani, come dopotutto recita il titolo, hanno iniziato da piccoli, ossia da sempre, fin da quando sono venuti al mondo, condannati (d)alla loro condizione di eterna fissit&agrave; e bassezza fisica.  <br />&Egrave; un film imprigionato nelle sue spire serpentesche, <em style="">Anche i nani hanno cominciato da piccoli</em>. Un vero e proprio incubo senza spiegazione o ragione (d&rsquo;esistere), alogico ma a suo modo obbligatorio e necessario, come tutti i brutti sogni veramente autentici, che pi&ugrave; spesso di quanto si creda finiscono con l&rsquo;essere rivelatori di qualcosa che forse in fondo sappiamo ma che non possiamo n&eacute; vogliamo ammettere. In quel dromedario incapace di rialzarsi c&rsquo;&egrave; racchiusa e rannicchiata un&rsquo;umanit&agrave; instabile e malferma, che non pu&ograve; pi&ugrave; vantare una sicurezza tale nei propri mezzi da ergersi in piedi con decisione, privata della speranza per il futuro che ha da venire e schiava del sonno della sua stessa ragione.&nbsp;<br /><br /><strong>Davide Eustachio Stanzione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog.html" title="">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica </em>&nbsp;&nbsp;<br /><span style=""></span><br />Titolo originale:&nbsp;<em style="">Auch Zwerge haben klein angefangen (Even Dwarfs Started Small)</em><br />Anno: 1970<br />Regia: Werner Herzog<br />Sceneggiatura: Werner Herzog<br />Fotografia: Thomas Mauch<br />Montaggio: Maximiliane Mainka<br />Durata: 96'<br />Interpreti principali: Helmut D&ouml;ring, Gerd Gickel, Paul Glauer<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='558522842603807067-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='558522842603807067-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='558522842603807067-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7354136_orig.jpg' rel='lightbox[gallery558522842603807067]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7354136.jpg' class='galleryImage' _width='327' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0.97%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='558522842603807067-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='558522842603807067-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4402311_orig.jpg' rel='lightbox[gallery558522842603807067]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4402311.jpg' class='galleryImage' _width='327' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0.97%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='558522842603807067-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='558522842603807067-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4655578_orig.jpg' rel='lightbox[gallery558522842603807067]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4655578.jpg' class='galleryImage' _width='296' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-6.31%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='558522842603807067-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='558522842603807067-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6490689_orig.jpg' rel='lightbox[gallery558522842603807067]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Werner Herzog, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6490689.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='234' style='position:absolute;border:0;width:106.73%;top:0%;left:-3.37%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-top:0px;margin-bottom:10px;"><div style="text-align: left;"><object width="350" height="289"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VNeFcTrkYs0?version=3"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VNeFcTrkYs0?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="350" height="289"></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - La ballata di Stroszek e le anime perdute]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-la-ballata-di-stroszek-e-le-anime-perdute]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-la-ballata-di-stroszek-e-le-anime-perdute#comments]]></comments><pubDate>Wed, 31 Jul 2013 09:32:51 GMT</pubDate><category><![CDATA[bruno s.]]></category><category><![CDATA[eva mattes]]></category><category><![CDATA[la ballata di stroszek]]></category><category><![CDATA[woyzeck]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-la-ballata-di-stroszek-e-le-anime-perdute</guid><description><![CDATA[ Tassello tra i pi&ugrave; preziosi della filmografia di Werner Herzog, La ballata di Stroszek &egrave; un film nato quasi per caso. Una specie di risarcimento ad personam, verrebbe da dire, offerto da Herzog a un rabberciato musicista tedesco dopo avergli prima proposto e poi negato all&rsquo;ultimo momento il ruolo da protagonista in Woyzeck, una parte andata infine al solito feticcio herzoghiano Klaus Kinski.  Quella che in fin dei conti &egrave; solo la parabola di un outcast emarginato dall [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:249px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3474813.jpg?231" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Tassello tra i pi&ugrave; preziosi della filmografia di Werner Herzog, <strong><font color="#3333ff">La ballata di Stroszek</font> </strong>&egrave; un film nato quasi per caso. Una specie di risarcimento <em style="">ad personam</em>, verrebbe da dire, offerto da Herzog a un rabberciato musicista tedesco dopo avergli prima proposto e poi negato all&rsquo;ultimo momento il ruolo da protagonista in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-woyzeck-la-disperazione-dellantieroe.html" target="_blank" title="">Woyzeck</a></u>, una parte andata infine al solito feticcio herzoghiano Klaus Kinski.  <br />Quella che in fin dei conti &egrave; <em style="">solo</em> la parabola di un <em style="">outcast</em> emarginato dalla societ&agrave; propriamente detta, indirizzato dal fato e dal degrado sul sentiero dell&rsquo;oblio e dell&rsquo;autodistruzione, acquisisce in questo caso una verit&agrave; tale da disperdere progressivamente la percezione della mimesi cinematografica: il copione, scritto su misura dal regista tedesco per il suo attore <strong><font color="#3333ff">Bruno S.</font></strong>, che aveva ormai preso un permesso speciale dall&rsquo;acciaieria in cui lavorava per girare <em style="">Woyzeck</em>, confonde infatti la fiction con la veridicit&agrave;, sovrapponendo i connotati caratteriali effettivi dell&rsquo;interprete dilettante gi&agrave; visto in <em style="">Kaspar Hauser</em> alle caratteristiche dell&rsquo;alter ego filmico che Herzog gli ricama addosso con pedissequa aderenza. Un&rsquo;operazione che si inscrive perfettamente nello spirito estremo e non conciliato della poetica herzoghiana e in una delle ossessioni classicamente legate alla settima arte pi&ugrave; indagatrice: le zone d&rsquo;ombra tra vero e falso, da evidenziare in ogni loro sfumatura e scanalatura, affondando a piene mani e senza remora alcuna nel documentario, sia esso presentato in forma pura e canonizzata o, come in questo caso, malcelata e spuria.  <br />Il risultato &egrave; un film capace di scuotere lo spettatore, non solo formalmente, con l&rsquo;energia di una pietra scagliata con forza (l&rsquo;espressione tedesca pi&ugrave; veloce e immediata per esprimere questo concetto sarebbe, non a caso, <em style="">rammstein</em>, come la nota band), imprigionandolo dapprima nella ieraticit&agrave; dei suoi tempi dilatati e poi inchiodandolo con vigore all&rsquo;anima luttuosa di una ballata di tanta morte e pochissimo, centellinato amore. La dicotomia primaria, per&ograve;, &egrave; quella applicata ai luoghi: le praterie del Wisconsin da un lato e la Germania dall&rsquo;altro, spazi ugualmente opprimenti nei quali la figura sgualcita e sdrucita del protagonista vaga spiazzata, come un pesce fuor d&rsquo;acqua nel pi&ugrave; inadeguato degli acquari. Il realismo che nessuno sconto fa alla deturpata realt&agrave; tedesca sembra dispiegarsi in un maggiore afflato visionario e immaginifico quando ci si apre ai territori del Nordamerica, reinventati alla luce di una sorta di magia indecifrabile. &Egrave;, per&ograve;, solo un&rsquo;apparenza di addolcimento: lo sguardo di <strong><font color="#3333ff">Werner Herzog</font></strong> sull&rsquo;<em style="">american dream </em>tradisce infatti senza troppe cerimonie il pessimismo di fondo dell&rsquo;autore, nonostante i laghetti e i miracoli accennati di piedi che fluttuano sulle acque.  <br />L&rsquo;esito finale della parabola umana di Stroszek, senza rivelare nulla, ne &egrave; ovviamente l&rsquo;ulteriore conferma: la non reversibilit&agrave; di questo percorso antropologico cos&igrave; particolare ma anche cos&igrave; universale lo rende un viaggio esemplare e simbolico, chiuso in se stesso e meravigliosamente prigioniero di un magnetismo animale che aggredisce le immagini dalla prima all&rsquo;ultima sequenza, le sfibra, le logora, sottrae loro ogni flebile raggio di ottimismo. Fu l&rsquo;ultimo film che Ian Curtis degli Joy Division vide prima di ammazzarsi, il 18 Maggio 1980. Ed era uno dei titoli che il frontman suicida amava di pi&ugrave; al mondo. Non a caso.  <br />De <em style="">La ballata di Stroszek </em>rimane pertanto il senso non troppo vago di un loop esistenziale, di un identikit prosaico in forma di lirica pietrosa, di un cinema che chiama in causa continuamente chi guarda, ostile alla ricezione passiva e semplificata e decentrato piuttosto verso il germogliare di un dramma tutto interiorizzato. Ci sono il tentativo (fallimentare) di aggrapparsi alla vita, il suono della campane, le musichette collassate, disturbanti e desolate di un congedo memorabile, in cui la giostra di un luna park indiano diventa l&rsquo;ultimo atto meccanico messo in moto manualmente da un gesto dello stesso Stroszek, nonch&eacute;, per estensione, l&rsquo;ultimo lampo di vitalit&agrave; che emerge in filigrana da un film che sulla vita stessa agisce con indistruttibile volont&agrave; di sottrazione. Come ha scritto Jim Knipfel, si tratta di uno dei finali pi&ugrave; &ldquo;bizzarri e indimenticabili&rdquo; della storia del cinema, con quel &ldquo;pollo che probabilmente sta ancora danzando&rdquo;.  <br />Nel volto dai lineamenti ferini e in fondo anonimi di Stroszek &egrave; scolpita una dose senza pari di non appartenenza, di vagabondaggio apolide: non stupisce, dunque, che questo sia da ritenersi il film di Herzog forse pi&ugrave; autobiografico in assoluto, il pi&ugrave; doloroso, il meno facilmente cicatrizzabile, il pi&ugrave; rappresentativo del suo instancabile desiderio di ricerca.&nbsp;<br /><br /><strong>Davide Eustachio Stanzione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html" title="">Special Werner Herzog</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica &nbsp;</em><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> Titolo originale: <em style="">Stroszek&nbsp;</em><br />Anno: 1977<br />Regia: Werner Herzog<br />Sceneggiatura: Werner Herzog<br />Fotografia: Thomas Mauch<br />Montaggio: Beate Mainka-Jellinghaus<br />Durata: 115'<br />Interpreti principali: Bruno S., Eva Mattes, Clemens Scheitz<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='981613345561217343-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='981613345561217343-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='981613345561217343-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4830504_orig.jpg' rel='lightbox[gallery981613345561217343]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Bruno S e Eva Mattes in Stroszek'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4830504.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='981613345561217343-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='981613345561217343-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4956266_orig.jpg' rel='lightbox[gallery981613345561217343]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Bruno S in Stroszek'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4956266.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='199' style='position:absolute;border:0;width:125.5%;top:0%;left:-12.75%' /></a></div></div></div></div></div><div id='981613345561217343-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='981613345561217343-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2447915_orig.jpg' rel='lightbox[gallery981613345561217343]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Bruno S e Eva Mattes in Stroszek'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2447915.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='197' style='position:absolute;border:0;width:126.78%;top:0%;left:-13.39%' /></a></div></div></div></div></div><div id='981613345561217343-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='981613345561217343-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2823872_orig.jpg' rel='lightbox[gallery981613345561217343]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Stroszek, Werner Herzog, dancing chicken'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2823872.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='249' style='position:absolute;border:0;width:100.3%;top:0%;left:-0.15%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-top:0px;margin-bottom:10px;"><div style="text-align: left;"><object width="400" height="330"><param name="movie" value="https://www.youtube.com/v/cq0gW5xwcAY?version=3"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="https://www.youtube.com/v/cq0gW5xwcAY?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="400" height="330"></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HERZOG - Fitzcarraldo, il Dio e il suo sogno]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-fitzcarraldo-il-dio-e-il-suo-sogno]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-fitzcarraldo-il-dio-e-il-suo-sogno#comments]]></comments><pubDate>Mon, 29 Jul 2013 10:25:59 GMT</pubDate><category><![CDATA[claudia cardinale]]></category><category><![CDATA[fitzcarraldo]]></category><category><![CDATA[klaus kinski]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/special-werner-herzog1/herzog-fitzcarraldo-il-dio-e-il-suo-sogno</guid><description><![CDATA[ Fitzcarraldo, uscito nel 1982 in seguito a una lavorazione lunga (ben quattro anni) e notoriamente travagliata, &egrave; una delle opere pi&ugrave; conosciute, nonch&eacute; maggiormente &nbsp;controverse e impegnative, del grande regista tedesco. 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La figura dell&rsquo;irlandese Brian Sweeney Fitzgerald, detto <em>Fitzcarraldo</em> poich&eacute; gli abitanti della foresta amazzonica peruviana, di lingua spagnola, non riuscivano a pronunciare il suo nome, rappresenta uno dei t&ograve;poi principali del cinema di Herzog e, in questo caso pi&ugrave; che mai, il riflesso diretto dello stesso Werner.&nbsp;<br>Arte e vita si fondono in continuazione, in quest&rsquo;opera immensa e tormentata fin dalla sua nascita: le riprese ebbero inizio nel 1979, ma la troupe fu costretta a uno stop forzato a causa dell&rsquo;opposizione di un gruppo politico legato alla trib&ugrave; degli Aguaruna, con minacce di morte e voci diffamatorie ai danni di chi stava lavorando al film. La produzione fu obbligata a fermarsi per un anno, per poi riprendere con Jason Robards nel ruolo del protagonista e Mick Jagger nei panni di Wilbur, un attore folle e un po&rsquo; tardo; Robards si ammal&ograve; in modo grave, i medici gli proibirono di tornare sul set, e anche Jagger abbandon&ograve;. Tutto ci&ograve; cost&ograve; a <em>Fitzcarraldo</em> un&rsquo;ulteriore battuta d&rsquo;arresto, e Herzog decise di gettare via il girato, nonostante costituisse gi&agrave; il 40% dell&rsquo;opera.&nbsp;<br>Ricominci&ograve; dunque da zero, nell&rsquo;aprile del 1981, con <strong><font color="#3333ff">Klaus Kinski</font></strong>, il suo attore feticcio, gi&agrave; visto all&rsquo;epoca in capolavori come <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-aguirre-furore-di-dio.html" target="_blank" title="">Aguirre</a></u> e <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/26/post/2013/07/herzog-nosferatu-il-principe-della-notte.html" target="_blank" title="">Nosferatu</a></u>, a ricoprire la figura centrale: &egrave; lecito domandarsi cosa sarebbe stato il film con Robards (e Jagger) al posto del bizzarro attore germanico, ma la risposta &egrave; quasi automatica: la sostituzione &egrave; stata probabilmente provvidenziale. Kinski &egrave; perfetto, ancora una volta l'insostituibile alter-ego di Herzog in un&rsquo;opera che non &egrave; errato definire metacinema: Fitzgerald (ispirato a un personaggio realmente esistito, Carlos Fermin Fitzcarrald, un magnate della gomma peruviano che spost&ograve; una nave via terraferma facendola smontare) &egrave; lo specchio di Herzog in ogni singolo istante del film. Il sogno folle e impossibile di Fitzcarraldo, uomo che ama incondizionatamente l&rsquo;opera e Caruso, ossia costruire un teatro nella foresta amazzonica, &egrave; il medesimo sogno artistico del regista, nient&rsquo;altro che portare a termine quest&rsquo;impresa filmica, titanica, rischiosa, spesso ai confini dell&rsquo;etica. &ldquo;<em>Se io abbandonassi il progetto sarei un uomo senza sogni, e non voglio vivere in quel modo. Vivo o muoio con questo progetto.</em>&rdquo; Queste le parole di Herzog (e potrebbero essere le stesse del protagonista) cos&igrave; come le sentiamo in <em>Burden Of Dreams</em> (<em>Il Fardello dei Sogni</em>), documentario sempre del 1982 firmato da Les Blank, fondamentale per meglio comprendere non solo la pellicola ma le numerose vicissitudini che ebbero luogo attorno a essa.&nbsp;<br>Herzog e la sua troupe furono pesantemente attaccati dalla stampa tedesca, con veementi accuse di sfruttamento degli indios; si pu&ograve; restare spiazzati nel vedere la determinazione con cui il cineasta decide di far muovere la nave su per la montagna, la stessa identica caparbiet&agrave; di Fitzgerald, nonostante il pericolo che il perno possa cedere con conseguenze disastrose per le persone nelle vicinanze. Non &egrave; crudelt&agrave;, ma &egrave; la forza che solo i sognatori sanno avere: chi conosce bene il cinema di <strong><font color="#3333ff">Werner Herzog</font></strong> lo sa, e riesce dunque a discernere.&nbsp;<br>Fitzcarraldo (e almeno in parte anche il suo regista, poich&eacute; sul set vennero utilizzate tre imbarcazioni) sposta dunque una nave da un lato all&rsquo;altro di una montagna, invasato dalla potenza del sogno, dell&rsquo;ideale (&ldquo;<em>chi sogna, pu&ograve; muovere le montagne</em>&rdquo;, &egrave; una delle frasi-chiave del film), in una societ&agrave; di ricchi commercianti rozzi e ignoranti. &Egrave; una sorta di folle selvaggio, che vive in riva al fiume in compagnia del suo maiale, attorniato da bambini incantati dalla voce di Caruso che esce dal grammofono; Molly (<strong><font color="#3333ff">Claudia Cardinale</font></strong>), tenutaria di un bordello di lusso, &egrave; la sua amante, sodale e finanziatrice del suo progetto: acquistare la barca (battezzata Molly Aida) al fine di guadagnare denaro lavorando e vendendo il caucci&ugrave; e poter cos&igrave; costruire il teatro. Fitzcarraldo riunisce uno scalcinato equipaggio e si mette in viaggio sull&rsquo;imbarcazione malconcia: un&rsquo;impresa giudicata suicida, a causa degli indios ostili presenti lungo il corso del fiume. Indios che, in realt&agrave;, fissano la barca immobili, come mesmerizzati. Qui entra in scena il Fato, lo strano e imperscrutabile gioco delle coincidenze: secondo un mito la popolazione indigena attende un &ldquo;<em>grande Dio bianco</em>&rdquo; a bordo di una candida nave, per portarli via da un &ldquo;<em>mondo che &egrave; solo illusione, poich&eacute; dietro si cela la realt&agrave; che &egrave; fatta di sogni</em>&rdquo;. Un altro concetto cardine, che coincide perfettamente con la visione di Fitzgerald, il quale decide di utilizzare con astuzia l&rsquo;opportunit&agrave; che gli si presenta di fronte. &nbsp;<br>Gli indios salgono a bordo, li credono Dei, ma cos&igrave; come l&rsquo;uomo &ldquo;civilizzato&rdquo; non &egrave; in grado di dominare la Natura, allo stesso modo non pu&ograve; arrogarsi il diritto di cambiare le convinzioni profonde di coloro che la abitano: il capo della trib&ugrave;, dopo una notte di bisboccia dell&rsquo;equipaggio, slega l&rsquo;imbarcazione dall&rsquo;attracco, lanciandola per le pericolosissime rapide denominate Pongo das Mortes. Fitzcarraldo attribuisce il gesto a una volont&agrave; di compiacere gli spiriti fluviali, dopo che egli li ha sfidati. Questo &egrave; un altro grande messaggio del film, in netto contrasto con ogni tipo di accusa: non si pu&ograve; &nbsp;soverchiare l&rsquo;immmenso potere naturale n&eacute; coloro che ne fanno parte. Qui risiede il cuore dell'opera herzoghiana. La Molly Aida si infrange sulle rive, cos&igrave; come i sogni del protagonista, almeno apparentemente; Don Aquilino, in forza del miracoloso attraversamento delle rapide, ricompra la nave, e col denaro Fitzgerald corona un surrogato di ci&ograve; che portava nel cuore: chiama una compagnia operistica di secondo piano per mettere in scena <em>I Puritani di Bellini</em> proprio sulla Molly Aida. Realizza dunque ci&ograve; che anelava, anche se soltanto per il tempo di una rappresentazione.&nbsp;<br><em>Fitzcarraldo</em> ci regala una serie di sequenze indimenticabili, in primis quelle in cui vediamo Kinski sul tetto della nave, intento all&rsquo;ascolto estasiato dell&rsquo;amato Caruso: la meravigliosa musica, il lento movimento di macchina che diventa tutt&rsquo;uno con quello, ipnotico, dell&rsquo;imbarcazione, rimangono impressi come un marchio a fuoco nella memoria e nel cuore, indelebili, indimenticabili. Magnifico lo score dei <strong><font color="#3333ff">Popol Vuh</font></strong>, ancora una volta necessari all&rsquo;opera herzoghiana, cos&igrave; come in <em>Nosferatu</em>, e capaci di non restare nell&rsquo;ombra della magniloquenza operistica che tende a dominare il film.&nbsp;<br>Una pellicola controversa, spesso criticata, dalla genesi difficile, ma proprio per questo potentissima, perch&eacute; reca in s&eacute; la folle forza del sogno: un Kinski imprenscindibile, se stesso pi&ugrave; che mai e pi&ugrave; che mai simbiotico e opposto a Herzog. Un altro film per il quale si riesce a trovare una sola parola da rivolgere a questo regista titanico e unico: <em>grazie</em>, per aver scelto il cinema; altrimenti il vuoto sarebbe stato incolmabile.&nbsp;<br><br><strong>Chiara Pani</strong><br><br>Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/special-herzog.html" title="">Special Werner Herzog</a></u><br><br><br><em>Scheda tecnica</em><br><br>Titolo originale: Fitzcarraldo<br>Anno: 1982<br>Regia: Werner Herzog<br>Sceneggiatura: Werner Herzog<br>Fotografia: Thomas Mauch<br>Musiche: Popol Vuh<br>Durata: 158'<br><span style="line-height: 1.5;">Interpreti principali: Klaus Kinski, Claudia Cardinale, Jos&eacute; Lewgoy, Miguel &Aacute;ngel Fuentes</span><br></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='650250379300463521-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='650250379300463521-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='650250379300463521-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2294338_orig.jpg' rel='lightbox[gallery650250379300463521]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2294338.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='650250379300463521-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='650250379300463521-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4893411_orig.jpg' rel='lightbox[gallery650250379300463521]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4893411.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='222' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div></div><div id='650250379300463521-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='650250379300463521-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4035140_orig.jpg' rel='lightbox[gallery650250379300463521]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4035140.jpg' class='galleryImage' _width='331' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0.35%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='650250379300463521-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='650250379300463521-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9343062_orig.jpg' rel='lightbox[gallery650250379300463521]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9343062.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='249' style='position:absolute;border:0;width:100.3%;top:0%;left:-0.15%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-top:0px;margin-bottom:10px;"><div style="text-align: left;"><object width="350" height="289"><param name="movie" value="https://www.youtube.com/v/Ki6bGHq4WsM?version=3"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="https://www.youtube.com/v/Ki6bGHq4WsM?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="350" height="289"></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>