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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - tff 31]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31]]></link><description><![CDATA[tff 31]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 00:21:54 -0700</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Only Lovers Left Alive, di Jim Jarmusch]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-only-lovers-left-alive-di-jim-jarmusch]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-only-lovers-left-alive-di-jim-jarmusch#comments]]></comments><pubDate>Mon, 02 Dec 2013 11:24:44 GMT</pubDate><category><![CDATA[jim jarmusch]]></category><category><![CDATA[tilda swinton]]></category><category><![CDATA[tom hiddleston]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-only-lovers-left-alive-di-jim-jarmusch</guid><description><![CDATA[ Un disco in vinile gira sul piatto, ripreso dall&rsquo;alto, alternato alle immagini dei due protagonisti, sdraiati nell&rsquo;estasi del pasto ematico appena consumato: si apre cos&igrave;, con questa ripresa mesmerizzante e seduttiva, Only Lovers Left Alive, ultima e splendida opera del regista naturalizzato newyorkese Jim Jarmusch, anteprima italiana alla trentunesima edizione del Torino Film Festival e poi finalmente nelle sale a maggio.Adam (Tom Hiddleston) ed Eve (Tilda Swinton) sono una  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:270px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/9939619.jpg?1486642748" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">Un disco in vinile gira sul piatto, ripreso dall&rsquo;alto, alternato alle immagini dei due protagonisti, sdraiati nell&rsquo;estasi del pasto ematico appena consumato: si apre cos&igrave;, con questa ripresa mesmerizzante e seduttiva, <strong style=""><font color="#2309ed">Only Lovers Left Alive</font></strong>, ultima e splendida opera del regista naturalizzato newyorkese Jim Jarmusch, anteprima italiana alla trentunesima edizione del Torino Film Festival e poi finalmente nelle sale a maggio.<br />Adam (<strong><font color="#0505ed">Tom Hiddleston</font></strong>) ed Eve (<strong><font color="#0b18e9">Tilda Swinton</font></strong>) sono una coppia di vampiri, amanti da secoli, diametralmente opposti nell&rsquo;aspetto e nel modo d&rsquo;essere: lui &egrave; cupo, musicista e collezionista di magnifiche chitarre d&rsquo;epoca, ancorato al passato e nero negli abiti e nell&rsquo;anima, mentre Eve &egrave; di un candore abbagliante, nelle pelle e nei capelli, e il suo essere bibliofila la rende curiosa e intellettualmente viva. Opposti e separati sono anche nei luoghi, in quanto Adam vive a Detroit, citt&agrave; che ospita le macerie della gloriosa Motown Records, con una qualit&agrave; funebre come le sue composizioni; Eve dimora a Tangeri, della quale evita (ovviamente) il sole assorbendo per&ograve; la calma riflessiva di un ambiente che avverte come proprio.  <br /><em>Only lovers left alive</em> ruota attorno a due concetti fondamentali: l&rsquo;amore, inteso nel senso pi&ugrave; ampio, anche come passione verso l&rsquo;arte e il Bello, e l&rsquo;eternit&agrave;. Il legame che unisce Adam ed Eve, figure quasi archetipiche come i nomi che portano, trascende il tempo e lo spazio, si colloca al di sopra delle debolezze umane poich&eacute; &egrave; in primo luogo mentale, una liaison telepatica e indissolubile. Entrambi si appassionano profondamente a una forma d&rsquo;arte: Eve, come gi&agrave; si diceva, alla letteratura, e Adam alla musica, artista solitario che rifiuta di diffondere ci&ograve; che compone ma che, suo malgrado, pu&ograve; essere ascoltato ovunque. Gli oggetti che colleziona, gli strumenti antichi, il mobilio vintage, sono i residui di un passato che non riesce a lasciare andare; Eve, per contro, &egrave; proiettata in avanti, utilizza i mezzi tecnologici, si adegua alla societ&agrave; del presente pur stentando a riconoscersi in essa.  <br />La vera decadenza non &egrave; vampiresca, bens&igrave; umana: gli uomini sono definiti zombies, automi che vivono per inerzia, senza assaporare realmente l&rsquo;esistenza, facili da comprare con mazzette di dollari in cambio di sangue fresco e qualche favore necessario. Sono un tramite, come Ian (Anton Yelchin), che procura ad Adam ci&ograve; di cui ha bisogno, e non cibo, come la tradizione vampirica vorrebbe, anche se il sangue che sgorga da graffi e taglietti occasionali provoca, inevitabilmente, qualche sussulto. La paura dell&rsquo;infezione di cui pu&ograve; farsi veicolo un plasma sempre pi&ugrave; intossicato &egrave; un altro segno dei tempi, ennesimo sintomo del crollo che porta Adam (e anche Eve) a rimpiangere un passato in cui si intratteneva con Byron e Shelley, in cui il loro mondo era impregnato da quella cultura ora ridotta in videopillole su YouTube.  <br />Il personaggio di Christopher Marlowe, interpretato da un grandissimo <strong><font color="#0e07e8">John Hurt</font></strong>, &egrave; eredit&agrave; vivente di quell&rsquo;epoca, poeta e drammaturgo controverso nella Gran Bretagna del 1500, che anticip&ograve; Shakespeare nel perfezionare il <em style="">blank verse</em>, figura che &egrave; citazione fatta carne in mezzo alle molteplici sparse nel corso della narrazione, un vortice di riferimenti tra cultura alta e bassa mai gratuiti o messi a caso, bens&igrave; sempre mirati e precisi. Cos&igrave; come il Johnny Depp di <em style="">Dead Man</em> portava il nome di William Blake, assumendo una sorta di doppia identit&agrave;, allo stesso modo Adam ed Eve utilizzano pseudonimi, dalla Daisy Buchanan de <em style="">Il Grande Gatbsy</em> a Faust, che campeggia sul finto tesserino da medico del vampiro, utilizzato per infiltrarsi in ospedale e procurarsi il nutrimento.  <br />La coppia vampirica forma un piccolo universo in equilibrio, che viene temporaneamente stravolto dall&rsquo;arrivo di Ava (<strong><font color="#190ce8">Mia Wasikowska</font></strong>), sorella minore di Eve, la quale rappresenta il lato ancora animalesco e selvaggio dei succhiatori di sangue; una tempesta tanto inarrestabile quanto inconsapevolmente dannosa.  <br />Il vampirismo, dunque, &egrave; solo metafora e superficie di un racconto complesso e profondo, raffinato e articolato, che si lascia metabolizzare lentamente per essere poi accolto e amato. La splendida fotografia di Yorick Le Saux  e lo score composto da Jozef van Wissem, unito a scelte musicali eccelse come da tradizione nel cinema di <strong><font color="#270cf4">Jim Jarmusch</font></strong>, completano un&rsquo;opera crepuscolare e vitale al tempo stesso; un vero e proprio atto d&rsquo;amore verso la Settima Arte.  <br /><span style=""></span><br /><strong style="">Chiara Pani</strong><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u>,&nbsp;<u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/film-al-cinema.html">Film al cinema</a></u><br /> <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <em style="">Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Only Lovers Left Alive<br />Anno: 2013<br />Regia: Jim Jarmusch<br />Sceneggiatura: Jim Jarmusch<br />Fotografia: Yorick Le Saux<br />Musiche: Jozef van Wissem<br />Durata: 123&rsquo;<br />Uscita italiana: 15 maggio 2014<br />Attori: Tilda Swinton, Tom Hiddleston, John Hurt, Mia Wasikowska, Anton Yelchin, Jeffrey Wright <br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='458446442747500456-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='458446442747500456-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='458446442747500456-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4824520_orig.jpg' rel='lightbox[gallery458446442747500456]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Only lovers left alive, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4824520.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div></div><div id='458446442747500456-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='458446442747500456-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4159074_orig.jpg' rel='lightbox[gallery458446442747500456]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Only lovers left alive, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4159074.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='281' style='position:absolute;border:0;width:106.76%;top:0%;left:-3.38%' /></a></div></div></div></div></div><div id='458446442747500456-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='458446442747500456-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5772039_orig.png' rel='lightbox[gallery458446442747500456]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Only lovers left alive, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5772039.png' class='galleryImage' _width='400' _height='247' style='position:absolute;border:0;width:121.46%;top:0%;left:-10.73%' /></a></div></div></div></div></div><div id='458446442747500456-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='458446442747500456-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7099824_orig.jpg' rel='lightbox[gallery458446442747500456]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Only lovers left alive, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7099824.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='300' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:0%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/n6WYqY4YSYk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Vandal e La bataille de Solférino]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-vandal-e-la-bataille-de-solferino]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-vandal-e-la-bataille-de-solferino#comments]]></comments><pubDate>Sun, 01 Dec 2013 12:20:54 GMT</pubDate><category><![CDATA[concorso ufficiale]]></category><category><![CDATA[la bataille de solferino]]></category><category><![CDATA[vandal]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-vandal-e-la-bataille-de-solferino</guid><description><![CDATA[ Anche in questa edizione del Torino Film Festival la Francia ha avuto un ruolo da protagonista, con la presenza di tre film in concorso, tutti di ottima qualit&agrave;, a confermare per l'ennesima volta la piena salute di una cinematografia assolutamente primaria nel panorama mondiale per solidit&agrave; e quantit&agrave; di prodotti di notevole fattura. Insieme all'affascinante 2 automnes 3 hivers di Betbeder, vincitore del Premio Speciale della giuria capitanata da Guillermo Arriaga, il pubbl [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5460958.jpg?186" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Anche in questa edizione del <strong><font color="#460bee">Torino Film Festival</font></strong> la Francia ha avuto un ruolo da protagonista, con la presenza di tre film in concorso, tutti di ottima qualit&agrave;, a confermare per l'ennesima volta la piena salute di una cinematografia assolutamente primaria nel panorama mondiale per solidit&agrave; e quantit&agrave; di prodotti di notevole fattura. Insieme all'affascinante <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/30/post/2013/11/torino-31-2-automnes-3-hivers-di-sebastien-betbeder.html" target="_blank" title="">2 automnes 3 hivers</a></u> di Betbeder, vincitore del Premio Speciale della giuria capitanata da Guillermo Arriaga, il pubblico torinese ha potuto visionare e applaudire anche <em>Vandal</em> e <em>La bataille de Solf&eacute;rino</em>, debutti nel lungometraggio di H&eacute;lier Cisterne e Justine Trier, rispettivamente classe 1981 e 1978.<br /><br />In <strong><font color="#120bef">Vandal</font></strong> assistiamo alla storia di Ch&eacute;rif, quindicenne problematico che viene mandato a vivere dagli zii a Strasburgo, con la speranza che cambiando citt&agrave; il ragazzo possa maturare e tranquillizzarsi. Di fronte al nuovo ambiente, il protagonista assume su di s&eacute; i consueti conflitti legati alla famiglia e ai primi amori, fino a quando non scopre il mondo dei graffiti, entrando a far parte di una banda che di notte esce furtiva nelle strade per ricoprire i muri con fantasiose scritte e creativi disegni. Questa nuova fonte di sfogo diventa per lui un veicolo indispensabile per scaricare la propria irrequietezza e cercare una vera identit&agrave;.<br />Non particolarmente originale dal punto di vista narrativo, il film di Cisterne, adeso al volto timido e incerto del suo protagonista (Zinedine Benchenine), si lascia comunque apprezzare per una concretezza strutturale che schiva ogni forma di retorica adolescenziale, componendo un ritratto sofferto e fremente, in cui la durezza della quotidianit&agrave; si dissolve nell'abbandono estatico di una doppia vita in cui rampanti guerrieri della notte sfidano le convenzioni per espiare il desiderio di libert&agrave; e affermazione personale. Ne esce un quadro d'insieme ritmato, dolente, ipnotico, che non sa e non vuole offrire soluzioni, ma si limita a descrivere con discreta enfasi il cuore pulsante di un ragazzo che attraverso quelle bombolette e quei disegni esplica un graduale e difficoltoso transito verso l'et&agrave; adulta. Da segnalare, in piccoli ruoli, le presenze di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/13/post/2013/04/je-suis-heureux-que-ma-mere-soit-vivante-recensione-le-tracce-del-dolore.html" target="_blank" title="">Sophie Cattani</a></u> e di Corinne Masiero, quest'ultima lo scorso anno protagonista di <em>Louise Wimmer</em>, film amatissimo dal pubblico francese e premiato ai C&eacute;sar.<br /><br />Le difficolt&agrave; relazionali sono al centro anche di <strong><font color="#2a0be4">La bataille de Solf&eacute;rino</font></strong>, questa volta per&ograve; mescolate con eventi di carattere pubblico e sociale. L'intero racconto si svolge infatti nel giorno delle elezioni presidenziali del 2012, nelle ore in cui Fran&ccedil;ois Hollande ottiene la sua vittoria a scapito di Sarkozy. Tra i giornalisti accalcati nella via dove ha sede il quartier generale del partito socialista c'&egrave; anche Laetitia, combattuta tra la necessit&agrave; di coprire in tempo reale l'evento e la preoccupazione per le due figlie, lasciate a casa nelle mani di un baby sitter disturbato per&ograve; dal padre delle bambine, separato dalla moglie e intenzionato a voler vedere a tutti i costi le figlie nonostante il tribunale gli abbia intimato di poterlo fare solo in presenza della madre.<br />Serrato, concitato, il film della Triet rapisce l'occhio dello spettatore grazie a una regia che brilla per intensit&agrave; e viscerale trasporto, catapultando la fruizione nel caos devastante che accompagna la gente presente in strada da un lato e la &ldquo;battaglia&rdquo; tra i due genitori dall''altro, in un coacervo di sensazioni che sanno unire con sapienza l'emozione collettiva e l'esplosione del conflitto privato, il lavoro e l'amore, la paura e l'istinto, gli schiaffi e le schermaglie dialettiche. Una guerra di fatti e parole, ripicche e accuse, attacchi e difese, nella quale svettano i due bravi protagonisti, Laetitia Dosch e ancora una volta <strong><font color="#2c0de6">Vincent Macaigne</font></strong>, gi&agrave; primo attore nel film di Betbeder, qui alle prese con un ruolo pi&ugrave; denso e complesso, interpretato peraltro con il giusto vigore.<br />Da notare, come spiegato dalla regista e dal produttore durante l'incontro con il pubblico post-visione, che molte scene sono state realmente girate in Rue de Solf&eacute;rino in quella giornata, con otto macchine da presa piazzate ovunque e gli attori mescolati (e sballottati) tra la folla inconsapevole: un azzardo ben riuscito, per un convincente esempio di parziale docu-fiction utile a esemplificare come in ogni luogo, durante qualsiasi evento di massa, ci siano tante piccole e grandi microstorie nascoste nel buio e pronte per essere vissute, raccontate e consumate dallo spietato e indispensabile sguardo del cinema.&nbsp;<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title=""><u>Torino 31</u></a><br /><br /><br /><em>Schede tecniche</em><br /><br /><strong>Vandal</strong><br /><br />Regia: H&eacute;lier Cisterne<br />Sceneggiatura: H&eacute;lier Cisterne, Gilles Taurand, Katell Quill&eacute;v&eacute;r&eacute;<br />Fotografia: Hichame Alaoui&eacute;&nbsp;<br />Montaggio: Thomas Marchand<br />Musiche: Ulysse Klotz<br />Attori: Zinedine Benchenine, Chlo&eacute; Lecerf, Emile Berling, K&eacute;vin Aza&iuml;s, Jean-Marc Barr, Brigitte Sy<br />Anno: 2013<br />Durata: 90'<br /><br /><strong>La bataille de Solf&eacute;rino</strong><br /><br />Regia, sceneggiatura: Justine Triet<br />Fotografia: Tom Harari&nbsp;<br />Montaggio: Damien Maestraggi&nbsp;<br />Attori: Laetitia Dosch, Vincent Macaigne, Arthur Harari, Virgil Vernier<br />Anno: 2013<br />Durata: 94'<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='566004437716746855-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='566004437716746855-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8200508_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Vandal, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8200508.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div></div><div id='566004437716746855-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8194168_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Vandal, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8194168.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='246' style='position:absolute;border:0;width:121.95%;top:0%;left:-10.98%' /></a></div></div></div></div></div><div id='566004437716746855-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6439181_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Vandal, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6439181.jpg' class='galleryImage' _width='375' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div></div><div id='566004437716746855-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/22654_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Vandal, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/22654.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='215' style='position:absolute;border:0;width:139.53%;top:0%;left:-19.77%' /></a></div></div></div></div></div><div id='566004437716746855-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7694794_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La bataille de Solferino, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7694794.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='265' style='position:absolute;border:0;width:113.21%;top:0%;left:-6.6%' /></a></div></div></div></div></div><div id='566004437716746855-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4690001_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La bataille de Solferino, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4690001.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='218' style='position:absolute;border:0;width:137.61%;top:0%;left:-18.81%' /></a></div></div></div></div></div><div id='566004437716746855-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2129578_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La bataille de Solferino, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2129578.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div></div><div id='566004437716746855-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='566004437716746855-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6517776_orig.jpg' rel='lightbox[gallery566004437716746855]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='La bataille de Solferino, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6517776.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class='wsite-multicol-table-wrap' style='margin:0 -15px'> <table class='wsite-multicol-table'> <tbody class='wsite-multicol-tbody'> <tr class='wsite-multicol-tr'> <td class='wsite-multicol-col' style='width:50%;padding:0 15px'>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/YmKLoVidNsM?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  </td> <td class='wsite-multicol-col' style='width:50%;padding:0 15px'>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/AH5aIcZjuao?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>  </td> </tr> </tbody> </table> </div></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Inside Llewyn Davis, di Ethan e Joel Coen]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-inside-llewyn-davis-di-ethan-e-joel-coen]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-inside-llewyn-davis-di-ethan-e-joel-coen#comments]]></comments><pubDate>Sat, 30 Nov 2013 11:32:04 GMT</pubDate><category><![CDATA[carey mulligan]]></category><category><![CDATA[inside llewyn davis]]></category><category><![CDATA[john goodman]]></category><category><![CDATA[oscar isaacs]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-inside-llewyn-davis-di-ethan-e-joel-coen</guid><description><![CDATA[ Inside Llewyn Davis, che &egrave; valso ai fratelli Coen il Grand Prix della giuria al Festival di Cannes 2013, prende il via in primo luogo dalla loro personale passione per la musica folk, dunque una nicchia delimitata in modo specifico. La figura di Llewyn Davis (ottima l&rsquo;interpretazione di Oscar Isaac, qui di nuovo al fianco di Carey Mulligan dopo il ruolo di Standard, il marito di Irene, in Drive) &egrave; ispirata a quella del cantautore Dave Van Ronk, scomparso nel 2002, e alla sua [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2106195.jpg?166" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><strong><font color="#330bf0">Inside Llewyn Davis</font></strong>, che &egrave; valso ai fratelli Coen il Grand Prix della giuria al Festival di Cannes 2013, prende il via in primo luogo dalla loro personale passione per la musica folk, dunque una nicchia delimitata in modo specifico. La figura di Llewyn Davis (ottima l&rsquo;interpretazione di <strong><font color="#0808f2">Oscar Isaac</font></strong>, qui di nuovo al fianco di <strong><font color="#1d09e5">Carey Mulligan</font></strong> dopo il ruolo di Standard, il marito di Irene, in <em>Drive</em>) &egrave; ispirata a quella del cantautore Dave Van Ronk, scomparso nel 2002, e alla sua autobiografia, pubblicata dopo la sua morte; il titolo del film si rif&agrave; a quello di un album dell&rsquo;artista, <em>Inside Dave Van Ronk</em>.&nbsp;<br />Il ritratto di Davis va di pari passo con quello della scena musicale folk del Greenwich Village newyorkese all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;60, lo stesso humus culturale che ha visto l&rsquo;ascesa di Bob Dylan, a cui si fa riferimento nella figura di un cantautore che sale sul palco subito dopo il protagonista. Il destino di Davis per&ograve; &egrave; stato ben diverso: gi&agrave; parte di un duo insieme all&rsquo;amico Mike, galleggiando sempre nella mediocrit&agrave; di una fama minuscola, tenta la carriera solista dopo il suicidio dell&rsquo;ex partner, evento che lo segna irrimediabilmente.&nbsp;<br />Llewyn incide per la piccola etichetta gestita dall&rsquo;anziano Mel (Jerry Grayson, qui alla sua ultima interpretazione prima della scomparsa), discografico caotico e un po&rsquo; cialtrone; il personaggio del cantautore &egrave; spigoloso, irascibile, sarcastico, estremamente idealista e non disposto al compromesso. Ogni cosa pare andare nel verso sbagliato ma, in realt&agrave;, &egrave; lui stesso l&rsquo;artefice dei propri fallimenti: sostanzialmente immaturo, perennemente ospitato sul divano di qualcuno e sempre squattrinato, Davis incarna lo stereotipo dell&rsquo;artista bohemien a tutto tondo, con un eccesso di retorica che finisce per sconfinare in una vena moralistica che risulta fastidiosa.&nbsp;<br />La presenza felina del film, Ulisse, il micio dei Gorfein, coppia di facoltosi intellettuali del Village che ospita Llewyn probabilmente pi&ugrave; per moda (dopotutto, &egrave; un artista) che per reale affetto, ha un ruolo diverso rispetto alle precedenti pellicole dei due registi: il gatto &egrave; spesso centrale nelle produzioni dei Coen, quasi una figura chiave, mentre qui appare pi&ugrave; un pretesto narrativo che un filo conduttore. Davis ha non pochi problemi anche nei rapporti interpersonali, in primis con le donne, ad esempio Jean (Carey Mulligan) sposata con un suo amico, Jim (<strong><font color="#070eed">Justin Timberlake</font></strong>), il che per&ograve; non ha impedito ai due di finire a letto insieme con una conseguenza che potrebbe essere ingombrante.&nbsp;<br />L&rsquo;audizione improvvisata al cospetto di Bud Grossmann (vedere recitare <strong><font color="#3607eb">F. Murray Abraham</font></strong> fa sempre piacere) che potrebbe lanciarlo definitivamente, si rivela anch&rsquo;essa fallimentare: &ldquo;<em>ci&ograve; che canti, ormai, &egrave; vecchio</em>&rdquo;. Un sorta di epitaffio psicologico per Llewyn, non uno sprone al cambiamento bens&igrave; un&rsquo;ulteriore spinta verso il basso.&nbsp;<br /><em>Inside Llewyn Davis</em>, nonostante stia ricevendo molte critiche entusiastiche, &egrave; per lo pi&ugrave; un esercizio di stile, impeccabile nella tecnica e nella confezione, ma privo di una vera anima, di quel cuore pulsante che caratterizzava le pellicole pi&ugrave; riuscite degli autori; &egrave; come se il narrato rimbalzasse su un muro prima di arrivare allo spettatore, non giungendo cos&igrave; in maniera diretta. In tutto questo per&ograve;, ci sarebbe un solo, unico motivo per vedere il film: il ritorno di <strong><font color="#2e05ef">John Goodman</font></strong> davanti alla macchina da presa dei Coen. Il lasso di tempo, pur se relativamente breve, occupato dall&rsquo;ingombrante e istrionica presenza dell&rsquo;attore sullo schermo, col suo accento impastato, le battute caustiche, la fisicit&agrave; unica, vale probabilmente l&rsquo;intera pellicola, e ne rappresenta il lato pi&ugrave; autentico e viscerale.<br />Un lavoro egregiamente eseguito, che ha i suoi buoni momenti ma con una freddezza di fondo che non pu&ograve; convincere e, soprattutto, non &egrave; in grado di coinvolgere.&nbsp;<br /><br /><strong>Chiara Pani</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Inside Llewyn Davis<br />Anno: 2013<br />Regia: Joel e Ethan Coen<br />Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen<br />Fotografia: Bruno Delbonnel<br />Musiche: T-Bone Burnett<br />Durata: 105&rsquo;<br />Uscita in Italia: 20 Febbraio 2014&nbsp;<br />Interpreti principali: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Max Casella, Ethan Phillips, John Goodman<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='963532196130543289-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='963532196130543289-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='963532196130543289-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6524135_orig.jpg' rel='lightbox[gallery963532196130543289]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Inside Llewyn Davis, Oscar Isaac'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6524135.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div></div><div id='963532196130543289-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='963532196130543289-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5847522_orig.jpg' rel='lightbox[gallery963532196130543289]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Inside Llewyn Davis, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5847522.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div></div><div id='963532196130543289-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='963532196130543289-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/798327_orig.jpg' rel='lightbox[gallery963532196130543289]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Inside Llewyn Davis, Carey Mulligan'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/798327.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='215' style='position:absolute;border:0;width:139.53%;top:0%;left:-19.77%' /></a></div></div></div></div></div><div id='963532196130543289-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='963532196130543289-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8954901_orig.jpg' rel='lightbox[gallery963532196130543289]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Inside Llewyn Davis, John Goodman'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8954901.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='214' style='position:absolute;border:0;width:140.19%;top:0%;left:-20.09%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/LFphYRyH7wc?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - The Stone Roses: Made of Stone, di Shane Meadows]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-the-stone-roses-made-of-stone-di-shane-meadows]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-the-stone-roses-made-of-stone-di-shane-meadows#comments]]></comments><pubDate>Sat, 30 Nov 2013 10:50:47 GMT</pubDate><category><![CDATA[after hours]]></category><category><![CDATA[shane meadows]]></category><category><![CDATA[stone roses: made of stone]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-the-stone-roses-made-of-stone-di-shane-meadows</guid><description><![CDATA[ &ldquo;I'm standing warm against the coldNow that the flames have taken holdAt least you left your life in styleAnd for far as I can seeTen twisted grills grin back at meBad money dies I love the sceneSometimes I fantasiseWhen the streets are cold and lonelyAnd the cars they burn below meDon't these times fill your eyesWhen the streets are cold and lonelyAnd the cars they burn below meAre you all aloneIs anybody home?&rdquo;(Made of Stone)Un viaggio a ritroso nel tempo, attraverso il Mito: quel [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6976877.jpg?154" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><em>&ldquo;I'm standing warm against the cold<br />Now that the flames have taken hold<br />At least you left your life in style<br /><br />And for far as I can see<br />Ten twisted grills grin back at me<br />Bad money dies I love the scene<br /><br />Sometimes I fantasise<br />When the streets are cold and lonely<br />And the cars they burn below me<br />Don't these times fill your eyes<br /><br />When the streets are cold and lonely<br />And the cars they burn below me<br />Are you all alone<br />Is anybody home?&rdquo;<br /></em><br /><em>(Made of Stone)</em><br /><br />Un viaggio a ritroso nel tempo, attraverso il Mito: quello impersonificato da una band, gli <strong><font color="#170aed">Stone Roses</font></strong>, la cui stella brill&ograve; poco, ma &ndash; come si suol dire &ndash; intensamente. Autori di soli due album in studio, pi&ugrave; una serie di raccolte, B-sides e varie: <em>The Stone Roses</em> (soprattutto) e <em>Second Coming</em> sono il biglietto di benvenuto e di addio di uno dei gruppi pi&ugrave; significativi della scena inglese del periodo a cavallo tra gli anni Ottanta e quelli Novanta. Dopo il punk, dopo la new wave e prima del ciclone britpop (Oasis, Blur), del quale avrebbero gettato le basi ma che, ironia della sorte, li avrebbe definitivamente messi all&rsquo;angolo.&nbsp;<br />Il regista <strong><font color="#100aed">Shane Meadows</font></strong> parte dal presente, dall&rsquo;avvio di una nuova serie di concerti a pi&ugrave; di venti anni di distanza da quel miracoloso disco di esordio: nel 2011 i quattro musicisti annunciano il loro rientro sul palco, dopo anni di litigi, incomprensioni e progetti solisti. E subito si ritorna indietro nel tempo, nella Manchester dei primi anni Ottanta, quando tutto sembrava sul punto di cambiare, e lo avrebbe fatto davvero: un momento epocale del quale gli Stone Roses furono indiscussi protagonisti, con una serie di singoli pubblicati tra il 1985 e il 1989, anno di uscita del memorabile LP omonimo. Meadows li filma con l&rsquo;occhio del fan sfegatato, e si vede: nel 2011 sono quattro uomini invecchiati dalla vita e dal successo, ma con ancora la voglia e la grinta che solamente il rock (quello vero) pu&ograve; dare. Ed eccoli quindi affrontare nuovamente le prove per la reunion, dapprima incerti e spaventati, poi sempre pi&ugrave; convinti e sicuri delle proprie potenzialit&agrave;, esattamente come un tempo. Parallelamente al presente, inoltre, il documentario racconta l&rsquo;importanza storica rappresentata da questi quattro ragazzi impertinenti e presuntuosi, incapaci di esprimersi compiutamente a parole durante le prime interviste, ma in grado di partorire un disco assolutamente perfetto, idolatrato indistintamente da pubblico e critica: un oggetto epocale.&nbsp;<br /><em>The Stone Roses: Made of Stone</em> si infiamma poi quando il gruppo annuncia a sorpresa, tramite facebook e twitter, una sorta di concerto-anteprima gratuito, per un numero limitato di persone, in uno dei locali storici della loro citt&agrave;: la voce si diffonde nel giro di pochissime ore, e ben presto l&rsquo;evento diventa sold out. Meadows filma le reazioni della gente nelle strade, in coda nell&rsquo;attesa di ottenere l&rsquo;ambito biglietto, e rende chiarissimo l&rsquo;obiettivo principale della sua intera operazione: non tanto costruire un&rsquo;agiografia intorno ai componenti della band, quanto invece sottolineare l&rsquo;importanza delle loro canzoni nelle vite della gente comune, a dimostrazione dello statuto indiscusso raggiunto dagli Stone Roses nella storia della musica.&nbsp;<br />Un documentario generoso e incredibilmente travolgente, quindi, e non solamente il resoconto per immagini delle loro esibizioni dal vivo: per i fan &egrave; un regalo lungamente atteso per anni; per tutti gli altri, invece, l&rsquo;occasione per colmare una lacuna musicale che infonde nuova vita a un gruppo oggi colpevolmente dimenticato.&nbsp;<br /><br /><strong>Giacomo Calzoni</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: The Stone Roses: Made of Stone<br />Anno: 2013<br />Regia: Shane Meadows<br />Fotografia: Laurie Rose<br />Musiche: The Stone Roses<br />Durata: 97&rsquo;<br />Interpreti principali: Shane Meadows, Ian Brown, Gary Mounfield, Alan Wren, John Squire<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='127704697754690637-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='127704697754690637-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='127704697754690637-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1653847_orig.jpg' rel='lightbox[gallery127704697754690637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Stone Roses: Made of Stone di Shane Meadows'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1653847.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='300' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:0%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='127704697754690637-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='127704697754690637-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7754621_orig.jpg' rel='lightbox[gallery127704697754690637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Stone Roses: Made of Stone di Shane Meadows'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7754621.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div></div><div id='127704697754690637-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='127704697754690637-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7060895_orig.jpg' rel='lightbox[gallery127704697754690637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Stone Roses: Made of Stone di Shane Meadows'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7060895.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div></div><div id='127704697754690637-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='127704697754690637-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3141406_orig.jpg' rel='lightbox[gallery127704697754690637]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='The Stone Roses: Made of Stone di Shane Meadows'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3141406.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='220' style='position:absolute;border:0;width:136.36%;top:0%;left:-18.18%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/2oMZkW0RjE4?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - 2 Automnes 3 Hivers, di Sébastien Betbeder]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-2-automnes-3-hivers-di-sebastien-betbeder]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-2-automnes-3-hivers-di-sebastien-betbeder#comments]]></comments><pubDate>Thu, 28 Nov 2013 10:18:15 GMT</pubDate><category><![CDATA[2 automnes 3 hivers]]></category><category><![CDATA[concorso ufficiale]]></category><category><![CDATA[sebastien betbeder]]></category><category><![CDATA[vincent macaigne]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-2-automnes-3-hivers-di-sebastien-betbeder</guid><description><![CDATA[ All'alba del 2013, si pu&ograve; ancora fare un film che sembra uscito dalla Nouvelle Vague senza apparire fuori tempo massimo? Certo, si pu&ograve;, a patto che dietro alla macchina da presa ci sia un autore che abbia idee, intelligenza, umilt&agrave; e la giusta sensibilit&agrave;. Da questo punto di vista possiamo stare tranquilli, perch&eacute; S&eacute;bastien Betbeder di tocco ne ha da vendere, come gi&agrave; avevamo avuto modo di appurare lo scorso anno con il notevole Les nuits avec Th [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/483470.jpg?196" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">All'alba del 2013, si pu&ograve; ancora fare un film che sembra uscito dalla Nouvelle Vague senza apparire fuori tempo massimo? Certo, si pu&ograve;, a patto che dietro alla macchina da presa ci sia un autore che abbia idee, intelligenza, umilt&agrave; e la giusta sensibilit&agrave;. Da questo punto di vista possiamo stare tranquilli, perch&eacute; <strong><font color="#2309ea">S&eacute;bastien Betbeder</font></strong> di tocco ne ha da vendere, come gi&agrave; avevamo avuto modo di appurare lo scorso anno con il notevole <em>Les nuits avec Th&eacute;odore</em>, presentato sempre a Torino.&nbsp;<br />Allora ecco <strong><font color="#1d10e6">2 Automnes 3 Hivers</font></strong>, promosso stavolta al concorso ufficiale; un film che riesce a riportarci indietro, all'epoca delle insistite voci fuori campo, per raccontarci con volont&agrave; e passione il percorso di crescita di un trentenne a caccia di una propria strada nella vita.<br />Lui &egrave; Arman, impersonificato dal bravo <strong><font color="#280fe4">Vincent Macaigne</font></strong>; espressione perennemente stordita e un po' ebete, sempre meno capelli in testa, lavori saltuari, case prestate dagli amici, valigie sempre pronte, corse nel parco, birre in compagnia, zero risparmi, tanti buoni propositi e pochissime certezze; una vita da eterno adolescente vagabondo smarrito tra le vie di Parigi, perlomeno sino a quando davanti a lui appare l'intrigante Am&eacute;lie e il sentimento esplode. Qualche settimana dopo Arman, con parecchia goffaggine e prendendosi una coltellata, salva la ragazza da un'aggressione; da quel momento il rapporto tra i due nasce, si solidifica e matura. Passano i mesi e le stagioni, la relazione attraversa momenti di dura crisi e prova a ricomporsi. In parallelo Benjamin, il miglior amico di Arman, viene colpito da un ictus; a seguito di un lungo periodo di riabilitazione riesce per&ograve; a riprendersi, e trova pure lui l'amore legandosi a un'ortofonista.&nbsp;<br />Cos&igrave; i personaggi principali del film diventano quattro, e le loro microstorie si alternano e si incrociano in piccole sequenze accompagnate da didascalie che scandiscono lo scorrere del tempo; gli attori ci guardano negli occhi, ci parlano, ci raccontano in prima persona gli accadimenti, anticipano le immagini che stiamo per vedere, le descrivono, le smitizzano, senza filtri n&eacute; barriere, come fossero nostri amici da sempre. L'empatia si spreca, la vicinanza emotiva ci trafigge, il senso di comunione e appartenenza ci conquista, il meccanismo si reitera e funziona: <em>2 Automnes 3 Hivers</em> parla di noi e con noi, attraverso lievi profumi truffautiani che guardano al passato rotolandosi nel presente, rispettosi di una tradizione omaggiata con freschezza e arguzia, in maniera non troppo dissimile da come &egrave; solita fare anche la nostra adorata <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/27/post/2013/08/locarno-66-que-damour-di-valerie-donzelli.html" target="_blank" title="">Val&eacute;rie Donzelli</a></u>.&nbsp;<br />Il mondo filmico di Betdeber &egrave; questo, lo avevamo gi&agrave; intuito e qui ne abbiamo la netta conferma: un panorama di figurine in miniatura, fragili e insicure, dolci e oneste, sofferenti e sognatrici; rivolgendosi direttamente al pubblico, occhi contro occhi, questi personaggi tremolanti cercano un abbraccio che dia loro la forza per superare timori e imbarazzi: noi glielo diamo volentieri, sorridendo di fronte a un cinema di ieri che per fortuna vive e respira ancora oggi, coccolando la bellezza dell'inverno e aspettando che magari prima o poi arrivi anche un'estate.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia e sceneggiatura: S&eacute;bastien Betbeder&nbsp;<br />Fotografia: Sylvain Verdet&nbsp;<br />Montaggio: Julie Dupr&eacute;<br />Musiche: Bertrand Betsch<br />Attori: Vincent Macaigne, Maud Wyler, Bastien Bouillon, Audrey Bastien<br />Anno: 2013<br />Durata: 93'<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='776361571409259981-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='776361571409259981-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776361571409259981-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5193392_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776361571409259981]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='2 automnes 3 hivers, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5193392.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='292' style='position:absolute;border:0;width:102.74%;top:0%;left:-1.37%' /></a></div></div></div></div></div><div id='776361571409259981-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776361571409259981-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7949235_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776361571409259981]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='2 automnes 3 hivers, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7949235.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='291' style='position:absolute;border:0;width:103.09%;top:0%;left:-1.55%' /></a></div></div></div></div></div><div id='776361571409259981-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776361571409259981-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1075110_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776361571409259981]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='2 automnes 3 hivers, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1075110.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='291' style='position:absolute;border:0;width:103.09%;top:0%;left:-1.55%' /></a></div></div></div></div></div><div id='776361571409259981-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='776361571409259981-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6920838_orig.jpg' rel='lightbox[gallery776361571409259981]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='2 automnes 3 hivers, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6920838.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='292' style='position:absolute;border:0;width:102.74%;top:0%;left:-1.37%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/F_GtClzUnDQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Noche, di Leonardo Brzezicki]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-noche-di-leonardo-brzezicki]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-noche-di-leonardo-brzezicki#comments]]></comments><pubDate>Wed, 27 Nov 2013 22:42:02 GMT</pubDate><category><![CDATA[noche]]></category><category><![CDATA[onde]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-noche-di-leonardo-brzezicki</guid><description><![CDATA[ Miguel &egrave; morto. Miguel si &egrave; suicidato, in una grande casa di campagna in mezzo ai boschi. Prima di farlo ha registrato con un microfono i suoi pensieri, il suono della natura e quello degli oggetti di uso quotidiano intorno a lui. Ora sei tra i suoi migliori amici sono l&agrave;, in quella abitazione lontana dal resto del mondo (lontana dai vivi), per ascoltare le sue parole di quegli ultimi giorni, e per mettere a posto gli oggetti abbandonati tra mura che non ospiteranno pi&ugra [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1583079.jpg?162" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; none;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Miguel &egrave; morto. Miguel si &egrave; suicidato, in una grande casa di campagna in mezzo ai boschi. Prima di farlo ha registrato con un microfono i suoi pensieri, il suono della natura e quello degli oggetti di uso quotidiano intorno a lui. Ora sei tra i suoi migliori amici sono l&agrave;, in quella abitazione lontana dal resto del mondo (lontana dai vivi), per ascoltare le sue parole di quegli ultimi giorni, e per mettere a posto gli oggetti abbandonati tra mura che non ospiteranno pi&ugrave; nessuno.&nbsp;<br />Dall&rsquo;Argentina arriva a Torino il magnifico <strong><font color="#240aee">Noche</font></strong>, opera prima di <strong><font color="#1e0beb">Leonardo Brzezicki</font></strong>, e basta un attimo per essere catapultati in un altro mondo, immateriale e lontano. Perch&eacute; <em>Noche</em> &egrave; un ponte diretto con l&rsquo;aldil&agrave;, con chi non &egrave; pi&ugrave; tra noi. Il cinema di Brzezicki si inserisce perfettamente all&rsquo;interno della nuova cinematografia sudamericana, la stessa dei vari Pablo Larrain e Lisandro Alonso, giovani cineasti coraggiosi che cercano di fare i conti con le storie recenti dei propri paesi, utilizzando il cinema come arma di distruzione e resistenza. Elaborando il passato per cercare di venire a patti con il presente, attraverso le immagini. E anche i suoni, nel caso di <em>Noche</em>.&nbsp;<span style="line-height: 1.5;">Un&rsquo;opera assolutamente astratta e priva di una logica consequenziale, dove allo spettatore viene chiesto di compiere un percorso attraverso un&rsquo;esperienza estremamente ipnotica ed affascinante.&nbsp;</span><br /><span style="line-height: 1.5;">Tramite quella necessaria ambizione scriteriata che &egrave; propria solamente degli esordienti, Brzezicki guarda a modelli alti: a Tarkovskij, per esempio. A Sokurov, a Lynch; persino a <em>Il grande freddo</em> di Kasdan, se si vuole. Ma &egrave; un&rsquo;ambizione che va inseguita e accettata, perch&eacute; dietro la fascinazione delle basi comunicative (immagine e suono), <em>Noche</em> conferma uno sguardo vero e doloroso sulla realt&agrave;; si parla di morte, certo, ma il risultato &egrave; sorprendentemente <em>vivo</em>. Perch&eacute; &egrave; un film sulla percezione di ci&ograve; che &egrave; stato e che non si ripeter&agrave;, e che riguarda tutti, indistintamente. Lavorando sul contrasto tra immagine (il presente) e suoni (il passato), il cineasta argentino cerca di afferrare l&rsquo;invisibile e l&rsquo;imponderabile. E se ci riesce &egrave; appunto perch&eacute; sappiamo tutti quanto sia impossibile: ascoltando continuamente le registrazioni dell&rsquo;amico defunto, e ripetendole a loro volta, i protagonisti tentano disperatamente di ricostruire un passato che non esiste pi&ugrave;. &nbsp;Per sconfiggere la morte, o per cercare quantomeno di attribuirgli quel senso che invece non ha.&nbsp;</span><br /><span style="line-height: 1.5;">Immerso in una natura selvaggia ed estranea, <em>Noche</em> &egrave; uno sguardo alieno su un mondo in disfacimento, un film di fantascienza popolato da fantasmi che non si possono vedere. Gli elementi primordiali (l&rsquo;acqua del fiume, il fuoco appiccato per bruciare gli oggetti di Miguel) contraddistinguono questo luogo concreto e materiale, mentre &egrave; da altrove che provengono quelle voci e quei suoni attraverso i quali si deve tentare di capire, di vedere, di accettare. Anche non riuscendoci, anche abbandonandosi ai propri istinti primordiali e brutali. E cos&igrave;, in un lento susseguirsi di dissolvenze e suggestioni ipnotiche, chi &egrave; sopravvissuto non pu&ograve; far altro che prendere coscienza dell&rsquo;arrivo della notte. Dopo, sar&agrave; solo silenzio.&nbsp;</span><br /><br /><strong>Giacomo Calzoni</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Leonardo Brzezicki<br />Sceneggiatura: Leonardo Brzezicki<br />Fotografia: Max Ruggieri<br />Montaggio: Robert Dalva<br />Attori: Flavia Noguera, Jair Toledo, Mar&igrave;a Soldi, Gaston Re, Pablo Matias Vega<br />Anno: 2013<br />Durata: 85&rsquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='541888996620597195-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='541888996620597195-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='541888996620597195-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1345072_orig.jpg' rel='lightbox[gallery541888996620597195]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Noche, Leonardo Brzezicki, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1345072.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div></div><div id='541888996620597195-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='541888996620597195-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7031214_orig.jpg' rel='lightbox[gallery541888996620597195]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Noche, Leonardo Brzezicki, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7031214.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div></div><div id='541888996620597195-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='541888996620597195-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5947521_orig.jpg' rel='lightbox[gallery541888996620597195]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Noche, Leonardo Brzezicki, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5947521.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='266' style='position:absolute;border:0;width:112.78%;top:0%;left:-6.39%' /></a></div></div></div></div></div><div id='541888996620597195-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='541888996620597195-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5247855_orig.jpg' rel='lightbox[gallery541888996620597195]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Noche, Leonardo Brzezicki, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5247855.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/H5NtdhBPfh4?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Sweetwater, di Logan Miller]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-sweetwater-di-logan-miller]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-sweetwater-di-logan-miller#comments]]></comments><pubDate>Wed, 27 Nov 2013 09:56:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[after hours]]></category><category><![CDATA[ed harris]]></category><category><![CDATA[sweetwater]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-sweetwater-di-logan-miller</guid><description><![CDATA[ Non &egrave; pi&ugrave; tempo di eroi. Resta solo la vendetta, atto finale necessario che peraltro mai potr&agrave; restituire ci&ograve; che &egrave; stato tolto. Rimane il desiderio di rivalsa, impetuoso e inarrestabile, che spinge a cercare il colpevole, braccarlo, inseguirlo, fiutarlo, sino a divorarne l'anima impura per gettarlo senza piet&agrave; tra le fauci dell'inferno. Mirare, sparare, colpire, ammazzare, per poi gettare le vesti nel fuoco e ballare nudi intorno alle fiamme della puri [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1295480.jpg?183" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Non &egrave; pi&ugrave; tempo di eroi. Resta solo la vendetta, atto finale necessario che peraltro mai potr&agrave; restituire ci&ograve; che &egrave; stato tolto. Rimane il desiderio di rivalsa, impetuoso e inarrestabile, che spinge a cercare il colpevole, braccarlo, inseguirlo, fiutarlo, sino a divorarne l'anima impura per gettarlo senza piet&agrave; tra le fauci dell'inferno. Mirare, sparare, colpire, ammazzare, per poi gettare le vesti nel fuoco e ballare nudi intorno alle fiamme della purificazione, cercando di dare un senso al presente monco e al futuro che forse bisogner&agrave; vivere.<br /><strong><font color="#0505e8">Sweetwater</font></strong>, diretto da <strong><font color="#2310e6">Logan Miller</font></strong>, scritto insieme al fratello gemello Noah e presentato fuori concorso al Torino Film Festival, conferma per l'ennesima volta una delle poche leggi intoccabili dell'Arte che pi&ugrave; amiamo: il western non morir&agrave; mai. Non pu&ograve; morire. La sua essenza totemica e universale ne impedisce l'estinzione. Passano le mode, cambia la fruizione, si evolvono i gusti e i generi, ma il cuore pulsante del vecchio West resiste, inossidabile, perch&eacute; tra cavalli, polvere e pistole ci sar&agrave; sempre una storia da raccontare, nel tempo e fuori dal tempo.<br />E allora eccoci, stavolta in una piccola citt&agrave; nelle colline del New Mexico, alla fine del diciannovesimo secolo. L&igrave;, tra terra e stivali, coltelli e bordelli, campi da coltivare e ruoli da conservare, c'&egrave; un predicatore che da un lato invoca il nome di Dio e dall'altro opera costantemente nell'abominio, copulando regolarmente con le donne assoggettate al suo potere e macchiandosi di tre delitti; c'&egrave; uno sceriffo squinternato e impavido che sospetta di lui e porta avanti le sue indagini sino ad accertare l'amara verit&agrave;; c'&egrave; una giovane vedova, moglie di uno dei tre uomini assassinati, che indossa il suo vestito pi&ugrave; bello, abbandona le sementi e si tramuta in una spietata killer colorata di viola e mossa da un odio incontrollabile. Uno contro tutti, tutti contro uno; i proiettili volano, il sangue si sparge, la resa dei conti si avvicina e si consuma; nessuno per&ograve; uscir&agrave; realmente vittorioso, perch&eacute; le cicatrici del dolore talvolta non hanno pi&ugrave; speranza di essere rimarginate.<br />Potente, arguto, spassoso, solidissimo: <em>Sweetwater</em> &egrave; cinema che guarda al passato desacralizzando il presente, soffiando nel vento il residuo senso della perduta moralit&agrave; a (s)vantaggio di un racconto ebbro di malinconia nella sostanza e ricco di ironia nella forma, dove tutti loro malgrado devono subire gli eventi, impossibilitati a nascondersi o fuggire, condannati a nuotare tra le viscere del peccato e dell'oscenit&agrave;.&nbsp;<br />Diretto con mano ferma, rispettoso della tradizione di riferimento e mai autocompiaciuto, l'ottimo lavoro dei Miller (possibili eredi dei Coen? Chiss&agrave;...) consegna agli annali un capelluto e mai cos&igrave; gigioneggiante <strong><font color="#2a0be4">Ed Harris</font></strong>, alle prese con un personaggio delirante e irresistibile, capace di dar vita a sequenze memorabili (il pestaggio dello sceriffo abusivo, la rovina del tavolo pregiato) con irrisoria facilit&agrave;. Accanto a lui la bella e decisa January Jones e un mistico e luciferino Jason Isaacs, convinti e convincenti.<br />Peraltro, attori a parte, &egrave; tutto l'insieme a funzionare: tra inquadrature in controluce volte a creare effetti fotografici d'indubbio fascino e soluzioni scenografiche azzeccatissime (il confronto finale nel recinto delle pecore), ogni dettaglio della messinscena contribuisce infatti a sottolineare la magniloquente scorrevolezza e precisione di un film lineare, certo non originale, ma capace di essere esemplare e perfetto nella sua essenzialit&agrave;. Un pregio che in pochi si possono permettere.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia:&nbsp;Logan Miller&nbsp;<br />Sceneggiatura:&nbsp;Logan Miller, Noah Miller&nbsp;<br />Fotografia:&nbsp;Brad Shield&nbsp;<br />Montaggio:&nbsp;Robert Dalva&nbsp;<br />Musiche:&nbsp;Martin Davich&nbsp;<br />Attori:&nbsp;January Jones, Jason Isaacs, Ed Harris, Eduardo Noriega, Jason Aldean, Stephen Root<br />Anno: 2013<br />Durata: 95'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='338871854950921288-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='338871854950921288-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8796878_orig.jpg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8796878.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='338871854950921288-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4920546_orig.jpg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4920546.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='338871854950921288-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3411029_orig.jpg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3411029.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='338871854950921288-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7344267_orig.jpg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7344267.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='234' style='position:absolute;border:0;width:106.73%;top:0%;left:-3.37%' /></a></div></div></div></div></div><div id='338871854950921288-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2477376_orig.jpg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2477376.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='338871854950921288-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5614961_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5614961.jpeg' class='galleryImage' _width='333' _height='234' style='position:absolute;border:0;width:106.73%;top:0%;left:-3.37%' /></a></div></div></div></div></div><div id='338871854950921288-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5201283_orig.jpg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5201283.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='338871854950921288-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='338871854950921288-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/595181_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery338871854950921288]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Sweetwater, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/595181.jpeg' class='galleryImage' _width='333' _height='234' style='position:absolute;border:0;width:106.73%;top:0%;left:-3.37%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/ZyjzRJn1jQ8?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Frances Ha, di Noah Baumbach]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-frances-ha-di-noah-baumbach]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-frances-ha-di-noah-baumbach#comments]]></comments><pubDate>Wed, 27 Nov 2013 09:24:57 GMT</pubDate><category><![CDATA[festa mobile]]></category><category><![CDATA[frances ha]]></category><category><![CDATA[greta gerwig]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-frances-ha-di-noah-baumbach</guid><description><![CDATA[ Frances &egrave; ventisettenne e vive a New York. La sua vita &egrave; segnata da un senso di incompiutezza e precariet&agrave;: aspirante ballerina, &egrave; per ora solo consulente in una compagnia e si sposta da un appartamento e relativa zona cittadina a un altro, con brevi viaggi a fare da parentesi (a Sacramento dai genitori, a Parigi in solitaria). Esce da una relazione e il rapporto con la sua migliore amica di nome Sophie rischia di allentarsi quando questa parte per il Giappone col fi [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8071815.jpg?194" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Frances &egrave; ventisettenne e vive a New York. La sua vita &egrave; segnata da un senso di incompiutezza e precariet&agrave;: aspirante ballerina, &egrave; per ora solo consulente in una compagnia e si sposta da un appartamento e relativa zona cittadina a un altro, con brevi viaggi a fare da parentesi (a Sacramento dai genitori, a Parigi in solitaria). Esce da una relazione e il rapporto con la sua migliore amica di nome Sophie rischia di allentarsi quando questa parte per il Giappone col fidanzato Patch. Con pochi soldi in tasca (<span style="line-height: 1.5;">tant'&egrave; che un rimborso di tasse si trasforma in un piccolo evento), ma con uno spirito vitale, un modo di essere al mondo difficilmente incrinabili, Frances vive bene le sue giornate, in attesa di uno scatto in avanti verso una realizzazione.&nbsp;</span><br />Transitato, con riscontri positivi, in numerosi festival mondiali (Berlino compreso) prima di essere meritoriamente scelto anche a Torino, <strong><font color="#110be9">Frances Ha</font></strong> (il perch&eacute; del titolo si scopre alla fine) potrebbe diventare un <em>cult movie</em>. Scritto dal regista insieme alla protagonista <strong><font color="#3406e9">Greta Gerwig</font></strong>, &egrave; anche e soprattutto un veicolo attoriale o, se la si vuole porre in modo pi&ugrave; poetico, un film costruito da Baumbach con e per la sua musa artistica. Ma non &egrave; un male, perch&eacute; &egrave; difficile non rimanere almeno un po' conquistati dal personaggio e dall'attrice che lo incarna, cos&igrave; come ci va uno sforzo di lucidit&agrave; per non tramutarsi in cinefili che confondono troppo realt&agrave; e schermo: la Gerwig ha infatti dichiarato che c'&egrave; molto di lei in Frances, pur trattandosi di pura <em>fiction</em>.&nbsp;<br />Anima indipendente ma con una visione della vita come un'esperienza resa ricca dagli affetti, aggraziata nel suo essere un po' sgraziata, estroversa con stile, Frances balla, corre a modo suo per le strade newyorchesi, ci fa ridere, compie gesti e dice cose goffe, in un film (dovrebbe arrivare anche in Italia a inizio 2014 per la neonata Whale Pictures, ma il consiglio di cercarlo in originale &egrave; inevitabile) composto di molte parole, anche se il personaggio non ha veri e propri monologhi. Nonostante venga definita pi&ugrave; volte, da se stessa e da un amico-coinquilino-possibile compagno<span style="line-height: 1.5;">&nbsp;&ldquo;</span><em style="line-height: 1.5;">undatable</em><span style="line-height: 1.5;">&rdquo;, per il suo essere eccentrica, svagata, non inquadrata e lievemente imbarazzante, &egrave; un personaggio (limitiamoci a dire personaggio...) per il quale non si pu&ograve; non provare una notevole empatia.</span><br />Ma al di l&agrave; della protagonista, si tratta di un film che merita un giudizio positivo anche per quanto riguarda le scelte realizzative e stilistiche. Nel filmare, in bianco e nero, l'esistenza dei suoi giovani personaggi &ldquo;wannabe&rdquo; artisti, Baumbach, in controtendenza, non cerca l'effetto &ldquo;rubato&rdquo;. Niente camera a mano tremolante ma inquadrature perlopi&ugrave; semplici, aderenti al profilmico ma studiate, evitando quando possibile stacchi e movimenti di macchina. Non c'&egrave; nulla di quanto messo in scena che sembri affrettato e al tempo stesso non c'&egrave; (quasi) nulla che sembri stare dove sta in funzione della macchina da presa. Il risultato &egrave; caratterizzato da una naturalezza realistica, ricercata per&ograve; (Gerwig dixit) attraverso un lungo lavoro preparatorio e una sceneggiatura precisa. Nei suoi dialoghi a base di <em>small talk</em>, progetti di vita e un po' di sesso, il film evita anche abbastanza bene la trappola di una brillantezza ostentata e stucchevole, mentre arriva senza fatica il coinvolgimento dello spettatore con la protagonista, i luoghi che attraversa e le sue sensazioni (ad esempio, la scena in cui Frances, in taxi, torna da una trasferta poco riuscita ascoltando un messaggio tardivo).<br />Non necessariamente un grande film <em>Frances Ha</em>, ma uno che sbaglia ben poco, nel quale si respira positivit&agrave;, che si fa voler bene e da cui si esce bene &ndash; in tutti i sensi, con le note di <em>Modern Love</em> di Bowie &ndash; , aperto alla vita senza mostrarne i lati peggiori ma nemmeno raccontando favole, con un abile minimalismo che va a comporre un modello esistenziale solo apparentemente strampalato.&nbsp;<br /><br /><strong>Alessio Vacchi</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Regia: Noah Baumbach<br />Sceneggiatura: Noah Baumbach, Greta Gerwig<br />Fotografia: Sam Levy<br />Interpreti: Greta Gerwig, Mickey Sumner, Michael Espner, Adam Driver<br />Anno: 2012<br />Durata: 86'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='928592202935645620-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='928592202935645620-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='928592202935645620-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8357533_orig.jpg' rel='lightbox[gallery928592202935645620]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Frances Ha, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8357533.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='237' style='position:absolute;border:0;width:105.38%;top:0%;left:-2.69%' /></a></div></div></div></div></div><div id='928592202935645620-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='928592202935645620-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1532253_orig.jpg' rel='lightbox[gallery928592202935645620]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Frances Ha, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1532253.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='207' style='position:absolute;border:0;width:120.65%;top:0%;left:-10.33%' /></a></div></div></div></div></div><div id='928592202935645620-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='928592202935645620-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2759963_orig.jpg' rel='lightbox[gallery928592202935645620]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Frances Ha, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2759963.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='928592202935645620-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='928592202935645620-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4615311_orig.jpg' rel='lightbox[gallery928592202935645620]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Frances Ha, immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4615311.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='226' style='position:absolute;border:0;width:110.51%;top:0%;left:-5.25%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/ke7owylVeMg?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Red Family, di Lee Yu-hyoung]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-red-family-di-lee-yu-hyoung]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-red-family-di-lee-yu-hyoung#comments]]></comments><pubDate>Tue, 26 Nov 2013 20:50:32 GMT</pubDate><category><![CDATA[concorso ufficiale]]></category><category><![CDATA[red family]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-red-family-di-lee-yu-hyoung</guid><description><![CDATA[ Kim Ki-duk scrive e produce, l&rsquo;esordiente Lee Ju-hyoung dirige: il risultato non &egrave; una pallida imitazione del cinema del grande regista e produttore, ma fortunatamente si rivela una piccola, preziosa opera prima sul tema del conflitto insanabile tra le due Coree.&nbsp;Red Family &egrave; la storia di un gruppo di persone che deve fingersi famiglia: dal momento che i loro cari sono infatti prigionieri del governo del Nord, si ritrovano costretti a svolgere il compito di agenti sotto [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1145013.jpg?177" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Kim Ki-duk scrive e produce, l&rsquo;esordiente <strong><font color="#3904e9">Lee Ju-hyoung</font></strong> dirige: il risultato non &egrave; una pallida imitazione del cinema del grande regista e produttore, ma fortunatamente si rivela una piccola, preziosa opera prima sul tema del conflitto insanabile tra le due Coree.&nbsp;<br /><strong><font color="#3008e9">Red Family</font></strong> &egrave; la storia di un gruppo di persone che deve fingersi famiglia: dal momento che i loro cari sono infatti prigionieri del governo del Nord, si ritrovano costretti a svolgere il compito di agenti sotto copertura nella vicina Corea del Sud, effettuando atti di spionaggio e omicidi su commissione. I legami e le tensioni raggiungeranno il punto di non ritorno quando verranno a contatto con la disastrata famiglia dei loro vicini di casa, con conseguenze irreparabili per chiunque. Un argomento indubbiamente delicato, condotto con sapienza e mano leggera dal giovane regista esordiente: <em>Red Family</em> ricorda la freschezza della tradizione della grande commedia all&rsquo;italiana, quando i drammi della Storia si incrociavano con le vite delle persone comuni scatenando un irresistibile attrito tra la drammaticit&agrave; degli eventi e la leggerezza dello sguardo.&nbsp;<br />La chiave del successo del film &egrave; questa, in fondo: quello che interessa maggiormente a Lee Ju-hyoung &egrave; la componente umana della vicenda, realizzando cos&igrave; un piccolo gioiello poetico sulla ricerca della felicit&agrave; in condizione assolutamente avverse. Ogni membro della sua famiglia improvvisata &egrave; infatti alla ricerca di un qualcosa che &egrave; andato perduto: una figlia, una moglie, una sorella, un nipote. Tutti troveranno nella bizzarra compagnia del vicinato un appiglio al quale reggersi per sopravvivere, anche se questo comporter&agrave; una drammatica inversione di rotta. Il giovane regista &egrave; bravo ad alternare i vari registri, e anche se in alcuni momenti non riesce ad evitare che faccia capolino la retorica (la canzone <em>Arirang</em> nel prefinale, vero e proprio marchio di fabbrica di <strong><font color="#1609ee">Kim Ki-duk</font></strong>), il suo film si dimostra comunque in grado di emozionare in maniera sentita e sincera.&nbsp;<br />Al centro di tutto, ovviamente, c&rsquo;&egrave; ancora la famiglia, tema quantomeno ricorrente all&rsquo;interno di questa cinematografia; quella vera, reale, dei vicini &egrave; disastrata e sempre sul punto di collassare. Quella fittizia invece &egrave; apparentemente perfetta, in completa linea con l&rsquo;ideologia di un regime che impone una disciplina irreprensibile come le pieghe della divisa militare, ma incapace di trasmettere emozioni vere. E da qui, ovviamente, il dualismo tra le due Coree e le rispettive visioni del mondo: pensieri diversi e contrapposti, capaci per&ograve; di un piccolissimo, flebile punto di unione rappresentato dalle parole dei due ragazzi pi&ugrave; giovani, durante la sequenza della cena.&nbsp;<br />Un film che predilige il cuore alla politica, che non vuole esaurire un argomento cos&igrave; vasto e complesso ma, al contrario, utilizza lo strumento del sorriso come arma rivolta contro la repressione e la mancanza di libert&agrave;: perch&eacute; in <em>Red Family</em> si ride, ma &egrave; un divertimento di quelli che fanno male.&nbsp;<br /><br /><strong>Giacomo Calzoni</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br />&nbsp;&nbsp;<br />Titolo originale: Bulg-eun Gajog<br />Regia: Lee Ju-hyoung<br />Sceneggiatura: Kim Ki-duk<br />Fotografia: Lee Chun-hee<br />Attori: Kim Yumi, Jung Woo, Son Byeong-ho, Park So-young<br />Anno: 2013<br />Durata: 99&rsquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='354297447268537767-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='354297447268537767-imageContainer0' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='354297447268537767-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3452197_orig.jpg' rel='lightbox[gallery354297447268537767]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3452197.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='354297447268537767-imageContainer1' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='354297447268537767-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5214742_orig.jpg' rel='lightbox[gallery354297447268537767]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5214742.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='186' style='position:absolute;border:0;width:134.27%;top:0%;left:-17.14%' /></a></div></div></div></div></div><div id='354297447268537767-imageContainer2' style='float:left;width:33.28%;margin:0;'><div id='354297447268537767-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3317048_orig.jpg' rel='lightbox[gallery354297447268537767]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3317048.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/tIpYFjDZNak?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORINO 31 - Blutgletscher (The Station), di Marvin Kren]]></title><link><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-blutgletscher-the-station-di-marvin-kren]]></link><comments><![CDATA[https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-blutgletscher-the-station-di-marvin-kren#comments]]></comments><pubDate>Tue, 26 Nov 2013 00:13:05 GMT</pubDate><category><![CDATA[after hours]]></category><category><![CDATA[the station]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.orizzontidigloria.com/tff-31/torino-31-blutgletscher-the-station-di-marvin-kren</guid><description><![CDATA[ I ghiacciai si sciolgono. Troppo in fretta. Il mondo si sfalda senza pi&ugrave; controllo. La scienza ha esaurito le sue risorse. I danni compiuti dall'uomo hanno raggiunto dimensioni incalcolabili. La natura inizia a vendicarsi, com'&egrave; giusto che sia.Alcuni studiosi vivono in una stazione meteorologica sperduta tra le Alpi, per condurre ricerche riferite ai recenti cambiamenti climatici. All'improvviso alcuni blocchi di ghiaccio assumono un inquietante colore rossastro. Qualcosa di nuovo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1275825.jpg?148" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">I ghiacciai si sciolgono. Troppo in fretta. Il mondo si sfalda senza pi&ugrave; controllo. La scienza ha esaurito le sue risorse. I danni compiuti dall'uomo hanno raggiunto dimensioni incalcolabili. La natura inizia a vendicarsi, com'&egrave; giusto che sia.<br />Alcuni studiosi vivono in una stazione meteorologica sperduta tra le Alpi, per condurre ricerche riferite ai recenti cambiamenti climatici. All'improvviso alcuni blocchi di ghiaccio assumono un inquietante colore rossastro. Qualcosa di nuovo, di diverso e orribile, nasce e prende forma. Mutazioni genetiche, incroci impensabili, creature mutanti capaci di evolversi senza alcun limite. &Egrave; il momento dell'assedio. Ne fanno le spese gli studiosi stessi, e un gruppo che accompagna un ministro in visita. Il biancore del paesaggio scivola nel nero della paura, generando inqualificabili mostruosit&agrave; che non hanno pazienza n&eacute; piet&agrave;. Non c'&egrave; il tempo di porre un rimedio. &Egrave; troppo tardi, la resa dei conti &egrave; finalmente giunta.<br />L'austriaco <strong><font color="#270ded">Marvin Kren</font></strong>, classe 1980, aveva gi&agrave; destato un certo interesse tra gli appassionati di cinema di genere un paio d'anni fa, con il convincente esordio intitolato <em>Rammbock</em>, un piccolo zombi movie claustrofobico e ricco di idee non disprezzabili. Per il suo secondo lungometraggio il regista cambia totalmente scenario, immergendo i suoi disgraziati protagonisti tra le fauci crudeli di un paesaggio naturale immenso e ingovernabile. Una varazione repentina, sulla carta, ma non cos&igrave; netta nella sostanza: anche nella maestosit&agrave; di scenografie naturali i cui confini risultano impossibili da raggiungere per l'occhio umano, Kren riesce infatti a creare microcosmi disturbanti, raccogliendo in pi&ugrave; occasioni i suoi attori entro limiti angusti (le grotte, il laboratorio), che ben contrastano l'ineffabile spazio circostante.&nbsp;<br />Dipanando non senza confusione una sceneggiatura che spesso muta di tono faticando a mantenere le giuste coordinate, l'autore pone comunque in gioco, ancora una volta, soluzioni non banali, insinuando con buona tecnica significazioni narrative di stampo quasi lovecraftiano (l'ibridazione illimitata), per scatenare un orrore dalle fattezze non del tutto definite. <em>Eco-vengeance</em>, <em>beast movie</em>, <em>creature feature</em>: lo si pu&ograve; definire come si vuole, ma <strong><font color="#260de6">Blutgletscher (The Station)</font></strong> &egrave; un prodotto valido per la sua capacit&agrave; di fondere una lunga tradizione di riferimento (da <em>Mimic</em> a <em>The Mist</em>, ma ci sarebbero mille altri titoli inerenti) commutandola con il peso collettivo di una colpa che travalica la dimensione aliena, per farsi universale e concreto discorso avente come punto focale la rovina della civilizzazione. Siamo tutti colpevoli, in fondo; non ci sono eroi, n&eacute; speranze, n&eacute; salvacondotti. Lo scatenamento della bestialit&agrave; immonda &egrave; la logica conseguenza di una scriteriata caccia allo sfruttamento, e l'urlo represso della Madre Terra si pu&ograve; infine espandere dalle profondit&agrave; del creato per annullare ogni possibilit&agrave; di cura.<br />Squinternato, traballante, disequilibrato ma anche molto coraggioso, <em>The Station</em> si nutre dei suoi stessi difetti, scivolando in soluzioni davvero troppo azzardate (la &ldquo;<em>mutazione finale</em>&rdquo;) ma riuscendo a intrattenere con buone dosi di ironia, vampate splatter di jacksoniana memoria e momenti di sostenuta e dolente malinconia, per ricordarci che al di l&agrave; delle facili risate il pericolo esiste davvero, lass&ugrave; sulle montagne e anche quaggi&ugrave;, tutto intorno a noi.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="https://www.orizzontidigloria.com/torino-31.html" title="">Torino 31</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Blutgletscher<br />Regia: Marvin Kren<br />Sceneggiatura: Benjamin Hessler<br />Fotografia: Moritz Schultheiss<br />Musiche: Stefan Will, Marco Dreckk&ouml;tter<br />Attori: Gerhard Liebmann, Edita Malovcic, Hille Beseler, Peter Knaack, Brigitte Kren<br />Anno: 2013<br />Durata: 93'</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='414797020221770616-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='414797020221770616-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='414797020221770616-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3577673_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery414797020221770616]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Blutgletscher (The Station), immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3577673.jpeg' class='galleryImage' _width='333' _height='181' style='position:absolute;border:0;width:137.98%;top:0%;left:-18.99%' /></a></div></div></div></div></div><div id='414797020221770616-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='414797020221770616-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6119503_orig.jpg' rel='lightbox[gallery414797020221770616]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Blutgletscher (The Station), immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6119503.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='414797020221770616-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='414797020221770616-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4921481_orig.jpg' rel='lightbox[gallery414797020221770616]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Blutgletscher (The Station), immagini del film'><img src='https://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4921481.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='222' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div></div><div id='414797020221770616-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='414797020221770616-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; 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