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<channel><title><![CDATA[ORIZZONTI DI GLORIA - La sfida del cinema di qualit&agrave; - roman polanski]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski]]></link><description><![CDATA[roman polanski]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 23:31:21 -0800</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[D'APRÈS UNE HISTOIRE VRAI (Quello che non so di lei) - Un'anima per due volti]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/dapres-une-histoire-vrai-quello-che-non-so-di-lei]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/dapres-une-histoire-vrai-quello-che-non-so-di-lei#comments]]></comments><pubDate>Sat, 03 Mar 2018 12:10:32 GMT</pubDate><category><![CDATA[emmanuelle seigner]]></category><category><![CDATA[eva green]]></category><category><![CDATA[olivier assayas]]></category><category><![CDATA[quello che non so di lei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/dapres-une-histoire-vrai-quello-che-non-so-di-lei</guid><description><![CDATA[ &#8203;&ldquo;Non c&rsquo;&egrave; quantit&agrave; di fuoco o di gelo che possa sfidare ci&ograve; che un uomo pu&ograve; accumulare tra i fantasmi del suo cuore.&rdquo; (Francis Scott Fitzgerald)Ci sono film che nascono dall'idea di un un'unica persona, responsabile di tutto il processo creativo. Altri invece sono il risultato di una sorta di parto graduale e collettivo, alla fine del quale il risultato sullo schermo assomma sensazioni e personalit&agrave; di ciascuno dei componenti. &Egrave;  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:251px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/quello-che-non-so-di-lei-1-fileminimizer.jpg?1520079162" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&#8203;&ldquo;<em>Non c&rsquo;&egrave; quantit&agrave; di fuoco o di gelo che possa sfidare ci&ograve; che un uomo pu&ograve; accumulare tra i fantasmi del suo cuore.</em>&rdquo; (Francis Scott Fitzgerald)<br /><br />Ci sono film che nascono dall'idea di un un'unica persona, responsabile di tutto il processo creativo. Altri invece sono il risultato di una sorta di parto graduale e collettivo, alla fine del quale il risultato sullo schermo assomma sensazioni e personalit&agrave; di ciascuno dei componenti. &Egrave; il caso di <strong><font color="#2b0be4">Quello che non so di lei</font></strong> (<strong><font color="#2d0de4">D'apr&egrave;s une histoire vrai</font></strong>), nuovo film di Roman Polanski, presentato lo scorso anno a Cannes e ora uscito, con molti mesi di ritardo, anche nei cinema italiani. Un lavoro stratificato, la cui base &egrave; un romanzo di Delphine de Vigan, consigliato a Polanski dalla compagna e musa Emmanuelle Seigner. Il libro d'origine &egrave; approdato nelle sale transitando dalla penna di Olivier Assayas, in veste di sceneggiatore, per essere infine (parzialmente) plasmato dall'occhio registico di Polanski.&nbsp;<br /><br />Il risultato, come si diceva, &egrave; un oggetto multiforme, nel quale si ritrovano elementi caratterizzanti ciascuno dei passi necessari per generare la trasposizione dalla materia letteraria al film. Multiformi sono anche i significati che fuoriescono dalle profondit&agrave; emotive di una &ldquo;storia vera&rdquo; che tale non &egrave;, o forse s&igrave;, o forse solo in parte. Dubbi irrisolvibili, incatenati nelle pieghe di un thriller la cui carta da gioco principale &egrave; l'ambiguit&agrave;, tema non a caso tanto caro sia al cinema di Assayas che a quello di Polanski.<br /><em>D'apr&egrave;s une histoire vrai</em> &egrave;, sopra a tutto, un doloroso racconto di <em>fantasmi</em>. Fluttuanti, lievi, feroci e misteriosi. I fantasmi di una madre internata e morta suicida la cui tragedia ispira un romanzo best seller. I fantasmi di una pagina bianca che non si riesce pi&ugrave; a riempire in alcun modo. I fantasmi di quel &ldquo;libro della vita&rdquo; che si ha dentro ma non si &egrave; capaci di estrarre. I fantasmi del successo artistico, paradossalmente destinati ad acuire stanchezza, solitudine e senso di mancamento verso se stessi. Infine, i fantasmi del doppio, personificati da una donna che forse esiste o forse no; un'ammiratrice senza scrupoli, una dolce strega dagli occhioni blu che incarna purezza celestiale e crudelt&agrave; demoniaca, un alter ego che scava dentro la mente della protagonista sino a divorarne ogni certezza. Una <em>ghost writer</em> (fantasmi, anche qui), sospesa dietro le quinte dell'immaginazione, sopra le nuvole del proprio firmamento, nei meandri di una convulsa ricerca della propria verit&agrave;.&nbsp;<br />Il rapporto tra Delphine, scrittrice in crisi d'identit&agrave; e Elle (<em>Lei</em> nella versione italiana), sua seguace invadente e irresistibile, si situa su una strada che accosta il duello manipolatorio tra Kristen Stewart e Juliette Binoche in <strong><font color="#2d0ee6">Sils Maria</font></strong> e la folle ossessione di Kathy Bates verso James Caan nel magnifico <strong><font color="#2c0ce4">Misery</font></strong> di Rob Reiner. Qui, per&ograve;, almeno per ampi tratti, tutto &egrave; pi&ugrave; sfumato e misurato, tanto che il classico rapporto carnefice-vittima si perde nel fango di una profonda inconoscibilit&agrave;, impossibile da decifrare, almeno sino all'approdo a una parte finale meno efficace perch&eacute; troppo esibita.&nbsp;<br />&#8203;<br />Durante la visione, in molti momenti, si ha la sensazione di assistere a un film non solo scritto ma anche diretto da Assayas, pi&ugrave; che da Polanski. La regia di quest'ultimo pare infatti nascondersi nell'ombra. Eppure, nelle sfumature e nei ritagli dell'immagine, la poetica polanskiana riesce a farsi intravedere, in conturbanti oscurit&agrave; che regalano sospiri e profumi grazie ai quali la mente per un attimo vaga verso tappe della sua gloriosa carriera, dalla persecuzione autoindotta de <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/linquilino-del-terzo-piano-ossessione-sovrana" target="_blank">L'inquilino del terzo piano</a></u> alla flagellazione interiore di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/repulsion-la-luce-oscura-di-carole" target="_blank">Repulsion</a></u>, dalla crudelt&agrave; melliflua di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/rosemarys-baby-all-of-them-witches" target="_blank">Rosemary's Baby</a></u> al perverso rapporto di dominio e sottomissione in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/luna-di-fiele-fammi-male-mimi" target="_blank">Luna di fiele</a></u>, fino al rimescolamento di ruoli di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/venere-in-pelliccia-guerra-dei-sessi" target="_blank">Venere in pelliccia</a></u>.&nbsp;<br />Rimane comunque la sensazione che il grande autore ormai ottantaquattrenne abbia in questo caso voluto tenersi in disparte, lasciando il centro della scena a una duplice penna, quella della de Vigan e quella di Assayas. Duplice, appunto; dall'ambiguit&agrave; al complesso tema del doppio, da una donna a due, da due a una. Un'anima per due volti, quello sofferto di <strong><font color="#2d0ee8">Emmanuelle Seigner</font></strong> e quello seducente di <strong><font color="#2a0ae5">Eva Green</font></strong>, la quale, pur con qualche eccesso, dimostra ancora, dopo l'ottima prova nella serie <em>Penny Dreadful</em>, di saper incarnare con efficacia la dicotomia angelo/diavolo.&nbsp;<br />Le due tengono la scena quasi sempre da sole, senza affanni. Si studiano e si ammirano, si cercano e si sfidano. Intorno a loro la messinscena scorre silenziosa e trattenuta, al netto di qualche improvvisa esplosione di violenza (il massacro del frullatore con il mattarello, il gesso in mille pezzi) e di piccoli squarci di ipnotico orrore (l'inquietante rana all'interno di un libro per bambini). La storia, contenitore di altre microstorie, si dipana lungo il confine liminale tra realt&agrave; e immaginazione, sino a un epilogo non del tutto soddisfacente perch&eacute; troppo sfacciato, tanto da ricordare il sopracitato <em>Misery</em> con evidenza eccessivamente marcata. Pi&ugrave; interessante &egrave; ci&ograve; che avviene prima, durante un processo di conoscenza altrui che poi altro non &egrave; se non un viaggio verso la (definitiva?) conoscenza di s&eacute;.&nbsp;<br />Un viaggio periglioso, scomodo, zoppicante e beffardo. Eppure necessario.&nbsp;<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezioni di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-al-cinema.html" target="_blank">Film al cinema</a></u>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-polanski.html" target="_blank">Special Roman Polanski</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: D'apr&egrave;s une histoire vraie<br />Anno: 2017<br />Durata: 110'<br />Regia: Roman Polanski<br />Soggetto: dal romanzo di Delphine de Vigan<br />Sceneggiatura: Olivier Assayas, Roman Polanski<br />Fotografia: Pawel Edelman<br />Musiche: Alexandre Desplat<br />Attori: Emmanuelle Seigner, Eva Green, Vincent P&eacute;rez</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='355021499440740749-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='355021499440740749-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/phpthumb-generated-thumbnail_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/phpthumb-generated-thumbnail.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='355021499440740749-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/48128_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/48128.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='355021499440740749-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/quello-che-non-so-di-lei_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/quello-che-non-so-di-lei.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='233' style='position:absolute;border:0;width:128.76%;top:0%;left:-14.38%' /></a></div></div></div></div><div id='355021499440740749-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='191' style='position:absolute;border:0;width:157.07%;top:0%;left:-28.53%' /></a></div></div></div></div><div id='355021499440740749-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/75269-ppl_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/75269-ppl.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:133.93%;top:0%;left:-16.96%' /></a></div></div></div></div><div id='355021499440740749-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/coverlg-1_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/coverlg-1.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><div id='355021499440740749-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/d-apres-une-histoire-vraie-photo-eva-green-1003505_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/d-apres-une-histoire-vraie-photo-eva-green-1003505.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='261' style='position:absolute;border:0;width:114.94%;top:0%;left:-7.47%' /></a></div></div></div></div><div id='355021499440740749-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='355021499440740749-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/quello-che-non-so-di-lei-emmanuelle-seigner_orig.jpg' rel='lightbox[gallery355021499440740749]'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/quello-che-non-so-di-lei-emmanuelle-seigner.jpg' class='galleryImage' _width='400' _height='225' style='position:absolute;border:0;width:133.33%;top:0%;left:-16.67%' /></a></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/brdPcUxGnW0?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[VENERE IN PELLICCIA - Guerra dei sessi]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/venere-in-pelliccia-guerra-dei-sessi]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/venere-in-pelliccia-guerra-dei-sessi#comments]]></comments><pubDate>Sat, 16 Nov 2013 11:53:11 GMT</pubDate><category><![CDATA[emmanuelle seigner]]></category><category><![CDATA[mathieu amalric]]></category><category><![CDATA[venere in pelliccia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/venere-in-pelliccia-guerra-dei-sessi</guid><description><![CDATA[ L&rsquo;ultimo film di Roman Polanski &egrave; un gioco riflesso. Una giostra smaliziata di proiezioni ingannatrici e mistificanti in cui i protagonisti, Thomas e Vanda, intellettuale frustrato lui e attricetta sboccata lei, si cimentano in un&rsquo;altra carneficina, un nuovo massacro verbale e fisico a due anni di distanza dal precedente Carnage. Dalle quattro mura domestiche a quelle teatrali, con in pi&ugrave; un tetto scoperchiato, strappo nel cielo di carta che rivela la tempesta esterna. [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4378637.jpg?186" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">L&rsquo;ultimo film di <strong><font color="#190cee">Roman Polanski</font></strong> &egrave; un gioco riflesso. Una giostra smaliziata di proiezioni ingannatrici e mistificanti in cui i protagonisti, Thomas e Vanda, intellettuale frustrato lui e attricetta sboccata lei, si cimentano in un&rsquo;altra carneficina, un nuovo massacro verbale e fisico a due anni di distanza dal precedente <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/10/carnage-giocando-al-massacro.html" target="_blank" title="">Carnage</a></u>. Dalle quattro mura domestiche a quelle teatrali, con in pi&ugrave; un tetto scoperchiato, strappo nel cielo di carta che rivela la tempesta esterna. Casomai non fosse bastato, a rivelarla, il meraviglioso piano sequenza iniziale, che consente allo spettatore di incunearsi nel setting di questo duello a due voci lasciandosi imprigionare al suo interno, vittima sacrificale egli stesso di una girandola ciarliera e raffinata, coltissima e affastellata di temi e spunti di riflessione. Tagliente come un colpo di frustra. Sadomaso, appunto. Ma pi&ugrave; come idea filosofico-psicologica che in qualit&agrave; di (superata) categoria di perversione erotica.   <br /><strong><font color="#260de6">Venere in pelliccia</font></strong> conferma lo smagliante stato di forma di Roman Polanski, che a ottant&rsquo;anni suonati ci regala uno dei suoi film pi&ugrave; eleganti e complessi a partire da una pi&egrave;ce di David Ives, tratta a sua volta dal celebre testo originale di Leopold von Sacher-Masoch, che il regista di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/10/repulsion-la-luce-oscura-di-carole.html" target="_blank" title="">Repulsion</a></u> ammette per&ograve; candidamente di non aver letto per intero (solo una manciata di pagine) n&eacute; tantomeno sopportato, trovandolo noioso e lontano dal suo interesse. Ha preferito ripiegare sulla dinamicit&agrave; claustrofobica dell&rsquo;adattamento per il palcoscenico, ben pi&ugrave; stimolante per le sue corde di autore avvezzo a riflettere sulle chiusure, le coercizioni, i restringimenti e tutte le componenti ancestrali e paranoiche che vi sono connessi.  <br />Pane per i suoi denti, dunque: a creare la gabbia, o per meglio dire il fitto, opprimente corridoio dal tentacolare senso del tatto in questo caso &egrave; proprio il continuo alternarsi tra teatro e vita, tra finzione e realt&agrave;. Una polarit&agrave; che si viene a sovrapporre con quella che s&rsquo;instaura tra i personaggi, splendidamente rinchiusi in un susseguirsi di diatribe e schermaglie, tra <em style="">gu&egrave;piere</em> e copioni da migliorare, scambi di ruolo e avvinghiamenti al tango macabro di una seduzione che non conosce limiti e barriere.  <br /><em style="">Venere in pelliccia </em>&egrave; un film percorso da una febbre, da una frenesia tangibile ed epiteliale. &Egrave; il masochismo, anch&rsquo;esso come concetto generico, a guardarsi allo specchio riconoscendo il proprio volto, con lo sguardo vigile di Polanski che sghignazza sotto i baffi, che monta e rimonta, modella e amplifica, ridicolizza e gigioneggia sornione. In quello che &egrave; anche e non secondariamente  un atto d&rsquo;amore campale alla sensualit&agrave; del corpo della moglie <strong><font color="#2a10f0">Emmanuelle Seigner</font></strong>, il regista polacco inscena quella che - ebbene s&igrave; - potrebbe perfino sembrare una <em style="">parodia</em>, come egli stesso non ha mancato di evidenziare, capace di tenere testa ai suoi obiettivi mettendosi in dubbio e negando in pi&ugrave; momenti la sua effettiva veridicit&agrave;, in un <em style="">calembour</em> sulfureo di metateatro che coincide con la magnifica rivalsa conclusiva non diciamo di quale delle due parti. Un finale che in parte scardina e contraddice l&rsquo;acchittata tenitura del resto del film nel suo barocchismo fuori fuoco e fuori misura, sostanziando tuttavia la portata politica del racconto erotico, tra cactus che diventano simboli fallici e immersioni profonde nei luoghi tematici pi&ugrave; celebri del teatro euripideo.   <br />&ldquo;<em style="">E l&rsquo;onnipotente lo colp&igrave;, e lo consegn&ograve; nelle mani di una donna&rdquo;</em>. Questa l&rsquo;epigrafe d&rsquo;apertura, a suggerire una maledizione di sicuro pregressa, a lasciare pochi dubbi sulla risoluzione. Polanski la fa sua anche per bearsi delle ripetute unghiate inflitte alla figura del regista presunto onnipotente, qui ben lontano dall&rsquo;essere un padreterno che tutto sa e tutto pu&ograve;, messo alla berlina oltre che sfiduciato, fatto a pezzi in quel suo caschetto cos&igrave; dannatamente vicino al se stesso degli esordi, specie quello de <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/11/linquilino-del-terzo-piano-ossessione-sovrana.html" target="_blank" title="">L&rsquo;inquilino del terzo piano</a></u><em style="">. </em> <br /><em style="">Venere in pelliccia</em>, se ci si pensa, ha luogo nello stesso spazio evanescente di quel film, pronto a dissolversi sotto i colpi di un cerebralismo nient&rsquo;affatto di confezione, che trova nella veste del film-cervello aulico (un&rsquo;opera che &ldquo;<em>venderebbe l&rsquo;anima per un&rsquo;allitterazione</em>&rdquo;) la sua pi&ugrave; solida e destabilizzata idea di messa in scena, simile a una frizzante sciarada in cui &egrave; l&rsquo;uomo a creare il Frankenstein di una donna ribelle, emancipata, eversiva rispetto a ogni forma di controllo. Che si proceda con la guerra dei sessi, allora. Ad armi pari, ma anche no, com&rsquo;&egrave; giusto che sia.<br /><br /><strong>Davide Eustachio Stanzione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-polanski.html" title="">Special Roman Polanski</a></u>, <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/film-al-cinema.html" title="">Film al cinema</a></u><br /><span style=""></span><br /><br /><span style=""></span><em>Scheda tecnica</em><br /><br /><span style=""></span>Titolo originale: La V&eacute;nus &agrave; la fourrure<br />Regia: Roman Polanski <br />Sceneggiatura: David Ives e Roman Polanski, tratta dalla pi&egrave;ce <em style="">Venus in Fur </em>di David Ives<br />Attori: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric<br />Fotografia: Pawel Edelman<br />Montaggio: Margot Meynier, Herv&eacute; de Luze<br />Musiche: Alexandre Desplat<br />Anno: 2013<br />Durata: 96&rsquo;<br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='523686848703420226-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='523686848703420226-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9297740_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9297740.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='222' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div></div><div id='523686848703420226-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3993491_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3993491.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='523686848703420226-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9437230_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9437230.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='523686848703420226-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1492816_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1492816.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='190' style='position:absolute;border:0;width:131.45%;top:0%;left:-15.72%' /></a></div></div></div></div></div><div id='523686848703420226-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6289146_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6289146.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='523686848703420226-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4061166_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4061166.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='523686848703420226-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6827794_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6827794.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='523686848703420226-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='523686848703420226-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/28760_orig.jpg' rel='lightbox[gallery523686848703420226]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Venere in pelliccia, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/28760.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='213' style='position:absolute;border:0;width:117.25%;top:0%;left:-8.63%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/nXhBZ_94mw8?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LUNA DI FIELE - Fammi male, Mimì]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/luna-di-fiele-fammi-male-mimi]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/luna-di-fiele-fammi-male-mimi#comments]]></comments><pubDate>Fri, 15 Nov 2013 11:18:27 GMT</pubDate><category><![CDATA[emmanuelle seigner]]></category><category><![CDATA[kristin scott thomas]]></category><category><![CDATA[luna di fiele]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/luna-di-fiele-fammi-male-mimi</guid><description><![CDATA[ L'amore che muore. Oppure evolve. Diventa altro. Si trasforma in perversione, odio, sfruttamento, ossessione. L'uomo padrone e la donna schiava, o viceversa. Il sesso come strumento di dominio, sottomissione, stravolgimento di ruoli e ambizioni, certezze e tradizioni, immagini e illusioni. L'atto fisico come malattia insopprimibile, dipendenza logorante, erezione permanente. Poi la noia, il fastidio, l'odore del corpo eccitato che svanisce, la volutt&agrave; del pensiero e dell'azione che ineso [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:233px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/6900554.jpg?1587556769" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">L'amore che muore. Oppure evolve. Diventa altro. Si trasforma in perversione, odio, sfruttamento, ossessione. L'uomo padrone e la donna schiava, o viceversa. Il sesso come strumento di dominio, sottomissione, stravolgimento di ruoli e ambizioni, certezze e tradizioni, immagini e illusioni. L'atto fisico come malattia insopprimibile, dipendenza logorante, erezione permanente. Poi la noia, il fastidio, l'odore del corpo eccitato che svanisce, la volutt&agrave; del pensiero e dell'azione che inesorabile si perde tra i sentieri della banalit&agrave;.&nbsp;<br />A combattere la necessit&agrave; dell'abbandono rimane infine un legame, quasi obbligato, totalitario, coacervo di sensazioni e privazioni, simbolo di eterna dannazione e veicolo capace di guidare sino al limite estremo. E oltre.<br />&#8203;<br />Nave da crociera in viaggio verso Istanbul. Una coppia dalle buone maniere in crisi d'identit&agrave;, alla ricerca di nuove emozioni per ritrovare l'attrazione perduta e combattere il piattume del quotidiano. Un'altra coppia, dalle abitudini misteriose e conturbanti. Una lunga storia, disgustosa e meravigliosa, da raccontare, ascoltare, sopportare, per ottenere la soddisfazione di un sogno dagli occhi di ghiaccio. Quattro personaggi, quattro pedine mosse da <strong><font color="#3711e9">Roman Polanski</font></strong> in un continuo gioco di smistamenti e incroci, confronti e distanze, annientamento e sorprendenti alchimie.&nbsp;<br />&#8203;<br />Come sar&agrave; poi anche in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/10/carnage-giocando-al-massacro.html" target="_blank">Carnage</a></u>, come gi&agrave; era stato ad esempio in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/10/rosemarys-baby-all-of-them-witches.html" target="_blank">Rosemary's Baby</a></u>, il maestro polacco costruisce con <strong><font color="#380aed">Luna di Fiele</font></strong> un esemplare atto satirico in cui scartavetrare gli angoli bui dell'anima umana, alla ricerca di quegli anfratti oscuri nel quale pulsa il vero senso della vita e delle azioni che la accompagnano. Gli bastano un luogo in finto movimento, qualche corridoio stretto, un lieve rollio, quattro attori e alcuni salti narrativi tra presente e passato: non c'&egrave; bisogno di ulteriori artifici, n&eacute; di invenzioni strutturali; la regalit&agrave; del cinema polanskiano, come sempre, viaggia a braccetto con l'essenzialit&agrave; della forma, trovando un ennesimo e invidiabile punto di rottura.<br />&#8203;<br />Latte versato e spalmato sul seno; una danza lasciva a piedi nudi tra le candele; frustini e travestimenti; lo strumento del potere carnale a cavalcioni sulla bocca di un amante immobilizzato; una notte di passione lesbica che scivola oltre i muri del voyeurismo. <strong><font color="#3809f0">Emmanuelle Seigner</font></strong> irresistibile femme fatale, "<em>tutta la bellezza del mondo racchiusa in un corpo di donna</em>"; Peter Coyote vittima/carnefice dalle mille sfumature; Hugh Grant ingenuo loser scavato da pruriti non pi&ugrave; soffocabili; Kristin Scott Thomas oggetto di un'iniziazione tardiva ma non troppo. Tasselli interscambiabili, confusi e infelici, in corsa verso la vita con un'inclinazione verso la morte, nel tegame fumante di una ricetta afrodisiaca i cui risultati non potranno che essere nefasti.<br />&#8203;<br />Polanski attacca, ironizza, svia le previsioni, facendosi trainare dalle musiche dei Vangelis e dalla fotografia di Tonino Delli Colli. <em>Luna di fiele</em> sconvolge e seduce, ci guida negli umori del sesso per poi lasciarci inebetiti di fronte alla risoluzione degli eventi. Dura oltre due ore, ma non stanca neanche per sbaglio; &egrave; come una seduta psicoanalitica, nella quale ritrovare un po' di noi stessi, di quello che siamo o vorremmo essere se solo ne avessimo il coraggio, perch&eacute; in fondo "<em>in tutti noi c'&egrave; una vena di sadismo, e non c'&egrave; niente di peggio di sapere che esiste qualcuno disposto a essere totalmente alla tua merc&eacute;</em>".&nbsp;<br />Cos&igrave; ci ritroviamo ipnotizzati, in viaggio su quella linea 96 diretta a Rue des Lilas e poi storditi dal rumore sordo della graduale follia; ascoltiamo, anche noi, nutrendoci soprattutto del corpo di Mim&igrave;/Emmanuele, dipinto da penetrare e scultura da adorare. Dal suo sguardo partono i fili invisibili che muovono i burattini che le stanno intorno, cadaveri in decomposizione pronti a risorgere in preghiera davanti alla Dea vendicatrice.<br />&#8203;&nbsp;<br />Immersi tra le fauci del peccato scandagliamo con Polanski i recessi della vanit&agrave; umana, glorificando l'acre sapore della rivalsa. Il mondo l&agrave; fuori non ci interessa pi&ugrave;. C'&egrave; soltanto una nave, e ci sono una scacchiera di carne, una camera oscura, un involucro di calda pelle da leccare e consumare, un rasoio tagliente, un limite che tale pi&ugrave; non &egrave;.<br /><br />&#8203;Sono tuo, adesso. Devo essere umiliato, ancora e ancora. Me lo merito. <em>Fammi male, Mim&igrave;</em>.<br /><br /><strong>Alessio Gradogna</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-polanski.html">Special Roman Polanski</a></u><br /><br /><br /><span><em>Scheda tecnica</em></span><br /><br />Titolo originale: Bitter Moon<br />Anno: 1992<br />Durata: 138'<br />Regia: Roman Polanski<br />Soggetto: Pascal Bruckner (romanzo)<br />Sceneggiatura: Roman Polanski, G&eacute;rard Brach, John Brownjohn<br />Fotografia: Tonino Delli Colli<br />Montaggio: Herv&eacute; de Luze<br />Musiche: Vangelis<br />Attori: Hugh Grant, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Peter Coyote</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='139867638109597704-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='139867638109597704-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/789285_orig.jpg' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/789285.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><div id='139867638109597704-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5191311_orig.jpg' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5191311.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='139867638109597704-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/659178_orig.jpg' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/659178.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='139867638109597704-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1766371_orig.jpg' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1766371.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='236' style='position:absolute;border:0;width:105.83%;top:0%;left:-2.91%' /></a></div></div></div></div></div><div id='139867638109597704-imageContainer4' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer4' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4370621_orig.jpg' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4370621.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='181' style='position:absolute;border:0;width:137.98%;top:0%;left:-18.99%' /></a></div></div></div></div></div><div id='139867638109597704-imageContainer5' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer5' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6725406_orig.png' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6725406.png' class='galleryImage' _width='333' _height='168' style='position:absolute;border:0;width:148.66%;top:0%;left:-24.33%' /></a></div></div></div></div></div><div id='139867638109597704-imageContainer6' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer6' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/565521_orig.jpg' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/565521.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='219' style='position:absolute;border:0;width:114.04%;top:0%;left:-7.02%' /></a></div></div></div></div></div><div id='139867638109597704-imageContainer7' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='139867638109597704-insideImageContainer7' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4900647_orig.jpg' rel='lightbox[gallery139867638109597704]' title='Luna di Fiele, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4900647.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:111.5%;top:0%;left:-5.75%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:0px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/fZeSSZVGsbc?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL COLTELLO NELL'ACQUA - Tensioni sopite]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/il-coltello-nellacqua-tensioni-sopite]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/il-coltello-nellacqua-tensioni-sopite#comments]]></comments><pubDate>Tue, 12 Nov 2013 17:34:58 GMT</pubDate><category><![CDATA[cinema polacco]]></category><category><![CDATA[il coltello nell'acqua]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/il-coltello-nellacqua-tensioni-sopite</guid><description><![CDATA[ &laquo;Ci sar&agrave; qualcosa, pi&ugrave; tardi, che si riempie di te e si alza a una bocca. Dal delirio frantumato mi sollevo e guardo la mia mano, come traccia il solo unico cerchio.&raquo;(Paul Celan, da Zeitgeh&ouml;ft. Sp&auml;te Gedichte aus dem Nachlass, 1976)In un nero vinilico, tra larghe pennellate di grigi corposi e stratificati, si delineano due figure, un uomo e una donna, marito e moglie; in sottofondo scorrono le note gelide di un sassofono, il jazz di Komeda, che introduce lo s [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4049778.jpg?170" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">&laquo;<em>Ci sar&agrave; qualcosa, pi&ugrave; tardi, che si riempie di te e si alza a una bocca. Dal delirio frantumato mi sollevo e guardo la mia mano, come traccia il solo unico cerchio</em>.&raquo;<br /><span style=""></span><br />(Paul Celan, da <em style="">Zeitgeh&ouml;ft</em><em style="">. </em><em style="">Sp&auml;te Gedichte aus dem Nachlass</em>, 1976)<br /><span style=""></span><br />In un nero vinilico, tra larghe pennellate di grigi corposi e stratificati, si delineano due figure, un uomo e una donna, marito e moglie; in sottofondo scorrono le note gelide di un sassofono, il jazz di Komeda, che introduce lo spettatore nell&rsquo;algida atmosfera di <strong><font color="#390bed">Il</font></strong><strong><font color="#390bed">&nbsp;</font><font color="#2208e5">Coltello nell&rsquo;acqua</font></strong>. Corpi vicini, avvolti da glaciali silenzi, volti che si palesano lentamente emergendo dall&rsquo;oscurit&agrave;; da subito si avverte una forte tensione psicologica, sottolineata dal mutismo e dallo stridere delle note in sottofondo. Una quiete apparente cela tempeste e uragani, pari a quelle che gonfiano i mari in <em style="">Snow Storm: Steam-Boat off a Harbour's Mouth </em>(1842) o in <em style="">The Shipwreck</em> (1805), di <strong><font color="#2614e6">Joseph Mallord William Turner</font></strong>.  <br />La tensione affiora dalle prime scene e mette in luce un rapporto di coppia in cui gli equilibri sono palesemente sbilanciati: la supremazia dell&rsquo;uomo nei confronti della moglie, notevolmente pi&ugrave; giovane, &egrave; sottolineata da un atteggiamento quasi dittatoriale, riflesso di  una dialettica tipica della famiglia medio borghese dei primi anni &lsquo;60. Andrea (Leon Niemczyk), giornalista sportivo, e sua moglie, Cristina (Jolanta Umecka), sono diretti in macchina verso i laghi Masuri; il loro viaggio &egrave; inaspettatamente interrotto da un giovane autostoppista (Zygmunt Melanowicz), che trascorrer&agrave; con la coppia le successive ventiquattro ore, a bordo del loro yacht.  <br />Lo sguardo di <strong><font color="#3b0eed">Roman Polanski</font></strong>, in completa dissonanza con quello che era l&rsquo;orientamento del cinema polacco di quegli anni, preferisce soffermarsi sul rapporto di coppia e focalizza l&rsquo;attenzione sui corpi, sulle dinamiche psicologiche ed emozionali che si instaurano tra i tre personaggi; traccia i segmenti di un triangolo umano dotato di angoli acuti. Andrea incarna perfettamente lo stereotipo dell&rsquo;uomo d&rsquo;affari, rigido, poco incline al dialogo e pi&ugrave; propenso al comando e all&rsquo;impartire ordini, ad imporre la sua superiorit&agrave; di &ldquo;maschio&rdquo; sia nei confronti della moglie che verso il giovane autostoppista, con il quale instaura un rapporto che oscilla tra la competizione e, a tratti, una complicit&agrave; che stenta a prendere piede. Cristina, giovane e bella, tollera e subisce il carattere del marito e sembra quasi rassegnata alle imposizioni dell&rsquo;uomo, come si palesa nelle sequenze in cui i due guidano insieme la barca tra le onde del lago; un rapporto quasi militaresco, tra mozzo e capitano. L&rsquo;arrivo del terzo metter&agrave; in luce le problematiche sopite all&rsquo;interno della coppia: come un coltello che si insinua tra i due squarcer&agrave; il velo di Maya, gettando luce su frustrazioni e stati emotivi repressi, spesso taciuti.  <br />Il giovane, come in <em style="">Teorema </em>di <strong><font color="#380aee">Pasolini</font></strong>, sovverte le regole preesistenti all&rsquo;interno della coppia, &egrave; un elemento esterno affascinante ed anarchico, metafora della libert&agrave; e della leggerezza, l&rsquo;esatto contrario di ci&ograve; che rappresenta Andrea. Spesso Polanski lo ritrae, soprattutto nelle sequenze sulla barca, come elemento di spartizione e divisione della coppia, al centro della scena, mentre la sua figura si staglia contro il cielo. La navigazione tra i flutti del lago illumina le identit&agrave; dei tre, in un crescendo emozionale continuo pronto ad esplodere. L&rsquo;improvvisa tempesta sancisce il crollo delle barriere e delle sovrastrutture emozionali, la pioggia monda lo strato superficiale delle personalit&agrave; dei tre e mette a nudo l&rsquo;Io di ognuno.  <br />Costretti in uno spazio ancora pi&ugrave; stretto, nella cabina della barca, il confronto &egrave; inevitabile. La mdp si fa pi&ugrave; vicina ai due uomini, posti uno di fronte all&rsquo;altro in un momento ludico; sullo sfondo Cristina si spoglia, l&rsquo;attenzione del giovane si sposta sulla donna, l&rsquo;atmosfera sensuale si tinge palesemente di morbosit&agrave;. I due, cos&igrave; caratterialmente distanti tra loro, sono in competizione anche sul piano sentimentale: il ragazzo &egrave; attratto da Cristina, che non disdegna le attenzioni del giovane, l&rsquo;alternativa anarchica al suo rapporto matrimoniale, colui che forse incarna una seconda possibilit&agrave;; ma la donna &egrave; consapevole che la libert&agrave; offertale dal giovane &egrave; solo apparente e preferisce vivere nell&rsquo;ipocrisia di un rapporto abitudinario, algido ma solido.&nbsp;<br />I chiaroscuri dipingono la psiche degli unici tre soggetti dell&rsquo;opera, un triangolo in cui si confrontano tre generazioni distanti, tre psicologie in forte contrasto tra loro, in un gioco ambiguo e sensuale, caratterizzato da tensioni pronte ad esplodere, come accadr&agrave; nella seconda parte del film. Il triangolo &egrave; la figura perennemente presente in quest&rsquo;opera, disegnato ora dalla mdp all&rsquo;interno delle scene, ora pi&ugrave; esplicito, come quando, sulla barca, i due uomini si sfidano con il coltello in un gioco: la posizione delle braccia di Andrea disegna un triangolo, all&rsquo;interno del quale, in lontananza, in un campo profondissimo c&rsquo;&egrave; Cristina che gioca nell&rsquo;acqua. Il triangolo come la lama del coltello dell&rsquo;autostoppista o come le vele issate sulla barca, o come, ancora, la sequenza in cui il giovane steso sulla poppa dell&rsquo;imbarcazione diventa una perfetta metafora geometrica.  <br />L&rsquo;occhio di Polanski indugia sul rapporto tra uomo e donna, ma soprattutto sulle complicate strutture dell&rsquo;animo umano; le immagini sono rigide e trasmettono dolore e tensione emotiva, la mdp &egrave; ferma, fissa l&rsquo;immagine come un occhio che non vuole distogliere la propria attenzione in uno spazio dilatato da un campo medio, soffermandosi ora sul paesaggio ora sui personaggi. &Egrave; la coppia borghese, con la sua ipocrisia e le sue menzogne, al centro dell&rsquo;analisi polanskiana: il rapporto contaminato dalla finzione non potrebbe vivere se non di questa, la realt&agrave; e la verit&agrave; restano escluse dalle dinamiche matrimoniali di Cristina ed Andrea.  <br /><em style="">Il coltello nell&rsquo;acqua</em> &egrave; il primo lungometraggio del regista polacco, formatosi presso la Scuola nazionale di cinema di Lodz, che ha preparato un&rsquo;intera generazione di cineasti come Andrzej Wajda, Jerzy Skolimowski, Krysztof Zanussi. Polanski non indugia, al contrario di quanto fatto dai registi polacchi di quegli anni, come Wajda nel film <em style="">Cenere e Diamanti</em> (<em style="">Papiol i diament</em>, 1958), nella messa in scena dell&rsquo;impegno civile e politico; piuttosto che al realismo predilige rivolgere il proprio sguardo alle dinamiche psicologiche tra gli uomini, in particolare sui rapporti di coppia, elemento che torner&agrave; come costante della sua cinematografia. In <em style="">Knife in the water </em>si avverte l&rsquo;influenza dei suoi primi lavori, i cortometraggi realizzati come regista nel suo periodo di studi alla scuola di cinema, come <em style="">Due uomini e un armadio</em>, 1958 e <em style="">Quando gli angeli cadono</em>, 1959, cos&igrave; come contiene l&rsquo;ossatura che caratterizzer&agrave; i suoi film successivi.  <br />Le tematiche ossessive del regista si palesano gi&agrave; in questa prima opera: l&rsquo;acqua, la circolarit&agrave;, il duellare continuo tra realt&agrave; e finzione, la claustrofobia e i rapporti all&rsquo;interno della coppia. Gli spazi in <em style="">Il coltello nell&rsquo;acqua</em> sono sempre pi&ugrave; ridotti, si parte dall&rsquo;abitacolo della macchina alla barca isolata in mezzo al lago, per poi stringersi nel cabinato dell&rsquo;imbarcazione, e si finisce tornando nuovamente all&rsquo;interno della macchina per l&rsquo;ultimo confronto tra Andrea e Cristina, sottolineando la circolarit&agrave; del tempo e dello spazio e la vittoria dell&rsquo;ipocrisia matrimoniale. Si avvertono in questo film i rimandi stilistici alle opere che caratterizzarono il cinema della prima met&agrave; degli anni Sessanta, da Antonioni alla Nouvelle Vague francese, ma Polanski mantiene un linguaggio autoriale personale. I richiami al linguaggio narrativo ed alla messa in scena di <em style="">Plein Soleil</em> (1960), di <strong><font color="#2d0deb">Ren&eacute; Cl&eacute;ment</font></strong>, si palesano sia nelle continue umiliazioni subite dal giovane da parte del pi&ugrave; maturo Andrea sia nell&rsquo;ambientazione.  <br />Seppur mantenga un approccio strutturale dallo stile rigoroso ed impeccabile, questo primo lungometraggio di Polanski &egrave; uno splendido esempio modernista, vicino, per alcuni versi, al cinema hollywoodiano, un esordio impreziosito dalla collaborazione nella stesura della sceneggiatura e nei bellissimi dialoghi di&nbsp;<strong><font color="#350def">Skolimowski</font></strong>. Un&rsquo;opera che poggia le fondamenta su una fotografia caratterizzata da un bianco e nero netto, tagliente e molto contrastato, che sottolinea le relazioni oppositive dei tre personaggi.<br /><span style=""></span><br /><strong>Mariangela Sansone</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-polanski.html" title="">Special Roman Polanski</a></u><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span> <br /><em> Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: N&oacute;&#380; w Wodzie<br />Anno: 1962<br />Regia: Roman Polanski<br />Sceneggiatura: Roman Polanski, Jerzy Skolimowski<br />Fotografia: Jerzy Lipman<br />Musiche: Krzyszstof Komeda<br />Durata: 94&rsquo;<br />Interpreti principali: Leon Niemczyk, Jolanta Umecka, Zygmunt Malanowicz<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='752375526894312963-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='752375526894312963-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='752375526894312963-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2663750_orig.jpg' rel='lightbox[gallery752375526894312963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il coltello nell&#039;acqua, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2663750.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='230' style='position:absolute;border:0;width:108.59%;top:0%;left:-4.29%' /></a></div></div></div></div></div><div id='752375526894312963-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='752375526894312963-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1831608_orig.jpg' rel='lightbox[gallery752375526894312963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il coltello nell&#039;acqua, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1831608.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='236' style='position:absolute;border:0;width:105.83%;top:0%;left:-2.91%' /></a></div></div></div></div></div><div id='752375526894312963-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='752375526894312963-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2393434_orig.jpg' rel='lightbox[gallery752375526894312963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il coltello nell&#039;acqua, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2393434.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='248' style='position:absolute;border:0;width:100.71%;top:0%;left:-0.35%' /></a></div></div></div></div></div><div id='752375526894312963-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='752375526894312963-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1940768_orig.jpg' rel='lightbox[gallery752375526894312963]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il coltello nell&#039;acqua, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1940768.jpg' class='galleryImage' _width='316' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-2.74%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> 	<div class="wsite-youtube-container">                  		<iframe src="http://www.youtube.com/embed/VmRWTEh_Lj4?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> 	</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'UOMO NELL'OMBRA - Di spettri e verità]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/luomo-nellombra-di-spettri-e-verita]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/luomo-nellombra-di-spettri-e-verita#comments]]></comments><pubDate>Tue, 12 Nov 2013 11:20:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[ewan mcgregor]]></category><category><![CDATA[l'uomo nell'ombra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/luomo-nellombra-di-spettri-e-verita</guid><description><![CDATA[ Dopo la parentesi storica di Il pianista e quella letteraria di Oliver Twist (parentesi solamente nominali, non certamente in termini di qualit&agrave;), Polanski ritorna a quelle atmosfere noir che hanno contraddistinto buona parte della sua carriera. E lo fa adattando il romanzo The Ghost Writer di Robert Harris, thriller fanta(?)politico che nelle mani del regista polacco si trasforma in un altro enorme tassello sull&rsquo;irrazionalit&agrave; del Reale e sull&rsquo;impossibilit&agrave; di v [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/170052.jpg?145" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Dopo la parentesi storica di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/11/il-pianista-la-sopravvivenza-di-una-nazione.html" target="_blank" title="">Il pianista</a></u> e quella letteraria di <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/11/oliver-twist-lo-stereotipo-di-dickens.html" target="_blank" title="">Oliver Twist</a></u> (parentesi solamente nominali, non certamente in termini di qualit&agrave;), Polanski ritorna a quelle atmosfere noir che hanno contraddistinto buona parte della sua carriera. E lo fa adattando il romanzo <em>The Ghost Writer</em> di <strong><font color="#3610e8">Robert Harris</font></strong>, thriller fanta(?)politico che nelle mani del regista polacco si trasforma in un altro enorme tassello sull&rsquo;irrazionalit&agrave; del Reale e sull&rsquo;impossibilit&agrave; di venire a patti con una sola ed unica verit&agrave;.&nbsp;<br />Protagonista della vicenda &egrave; un ghost writer anonimo (infatti per tutto il film non verr&agrave; mai chiamato per nome) chiamato a riscrivere la biografia di Adam Lang, ambiguo ex primo ministro inglese. Mentre l&rsquo;uomo politico viene accusato di crimini contro l&rsquo;umanit&agrave;, lo scrittore scopre che dietro la morte del suo predecessore si nasconde un complotto volto a nascondere il coinvolgimento di Lang con la CIA.&nbsp;<br />Detto cos&igrave;, <strong><font color="#100aef">L&rsquo;uomo nell&rsquo;ombra</font></strong> sembrerebbe un thriller come tanti, figlio di quella letteratura bestseller che, dai vari Harris, John Grisham e compagnia in poi, ha riempito gli scaffali delle librerie e stimolato la fantasia di sceneggiatori e registi. Dietro un canovaccio coinvolgente ma non particolarmente originale, invece, si cela un superbo lavoro di sottrazione che agisce nelle zone d&rsquo;ombra della Storia, trasformando un&rsquo;indagine di routine in uno specchio inquietante dei nostri tempi. <em>L&rsquo;uomo nell&rsquo;ombra</em> &egrave; infatti il perfetto thriller politico della contemporaneit&agrave;, in cui la verit&agrave; &egrave; talmente a portata di mano da riuscire a non manifestarsi mai; dove &egrave; sufficiente una ricerca su google per delineare i contorni di una vicenda torbida della quale nessuno, pare, aveva mai sospettato.&nbsp;<br />Zone d&rsquo;ombra, dicevamo: &egrave; appunto l&rsquo;ombra la parola chiave del film. Come il suo protagonista (&ldquo;<em>sono la sua ombra</em>&rdquo;, dice presentandosi ad Adam Lang), tutto il film si muove entro territori astratti ed immateriali. Da un lato c&rsquo;&egrave; l&rsquo;isola nel quale lo scrittore raggiunge il suo cliente per visionare il manoscritto, un territorio estraneo al resto del mondo (come in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/10/la-morte-e-la-fanciulla-la-verita-relativa.html" target="_blank" title="">La morte e la fanciulla</a></u>) e costantemente preso d&rsquo;assalto da pioggia, vento e temporali; un ambiente che <strong><font color="#400ced">Roman Polanski</font></strong> rende magnificamente, sottolineando la claustrofobia degli ambienti e trasformando gli elementi atmosferici nel simbolo della sconfitta dell&rsquo;Uomo (il giardiniere che cerca ripetutamente di contenere le foglie spazzate via dalla bufera). Dall&rsquo;altro c&rsquo;&egrave; invece l&rsquo;universo reale, quello in cui i personaggi hanno compiuto (<em>passato</em>) le azioni delle quali si occupa (<em>presente</em>) il manoscritto che &egrave; al centro della vicenda.&nbsp;<br />Come in <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/10/la-nona-porta-sottostimata-ironia.html" target="_blank" title="">La nona porta</a></u>, anche qui tutto ruota intorno alla figura di un libro, deus ex-machina in divenire che pu&ograve; essere cancellato e riscritto, manipolato e redatto; oppure, semplicemente, compresso in un file word e inserito in una chiavetta usb, rendendosi invisibile. Cos&igrave; come invisibile (quindi imperscrutabile, incomprensibile) &egrave; la verit&agrave;, un tessuto malleabile impossibile da raggiungere ma che, nel film, viene rappresentata attraverso il linguaggio costituito dalle immagini (le fotografie) e dalla scrittura, ovvero le uniche possibilit&agrave; di conoscenza in nostro possesso. Come se il mondo e la realt&agrave; fossero un eterno fuoricampo, tale semplicemente perch&eacute; siamo noi che guardiamo dalla parte sbagliata: l&rsquo;ultima inquadratura &egrave; quindi terribilmente esplicativa in tal senso, oltre ad essere un finale magnificamente polanskiano nell&rsquo;accezione pi&ugrave; pura del termine.&nbsp;<br /><em>L&rsquo;uomo nell&rsquo;ombra</em> riesce quindi nel miracolo di recuperare un genere che ha dato il meglio di s&eacute; negli anni Sessanta e Settanta, grazie ai vari Sidney Pollack, Alan J. Pakula e John Frankenheimer, solo per citarne alcuni tra i pi&ugrave; significativi, aggiornandolo alle &nbsp;tendenze e agli stimoli dell&rsquo;attualit&agrave;: un noir spettrale appunto perch&eacute; fatto di ombre e fantasmi, nel quale tutto &egrave; gi&agrave; successo e in cui cercare di venirne a capo implica, inesorabilmente, pagarne le terribili conseguenze.&nbsp;<br /><br /><strong>Giacomo Calzoni</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-polanski.html" title="">Special Roman Polanski</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: The Ghost Writer<br />Anno: 2010<br />Regia: Roman Polanski<br />Sceneggiatura: Roman Polanski e Robert Harris<br />Fotografia: Pawel Edelman<br />Musiche: Alexandre Desplat&nbsp;<br />Durata: 124&rsquo;<br />Interpreti principali: Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Olivia Wiliams, Tom Wilkinson, James Belushi<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='533732888212005611-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='533732888212005611-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='533732888212005611-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6202733_orig.jpg' rel='lightbox[gallery533732888212005611]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;uomo nell&#039;ombra, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6202733.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='189' style='position:absolute;border:0;width:132.14%;top:0%;left:-16.07%' /></a></div></div></div></div></div><div id='533732888212005611-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='533732888212005611-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6755083_orig.jpg' rel='lightbox[gallery533732888212005611]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;uomo nell&#039;ombra, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6755083.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:111.5%;top:0%;left:-5.75%' /></a></div></div></div></div></div><div id='533732888212005611-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='533732888212005611-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7169745_orig.jpg' rel='lightbox[gallery533732888212005611]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;uomo nell&#039;ombra, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7169745.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='221' style='position:absolute;border:0;width:113.01%;top:0%;left:-6.5%' /></a></div></div></div></div></div><div id='533732888212005611-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='533732888212005611-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1574018_orig.jpg' rel='lightbox[gallery533732888212005611]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;uomo nell&#039;ombra, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/1574018.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='215' style='position:absolute;border:0;width:116.16%;top:0%;left:-8.08%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> 	<div class="wsite-youtube-container">                  		<iframe src="http://www.youtube.com/embed/CzyyjX7EhBk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> 	</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'INQUILINO DEL TERZO PIANO - Ossessione sovrana]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/linquilino-del-terzo-piano-ossessione-sovrana]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/linquilino-del-terzo-piano-ossessione-sovrana#comments]]></comments><pubDate>Sun, 10 Nov 2013 17:38:39 GMT</pubDate><category><![CDATA[isabelle adjani]]></category><category><![CDATA[l'inquilino del terzo piano]]></category><category><![CDATA[shelley winters]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/linquilino-del-terzo-piano-ossessione-sovrana</guid><description><![CDATA[ Il clarinetto spensierato di Philippe Sarde ci guida lungo la facciata di un palazzo anonimo, ombre indistinte spiano dietro le finestre: sar&agrave; il viso grassoccio e inespressivo della portinaia (Shelley Winters) a darci il benvenuto. Scivoliamo in un pezzetto di Francia permeato da un grigiore antichissimo: un palazzo squallido, opprimente, tutto carta da parati e legno scuro. Il timido archivista Trelkosky chiede di vedere un appartamento e la portinaia ride. &ldquo;L&rsquo;inquilina che [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:234px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/published/6378493.jpg?1487160300" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Il clarinetto spensierato di Philippe Sarde ci guida lungo la facciata di un palazzo anonimo, ombre indistinte spiano dietro le finestre: sar&agrave; il viso grassoccio e inespressivo della portinaia (<strong><font color="#0f1cea">Shelley Winters</font></strong>) a darci il benvenuto. Scivoliamo in un pezzetto di Francia permeato da un grigiore antichissimo: un palazzo squallido, opprimente, tutto carta da parati e legno scuro. Il timido archivista Trelkosky chiede di vedere un appartamento e la portinaia ride. &ldquo;L&rsquo;inquilina che c&rsquo;era prima si &egrave; gettata dalla finestra, si vede ancora dove &egrave; caduta&rdquo;. Questo &egrave; il preambolo di un visionario viaggio oltre il concetto d&rsquo;identit&agrave;.<br />I sinistri visi stuccati di cipria che sbirciano dalle fessure delle porte, l&rsquo;immobilit&agrave; dei caratteri di quei condomini che paiono sprezzanti marionette inchiodate al palazzo, il genio letterario di <strong><font color="#150fe5">Roland Topor</font></strong> che diventa scena. Polanski, nei panni del protagonista, &egrave; impacciato, farfuglia e si tortura le mani, piomba al centro dell&rsquo;alveare e ne diventa schiavo. Vuole vivere l&igrave;, nel misero appartamento dove viveva Simone Chule, la sconosciuta che ha aperto la finestra rincorrendo la morte e ora la affronta dal letto di ospedale. Dicono che non si riprender&agrave; ma Trelkosky, prima di occupare la sua casa, desidera vederla. E non soltanto: sta per conoscerla attraverso piccole orme, spilli e briciole, piccolezze che la ricordano e popolano ancora le stanze. Incontra l&rsquo;amica Stella (<strong><font color="#190cee">Isabelle Adjani</font></strong>), giovane bellezza trasandata e di gusto ricercato, psichedelica e umorale. I due si confrontano al tavolo di un bar: parlano del tentato suicidio di quella Simone che ora &egrave; bendata come una mummia in un gelido letto d&rsquo;ospedale, Trelkosky finge di conoscerla e indaga. C&rsquo;&egrave; una febbrile attesa di morte e una tagliente paura della stessa: Simone vive fra loro indisturbata, &egrave; un fantasma dalle mani rapaci, li avvicina in qualche palpeggiamento nella sala di un cinema, li allontana e torna ad essere l&rsquo;alone misterioso dentro un cassetto.<br />Un giorno, poi, Simone muore.<br />L&rsquo;appartamento tetro e maculato, di un verde fastidioso che offende lo sguardo, diventa il nido opprimente di Trelkosky: la ragazza &egrave; morta e la casa ora gli appartiene. O forse no. Perch&eacute; le tracce della suicida s&rsquo;impigliano a mobili e pareti, hanno la forma sinuosa dei suoi abiti a fiori, sono pezzi di carta e tubature che borbottano. Trelkosky rimbalza da pedina confusa nel gioco di specchi della casa infelice e si sgretola poco alla volta. Tutti, nel vitreo quartiere francese, gli parlano di Simone. Tutti lo trattano come Simone. Lui &egrave; goffo e ordinario, indifeso e sfrontato nel seguire da tanto vicino la morte di un&rsquo;estranea.<br />La casa &egrave; ora pronta a inghiottirlo rivelando strani pertugi nei muri, denti caduti e conservati, la pericolosa vista sulla finestra di un bagno dirimpetto dove minacciosi ritratti montano la guardia ogni sera. Anche il silenzio comincia a ruggire: nel palazzo non si ammettono suoni o tintinni, Trelkosky vive immerso in un mutismo sincopato e timoroso dove uno scricchiolio pu&ograve; costargli la ramanzina del padrone di casa. Pulsa, vive, respira, perseguita, quel palazzo: ha gli occhi e ci sente benissimo.<br />L&rsquo;eroe patetico subisce la pressione dei vincenti dell&rsquo;esterno. Tutti sono migliori di lui. Al contempo la casa lo spinge verso Simone col sottofondo di memorie raccontate da chi l&rsquo;ha sfiorata, seppure per un attimo.<br />Capolavoro magnetico del grande regista e sua ottima prova come attore, nel ruolo della vittima arruffata e traballante sull&rsquo;orlo della pazzia, strapazzato dai sentimenti di rivalsa che alimentano il suo mostro segreto. La facciata del palazzo &egrave; tanto solida quanto le apparenze degli inquilini, malcelato gruppo di sadici dispettosi dove spicca un triste bocciolo di nome Eva Ionesco. Le regole ferree tolgono il respiro al piccolo francese naturalizzato dall&rsquo;accento ancora cos&igrave; irrimediabilmente polacco. L&rsquo;Egitto, con i suoi misteri e i suoi simboli, &egrave; indecifrabile strascico del passaggio di Simone. Lei, senza volto e senza onore, diventa il pilastro sul quale Polanski posa un mattone dopo l&rsquo;altro: cos&igrave; sfuggente alle definizioni, ma onnipresente con la sua essenza nera e densa, maligna e necessaria. Interni deprimenti dove Trelkosky si infila da discreto abitante, da minuscolo osservatore incauto.&nbsp;<br />Infine egli &egrave; la disperata summa delle farneticazioni, il giocattolo inutile di un&rsquo;ossessione sovrana. Sar&agrave; l&rsquo;appartamento a vincere, come nella tradizione delle infide &ldquo;case parlanti&rdquo; di <strong><font color="#0c19eb">Roman Polanski</font></strong>: edifici scolpiti nell&rsquo;odio e tappezzati di brutti segreti, claustrofobici come la mente di chi li vive, di chi si immola per loro. Popolati, poi, da belve che si avvicendano al portone di casa presentandosi a malapena, invadendo senza piet&agrave;, spolpando la carcassa dei deboli. Nuove identit&agrave; che si insinuano nei rassegnati perdenti e ripetono un disegno superiore. Il dentro, oscuro. Il fuori, ostile.<br />Per questo Polanski allucinato ed esoterico, la diversit&agrave; &egrave; una condanna a morte e la propria mente &egrave; sempre la peggiore nemica.<br /><br /><strong>Maria Silvia Avanzato</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-polanski.html" title="">Special Roman Polanski</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Le Locataire<br />Anno: 1976<br />Durata: 125'<br />Regia: Roman Polanski<br />Sceneggiatura: Roman Polanski, G&eacute;rard Brach (da un romanzo di Roland Topor)<br />Fotografia: Sven Nykvist<br />Musiche: Hubert Rostaing<br />Attori: Roman Polanski, Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Jo Van Fleet, Shelley Winters</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='927735672802889181-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><div id='927735672802889181-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='927735672802889181-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9701218_orig.jpg' rel='lightbox[gallery927735672802889181]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;inquilino del terzo piano, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9701218.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='191' style='position:absolute;border:0;width:130.76%;top:0%;left:-15.38%' /></a></div></div></div></div></div><div id='927735672802889181-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='927735672802889181-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8809097_orig.jpg' rel='lightbox[gallery927735672802889181]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;inquilino del terzo piano, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8809097.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='189' style='position:absolute;border:0;width:132.14%;top:0%;left:-16.07%' /></a></div></div></div></div></div><div id='927735672802889181-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='927735672802889181-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6565541_orig.jpg' rel='lightbox[gallery927735672802889181]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;inquilino del terzo piano, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6565541.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='222' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div></div><div id='927735672802889181-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='927735672802889181-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5149668_orig.jpg' rel='lightbox[gallery927735672802889181]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='L&#039;inquilino del terzo piano, Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5149668.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/XsrpSJsDcvk?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[CUL DE SAC - L'oasi dell'assurdo]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/cul-de-sac-loasi-dellassurdo]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/cul-de-sac-loasi-dellassurdo#comments]]></comments><pubDate>Sat, 09 Nov 2013 11:25:51 GMT</pubDate><category><![CDATA[cul de sac]]></category><category><![CDATA[donald pleasance]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/cul-de-sac-loasi-dellassurdo</guid><description><![CDATA[ Un gangster ferito e il suo socio giungono in un castello isolato a intervalli regolari dall&rsquo;alta marea, nel quale vive una giovane coppia lontana dal mondo civilizzato, sospesa in un ambiente simile a un limbo dalle atmosfere schizoidi. Fuori di testa, ma anche fuori da tutto il resto. &Egrave; il perfetto setting per il cul-de-sac del titolo, espressione francofona divenuta proverbiale in pi&ugrave; lingue per indagare un incubo grottesco senza apparente via d&rsquo;uscita, imprigionato [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4974430.jpg?183" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Un gangster ferito e il suo socio giungono in un castello isolato a intervalli regolari dall&rsquo;alta marea, nel quale vive una giovane coppia lontana dal mondo civilizzato, sospesa in un ambiente simile a un limbo dalle atmosfere schizoidi. Fuori di testa, ma anche fuori da tutto il resto. &Egrave; il perfetto setting per il <em style="">cul-de-sac</em> del titolo, espressione francofona divenuta proverbiale in pi&ugrave; lingue per indagare un incubo grottesco senza apparente via d&rsquo;uscita, imprigionato entro i margini paranoici dell&rsquo;ossessione e della distorsione di ogni buon senso.<br /><strong><font color="#2e0ded">Cul de sac</font></strong>, spesso relegato a torto tra i film minori di <strong><font color="#260de6">Roman Polanski</font></strong> quando si tratta invece di una delle sue opere stilisticamente pi&ugrave; personali e memorabili, restituisce tale claustrofobia cui &egrave; stata troncata ogni ipotizzabile via di fuga, per mezzo di una messa in scena di notevole maestria: i primi piani in contrapposizione ai campi lunghi sono un contrasto fortissimo che risplende di luce propria in tutto il primo Polanski (<em style="">Il coltello nell&rsquo;acqua</em>, di fatto, &egrave; uno dei pi&ugrave; grandi teoremi moderni sulla nascita della tensione in rapporto allo spazio) e che qui trova il suo massimo compimento. Elevando tutto il film a summa geometrica e inarrivabile punta di diamante di tutta la prima parte di carriera del regista polacco.  <br />Difficile immaginare un altro film tanto lucido nella farsa e nella resa dei suoi sottotesti, cos&igrave; spiazzante ed estasiante nella denigrazione a tutto campo, emblema decadente e probabilmente gi&agrave; decaduto dell&rsquo;eclissi terminale di una borghesia ridotta a fantoccio, a vespaio di nevrosi e aggressioni. Lo spirito anarchico di <em style="">Cul de sac</em>, visto oggi, somiglia a una voragine di cinismo cupo e distruttivo non scalfito dal tempo. L&rsquo;ironia vi penetra, certo, ma a dosi minime, dosate col contagocce di un termometro surreale esigente, sorretto dalla necessit&agrave; di dover reggere sulle proprie spalle la pericolante instabilit&agrave; di un castello di carte che pu&ograve; oscillare ma non cadere, costretto a rimanere in piedi anche se una dissoluzione definitiva sarebbe forse preferibile. Pi&ugrave; sana, pi&ugrave; assoluta, pi&ugrave; compiuta. L&rsquo;ambientazione in una struttura d&rsquo;impronta <em style="">medievale </em>ingigantisce allora il mistero ma anche le possibili chiavi di lettura, tutte rigorosamente virate verso una visione folle dei rapporti umani e del modo in cui essi si articolano.<br />La risata libera, il calcio nelle parti basse, la facile crudelt&agrave; bambinesca che imbraccia un fucile e con un dito pu&ograve; cambiare il mondo cos&igrave; come l&rsquo;ha sempre visto e pensato fino a quel momento con i suoi occhi innocenti. <em style="">Cul de sac </em>potrebbe anche essere abitato da fantasmi ma non se ne accorgerebbe quasi nessuno, perch&eacute; i personaggi sono congegnati con una tale forza e una profondit&agrave; tutta concreta che neanche l&rsquo;astrazione pi&ugrave; impensabile potrebbe abiurare lo zolfo in cui appaiono immersi fino al collo.  <br />Il sonoro ancheggiante e perturbante, che sembra quasi una comica della Pantera Rosa riletta in chiave enigmatica (l&rsquo;andamento felpato &egrave; lo stesso), un rapporto schiavo-padrone fecondo e complesso (degno di Vladimiro ed Estragone, nel film pi&ugrave; beckettiano di Polanski, il che &egrave; tutto dire&hellip;) e la pelata iconica di <strong><font color="#3415eb">Donald Pleasance</font></strong> contribuiscono alla riuscita di una sensazionale oasi dell&rsquo;assurdo, manifesto cardine di un cinema che per molti versi devasta le non-convenzioni, le assottiglia e le riformula, svelando il lato pi&ugrave; macabro e temibile del non senso.<br /><br /><strong>Davide Eustachio Stanzione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-polanski.html" title="">Special Roman Polanski</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  Titolo originale: <em style="">Cul de sac</em><br />Anno: 1966<br />Regia: Roman Polanski<br />Sceneggiatura: G&eacute;rard Brach, Roman Polanski<br />Fotografia: Gilbert Taylor<br />Musiche: Krzysztof Komeda<br />Durata: 111'<br />Attori principali:&nbsp;<span style="line-height: 1.5;">Donald Pleasence,&nbsp;</span>Fran&ccedil;oise Dorl&eacute;ac,&nbsp;Lionel Stander,&nbsp;Jack MacGowran<span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='770612097451526933-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='770612097451526933-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='770612097451526933-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5019914_orig.png' rel='lightbox[gallery770612097451526933]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Cul de Sac, Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5019914.png' class='galleryImage' _width='333' _height='189' style='position:absolute;border:0;width:132.14%;top:0%;left:-16.07%' /></a></div></div></div></div></div><div id='770612097451526933-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='770612097451526933-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8482371_orig.jpg' rel='lightbox[gallery770612097451526933]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Cul de Sac, Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8482371.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='226' style='position:absolute;border:0;width:110.51%;top:0%;left:-5.25%' /></a></div></div></div></div></div><div id='770612097451526933-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='770612097451526933-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2320671_orig.jpg' rel='lightbox[gallery770612097451526933]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Cul de Sac, Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2320671.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='149' style='position:absolute;border:0;width:167.62%;top:0%;left:-33.81%' /></a></div></div></div></div></div><div id='770612097451526933-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='770612097451526933-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2975565_orig.jpg' rel='lightbox[gallery770612097451526933]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Cul de Sac, Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2975565.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='187' style='position:absolute;border:0;width:133.56%;top:0%;left:-16.78%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> 	<div class="wsite-youtube-container">                  		<iframe src="http://www.youtube.com/embed/S_rANpZWXLQ?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> 	</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[OLIVER TWIST - Lo stereotipo di Dickens]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/oliver-twist-lo-stereotipo-di-dickens]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/oliver-twist-lo-stereotipo-di-dickens#comments]]></comments><pubDate>Tue, 05 Nov 2013 12:41:21 GMT</pubDate><category><![CDATA[ben kingsley]]></category><category><![CDATA[charles dickens]]></category><category><![CDATA[oliver twist]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/oliver-twist-lo-stereotipo-di-dickens</guid><description><![CDATA[ Charles Dickens &egrave; stato saccheggiato dal mondo del cinema e della televisione. Eppure, la sua opera letteraria continua a trovare nuove e rinnovate trasposizioni, tra piccolo e grande schermo, come se tutti noi avessimo bisogno permanente di piccole grandi storie di umanit&agrave;.Oliver Twist giunge nella filmografia di Roman Polanski a poca distanza dai fasti de Il pianista, una scelta solo in apparenza incongrua rispetto al percorso artistico del regista, in quanto arriva a chiudere i [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3788506.jpg?189" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Charles Dickens &egrave; stato saccheggiato dal mondo del cinema e della televisione. Eppure, la sua opera letteraria continua a trovare nuove e rinnovate trasposizioni, tra piccolo e grande schermo, come se tutti noi avessimo bisogno permanente di piccole grandi storie di umanit&agrave;.<br /><strong><font color="#0d13e4">Oliver Twist</font></strong> giunge nella filmografia di <strong><font color="#170ae4">Roman Polanski</font></strong> a poca distanza dai fasti de <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/11/il-pianista-la-sopravvivenza-di-una-nazione.html" target="_blank" title="">Il pianista</a></u>, una scelta solo in apparenza incongrua rispetto al percorso artistico del regista, in quanto arriva a chiudere idealmente il cerchio attorno alla povera gente, buona e gravata dal destino. Personaggi in cerca di riscatto e di speranza.<br />&Egrave; cos&igrave; che i piccoli eroi di Dickens diventano, nelle mani di Polanski, la materia e il soggetto di un dramma che punta sulla narrazione, sull&rsquo;ensemble, sul contesto storico, insomma sull&rsquo;insieme piuttosto che sui singoli personaggi. Oliver Twist &egrave; lo straordinario protagonista di una delle storie pi&ugrave; famose di <strong><font color="#1a0ded">Charles Dickens</font></strong>, quasi la summa della sua poetica, del suo pensiero, del suo mondo letterario. Oliver (Barney Clarke), povero orfanello nell&rsquo;Inghilterra ottocentesca, affronta ogni sorta di eventi, sfide e difficolt&agrave;. Cresciuto in orfanotrofio (come tutti gli orfani dal sistema, afferma J. Ain-Krupa), passa di mano in mano come un pacchetto di poco conto, scappa, viene ripreso, trova conforto, poi viene nuovamente rapito, sottratto continuamente a un destino di felicit&agrave; che ritarda soltanto il suo compimento.<br />Sulla strada di questo magnifico ed emozionante racconto di formazione, Oliver cade tra le grinfie del vecchio Fagin (<strong><font color="#3813e9">Ben Kingsley</font></strong>), che gli insegna &ndash;si fa per dire- l&rsquo;arte di arrangiarsi e vivere di espedienti, e poi viene fagocitato dall&rsquo;anima nera di Bill Sykes (Jamie Foreman). Bill &egrave; il cattivo per antonomasia nella narrativa dickensiana, un losco figuro cui non si concede il dono della redenzione, ma solo la compassione per la cecit&agrave; di non saper cogliere neppure l&rsquo;affetto della giovane Nancy (Leanne Rowe). Ma il mondo &egrave; fondamentalmente buono, e le persone sono votate al bene. Le difficolt&agrave; della vita rendono pi&ugrave; dolce e duratura la felicit&agrave;.<br />Roman Polanski segue fedelmente il romanzo, non guarda nemmeno ai precedenti e illustri adattamenti dell&rsquo;opera, e di certo non ha alcun interesse nel ripercorrere le note musicali dell&rsquo;<em>Oliver!</em> di Lionel Bart, la cui trasposizione cinematografica frutt&ograve; nel 1968 al film una cascata di Oscar e un premio anche al regista Carol Reed. Rimane impareggiabile per tocco, cultura, atmosfere e rievocazione letteraria la riduzione diretta da <strong><font color="#2210e3">David Lean</font></strong> nel 1948; quasi sessant&rsquo;anni dopo, comunque, questa nuova versione, non indispensabile ma interessante, ci riporta a confronto con un testo immortale e ahinoi ancora attuale. Il mondo vissuto &ndash; pi&ugrave; che visto &ndash; dai bambini, in una prospettiva che l&rsquo;occhio cinematografico dell'autore fotografa spogliandolo di qualsiasi leggerezza, di qualsiasi intonazione fiabesca.&nbsp;<br />Polanski ci mostra l&rsquo;altra parte di mondo, quello diviso in classi, quello dei poveri e dei borghesi, quel sottobosco di povera gente che non &egrave; nata cattiva ma &egrave; stata forzata dagli eventi e dalla mancanza di speranza a trovare il modo di arrangiarsi. In mezzo al caos di una societ&agrave; sulla via dell&rsquo;industrializzazione, met&agrave; rurale met&agrave; urbana, di gente con i calli alle mani e gli abiti rammendati, i bambini abbandonati non hanno il tempo di crescere. Niente favole della buonanotte, biscotti caldi, abiti puliti. Niente scuola, nessuna educazione. La strada ti educa, &egrave; in essa e ad essa che devi sopravvivere e farti uomo. Solo, non come Bill. Prendi un po&rsquo; dell&rsquo;amore di Nancy, creatura sfortunata ma non perduta. Cerca la tua casa, cogli il buono che trovi dagli incontri del destino e dall&rsquo;aiuto amorevole degli sconosciuti, e guarda al futuro. Sopravvivi, cresci, spera.<br />Il film di Polanski si distingue dalle tradizionali trasposizioni di Dickens per il fatto di rendere Oliver Twist un dramma vero, quasi sociale, quello dei piccoli che avrebbero diritto a crescere bene e a contare sul calore di una famiglia, non importa quale. La ricerca d&rsquo;affetto, con o senza esito, &egrave; un tema attorno al quale il film ricama senza mai diventare sentimentale. Nancy non canter&agrave; mai &laquo;<em>As long as he needs me</em>&raquo;, e lo spettatore non deve pensare di aspettarsi gli equilibri tra commedia e dramma, che sono invece una costante della letteratura dickensiana e dei suoi adattamenti per il cinema e la televisione. &Egrave; caratteristica peculiare di Polanski trattare i soggetti cinematografici e rappresentarli in modo realistico, anche se non attraverso la lente del realismo.&nbsp;<br />In questa cornice meno dickensiana e pi&ugrave; storica ha quindi valore l&rsquo;impeccabile allestimento, e assume un senso la scelta di affidare ad attori pi&ugrave; teatrali che cinematografici (con l&rsquo;eccezione di Ben Kingsley, ben nascosto dietro la maschera di Fagin) una galleria di personaggi gi&agrave; resi indelebili dalla penna del loro creatore. Non ci sono stelle. Solo la storia.&nbsp;<br /><br /><strong>Francesca Borrione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-roman-polanski.html" title="">Special Roman Polanski</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Oliver Twist<br />Regia: Roman Polanski<br />Attori: Ben Kingsley, Jamie Foreman, Barney Clark, Harry Eden, Leanne Rowe, Edward Hardwicke, Mark Strong<br />Sceneggiatura: Ronald Harwood<br />Colonna sonora: Rachel Portman<br />Fotografia: Pawel Edelman<br />Scenografia: Allan Starski<br />Durata: 130'<br />Anno: 2005</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='398133985133742966-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='398133985133742966-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='398133985133742966-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3915905_orig.jpg' rel='lightbox[gallery398133985133742966]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Oliver Twist, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3915905.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='220' style='position:absolute;border:0;width:113.52%;top:0%;left:-6.76%' /></a></div></div></div></div></div><div id='398133985133742966-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='398133985133742966-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9389546_orig.jpg' rel='lightbox[gallery398133985133742966]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Oliver Twist, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/9389546.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='249' style='position:absolute;border:0;width:100.3%;top:0%;left:-0.15%' /></a></div></div></div></div></div><div id='398133985133742966-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='398133985133742966-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5593186_orig.jpg' rel='lightbox[gallery398133985133742966]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Oliver Twist, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/5593186.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='224' style='position:absolute;border:0;width:111.5%;top:0%;left:-5.75%' /></a></div></div></div></div></div><div id='398133985133742966-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='398133985133742966-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7849607_orig.jpg' rel='lightbox[gallery398133985133742966]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Oliver Twist, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/7849607.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='222' style='position:absolute;border:0;width:112.5%;top:0%;left:-6.25%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; 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l&rsquo;ultimo realizzato negli Stati Uniti, a causa delle note vicende legate all&rsquo;accusa per violenza carnale che nel 1977 lo costrinse ad una fuga precipitosa a Londra per poi trasferirsi a Parigi senza fare pi&ugrave; ritorno Oltreoceano.&nbsp;Los Angeles, 1937. Il detective privato ed ex poliziotto J.J. Gittes viene incaricato da una donna che si presenta come la signora Mulwr [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4792203.jpg?187" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; none;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Correva l&rsquo;anno 1974 quando <strong><font color="#130de9">Roman Polanski</font></strong> diresse <strong><font color="#1711ef">Chinatown</font></strong>, il suo ottavo lungometraggio nonch&eacute; l&rsquo;ultimo realizzato negli Stati Uniti, a causa delle note vicende legate all&rsquo;accusa per violenza carnale che nel 1977 lo costrinse ad una fuga precipitosa a Londra per poi trasferirsi a Parigi senza fare pi&ugrave; ritorno Oltreoceano.&nbsp;<br />Los Angeles, 1937. Il detective privato ed ex poliziotto J.J. Gittes viene incaricato da una donna che si presenta come la signora Mulwray d&rsquo;investigare sulla presunta infedelt&agrave; del marito, un ingegnere a capo del Dipartimento per l&rsquo;acqua di Los Angeles. Ben presto viene a sapere di essere stato raggirato, dal momento che la vera signora Mulwray non l&rsquo;ha mai ingaggiato per pedinare il marito, trovato morto pochi giorni dopo. Deciso a venire a capo di quest&rsquo;intrigo inizia a investigare, fino a scoprire un enorme caso di corruzione pubblica e una scabrosa e terrificante vicenda privata.<br />Polanski rende omaggio al cinema noir, nato negli Stati Uniti all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;40, con un film di grande atmosfera, forte di un&rsquo;accurata e minuziosa ricostruzione d&rsquo;ambienti. Con uno stile classico ma al contempo personalissimo il cineasta di origini polacche mette in scena un&rsquo;opera dalla trama fitta e intricata, ben sorretta dalla sceneggiatura di ferro di <strong><font color="#160fea">Robert Towne</font></strong>. In <em>Chinatown</em> la regia &egrave; puntuale, semplice e pulita, al servizio della storia, senza sterili virtuosismi o inutili barocchismi.&nbsp;<br />L&rsquo;universo descritto da Polanski, che si ritaglia un breve cameo nei panni di un piccolo malvivente, &egrave; quello tipico della miglior tradizione del genere noir, con un investigatore privato - ironico, cinico e disilluso - al centro dell&rsquo;azione. Ad interpretarlo, ennesimo punto di forza del film, un <strong><font color="#130cee">Jack Nicholson</font></strong> in gran forma, dal perenne sorriso strafottente e insofferente a ogni forma di abuso di potere. Il suo personaggio si muove in un mondo ancor pi&ugrave; spietato e malvagio di quello rappresentato nella maggior parte dei film che hanno reso immortale questo particolare genere cinematografico. Infatti, seppur imbevuto di alcuni gustosi siparietti ironici dove l&rsquo;istrionismo di Nicholson d&agrave; il meglio di s&eacute;, <em>Chinatown</em> mette in scena il male assoluto, radicato in profondit&agrave; nella societ&agrave; sia a livello politico-istituzionale sia a livello familiare, dove si annida l&rsquo;orrore pi&ugrave; indicibile.&nbsp;<br />Polanski si prende tutto il tempo necessario per dipanare gli eventi in maniera graduale ma inarrestabile, creando un&rsquo;atmosfera di grande suggestione e provocando un forte impatto emotivo nello spettatore fino a deflagrare nello straziante e indimenticabile epilogo. Un finale tragico e disperato, ambientato a Chinatown, luogo in precedenza solo evocato in un paio di dialoghi da Gittes per averci lavorato in veste di poliziotto e che si ripresenta in maniera ineluttabile al protagonista. D'altronde in un mondo dominato dalla corruzione, vista e accettata dai pi&ugrave; come se fosse una cosa normalissima, non pu&ograve; esserci alcuna salvezza n&eacute; via di fuga, ed &egrave; del tutto inutile provare a lottare e a opporsi. Meglio quindi lasciare stare, come ricorda uno dei suoi soci a Gittes: &ldquo;<em>lascia perdere Jack. &Egrave; Chinatown</em>.&rdquo; Un finale cupo, amaro e privo di speranza, fortissimamente voluto da Polanski che dovette discutere con lo sceneggiatore Robert Towne, il quale invece avrebbe preferito un happy ending.<br />A impreziosire ulteriormente questo capolavoro del neo-noir ci pensa un cast in stato di grazia, dove accanto a un gigantesco Jack Nicholson troviamo una sensuale ed elegante <strong><font color="#100aeb">Faye Dunaway</font></strong>, algida e distaccata in superfice ma terribilmente fragile, dolente e sofferente nel profondo e un mefistofelico e ambiguo John Houston, in un ruolo a dir poco sgradevole e mostruoso. Perfetto il commento sonoro di Jerry Goldsmith, che rimanda ad atmosfere tipicamente chandleriane.&nbsp;<br />Insieme a <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/29/post/2013/10/rosemarys-baby-all-of-them-witches.html" target="_blank">Rosemary&rsquo;s Baby</a></u>, <em>Chinatown</em> &egrave; stato il pi&ugrave; grande successo commerciale per il regista polacco in terra americana (nel 1975 venne candidato a ben undici Oscar, portandosi a casa solo il premio per la miglior sceneggiatura), e resta a tutt&rsquo;oggi uno dei suoi film pi&ugrave; belli, compiuti e riusciti a livello artistico.<br /><br /><strong>Boris Schumacher</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <u><a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-roman-polanski.html">Special Roman Polanski</a></u><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: Chinatown<br />Anno: 1974<br />Regia: Roman Polanski<br />Sceneggiatura: Robert Towne<br />Fotografia: John A. Alonzo<br />Musiche: Jerry Goldsmith<br />Durata: 130&rsquo;<br />Attori principali: Jack Nicholson, Faye Dunaway, John Huston</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='704916294992229710-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='704916294992229710-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='704916294992229710-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6516826_orig.jpg' rel='lightbox[gallery704916294992229710]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Chinatown, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6516826.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='144' style='position:absolute;border:0;width:173.44%;top:0%;left:-36.72%' /></a></div></div></div></div></div><div id='704916294992229710-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='704916294992229710-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3075837_orig.jpg' rel='lightbox[gallery704916294992229710]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Chinatown, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/3075837.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='165' style='position:absolute;border:0;width:151.36%;top:0%;left:-25.68%' /></a></div></div></div></div></div><div id='704916294992229710-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='704916294992229710-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6961906_orig.jpg' rel='lightbox[gallery704916294992229710]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Chinatown, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/6961906.jpg' class='galleryImage' _width='330' _height='250' style='position:absolute;border:0;width:100%;top:-0.51%;left:0%' /></a></div></div></div></div></div><div id='704916294992229710-imageContainer3' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='704916294992229710-insideImageContainer3' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2967248_orig.jpeg' rel='lightbox[gallery704916294992229710]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Chinatown, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/2967248.jpeg' class='galleryImage' _width='333' _height='219' style='position:absolute;border:0;width:114.04%;top:0%;left:-7.02%' /></a></div></div></div></div></div><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span> </div>  				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-medium wsite-youtube-align-left"> 	<div class="wsite-youtube-container">                  		<iframe src="http://www.youtube.com/embed/T37QkBc4IGY?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> 	</div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL PIANISTA - La sopravvivenza di una nazione]]></title><link><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/il-pianista-la-sopravvivenza-di-una-nazione]]></link><comments><![CDATA[http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/il-pianista-la-sopravvivenza-di-una-nazione#comments]]></comments><pubDate>Fri, 01 Nov 2013 23:26:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[adrien brody]]></category><category><![CDATA[il pianista]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.orizzontidigloria.com/roman-polanski/il-pianista-la-sopravvivenza-di-una-nazione</guid><description><![CDATA[ Il film storico sulla Seconda Guerra Mondiale si &egrave; sempre tendenzialmente orientato a raccontare due aspetti: da un lato la guerra, con le sue strategie, le battaglie, la politica e lo scacchiere internazionale; dall&rsquo;altro l&rsquo;Olocausto, con le biografie importanti di piccoli grandi eroi del nostro tempo, segnati dall&rsquo;orrore della deportazione e del genocidio.&nbsp;L&rsquo;impegno culturale del cinema di mantenere viva la memoria collettiva non &egrave; mai venuto meno, e [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4906736.jpg?186" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder" /></a><span style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Il film storico sulla Seconda Guerra Mondiale si &egrave; sempre tendenzialmente orientato a raccontare due aspetti: da un lato la guerra, con le sue strategie, le battaglie, la politica e lo scacchiere internazionale; dall&rsquo;altro l&rsquo;Olocausto, con le biografie importanti di piccoli grandi eroi del nostro tempo, segnati dall&rsquo;orrore della deportazione e del genocidio.&nbsp;<br />L&rsquo;impegno culturale del cinema di mantenere viva la memoria collettiva non &egrave; mai venuto meno, e ogni volta che un cineasta decide di affrontare uno di questi delicatissimi temi l&rsquo;attenzione &egrave; alta. E il rischio pure. Laddove sembrava che <em style="">Schindler&rsquo;s List</em> avesse posto in qualche modo una parola definitiva sulla rappresentazione cinematografica dell&rsquo;Olocausto, <strong><font color="#3e0ce6">Roman Polanski</font></strong> ne ha colto una diversa prospettiva, non meno raffinata anche se meno ambiziosa, ma pi&ugrave; empatica.<br />Il pianista &egrave; Wladyslaw Szpilman (<strong><font color="#2a11ee">Adrien Brody</font></strong>), ebreo polacco fiero delle proprie origini. Conduce una vita ordinaria, la cui straordinariet&agrave; &egrave; data dal dono della musica. Szpilman &egrave; un pianista magnifico, eppure vive anche questo suo talento con timidezza e modestia. Sullo sfondo, i venti di guerra, che diventano un uragano con l&rsquo;occupazione tedesca. Miracolosamente scampato alla deportazione, Szpilman comincia una fuga disperata tra i buchi pi&ugrave; scuri di Varsavia, nascondendosi ora in un luogo, ora in un altro, una notte sotto le tavole di un pavimento, l&rsquo;altra sui tetti, dentro i soffitti. Intanto il tempo passa, e lui osserva dalla sua prospettiva stretta e distorta il degenerare della guerra, la morte, la distruzione. Szpilman &egrave; l&rsquo;occhio del sopravvissuto e il peso della colpa di chi non soccombe, un giovane uomo che si riduce a uno scheletro ma tiene alta la sua dignit&agrave; di essere umano. <em style="">&Egrave;</em> la memoria. Ed &egrave; la memoria che impariamo come spettatori, anche noi studenti di storia, dalla finestra angusta della fuga del protagonista, tra le sbarre della libert&agrave;.  <br />Il racconto dell&rsquo;odissea di <strong><font color="#3314ea">Wladyslaw Szpilman</font></strong> nella Varsavia dell&rsquo;occupazione nazista non &egrave; solo la biografia di un grande pianista che grazie alla musica riesce letteralmente a salvare la propria vita, ma &egrave; il racconto di una nazione. Szpilman &egrave; solo un uomo, ed &egrave; un uomo solo, protagonista assoluto e solitario per oltre due ore, e proprio perch&eacute; stretto e isolato come unico abitante di un paese senza pi&ugrave; umanit&agrave; intatta, finisce con il rappresentare il dolore, la pena e lo spirito di sopravvivenza di un intero popolo. Szpilman lo incarna, anche se di corporeit&agrave; ne rimane veramente un filo nell&rsquo;esile figura di Adrien Brody, qui nella prova della vita. Raffigurare il personaggio diventa limare le forme e privarsi della fisicit&agrave; naturale dell&rsquo;attore per recuperare invece la sensibilit&agrave;, l&rsquo;empatia, i sensi, senza mai perdere, ma anzi mantenendo costante e viva, la dignit&agrave;. Ogni gesto di Szpilman &egrave; il movimento fiero della collettivit&agrave; assente, martoriata, della citt&agrave; distrutta, cancellata e ridotta in polvere. Ma &egrave; anche il film nella sua completezza a riconnettersi con l&rsquo;idea pi&ugrave; alta di umanit&agrave; e di compassione, e anche di speranza, quando la salvezza passa dal cuore di un uomo che sta solo dal lato opposto della barricata, ma che pu&ograve; sentire, e commuoversi, anche solo per una nota di pianoforte.<br />Polanski non gioca con la retorica, n&eacute; con la manipolazione delle emozioni. <strong><font color="#1e11e8">Il pianista</font></strong> rappresenta tuttavia una prova catartica per lo spettatore, ma &egrave; una catarsi anche per il regista, che a settant&rsquo;anni si cimenta per la prima volta con il cinema di impegno civile e anche con la propria storia personale. Parlare degli altri per parlare di s&eacute;. Polanski si consegna al pubblico e alla cinematografia con la sua opera dal linguaggio pi&ugrave; universale, accolta con tre Oscar e con la Palma d'Oro a Cannes.<br />Roman Polanski gestisce l&rsquo;ambiente del film come un grande palcoscenico ricco di elementi, oggetti, persone, simboli. Abbiamo Varsavia. Abbiamo la famiglia di Szpilman. La citt&agrave;. Le strade. Le voci della gente, la musica, gli abiti delle belle ragazze, il tempo delle fantasie romantiche, il gusto delle illusioni. Poi l&rsquo;avvento nazista. La famiglia, via. Varsavia, sparita. Le ragazze diventano donne provate e severe, dilaniate dalla pena o vendute al partito di Hitler. In mezzo alle perdite, in mezzo agli elementi di cui Polanski ci priva come una progressiva sottrazione di sicurezze, sta Szpilman, colui che era un pianista e che conserva comunque quel tocco poetico, struggente e umano anche di fronte alle atrocit&agrave;.  <br />L'autore toglie tutto alla scena, e paradossalmente la riempie. Diventa addirittura claustrofobico quando getta il suo protagonista - e con lui la macchina da presa - negli angoli pi&ugrave; remoti della Varsavia chiusa a chiave, ridotta a un osso. Ma quando ci apre la vista su ci&ograve; che rimane, e tutto &egrave; mucchi di cenere e rovine accatastate qua e l&agrave;, il respiro si spezza. La guerra ha stilizzato il paesaggio, il deserto, il presente senza orizzonte. Ma l&rsquo;immagine parla, fissa, alle nostre coscienze.&nbsp;&nbsp;<br /><br /><strong>Francesca Borrione</strong><br /><br />Sezione di riferimento: <a href="http://www.orizzontidigloria.com/special-roman-polanski.html"><u>Special Roman Polanski</u></a><br /><br /><br /><em>Scheda tecnica</em><br /><br />Titolo originale: The Pianist<br />Anno: 2002<br />Regia: Roman Polanski<br />Attori: Adrien Brody, Emilia Fox, Thomas Kretschmann, Michal Zebrowski<br />Sceneggiatura: Ronald Harwood<br />Fotografia: Pawe&#322; Edelman<br />Musica: Wojciech Kilar<br />Scenografia: Allan Starski<br />Durata: 150 min.<span style=""></span><br /><span style=""></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='178102633668140564-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'> <div id='178102633668140564-imageContainer0' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='178102633668140564-insideImageContainer0' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8511377_orig.jpg' rel='lightbox[gallery178102633668140564]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il pianista, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/8511377.jpg' class='galleryImage' _width='333' _height='223' style='position:absolute;border:0;width:112%;top:0%;left:-6%' /></a></div></div></div></div></div><div id='178102633668140564-imageContainer1' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='178102633668140564-insideImageContainer1' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; width:100%; padding:0 0 75%;overflow:hidden;'><div class='galleryInnerImageHolder'><a href='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4088905_orig.png' rel='lightbox[gallery178102633668140564]' onclick='if (!window.lightboxLoaded) return false' title='Il pianista, di Roman Polanski, immagini del film'><img src='http://www.orizzontidigloria.com/uploads/7/8/6/3/7863172/4088905.png' class='galleryImage' _width='333' _height='177' style='position:absolute;border:0;width:141.1%;top:0%;left:-20.55%' /></a></div></div></div></div></div><div id='178102633668140564-imageContainer2' style='float:left;width:24.95%;margin:0;'><div id='178102633668140564-insideImageContainer2' style='position:relative;margin:5px;'><div class='galleryImageBorder' style='border-width:1px;padding:3px;'><div class='galleryImageHolder' style='position:relative; 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